La sedia

Dove eravamo rimasti?

Che accordo c'è tra Debbie e il Vecchio, una volta che lui avrà indietro i suoi soldi? Debbie dovrà uccidere Carl con le proprie mani, davanti agli occhi sadici del Vecchio (52%)

Devi morire“Devi morire.”
Me lo dice così, Debbie, con un fil di voce.
“No, spiega bene al tuo Carl” il Vecchio la incita.
Lei lo guarda. E forse solo ora si rende veramente conto dell’accordo che ha stretto con lui, di cosa dovrà fare.
“I-io… io non…”. Poi abbassa il capo e sibila un ‘Fanculo’, credo. Il Vecchio non fa una piega, ma io non ce la faccio più.
“Mi volete dire che cosa succede?” Sbotto.
“Hai fretta di morire, Carl?”
“Senti, di buco te ne faccio fare un altro se non la smetti. L’hai detto anche tu: ora comando io. E non ho intenzione di morire qui, oggi.”
“Carl, Carl. Ti ho osservato, sai?” fruga nella tasca. Per un attimo temo abbia una seconda pistola. Da lì può colpirmi senza problemi, Roy non ha visuale su quell’angolo della stanza.
“No, voi pesci piccoli non guardate più in là del colpo che avete appena fatto” per fortuna tira fuori delle sigarette. Ne accende una.
“Poi ci sono i pesci più grandi, che guardano al colpo dopo” inspira a pieni polmoni. Controlla la ferita con la mano, difficile fermare quell’emorragia. Butta il capo indietro, fuori il fumo.
“E poi chi c’è Carl? Dimmelo tu.”
Non ne posso più. Non riesco a stare al suo gioco, e lo ignoro.
“Ci sono io, Carl. Che guardo i pesci piccoli, i pesci grandi, li scelgo e li pesco. Io e te avremmo dovuto lavorare insieme, saremmo in un’altra posizione ora.”
“Debbie, liberami, vieni qui. Così la smettiamo con tutta questa farsa. Parlo con Roy, ridiamo i soldi a questo stronzo e portiamo Julia a casa. O sulla costa Ovest. O dove ci pare, ma usciamo da qui.” Ho smesso di divincolarmi da tempo. Non posso liberarmi da questa sedia da solo, conciato come sono, con i muscoli intorpiditi, la circolazione compromessa.
Debbie si alza, ma piano, solo dopo alcuni attimi, come se avesse dovuto calcolare tutte le conseguenze di quella decisione. Il Vecchio comincia a sorridere, con la sigaretta tra le labbra e lo sguardo ancora sul soffitto. Blocca tutto quando Debbie è accovacciata dietro la mia sedia, pronta a sciogliere i nodi, con qualche colpo di tosse.
“Mi fate sorridere. Siete quasi teneri.”
“Forza Debbie, liberami”
“Io eviterei, cara” fa un altro tiro. Poi, tenendo la sigaretta per il filtro, la gira verso di sé per guardarla bruciare. “Cosa ti fa credere che io non abbia preso le mie precauzioni, Debora?” Soffia sulla cenere, osserva la sigaretta illuminarsi e consumarsi più velocemente.
“Dovevi fingere di essere un nostro ostaggio, sì. Così magari il bravo Carl ci diceva dove stavano i miei soldi, senza dover sparare nessun colpo. Sei stata brava. Ma pensi che Julia sia al sicuro? Magari questa farsa che abbiamo organizzato era solo un modo per allontanarti da tua figlia, non credi?” Soffia ancora. Poi sposta la mano che copre il buco alla gamba e preme la sigaretta sulla ferita. Una smorfia al volto, ma nessun lamento. Cicatrizzarla, in qualche modo. Geniale, degno del Vecchio.
Si asciuga il sudore in fronte e torna a rivolgersi a me, guardandomi dritto negli occhi: “Carl, tua figlia è piantonata in Hotel da un paio dei miei ragazzi. Per la sua vita in salvo ne voglio una in cambio, la tua. Devi morire, e per mano della tua amata Debbie. Questo è l’accordo che non ha il coraggio di dirti.”
Torno a sentire quei brevi singhiozzi. Non vedo cosa succede alle mie spalle, so solo che Debbie ha ricominciato a piangere. E se Roy è convinto che lei mi stia liberando, non è nemmeno detto che questa volta sappia proteggermi in tempo. Fantastico…

Che cosa succede ora?

  • Roy capisce che qualcosa non va e spara a Debbie con il fucile di precisione (55%)
    55
  • Debbie si lancia addosso al Vecchio in un raptus di rabbia (23%)
    23
  • Debbie estrae un coltello con cui uccide Carl (23%)
    23
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