La schiava bianca e il pistolero

Dove eravamo rimasti?

Shary e Leonard si incontrano... A Fort Brown (60%)

Venduta!

All’imbrunire, l’uomo con il cappello d’argento, tornò nella capanna. Aveva spaccato la legna e catturato una lepre. Si rivolse a Dawson con le solite maniere che non ammettono repliche.

“Vai al fiume e cerca di procurare più acqua possibile, dobbiamo fare il bagno a questa bella signora”

Dawson sbuffò, si rimise in testa il cappello sudicio, prese il secchio e il fucile e uscì. Poi rivolto alla ragazza. “Mi chiamo Silver, riccioli d’oro. Forse avrai sentito parlare di me”

“State cercando di spaventarmi più di quanto non lo sia già?”

L’uomo le si avvicinò e tirò fuori dalla fondina un lungo coltello da caccia.

Shary scalciò e gridò.

“Stai ferma! Voglio solo slegarti”

La liberò dai legacci, Shary si massaggiò i polsi.

“Siete un bandito?” chiese.

“Qualcosa del genere. Ora accenderò un fuoco al centro della stanza e cuocerò la lepre. Mangeremo e poi ti laverai con l’acqua calda. E stasera partiamo per Fort Brown”

Sempre meglio che stare in questa capanna puzzolente, pensò Shary.

Dawson tornò con il secchio dell’acqua, si gettò sulle costolette di lepre annerite che erano rimaste, poi si cacciò un sigaro tra i denti.

“Vado a fare la guardia” disse.

Silver aprì un baule e tirò fuori un abito azzurro e un cappello di piume. Li porse alla ragazza.

“Dopo che ti sarai lavata gradirei indossassi quest’abito”

Shary guardò gli stracci che aveva addosso, sporchi e laceri per le traversie del viaggio.

“Posso avere un pezzo di sapone o è chiedere troppo?”

Silver cercò nel baule e tornò con una scaglia bianca.

“Sei fortunata” disse.

Silver odorava di cuoio. Forse veniva dagli stivali o erano i polsini fermati con i lacci. Gli occhi neri la guardavano dal basso verso l’alto. Poiché non si decideva ad andarsene, Shary si coprì con il vestito azzurro: quell’uomo la metteva a disagio.

“Un’ultima cosa, Shary. Quando saremo al forte non potrò averti sempre a tiro e potresti avere l’occasione di fuggire. Sappi che se lo farai andrò a cercare Sophie. Capisci cosa intendo?”

“Sì”

Silver uscì dalla capanna. L’aveva chiamata per nome, si stupì per averlo fatto.

                                                 ***         ****        ***

Leonard aveva cavalcato per due giorni ed era sfinito. Trovarono i resti di un vecchio acquedotto e il cavallo si abbeverò mentre lui riposava. Da lontano arrivavano rumori sordi che sembravano tuoni, ma erano cannoni.

Durante il viaggio aveva visto carovane cariche di cadaveri, le mosche si affollavano sopra ai carri e gli uccelli volavano bassi. Aveva bisogno di un buon bagno e di bere qualcosa che non sapesse di sabbia e fango.

Anacleto, lo stallone grigio chiaro che lo accompagnava dovunque, era irrequieto. Forse fiutava già l’odore dell’oceano. Si arrampicarono sopra alle montagne tra le rocce da cui spuntavano ciuffi d’erba secca e sterpaglie. Una volta sulla cima, si aprì davanti a loro per miglia e miglia la distesa liscia dell’oceano. Scesero verso la palude dove la natura era lussureggiante.  Prima di mezzogiorno arrivarono a Fort Brown.

Le alte palizzate di legno e le camerate dei soldati  gli erano famigliari, ma nel fortino era cambiato tutto. Aveva smesso di essere una roccaforte militare ed era diventato un centro commerciale, un mercato, un rifugio per senza tetto.

Incontrò uomini che conducevano vacche o pecore, contadini con i carri carichi di ortaggi e donne con piccoli sigari e gli occhi neri che cercavano compagnia.

Al centro del fortino, nella vasta spianata, era stato allestito un palco dove i battitori vendevano la merce più pregiata. Vide che c’era un grosso assembramento, sentiva gli uomini gridare e ragazzini che correvano a chiamare gli altri. Le donne invece si tenevano in disparte e chiacchieravano animatamente.

Leonard assicurò Anacleto a una palizzata e si fece largo tra la folla. Nonostante fosse alto, la sua vista non era più quella di una volta, cercò di avvicinarsi più che poteva per scorgere meglio l’oggetto di tanto interesse.

Rimase stupito nel vedere una donna esile al centro del palco, fasciata in un abito azzurro che si intonava ai suoi occhi. Dal cappello, con alte piume di struzzo, fuoriuscivano boccoli biondi che le ricadevano morbidi sulle spalle.

Un uomo stava per battere l’ultimo prezzo.

