Stella cadente

Dove eravamo rimasti?

E dopo parecchio tempo sono tornata anch'io! Hip, hip, urrà! La domanda di oggi è: Tea cosa farà per prima cosa? "Come l'hai chiamato? Xalantio? Va beh, dai, cerchiamo quello, anche se non ho idea di cosa sia" (57%)

Polvere nel naso

L’idea di intrufolarsi in una qualsiasi casa e cercare dello xalantio a Tea era sembrata sensata: che c’è di complicato?

Entri, prendi quello che ti serve ed esci prima che qualcuno se ne accorga. Facilissimo: niente poteva andare storto.

Ma di solito uno non abbandona casa propria con una finestra spalancata se conta di tornare tardi, no? Normalmente la si lascia aperta appunto sapendo di stare via pochi minuti… Ecco, questo era un dettaglio a cui Tea avrebbe potuto dare più peso.

La polvere le pizzicava il naso e il caldo era opprimente. Incastrata com’era tra il letto e il pavimento di marmo non si azzardava neanche a emettere un singolo fiato.

I piedi della ragazzina facevano avanti e indietro davanti al naso di Tea, le scarpe da ginnastica sporche di fango che lasciavano impronte marroni sul pavimento.

In una qualsiasi altra occasione la ragazza sarebbe saltata fuori e avrebbe puntato alla gola di quella creatura inerme il blaster ionico che aveva fregato a Cal poco prima di partire… Ma il fatto di non dover avere nessun contatto con il pianeta le impediva di fare una cose del genere, o avrebbe rovinato tutto.

Eddai, ragazzina! Pensò furiosa Smamma!

Ma quella fece l’unica cosa che non avrebbe dovuto fare: si sedette sul letto.

Le pupille di Tea si restrinsero mentre il suo cuore batteva forte.

In che diavolo di situazione si era ficcata?

La bambina calciò le scarpe, che atterrarono a pochi centimetri dal viso di Tea, che inspirò il profondo odore di erba che ne derivava.

Sentì la piccola sospirare e vide le sue gambe tirarsi su, oltre il suo campo visivo. Si era sdraiata sul materasso e nessuno poteva sapere quanto sarebbe rimasta lì… quanto Tea sarebbe dovuta rimanere in quella posizione amaramente scomoda, con crampi che le azzannano i muscoli e la polvere che la ricopre, quasi fosse immersa in una nebbia di starnuti trattenuti.

Passarono cinque minuti carichi di tensione e voglia di correre via.

Da quanto Tea aveva compreso la ragazzina doveva essere sola in casa: non aveva sentito nessuna voce adulta o altri rumori provenienti dal resto della casa. Questo facilitava le cose, ma non le rendeva possibili.

Altri cinque minuti… e il silenzio nella stanza faceva quasi pensare che la bambina fosse scomparsa.

Tea deglutì.

Se la piccola avesse preso a dormire la speranza di uscire da quella situazione orrenda si faceva vivida. Doveva rischiare: il suo corpo non avrebbe resistito a lungo.

Si mosse. Dapprima lentamente poi accelerò, scivolando il più furtivamente possibile fuori da quell’antro impolverato.

Le articolazioni gemettero, ma alla fine la ragazza si ritrovò in piedi a guardare la bambina addormentata con un ghigno vittorioso.

La piccola doveva avere undici o dodici anni al massimo, la pelle mulatta e una montagna di capelli ricci scurissimi. I suoi occhi chiusi e la bocca semi aperta irradiavano calma e quiete in un modo quasi innaturale. Non si sarebbe svegliata nemmeno se fosse caduto un meteorite sulla casa: l’occasione perfetta per la fuga!

Tea però esitò, soffermandosi ancora per un istante su quella ragazzina, seguendone il contorno del corpo, osservandone le mani… Aspetta un po’? Perché tra le sue dita era stretta una padella?

Poi fu tutto un lampo, uno schizzo nel suo sguardo, un ricordo sfocato e nascosto dal dolore.

La piccola spalancò gli occhi e con una forza inumana le scagliò il tegame in testa.

Dell’inchiostro nero le colò sugli occhi e l’immagine sfumata della bambina scomparve nelle tenebre che le avevano invaso la mente.

Il mondo si annebbiò, poi non ci fu niente.

Doveva essere già svenuta quando crollò sul pavimento, un rivolo di sangue che le rigava la fronte.

*

Dora lanciò un’altra occhiata alla tizia svenuta sul pavimento. Non doveva avere più di vent’anni.

Viso appena allungato e schizzato da una sfumatura scura, grandi occhi adornati da lunghe ciglia… e poi quel dettaglio così assurdo che all’inizio aveva fatto fare a Dora una smorfia disgustata: quei capelli ricci e bianchi come il latte che le incorniciavano il volto come fosse circondato da nuvole…

La ragazzina inizialmente ne era stata spaventata: una persona entrata in casa sua, esattamente sotto il letto…

Era per questo tipo di situazioni che sotto il cuscino teneva una padella!

Si era accorta quasi subito della presenza di quell’estranea, ma aspettava li momento giusto per metterla ko. Quell’istante era giunto dalla stupidità che la ragazza aveva avuto nell’aspettare prima di fuggire via…

Nelle tasche della tipa aveva trovato solo un paio di cose assolutamente inutili: un affare bizzarro a forma di conchiglia che nemmeno funzionava, una sorta di pistola allungata totalmente trasparente che Dora non aveva voluto testare e, rinvenuto nello stivale destro della ragazza, un biglietto di carta ingiallita:

SITA 51, Frazione 24

giacca gialla e verde

178 350

era scritto a mano con una grafia traballante.

Dora alzò le sopracciglia e guardò di nuovo la ragazza stesa, chiedendosi se semplicemente fosse matta… oppure qualcosa di più.

