La sventura della donna annodata

Dove eravamo rimasti?

Cominciamo subito con le decisioni difficili: chi è la donna annodata? La madre di Ninetto, donna rinata dopo un corso intensivo per aspiranti milf (50%)

L’aspirante milf

Cinque mesi prima

«Ciao a tutte. Il mio nome è Anna Letizia Vitale e nella vita faccio la segretaria. Ho un figlio di diciannove anni». Fece una pausa, contrastando l’impulso di tornare a casa per annientarsi con una mezza stagione registrata di Grey’s Anatomy.
No! Basta notti insonni a ingollarsi di cibo e televisione. È la mia ultima occasione!
«E anch’io sono un’aspirante milf» dichiarò infine la donna sollevando con fierezza il capo.
«Ciao, Anna Letizia» declamarono in coro le altre dieci femmine sedute in cerchio nella piccola sala malamente illuminata.
«Bene,» intervenne la Docente, con la voce che si apriva un varco attraverso i due gommoni che un tempo erano stati labbra, «ora che tutti ci siamo presentati, possiamo ufficialmente dare inizio al nostro incredibile corso! Un’esperienza che, ne sono certa, cambierà la vita di ognuna di voi, proprio come ha cambiato la mia, rendendomi la numero uno delle milf nostrane!» concluse, ammiccando in direzione di un giovane nerboruto precedentemente qualificatosi come “suo devoto per sempre”.

Oggi

Ninetto si immobilizzò come un coniglio sorpreso da un predatore. Ladri in casa? O è forse la mamma che vuol farmi venire un colpo? Non riusciva a muovere un muscolo, nonostante l’impellenza di accendere la luce. Rimase al buio, ad ascoltare il respiro ansante dell’altro occupante della sua camera da letto. Alla fine, pigiò con un guizzo l’interruttore, uscendo nel contempo dalla stanza per appiattirsi col cuore in gola contro la parete del corridoio.
«Chi c’è?», chiese l’abusivo, provocando un moto di divertita collera in Ninetto.
«Chi c’è lo dico io, se permetti», replicò il ragazzo sporgendo cautamente il capo biondiccio e spettinato dalla porta.
«No che non lo permetto, giovane. Un po’ di rispetto, che diamine!».
Ninetto era incredulo, come quella volta che la madre, un po’ brilla, gli aveva rivelato che subito dopo la sua nascita il padre li aveva abbandonati entrambi perché li amava troppo.
Liutprando Barone si sedette sul letto, guardandosi attorno con aria confusa. «Ho bisogno di prendere fiato… per scapicollarmi qui ho pure rovinato la macchina dell’avvocato; chissà se si è già accorto che l’ho presa in prestito?».
«No, dico,» disse Ninetto mentre l’altro cominciava a tirar su col naso, «ma me lo vuoi dire chi cazzo sei?».
«Scusami, ragazzo, essere in preda a una reazione post-traumatica da stress non è certamente una ragione valida per dimenticare le buone maniere!», rispose Liutprando facendoglisi incontro con la mano tesa. «Il mio nome è Liutprando Barone, imprenditore e artista». S’interruppe per osservare un punto imprecisato sul soffitto. «E il motivo per cui mi hai indecorosamente sorpreso in questo appartamentucolo è che la sua probabile proprietaria giace, sconvenevolmente mezza nuda, annodata al mio letto; indiscutibilmente morta».
«Ma che ca…» reagì Ninetto stringendogli meccanicamente la mano. «Mamma! Mammaaa!».
«Ssh che è notte fonda… non vorrai svegliare qualcuno».
Ninetto era combattuto tra il desiderio di scorticare quel pazzo e quello di verificare che egli non avesse ragione. Corse verso l’altra stanza da letto della casa. Vuota.
«Anna Letizia Vitale… questo pare sia il nome dell’annodata», mormorò frattanto Liutprando, consultando il portafoglio che aveva sottratto poco prima dalla borsa della donna morta.

«Mi sembrava di essere stato chiaro», disse con occhi severi il maresciallo Bonfiglio rivolgendosi a Gianangelo Bruno.
«Suvvia Bonf, sai che sono l’avvocato di Barone».
«Eri l’avvocato di Barone. Ora, nella migliore delle ipotesi, sei solo un mezzo ubriacone disoccupato».
«Dettagli», tirò corto Bruno, stanco di attendere il momento giusto.
«Non osare entrare in casa! È una scena del crimine!», gridò Bonfiglio facendo cenno ai suoi uomini. Ma l’avvocato radiato era già penetrato nella dimora, dirigendosi a grandi falcate verso il luogo del delitto.
Ed ecco lì, stesa sul letto a baldacchino, una donna stagionata legata per i polsi e per le caviglie, vestita solo di mutandine nere.
«Fuori di qui!» intimò Bonfiglio trascinando via Bruno per la collottola prima che potesse mettere piede nella camera da letto di Liutprando.
«Aspetta, aspetta, ingrato d’un vecchio compagno di scuola. Io la conosco quella!».

«Allora?», chiese Mina Sollazzo senza dar tempo al marito di aprire bocca. «Ne ha combinata una bella grossa, eh? Meglio, così ce lo togliamo di torno per sempre, quello stolcre!».
«Pare ci sia una morta strana a casa sua», le bisbigliò all’orecchio Fiore, sbadigliando. «L’hanno trovata in mutande, annodata al suo letto».
«Ommisericordia divina!», esclamò Mina con sguardo impietrito. «Non avrà fatto fuori l’ex moglie?».
«No», rispose laconicamente Fiore avviandosi verso il letto.
«E chi, allora?», chiese la donna parandoglisi davanti con le mani sui fianchi.
Venticinque secondi dopo Fioretto Sollazzo era inginocchiato sul pavimento, intento a sventolare senza troppa convinzione l’ultimo numero della rivista “A kasa d’altri” sopra la moglie svenuta.

Che farà Ninetto quando poco dopo i carabinieri suonano alla porta per annunciargli la tragica dipartita della madre?

  • Scappa insieme a Liutprando (36%)
    36
  • Tace su Liutprando, mentre costui scappa (36%)
    36
  • Consegna loro Liutprando, dopo averlo stordito con un colpetto ben assestato (27%)
    27
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96 Commenti

  • Che dire, oltre che Complimenti?
    C’è scuola in questa storia, la classifichi come ‘giallo’ ma va oltre gli schemi. Humor, noir, c’è un po’ di tutto. Scritto benissimo, molto ben strutturato. Non se ne leggono molti qua in giro di questo livello… a mio modesto parere ovviamente.
    Voto Gianangelo perché i cialtroni buoni sono una categoria da proteggere.

    A presto

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