“Stiamo per aggiudicare la bellezza che vedete al mio fianco al signore con la giubba rossa al prezzo di…”

“Io ho questo” disse Leonard allungando il braccio. Nel palmo della mano una pepita d’oro grande come un sassolino, dai bordi irregolari.

Il banditore lo invitò ad avvicinarsi. Guardò la pepita e la pesò.

“Direi che la vostra è l’offerta migliore signor…”

“Darcy. Mi chiamo Leonard Darcy”

Shary lo guardò con gli occhi sbarrati. Vide un uomo magro, con i capelli lunghi, un gilet di pelle marrone e pantaloni della stessa tinta. Il cinturone che pendeva sulla coscia sinistra era vuoto. Prima di salire sul palco lui la guardò. Aveva gli occhi verdi con qualche pagliuzza dorata.

“Venduta” disse il banditore.

Qualche domanda sul passato di Leonard

  • Voleva farsi prete (22%)
    22
  • Faceva parte di una banda di balordi (33%)
    33
  • Ha commesso un omicidio (44%)
    44
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651 Commenti

  • Carissima,
    mi permetto di disturbarti per un rammarico… non hai letto il mio ultimo episodio!! e ci tenevo al tuo parere. 🙁 Ma anche per chiederti – sempre che tu voglia dirlo- qual è la piattaforma in cui scrivi adesso ( lo dicevi da Napo) … Un abbraccio grande.

    • Ciao Lucia, fa piacere, anche a distanza di tempo, ricevere ancora commenti. Questo racconto è il mio preferito, chiuderlo è stato un po’ triste e penso si sia notato quando il cavallo ha seguito la traiettoria del falco che lo portava lontano…
      Tuttavia sto pensando di scrivere qualcosa utilizzando lo stesso periodo storico ma non destinata alla pubblicazione, piuttosto con un occhio al mondo del cinema. Vedremo. Grazie per avermi seguita fino a qui. Un caro saluto 🙂

  • Mamma mia! Questo finale non me lo aspettavo…e sono molto entusiasta! Carissima Angela, sono stata impegnata per un po’, scusami se sono in ritardo. La tua è stata una storia coinvolgente, piena di emozioni e scenari da film..mi è piaciuta tantissimo. E’ ricca di personaggi e quindi le diverse personalità che si sono confrontate mi hanno deliziata e mi hanno fatta affezionare al tuo racconto come mi è capitato con pochissimi. Il finale rosa..beh, ognuno la pensa a modo suo, io ti dico semplicemente che ho provato tanta gioia e le parole con cui hai descritto la scena del bacio mi sono sembrate una dolce poesia che mi ha avvolta e mi ha fatta sentire davvero bene.
    Ti abbraccio forte Angela! Spero di risentirci presto! 😀

    • Ciao carissima Girasole, il tuo commento non poteva mancare e mi ha fatto un’ enorme piacere perché so che hai seguito e apprezzato il racconto fin dalle prime battute. Sono felice che il finale ti sia piaciuto, è romantico quanto basta e lascia all’ immaginazione del lettore la facoltà di completarlo come meglio crede. Grazie per avermi seguita, è stato un piacere. Un caro saluto 🙂 Ciaoooo

  • Me lo son goduto proprio questo racconto. Angela, secondo me resta il rimpianto che ti sei autoeliminata dal decatlon perché con il giallo saresti potuta passare avanti e incontrare me (che sfida!) nella poesia 🙂

    Sul racconto concordo molto con boostwriter sul fatto che la profezia dell’indiano andava rispettata, almeno per la magica figura che lo circonda. Però anche il lieto fine, alla fine, non mi è dispiaciuto.
    Scritto in modo fantastico, brava!

    • Ti dirò, Diego, che il finale drammatico non mi sarebbe dispiaciuto. Forse perché penso che Shary sia un personaggio in crescita: l’abbiamo incontrata che stava lì, davanti al signor Cotton impacciata e spaventata, poi abbiamo visto che in qualche modo ha tirato fuori le unghie e se l’è cavata anche da sola. E quando è stato il caso si è separata da Leonard per tornarsene a casa sua. Salvo poi tornare, da sola (impensabile un viaggio così lungo da sola, in quel tempo), per chiedere spiegazioni. Avrebbe superato anche la perdita di Leonard e sarebbe diventata più forte, più coriacea. Ma questi sono racconti interattivi dove l’autore deve tenere conto del volere dei lettori e io non mi sono sottratta. La stragrande maggioranza voleva il rosa, io non amo il genere, immagina che fatica per me dover anche solo pensare a un finale in gloria. Ma tant’è.
      Il risultato penso che abbia accontentato tutti, pure me. Sono soddisfatta del testo, l’indiano è stata una scelta dei lettori, in realtà la mia prima scelta era il nonno che tirava la pistola a Leonard. Il resto te lo lascio immaginare 🙂
      Grazie per avermi commentata, un caro saluto.