Chi osa accusarmi di aver fatto tardi deve anche contare l'antipatico Esame che mi è toccato fare, ok? Quindi... Dora che cosa farà ora?

  • Ma scherziamo? Quella potrebbe essere una pazza evasa dal manicomio! Non deve avere contatti con quella lì! (0%)
    0
  • No! Deve aspettare a svegliarla! Meglio concentrarsi sugli oggetti che possiede, magari riesce a far funzionare l'aggeggio conchiglia. (17%)
    17
  • Sveglierà Tea, è troppo curiosa di sapere chi sia questa ragazza... e sinceramente lo sono anch'io! (83%)
    83

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27 Commenti

  1. Bentornata! Riconfermo le mie impressioni positive sul tuo scritto, tra l’altro ricordavo il primo capitolo molto bene nonostante sia passato un po’ di tempo.
    Penso che la cosa più naturale per una bambina come Dora sia smanettare un po’ con gli aggeggi dell’intrusa, magari dopo averla legata o aver chiamato la polizia 🙂

  2. Sveglierà Tea, è troppo curiosa di sapere chi sia questa ragazza… e sinceramente lo sono anch’io! Ma magari prima la leghiamo: la prudenza non è mai troppa 😉

    Ciao! Bentornata con la tua storia. Mi sono riletto il primo capitolo e lo trovo sempre entusiasmante. Tante domande a cui rispondere e tante cose da scoprire. Alla via così 🙂

    Ciao 🙂

  3. Ciao Fior,
    bentornata!
    un ottimo rientro, con un incipit perfetto. Mi piacciono i dettagli fantascientifici, li trovo molto… fantascientifici 😉 Questo racconto promette bene, certamente ci racconterai una bella storia.
    per la frase: “Ci volle un po’ per aprire la portiera della navicella, la quale doveva essersi inceppata durante il viaggio turbolento”… potevi usare anche solo un “che” al posto di “la quale”, ma è una piccolezza, solo per far suonare meglio la frase. 🙂
    Benissimo, vediamo cos’ha da offrire la cara vecchia terra a Tea, intanto le farei recuperare degli attrezzi, che non guastano mai, soprattutto quando c’è una navicella da riparare.
    Ciao e buona scrittura!

    • Ciao, Six (Posso chiamarti così? O preferisci il nome intero?)
      Grazie per il bel commento, mi ha fatto veramente piacere riceverlo. 🙂
      Non mi ero accorta della “dissonanza” della frase, ti prometto che tenterò di non ripetere più l’errore. 🙂
      Mi fa molto piacere che tu abbia deciso di fare un salto anche qui da me, davvero 😀
      Un altro grazie e un augurio di ottima giornata.

  4. Ciao,
    un incipit scoppiettante come la povera navicella di Tea, ma molto più in forma 🙂
    Io partirei dagli attrezzi, più facili da trovare , secondo la tua protagonista e cerchiamo di riparare il mezzo di trasporto.
    Premesso che per la tua età (e anche senza tenerne conto, diciamocelo) scrivi davvero benissimo, due quisquilie te le segnalo lo stesso, anche perché se no a che servono ‘sti commenti? La tastiera dei comandi mi suona un po’ “vintage” in questo contesto ultratecnologico, ma ancora passi, invece la portiera della navicella non mi convince. Non sono esperta, ma per me la portiera è quella dell’automobile, forse qui sarebbe più adatto un portellone o portello? Col punto di domanda, perché le mie conoscenze in viaggi spaziali e accessori sono sotto zero 🙂
    Piacere di averti letto, al prossimo episodio

    • Ciao, Maan (Posso chiamarti così?)
      Innanzitutto grazie per il commento 🙂
      Se devo dirti la verità nemmeno io sono tanto esperta e la mia conoscenza sulle navicelle spaziali si limita ai film di Star Wars visti un paio di volte… perciò posso dirti apertamente che sono ignorante quanto te in materia.
      Io ti ringrazio per avermi fatto notare questi dettagli, ti assicuro che farò qualche ricerca e tenterò di creare una navicella realistica la prossima volta 😉
      E’ un piacere averti tra i miei lettori.
      Alla prossima!

  5. Buongiorno, Fior, bentornata! Ho votato per lo xalantio, chissà che non sia solo un nome difficile per qualcosa che conosciamo anche noi… magari raro ma familiare… che ne so, un tartufo? 😀
    Sei sempre più brava, non c’è che dire, e questo incipit mi è piaciuto parecchio, anche perché il genere è uno dei miei preferiti. Brava davvero, continua così!
    Ciao, ti auguro un condensato di Bose-Einstein di giorni divertenti 😀

  6. Non so come potresti cavartela come astrofisica o archeologa, ma se il percorso che sceglierai sarà quello della scrittrice direi che sei sulla strada giusta. Scrivi in maniera spontanea e simpatica, ricca ma senza ridondanze, e mi hai fatto interessare subito alle sorti della tua protagonista. Non so se hai scritto altro su questa piattaforma (sono nuovo da queste parti) ma se lo hai fatto corro a recuperare. Davvero complimenti, specialmente considerando la tua giovane età.

    (e io andrei in cerca di soldi, ma giusto perchè condivido l’intenzione di minimizzare i contatti con i terricoli :P)

    • Ciao, Dapiz.
      Fa sempre piacere un commento come il tuo, grazie. 🙂
      Sì, ho già scritto (avrai guardato), scrivo da poco più di due anni su The Incipit e due dei pochi racconti che ho creato sono legati a una piccola saga con una collega coetanea camostilla… Giusto per farci pubblicità. 😛
      Un altro grazie per il tuo commento che mi ha strappato un sorriso.
      E con la speranza di risentirti ti auguro una buona giornata. 🙂
      Ciao!

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