Dove eravamo rimasti?
La delusione
Leonard giaceva a terra svenuto, il sangue, che fuoriusciva dalla ferita alla schiena, era sgocciolato sulle pietre e aveva formato lingue scure sulla sabbia.
Napo decise di non ucciderlo, sarebbe morto comunque, perché non era in grado di muoversi. Tirò fuori il coltello per gli scalpi e si diresse verso Dawson. Non aveva mai dimenticato l’uomo che aveva portato armi e morte nella sua tribù. Tagliò con vigore e lo lasciò così, con il cranio che sembrava un polpo umido. Pulì il coltello sui pantaloni e lo ripose nel fodero. Fece per andarsene, ma il cavallo di Leonard gli si parò davanti: scalpitava, nitriva, girava su se stesso con gli occhi di fuori, sembrava impazzito.
Napo tentò di calmarlo, era bravo con gli animali, ma Anacleto aveva perso il contatto con il mondo degli spiriti perché era stato troppo a contatto l’uomo bianco. Dopo vari tentativi, l’indiano decise di lasciar perdere.
“Preferisci essere cavalcato dall’uomo bianco? Ti accontento” disse. E si diresse verso Leonard.
Shary fu svegliata dal rumore degli zoccoli sulla veranda. Per un istante stentò a capire dove si trovava, poi si alzò e si affacciò alla porta. Leonard giaceva di traverso sul cavallo, le braccia e le gambe ciondoloni, la camicia nera di sangue.
Shary corse verso di lui, tentò di scuoterlo, lo chiamò più volte, ma invano. Gli sollevò la testa, respirava ancora. Cercò di farlo scivolare lungo il corpo del cavallo. Leonard cadde con un tonfo sordo, Shary gli sostenne la testa durante la caduta.
Restarono a terra, la ragazza, schiacciata dal peso di Leonard, non riusciva a muoversi. Si girò per vedere se c’era qualcosa a cui aggrapparsi e si trovò davanti un uomo massiccio, puzzolente, coperto di pelli incrostate di sporcizia. Riconobbe la figura che aveva visto aggirarsi nei pressi della casa: era l’eremita, il nonno di Leonard, ma soprattutto era un medico.
“Aiutatemi” disse.
Leonard era stato colpito alla schiena, il proiettile aveva danneggiato un rene e aveva perso molto sangue. Nei giorni che seguirono, il nonno e Shary si occuparono di lui. La cosa più importante era reidratare i liquidi che aveva perso e fare in modo che la ferita non si infettasse. Il nonno era un chirurgo, ma, prima di operare , aveva bisogno di medicine e strumenti. Si recò più volte al fortino per procurarsi tutto il necessario e dovette modificare le sue abitudini tornando ad assomigliare a un essere umano. Dopo qualche giorno, Leonard aprì gli occhi.
La luce era troppo forte, fu costretto a chiuderli, per poi tornare a riaprirli. Gli sembrava che la stanza fosse instabile, impegnata in una giravolta continua. Si toccò la schiena dove avvertiva il bruciore di un coltello rovente, trovò la fasciatura. Tentò di girarsi e vide Shary che si era addormentata al tavolo mentre piegava le fasce per il bendaggio, la testa appoggiata sulle braccia incrociate. Fu contento di trovarla ancora lì. Sorrise prima di ricadere nel sonno dal quale era emerso.
Ci vollero almeno due settimane prima di rimettersi in piedi. Shary gli stava sempre intorno, lo sorreggeva, lo imboccava, gli controllava la temperatura, si occupava della casa e della cucina.
La sera, al tramonto, quando il cielo si riempiva di nuvole rosse, si mettevano sulla veranda a prendere il fresco e a raccontarsi le loro vite.
“Sei stato il mio miglior acquisto” disse Leonard in un pomeriggio ventoso che annunciava l’autunno. Si accorse subito di aver detto una stupidaggine. “Scusami, cercavo di farti sorridere e invece ti ho offesa”
“Non mi sono offesa” disse Shary. “Io non mi sono mai sentita una schiava da quando sono con te.”
Gli sterpi si contorcevano al passaggio del vento che spazzava la piana. Shary si sentì felice per la prima volta in vita sua, felice di aver rivelato a Leonard, ma anche a se stessa quello che provava da tempo.
Il nonno aveva trovato un’occupazione al fortino: curava quelli che non potevano permetterselo. Con l’abito di lino e il panama sulla testa, sembrava persino più giovane. Un giorno Leonard gli chiese notizie della lettera che Shary aveva scritto per il padre.