  • Letto gli ultimi due capitoli: davvero ben scritti e arricchiti con una perfetta dose di malinconia, come piace a me.
    Ci sono due cose che avrei trattato diversamente: certe parti sono troppo riassuntive, ma purtroppo lo spazio è quello. Però ad esempio, il nonno: uno che ha scelto di vivere da eremita… trovo difficile che da un giorno all’altro si faccia “una doccia” e via, solo per guarire il nipote. Di sicuro, poi, tornerebbe a fare l’eremita.
    Il finale rosa… ma lo sapevi già.
    Anche perché io avrei lasciato Leonard morire come aveva predetto l’indiano. Insomma, la figura dell’indiano è un “deus ex machina”, se ha il potere di venire dal nulla e cambiare gli eventi, allora quando dice “questo morirà”, per me deve essere rispettata la sua previsione.
    Comunque, nel complesso, di sicuro tra le migliori storie su TI, se non altro per come è scritta: davvero in modo professionale.

    • Ciao Bootswriter, concordo sul riassunto- obbligato, secondo me, questo racconto si prestava almeno a un sequel, ma ho voluto fortemente racchiuderlo in 10 capitoli con tutti i rischi e gli svantaggi che ne sono derivati.
      Il discorso del nonno è solo uno dei problemi che ho dovuto affrontare. Una metamorfosi alla velocità della luce, davvero poco credibile. Quando a Leonard, se lo avessi lasciato morire, penso che le lettrici mi avrebbero messa sulla lista nera. Secondo me questo finale è azzeccato. Grazie per il commento e anche per i complimenti, mi ero affezionata ai personaggi, è stato un dramma chiuderlo. Ma va bene così. A presto!

      • Se dovessi mai decidere di rivederlo e ampliarlo ti do qualche suggerimento che mi è venuto in mente: tutta la storia potrebbe essere raccontata dall’indiano, fin dall’inizio. Non servirebbe presentarlo, basterebbe solo introdurre una voce narrante in modo che il lettore si chieda fin da subito chi sia questo misterioso personaggio che narra la vicenda (a un nipote? E per quale motivo?). In questo modo, la sua comparsa sarebbe meno “strana” e si avrebbe un motivo più forte per la sua presenza.
        Ovviamente, questo modifica un po’ le cose: ad esempio, dovresti capire come conosce i fatti antecedenti alla storia principale (la vita nel ranch delle due protagoniste).
        In effetti, potrebbe essere tutto spietato in un eventuale sequel dove la cattivona del ranch in realtà non muore in seguito a una rapita, ma diventa proprio l’antagonista principale.

        Per il “desiderio delle lettrici”… non bisogna mai esaudirlo (a meno che tu non voglia chiudere definitivamente), perché sono convinto che sia proprio il lasciare i lettori “insoddisfatti”, il vero segreto.

  • Strepitoso questo finale! Commovente e sembra di vedere la scena di un film con le star di hollywood, secondo me potrebbe essere un buon soggetto per un film di genere… e mi immagino questo epilogo con una struggente colonna sonora in sottofondo che lentamente si sfuma sull’abbraccio dei due protagonisti. Brava Angela, considerando che purtroppo il limite dei caratteri non consente di esplicitare a dovere tutti i particolari, sei stata sintetica nella maniera adeguata, senza togliere pathos al racconto… allora ti aspetto con una nuova storia! 🙂

    • Carissima Nunzia, ci tenevo al tuo parere. Concordo sul fatto che il racconto si presta molto alla trasposizione cinematografica, forse perché, prima di scriverlo, l’ho prima immaginato, scena per scena, nella mente. Sono contenta che il risultato ti piaccia. Però, al momento non posterò nulla. Mi prendo una lunga pausa dove spero di portare a termine vecchi e nuovi progretti. Un abbraccio e grazie per il gradito commento 🙂

  • Se sono 5000 caratteri esatti sono volati via in un battito di ciglia. E’ un finale bellissimo, come tutta la storia! Durante il passaggio di Shary che stava per andarsene via non ci ho creduto! Non poteva finire così! Poi nelle righe successive, per fortuna, c’è stato il lieto fine. 🙂 Brava!

    • Eccoti! Non poteva mancare la mia gemella siamese 🙂
      Ci ho provato a farvi spaventare: Shary che se ne va via triste e lui che preferisce fare il montanaro (e magari andarsene per bordelli ogni tanto). Ma il rosa ci stava tutto, anche perché li ho maltrattati parecchio durante la storia, se lo meritano. Beati loro! ♥
      Grazie per aver seguito il racconto e per i complimenti. A presto carissima!

    • Che sorpresa, Danio! In genere sei sempre stato piuttosto critico, ma vedo che il finale ha accontentato un po’ tutti … e io che pensavo che Leonard fosse troppo tenero! Sono contenta invece di avergli restituito un carattere e una dignità. Anche se, giustamente, è un uomo e ha i suoi punti deboli, soprattutto davanti a una bella donna. Conenta che ti sia piaciuto. A presto!

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