Dove eravamo rimasti?
Devoto Persempre
Liutprando parcheggiò l’auto ammaccata dell’avvocato, rivolgendo occhiate malinconiche alla propria dimora ora sotto sequestro. Il luogo del delitto, sbuffò.
Senza curarsi del via vai di gente in divisa, si diresse verso l’abitazione dei Sollazzo, dalla quale poco prima era uscito Bonfiglio, e suonò alla porta. Dopo qualche insistenza, una voce affranta gli rispose.
«Chi è?», chiese Mina, ancora sconvolta.
«Buon pomeriggio, signora Sollazzo, sono il suo vicino Liutprando».
Mina non dubitò che l’individuo stesse dicendo il vero: avrebbe riconosciuto ovunque quella viscida vocetta affettata. Con appresso il suo diffusore portatile di aromi, raggiunse scapicollandosi Barone; lo vide saltellare all’indietro per lo spavento; gli si avventò contro traboccante di furia.
«Lei! Come osa presentarsi in casa mia, sciagurato!».
«Signora Sollazzo, Gelsomina, si calmi!», boccheggiò Liutprando, cercando di respirare nonostante le mani della donna che gli attanagliavano il collo.
«Ah! Come crede io possa calmarmi, dopo quello che ha fatto?».
«Ma io non ho fatto nulla!», replicò Barone, tentando di divincolarsi, in ansia per lo strappo che aveva udito. La mia giacca! Acciderba!
«Nulla? Ha ucciso quella donna umile e incastrato il mio inoffensivo marito! Proprio lei, demonio!».
«Oh no! Io sono innocente, e non dubito che anche Sollazzo lo sia!».
«Ah sì?», si stupì Mina allentando la presa.
Liutprando non si fece sfuggire l’occasione, e tosto si liberò dalla sua stretta.
Gianangelo Bruno, alla fine, era venuto a sapere dove alloggiavano la Docente e il suo giovane collaboratore. Attese con pazienza insieme a Ninetto e Stella, i quali non avevano voluto saperne di lasciarlo andare da solo.
«Il corso per aspiranti milf?!», dissero all’unisono i due ragazzi guardandosi reciprocamente con un’espressione di imbarazzata incredulità.
«È davvero così che si sono conosciute, le nostre mamme?» chiese Ninetto premendosi il palmo della mano sul volto.
«Ed è così che Anlety ha conosciuto Devoto!», osservò Stella, compiaciuta delle proprie capacità deduttive.
«Ve l’ho detto, no? È stata proprio Mina Sollazzo in persona a raccontarmelo!», confermò l’avvocato con aria divertita.
«Ecco dove andava mia madre tutti i giovedì sera!», disse Stella esplodendo in una sonora risata.
«Sst!», la interruppe Bruno, spingendoli dietro l’angolo. «Ecco lì il nostro uomo!».
«E così lei vorrebbe aiutare noi?», domandò Mina nebulizzando il “Brezza Mari&Monti” nell’aria che la divideva ora da Liutprando.
«Intendiamoci», tenne a precisare quest’ultimo: «Fioretto è e rimarrà sempre un mediocre imprenditore, a paragon mio; ma non lo ritengo certo capace di così meschine macchinazioni ai miei danni; nemmeno se istigato da una donna par suo, Mina. Quando ho saputo dell’arresto ho ritenuto indi mio dovere offrire aiuto per gettar lumi sull’annodamento di quella madre di famiglia… Sa, ho avuto occasione di conoscerne il figliuolo, e mi ha intenerito…».
Mina non sapeva cosa fare. Più ci pensava, più la cosa migliore le sembrava far ingoiare a quel porco impenitente l’intero diffusore a energia solare creato per lei dal suo Fiore. Ma non poteva permetterselo, ora, nossignore: la situazione era grave, e per quanto non credesse a una sola parola di quel criminale, decise di accettare, a modo suo, l’aiuto che le offriva.
«Ci aiuti allora: vada a confessare alle autorità quel che ha fatto alla povera Anlety!» e così dicendo brandì il suo diffusore in direzione di Liutprando, il quale, colto alla sprovvista, fu poi spinto dentro casa.