“Controllo ogni volta che scendo al fortino, ma fino ad oggi nessuna risposta” disse il vecchio. “Ma lo sai che se la famiglia viene a cercarla, la perderai.”
Shary stava tornando dal torrente con un paiolo colmo d’acqua. Sentì le loro voci e si fermò per non interromperli.
“Si è compromessa vivendo qui con me, non può restare”
Il nonno si grattò la fronte e sospirò.
“Credevo ti piacesse.”
Leonard non rispose, il viso era contratto.
“Non è questo. Ci siamo fatti delle confidenze e ho scoperto che il padre è un giocatore d’azzardo e la madre è fuggita con un’ amore di gioventù.”
“E allora?” disse il vecchio.
“Ho conosciuto la madre, fa la puttana a San Francisco”
Shary rimase impietrita, le sembrò che tutto il sangue del corpo fosse defluito e non ne restasse neppure una goccia. Il paiolo divenne un macigno, cadde a terra e rotolò giù per la valle. Gli uomini non si erano accorti di lei.
Le sembrò che anche il suo cuore rotolasse via.
Nell'ultimo episodio ci sono dei fili da riannodare...
- Precious Diamond (40%)
- Sophie e il padre di Shary (57%)
- Elvira e Joseph Swanson (3%)

11/10/2014 at 22:00
Mi sembra una conclusione appropriata, che pone la giusta enfasi sull’irrequietezza che ancora alberga nella protagonista.. delicato e commovente. Complimenti per questa avventura letteraria, ci vediamo nella prossima storia! ^_^
10/10/2014 at 22:10
Carissima,
mi permetto di disturbarti per un rammarico… non hai letto il mio ultimo episodio!! e ci tenevo al tuo parere. 🙁 Ma anche per chiederti – sempre che tu voglia dirlo- qual è la piattaforma in cui scrivi adesso ( lo dicevi da Napo) … Un abbraccio grande.
23/09/2014 at 20:59
Finalmente ho letto il finale….Fuori da ogni aspettativa… Ero li che aspettavo che si mettessero insieme da parecchio….Belle le sfaccettature psicologico-emotive….
24/09/2014 at 13:54
Ciao Lucia, fa piacere, anche a distanza di tempo, ricevere ancora commenti. Questo racconto è il mio preferito, chiuderlo è stato un po’ triste e penso si sia notato quando il cavallo ha seguito la traiettoria del falco che lo portava lontano…
Tuttavia sto pensando di scrivere qualcosa utilizzando lo stesso periodo storico ma non destinata alla pubblicazione, piuttosto con un occhio al mondo del cinema. Vedremo. Grazie per avermi seguita fino a qui. Un caro saluto 🙂
21/09/2014 at 16:04
Mamma mia! Questo finale non me lo aspettavo…e sono molto entusiasta! Carissima Angela, sono stata impegnata per un po’, scusami se sono in ritardo. La tua è stata una storia coinvolgente, piena di emozioni e scenari da film..mi è piaciuta tantissimo. E’ ricca di personaggi e quindi le diverse personalità che si sono confrontate mi hanno deliziata e mi hanno fatta affezionare al tuo racconto come mi è capitato con pochissimi. Il finale rosa..beh, ognuno la pensa a modo suo, io ti dico semplicemente che ho provato tanta gioia e le parole con cui hai descritto la scena del bacio mi sono sembrate una dolce poesia che mi ha avvolta e mi ha fatta sentire davvero bene.
Ti abbraccio forte Angela! Spero di risentirci presto! 😀
21/09/2014 at 19:13
Ciao carissima Girasole, il tuo commento non poteva mancare e mi ha fatto un’ enorme piacere perché so che hai seguito e apprezzato il racconto fin dalle prime battute. Sono felice che il finale ti sia piaciuto, è romantico quanto basta e lascia all’ immaginazione del lettore la facoltà di completarlo come meglio crede. Grazie per avermi seguita, è stato un piacere. Un caro saluto 🙂 Ciaoooo
20/09/2014 at 21:38
Me lo son goduto proprio questo racconto. Angela, secondo me resta il rimpianto che ti sei autoeliminata dal decatlon perché con il giallo saresti potuta passare avanti e incontrare me (che sfida!) nella poesia 🙂
Sul racconto concordo molto con boostwriter sul fatto che la profezia dell’indiano andava rispettata, almeno per la magica figura che lo circonda. Però anche il lieto fine, alla fine, non mi è dispiaciuto.
Scritto in modo fantastico, brava!
21/09/2014 at 09:30
Ti dirò, Diego, che il finale drammatico non mi sarebbe dispiaciuto. Forse perché penso che Shary sia un personaggio in crescita: l’abbiamo incontrata che stava lì, davanti al signor Cotton impacciata e spaventata, poi abbiamo visto che in qualche modo ha tirato fuori le unghie e se l’è cavata anche da sola. E quando è stato il caso si è separata da Leonard per tornarsene a casa sua. Salvo poi tornare, da sola (impensabile un viaggio così lungo da sola, in quel tempo), per chiedere spiegazioni. Avrebbe superato anche la perdita di Leonard e sarebbe diventata più forte, più coriacea. Ma questi sono racconti interattivi dove l’autore deve tenere conto del volere dei lettori e io non mi sono sottratta. La stragrande maggioranza voleva il rosa, io non amo il genere, immagina che fatica per me dover anche solo pensare a un finale in gloria. Ma tant’è.
Il risultato penso che abbia accontentato tutti, pure me. Sono soddisfatta del testo, l’indiano è stata una scelta dei lettori, in realtà la mia prima scelta era il nonno che tirava la pistola a Leonard. Il resto te lo lascio immaginare 🙂
Grazie per avermi commentata, un caro saluto.
20/09/2014 at 15:49
Bel racconto 🙂 forse il migliore che ho letto su The Incipit ^^ aspetto il prossimo eh 😉
20/09/2014 at 16:24
Il migliore non credo, di certo è quello che ho amato di più; mi sono affezionata a Shary e Leonard e ogni tanto ci ripenso, come se fossero persone vere che ho conosciuto. Un caro saluto e grazie per il commento 🙂
20/09/2014 at 14:15
Letto gli ultimi due capitoli: davvero ben scritti e arricchiti con una perfetta dose di malinconia, come piace a me.
Ci sono due cose che avrei trattato diversamente: certe parti sono troppo riassuntive, ma purtroppo lo spazio è quello. Però ad esempio, il nonno: uno che ha scelto di vivere da eremita… trovo difficile che da un giorno all’altro si faccia “una doccia” e via, solo per guarire il nipote. Di sicuro, poi, tornerebbe a fare l’eremita.
Il finale rosa… ma lo sapevi già.
Anche perché io avrei lasciato Leonard morire come aveva predetto l’indiano. Insomma, la figura dell’indiano è un “deus ex machina”, se ha il potere di venire dal nulla e cambiare gli eventi, allora quando dice “questo morirà”, per me deve essere rispettata la sua previsione.
Comunque, nel complesso, di sicuro tra le migliori storie su TI, se non altro per come è scritta: davvero in modo professionale.
20/09/2014 at 14:23
Ciao Bootswriter, concordo sul riassunto- obbligato, secondo me, questo racconto si prestava almeno a un sequel, ma ho voluto fortemente racchiuderlo in 10 capitoli con tutti i rischi e gli svantaggi che ne sono derivati.
Il discorso del nonno è solo uno dei problemi che ho dovuto affrontare. Una metamorfosi alla velocità della luce, davvero poco credibile. Quando a Leonard, se lo avessi lasciato morire, penso che le lettrici mi avrebbero messa sulla lista nera. Secondo me questo finale è azzeccato. Grazie per il commento e anche per i complimenti, mi ero affezionata ai personaggi, è stato un dramma chiuderlo. Ma va bene così. A presto!
20/09/2014 at 18:02
Se dovessi mai decidere di rivederlo e ampliarlo ti do qualche suggerimento che mi è venuto in mente: tutta la storia potrebbe essere raccontata dall’indiano, fin dall’inizio. Non servirebbe presentarlo, basterebbe solo introdurre una voce narrante in modo che il lettore si chieda fin da subito chi sia questo misterioso personaggio che narra la vicenda (a un nipote? E per quale motivo?). In questo modo, la sua comparsa sarebbe meno “strana” e si avrebbe un motivo più forte per la sua presenza.
Ovviamente, questo modifica un po’ le cose: ad esempio, dovresti capire come conosce i fatti antecedenti alla storia principale (la vita nel ranch delle due protagoniste).
In effetti, potrebbe essere tutto spietato in un eventuale sequel dove la cattivona del ranch in realtà non muore in seguito a una rapita, ma diventa proprio l’antagonista principale.
Per il “desiderio delle lettrici”… non bisogna mai esaudirlo (a meno che tu non voglia chiudere definitivamente), perché sono convinto che sia proprio il lasciare i lettori “insoddisfatti”, il vero segreto.
