Dove eravamo rimasti?
A terraLa prima cosa che sento al mio risveglio é la guancia sinistra tutta umida. Deve essere sangue, quello del mio naso. Quando riapro gli occhi la stanza é inclinata e mi rendo conto di essere per terra, sul fianco, ma ancora legato a questa maledetta sedia.
Metto a fuoco e solo in un secondo momento mi accorgo di un’altra figura a terra, in fronte a me. Un brivido mi percorre fino ai piedi, che scalpitano nel tentativo di liberarsi. Con gli occhi spalancati grido: “Debbie! Debbie!”
Non c’é risposta. Grido piú forte, ma é inutile. Il suo viso livido non ha espressione. Mi si gela il sangue. Giro di scatto la testa cercando il Vecchio e Bobby, ma nella stanza ci siamo solo io e Debbie. La stessa Debbie che ho amato per otto anni. La stessa Debbie che ho lasciato due settimane fa, per cercare di tenerla fuori da questo casino.
La porta si apre ed ecco che entra il Vecchio.
“Che cosa le avete fatto? Che cosa le avete fatto?? Rispondimi!” insisto, senza risultato. Si avvicina a Debbie, con dei movimenti lenti. É sempre stato un uomo paziente, mai un atto impulsivo, mai le cose di fretta. Per questo lo chiamano cosí, il Vecchio, fin da quando prese il posto del padre nella malavita della zona, a soli venticinque anni. Ora ne ha quaranta in più, ma non è cambiato.
Con quella stessa calma, alza un piede e comincia a schiacciare il viso di Debbie sul pavimento. Fa forza, la suola sulla guancia, e senza alcuna espressione sussurra: “É viva, Carl.”
Ed é vero. Debbie comincia a gemere dal dolore, riprende i sensi e mi vede. Un urlo soffocato, è il mio nome. Ma il Vecchio preme il piede ancora più a fondo, tira fuori una pistola dalla tasca del cappotto e la porta alle tempie di Debbie.
“Allora, Carl. I soldi. Adesso mi vuoi dire dove hai nascosto i soldi che mi hai rubato?”
Cosa risponde Carl?
- Si rifiuta di rispondere alla domanda (61%)
- Cerca di attaccare il Vecchio (22%)
- Confessa dove ha nascosto i soldi (17%)

12/08/2019 at 22:25
Bellissimo racconto, bravo! Chissà se scrivi ancora, ho visto che è passato tanto!