La sventura della donna annodata

Dove eravamo rimasti?

Ebbene, ci siamo: chi ha ucciso l'aspirante milf Anna Letizia Vitale detta Anlety? Perlina Damico, collega di corso di Anlety, che guarda caso è anche l'avida ex-moglie di Liutprando (100%)

La collana di Perlina

La notte dell’omicidio

«Proprio una bella festa», disse Stella alla Docente allentando il guinzaglio di Ninetto. Costui colse l’occasione per abbeverarsi e accendere una sigaretta.
«Grazie, piccola dominatrice; ormai lo posso confessare: sei stata una delle mie allieve più brillanti!» sussurrò all’orecchio di Stella la Docente, il cui volto, come quello di tutti gli altri partecipanti alla festa di fine corso, era coperto da una maschera. «E ora, se vuoi scusarmi…».
Stella accennò un saluto e tornò a occuparsi di Ninetto; non notò la sua maestra lasciare l’anonimo stanzone – pieno di dominatrici certificate, schiavi e fumo – insieme a Devoto.

«Siamo pronti?», chiese Perlina Damico non appena Devoto e la sua padrona salirono sull’auto.
«Senza dubbio», rispose la Docente contando le banconote che aveva trovato sul sedile.
«E quella pazza di Anlety?».
«Niente paura per lei, non dirà nulla», disse Devoto con voce tremolante, intervenendo prima che la Docente potesse aprir bocca. Che insolenza!, pensò la donna. «L’avevo detto sin dall’inizio, io, che quella sarebbe stata un problema», replicò con tono sprezzante.
Sarebbe stata piuttosto la ciliegina sulla torta della mia vendetta, pensò Perlina sfoggiando un serafico sorriso.
«Non dirà nulla!», s’affrettò a ribadire Devoto, contemplandosi le mani premute sulle ginocchia.

Anlety aveva ricevuto il messaggio di Devoto mentre si accingeva a guardare una replica di Cucine da incubo. Oh, povero cucciolo!, si era detta, così è stasera che accadrà!
Da quando Perlina le aveva chiesto di unirsi alla sua crociata segreta contro l’ex-marito Liutprando, Anlety non aveva smesso di tormentarsi. Barone poteva anche essere il mostro che Perlina dipingeva con dovizia di particolari, ma questo non giustificava la violazione di domicilio; e, soprattutto, non poteva sopportare che il suo Devoto – un angelo irretito da quella sadica senza cuore della Docente – fosse costretto a prendere parte al piano della Damico.
E sì che lei, del piano, conosceva allora solo la parte che la riguardava meno.

Anlety si parò d’improvviso davanti all’auto della Docente guidata da Perlina. «Aspettate, aspettate!», bisbigliò schiacciando goffamente il naso contro il finestrino lato passeggero.
Devoto sbiancò. «Fai zittire quella matta!», gli intimò la Docente con tono perentorio.
«Non potete farlo!», ansimò Anlety una volta salita sull’auto.
«Anlety», disse Perlina con voce di velluto, «converrai anche tu che non vi è nulla di spregevole nelle nostre azioni: faccio solo quanto necessario per ricuperare la mia collana, tenuta in ostaggio da quel farabutto… come vedi ho le chiavi di casa, non siamo mica dei malfattori!». Grazie anche alla colf di quel babbeo che ora sta celebrando insieme al giardiniere il conseguimento del suo attestato di aspirante dominatrice, omise. «Quindi adesso entriamo in silenzio e beviamoci con calma qualcosa». In fondo, c’è da festeggiare: ora anche la seconda parte del mio piano potrà andare in porto!
Devoto e Anlety si scambiarono un’occhiata. «Va bene», disse infine la donna, sospirando.
Perlina conosceva bene la dimora di famiglia dei Barone, nella quale si era rifiutata di rimanere dopo il divorzio, e si diresse subito verso il mobile bar, invitando gli altri tre a sedersi nell’ampio soggiorno.
Fu contenta di ritrovare, anche se non al solito posto, una bottiglia del suo liquore preferito. Ne versò un bicchiere per tutti, servendo per ultima Anlety. La Docente si guardava intorno, estasiata dal lusso. Devoto fissava Anlety con apprensione. Ripensando a quei momenti, non avrebbe saputo dire quanto tempo trascorse prima che Anna Letizia Vitale s’afflosciasse al suolo.
Perlina si strinse nelle spalle: «Ops…».
«E ora?», chiese la Docente.
«Tu sei brava con le corde, no?», rispose Perlina sorseggiando il suo liquore.
«Aiutami, Devoto!», ordinò la padrona.
Devoto obbedì.

Oggi

«Qual buon vento», esordì gelidamente Perlina accogliendo Mina in casa sua. La visitatrice azionò il suo diffusore portatile e contraccambiò il saluto. «Come stai, dopo quanto è successo?», chiese Perlina: anche Mina le era stata utile, dopotutto… le visite dai Sollazzo le avevano permesso di tenere sott’occhio la casa di Barone… si meritava un po’ di cortesia.
Gelsomina estrasse il suo telefono dalla borsa, pigiando qua e là sullo schermo. «Ecco, io», disse, assicurandosi di avere a portata di mano il diffusore, «ho visto per caso questa tua vecchia foto su Facebook… e mi domandavo: “Ma che magnifica collana che indossa qui… mi piacerebbe proprio vederla!”».
Perlina arricciò le labbra. «Ah!», certo, «La mia collana!» disse posando distrattamente il telefono. «Ma lo sanno tutti che qualche bastardo me l’ha rubata mesi fa!».
«Quindi non ce l’hai tu, ora, la collana!», affermò speranzosa Mina nebulizzando il suo aroma preferito.
Perlina si alzò lentamente in piedi. «Conosci la storia di quella collana Mina? Vale la pena ascoltarla» riprese con una luce sinistra negli occhi. «Ma prima lascia che io ti offra qualcosa da bere».

Chi interverrà ora in soccorso di Mina?

  • Il maresciallo Bonfiglio detto Bonf (50%)
    50
  • L'ex-marito di Perlina Liutprando Barone (25%)
    25
  • L'avvocato radiato Gianangelo Bruno (25%)
    25
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96 Commenti

  • Che dire, oltre che Complimenti?
    C’è scuola in questa storia, la classifichi come ‘giallo’ ma va oltre gli schemi. Humor, noir, c’è un po’ di tutto. Scritto benissimo, molto ben strutturato. Non se ne leggono molti qua in giro di questo livello… a mio modesto parere ovviamente.
    Voto Gianangelo perché i cialtroni buoni sono una categoria da proteggere.

    A presto

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