20/09/2014 at 18:04
Adesso che ho detto dell’indiano narrante, mi è subito tornato alla mente un film bellissimo, “Vento di passione”, con Brad Pitt.
Se non l’hai visto, fallo, lo apprezzerai molto.
20/09/2014 at 18:15
Sì, ho visto quel film, Pitt con i capelli lunghi è ancora più bello del solito 🙂
Tornando a noi, si potrebbero fare tante cose con questo racconto, anche cambiare punto di vista o, addirittura, tentare con la sceneggiatura, visto che pià d’uno mi ha detto che si presterebbe a una trasposizione cinematografica, ma al momento ho deciso di dedicarmi ad altro, tanto è vero che vengo su TI solo per leggere i miei racconti preferiti. Il tuo incluso. A presto carissimo e grazie per le dritte, che ho trovato molto interessanti. Ciao.
20/09/2014 at 21:35
A me è venuto in mente The lone ranger, che è stato sottovalutato. A me è piaciuto, invece è stato un flop al botteghino…
20/09/2014 at 21:37
Ciao Diego, lo hai letto alla fine! 😛
21/09/2014 at 01:04
Diego ma “The lone ranger” è praticamente un film comico! 🙂
19/09/2014 at 08:25
Strepitoso questo finale! Commovente e sembra di vedere la scena di un film con le star di hollywood, secondo me potrebbe essere un buon soggetto per un film di genere… e mi immagino questo epilogo con una struggente colonna sonora in sottofondo che lentamente si sfuma sull’abbraccio dei due protagonisti. Brava Angela, considerando che purtroppo il limite dei caratteri non consente di esplicitare a dovere tutti i particolari, sei stata sintetica nella maniera adeguata, senza togliere pathos al racconto… allora ti aspetto con una nuova storia! 🙂
19/09/2014 at 08:57
Carissima Nunzia, ci tenevo al tuo parere. Concordo sul fatto che il racconto si presta molto alla trasposizione cinematografica, forse perché, prima di scriverlo, l’ho prima immaginato, scena per scena, nella mente. Sono contenta che il risultato ti piaccia. Però, al momento non posterò nulla. Mi prendo una lunga pausa dove spero di portare a termine vecchi e nuovi progretti. Un abbraccio e grazie per il gradito commento 🙂
17/09/2014 at 14:14
Angela, è un finale bellissimo 🙂
Mi hai fatto scendere anche qualche lacrimuccia 😀
Bravissima, al prossimo racconto 🙂
17/09/2014 at 14:18
Ciao Emma, mi sono commossa pure io e ogni tanto, anche a distanza di giorni, ripenso alla scena finale, cerco di immaginarla come se fosse un film. Non pensavo che questo racconto mi avrebbe preso così tanto e sono felice di averlo condiviso. Grazie a te per avermi seguita fino alla fine 🙂
17/09/2014 at 14:38
Per me è stato un vero piacere seguirti 🙂
Quando si finisce un racconto c’è sempre un po’ di tristezza 🙂
16/09/2014 at 21:50
Se sono 5000 caratteri esatti sono volati via in un battito di ciglia. E’ un finale bellissimo, come tutta la storia! Durante il passaggio di Shary che stava per andarsene via non ci ho creduto! Non poteva finire così! Poi nelle righe successive, per fortuna, c’è stato il lieto fine. 🙂 Brava!
16/09/2014 at 22:10
Eccoti! Non poteva mancare la mia gemella siamese 🙂
Ci ho provato a farvi spaventare: Shary che se ne va via triste e lui che preferisce fare il montanaro (e magari andarsene per bordelli ogni tanto). Ma il rosa ci stava tutto, anche perché li ho maltrattati parecchio durante la storia, se lo meritano. Beati loro! ♥
Grazie per aver seguito il racconto e per i complimenti. A presto carissima!
16/09/2014 at 18:29
Complimenti Angela, proprio il finale che mi sarei aspettato anche se, la scorza dura di Leonard, per un attimo mi ha fatto temere che l’avrebbe lasciata andare. Ti aspetto per la prossima storia. Brava ancora 😉 D.
16/09/2014 at 18:34
Che sorpresa, Danio! In genere sei sempre stato piuttosto critico, ma vedo che il finale ha accontentato un po’ tutti … e io che pensavo che Leonard fosse troppo tenero! Sono contenta invece di avergli restituito un carattere e una dignità. Anche se, giustamente, è un uomo e ha i suoi punti deboli, soprattutto davanti a una bella donna. Conenta che ti sia piaciuto. A presto!