«Ciao Stellalpina», disse l’atletico assistente della Docente, mentre Gianangelo e Ninetto s’avvicinavano alle sue spalle.
«Ciao Devoto!», contraccambiò Stella con uno dei suoi larghi sorrisi. «Che fai di bello?».
«Sto facendo le valigie per la padro… per la Docente: i suoi corsi sono terminati, e lei da stamattina scalpita per lasciare la città verso la sua nuova meta…».
«Posso immaginarlo!», gli sussurrò all’orecchio l’avvocato facendolo trasalire, mentre Ninetto gli si affiancava sull’altro lato.
«Tranquillo», disse Ninetto, «vogliamo solo farti qualche domanda».
Devoto passò rapidamente in rassegna i tre volti che lo attorniavano. «A pro… a proposito di cosa?», chiese con un sorriso sbilenco.
«Be’, di mia madre, per cominciare», disse Ninetto fissandolo con occhi fiammeggianti.
Devoto lo fissò a sua volta, con sguardo interrogativo.
«Lei conosceva Anna Letizia Vitale, non è vero?», intervenne Gianangelo.
Devoto sbiancò di colpo.
«Fermo lì, Barone: ora chiamo i carabinieri!», gridò Mina con un ombrello in una mano e il telefono nell’altra.
Liutprando si sedette sulla poltrona preferita di Fiore, sbuffando.
«Ha mai pensato che il ritratto di me che va facendo in giro la mia ex-moglie Perlina potrebbe non essere veritiero e disinteressato?».
«Mai», rispose Mina.
«Lasci allora che le racconti qualcosa, cara; un dettaglio che si è imposto alla mia attenzione durante la mia fuga rocambolesca; e sono certo che cambierà idea sull’identità dell’assassino dell’annodata».
Ebbene, ci siamo: chi ha ucciso l'aspirante milf Anna Letizia Vitale detta Anlety?
- Devoto Persempre, giovane schiavo nerboruto della Docente, che guarda caso se la faceva con l'aspirante milf (0%)
- Perlina Damico, collega di corso di Anlety, che guarda caso è anche l'avida ex-moglie di Liutprando (100%)
- La Docente, padrona di Devoto, che guarda caso non vede l'ora di lasciare la città (0%)

26/03/2016 at 14:22
Bene, la sventura dell’annodata termina qui… Grazie a tutti!
26/03/2016 at 16:20
Grazie a te per la bella storia.
A presto!
08/03/2016 at 23:12
Che dire, oltre che Complimenti?
C’è scuola in questa storia, la classifichi come ‘giallo’ ma va oltre gli schemi. Humor, noir, c’è un po’ di tutto. Scritto benissimo, molto ben strutturato. Non se ne leggono molti qua in giro di questo livello… a mio modesto parere ovviamente.
Voto Gianangelo perché i cialtroni buoni sono una categoria da proteggere.
A presto
11/03/2016 at 17:48
Ciao e grazie per i complimenti!
A presto
13/02/2016 at 17:12
Ciao. 🙂 Il Maresciallo.
13/02/2016 at 17:36
Ciao 🙂 Grazie!
12/02/2016 at 15:23
Ciao, secondo me interviene Liutprando 🙂
12/02/2016 at 15:47
Ciao! Grazie per essere passata!
02/01/2016 at 11:20
Ciao. Dico Perina Damico. 🙂
Buon Anno!!! 🙂
02/01/2016 at 11:21
Perlina… Scusa.
02/01/2016 at 18:00
Ciao, Buon Anno anche a te! 🙂
28/12/2015 at 23:51
facciamo entrare in scena perlina finalmente!
29/12/2015 at 13:10
Sì, sarebbe proprio ora! 🙂 Grazie per essere passato!
22/11/2015 at 16:56
Proprio a Lituprando, secondo me. 🙂
23/11/2015 at 09:48
Ciao, grazie per essere passato!
In effetti sarebbe interessante vedere Mina che chiede aiuto proprio a Liutprando 🙂
23/11/2015 at 14:54
p.s. me ne sono accorto solo ora: chiedo scusa a Liutprando, la tastiera mi ha giocato uno scherzo. 🙂
24/11/2015 at 14:32
Liutprando non si è risentito 🙂