La sventura della donna annodata

Dove eravamo rimasti?

Se Mina conosceva l'annodata e Ninetto conosce Stella: anche Fiore conosceva l'annodata (100%)

Mina segreta

Un mese prima

Fiore Sollazzo era titubante. Forse sarebbe dovuto rimanere ancora un po’ lì, rannicchiato scompostamente con la faccia sul sedile del passeggero, prima di rimettersi diritto.
Quella sera, aveva fermato l’auto poco distante da quella della moglie, osservando Mina sbattersi, come suo solito, nervosamente la portiera alle spalle. Poi la donna si era incamminata verso un edificio indubbiamente non all’altezza dello stile di vita sobrio ma di buon gusto cui credeva di averla abituata in oltre vent’anni di vita in comune.
Che ci sarà mai venuta a fare in questo postaccio?
I sospetti avevano cominciato a fermentare in lui da quando, circa quattro mesi prima, la moglie aveva cominciato a uscire regolarmente ogni giovedì alle diciotto e cinquanta, balbettando qualcosa a proposito di un nuovo corso dal nome impronunciabile in palestra. Gli era parso subito strano che Gelsomina potesse anche solo interessarsi a qualcosa che implicasse attività fisica, ma in fondo era stato proprio lui a insistere affinché si adoperasse per quelle sue carni, sempre più straripanti!
Con l’andare del tempo, le proporzioni della moglie si erano però mantenute costanti, mentre aveva notato altri, discutibili cambiamenti. L’acconciatura, per cominciare: aveva subito due o tre repentine variazioni sul tema dopo anni di laccata immobilità; e il trucco, certamente: una sera per poco non si era messo a gridare quando si era ritrovato la faccia di lei davanti, intenta a liberare il telecomando dalla sua mano addormentata.
Aveva chiesto alla moglie che palestra frequentasse; Mina aveva gorgogliato un nome avviando un non programmato, rivelatore, giro di perlustrazione della casa, alla ricerca di irregolarità nelle sue nebulizzazioni. Per lui non c’erano stati più dubbi: gli stava mentendo.
Ed eccolo, ora, a improvvisarsi investigatore privato.
Si era appena raddrizzato sul sedile del guidatore quando due donne uscirono ridacchiando dallo stabile, fermandosi sul marciapiede. Una era la moglie, ma con una gonna talmente corta che a Fiore si rizzarono tutti i peli del corpo; l’altra, una donnetta in odore di sciatteria che non aveva mai visto prima.
Sprofondato nel sedile col cuore in gola, rischiò di avere un mancamento nel vedere Mina estrarre dalla borsa rigonfia un pacchetto, dalla forma inconfondibile, che venne subito scartato. Una confezione che nessun altro, oltre i miei dipendenti più fidati, avrebbe dovuto ancora avere veduto: il “Note di Stellalpina”! Com’è possibile che ne abbia una? Che sta facendo, è forse impazzita?
L’altra donna ricambiò il gesto di Mina con un caloroso, prolungato abbraccio. Fiore rimase fermo, incapace di muoversi, con gli occhi sbarrati: non solo sua moglie lo tradiva con una donnucola dozzinale, ma era pure una rivelatrice di segreti industriali! E lui, che s’accontentava del porno on-line e di qualche bollente fantasia!
Non prestò attenzione all’auto che sopraggiunse qualche istante più tardi, sulla quale le due donne salirono, salutando amabilmente una terza persona alla guida e la loro Docente intenta a contemplarsi nello specchietto.

Oggi

«Ho conosciuto Anlety circa cinque mesi fa», riferì Mina con riluttanza a Gianangelo.
«E come l’avrebbe conosciuta?».
Mi ha in pugno, questo scellerato! «Ci siamo incontrate perché partecipavamo entrambe al corso “Milf delle mie brame”. Siamo diventate grandi amiche, noi due e Perlina Damico; e posso affermare che eravamo senz’altro le preferite della Docente!», precisò Mina con una punta d’orgoglio. «Le ho fatto quel regalo speciale per il suo compleanno, ma lei deve giurarmi che non dirà nulla a mio marito!».
L’avvocato non giurò e salutò Mina distrattamente, lasciandole in mano una grossa melanzana. La sua mente era altrove, a ripassare le carte della burrascosa pratica di divorzio di Liutprando Barone e Perlina Damico in Barone, che aveva dovuto abbandonare poco dopo l’avvio della causa in conseguenza della sua – illegittima! – radiazione dall’albo.
La cupida arpia e l’annodata si conoscevano, dunque, rimuginava.

Stellalpina Sollazzo non amava attendere; così, quando Ninetto Vitale comparve tutto arruffato nel loro posto segreto, lo salutò con un rovente “Ma dove cazzo eri finito, amore?”, che non mancò di solleticare la virilità del ragazzo.
«Dovevo assicurarmi che non mi seguissero!».
Stella lasciò che lui le posasse la testa in grembo, senza mutare la sua espressione contrariata. «Se mia madre sapesse che ieri sera eravamo alla festa e che siamo tornati insieme, ci ucciderebbe!», disse.
«A proposito di assassinii: perché mi hai fatto lasciar andare quel Liutprando?».
«Perché non è stato quel citrullo coi soldi a ucciderla, ovvio!».
«E chi… allora?».
«Ecco, vedi, dovrei dirti una cosa», rispose Stella accarezzandogli il capo.
Il telefono di Ninetto suonò: era il notaio.

Alla Aromi Sollazzo Fiore sorseggiava un caffè.
Il liquido nero e bollente gli colò sulla camicia, quando vide sul suo tablet la foto dell’annodata.
Cribbio: la morta è quella dimessa dell’amante di Mina!

Che succederà ora tra Mina e Fiore?

  • Con quello che sta per succedere, non ci sarà tempo di porsi il problema (60%)
    60
  • Mina rivelerà spontaneamente i suoi segreti a Fiore (0%)
    0
  • Fiore pretenderà finalmente spiegazioni da Mina (40%)
    40
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

96 Commenti

  • Che dire, oltre che Complimenti?
    C’è scuola in questa storia, la classifichi come ‘giallo’ ma va oltre gli schemi. Humor, noir, c’è un po’ di tutto. Scritto benissimo, molto ben strutturato. Non se ne leggono molti qua in giro di questo livello… a mio modesto parere ovviamente.
    Voto Gianangelo perché i cialtroni buoni sono una categoria da proteggere.

    A presto

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi