LegatoAvrei voluto rivederla ancora una volta, prima d’infilarmi in questo casino. Non potevo immaginare che Roy vuotasse il sacco subito, al primo dito rotto. Era solo un mignolo, a cosa serve un mignolo? Avrei scommesso reggesse fino al medio. Poco importa ormai. Cosí legato a questa sedia non rivedrò Roy per potergli sputare in faccia, e non rivedrò nemmeno il sorriso di Debbie.
Una cinghiata dritta in mezzo alle scapole interrompe ogni pensiero. Inarco la schiena, e subito dopo mi lascio cadere di nuovo sulla sedia, con il capo chino. Non ho piú le forze per urlare.
“Possiamo andare avanti tutta la notte, Carl, davvero. Qui Bobby ha un gusto sadico nel far soffrire la gente.” é il Vecchio che parla.
Non lo vedo, ma sento il ghigno di Bobby sopra di me.
“Sono giá morto, non cambia nulla se ti dico dove stanno. Hai deciso di uccidermi quando mi avete preso.” Sbiascico a fatica. Devo avere un paio di denti in meno, oltre a un brutto taglio nella lingua.
La risposta non tarda ad arrivare. Non sono parole, ma un’altra cinghiata. É l’ultima cosa che sento prima di svenire sulla sedia.
Cosa vede Carl al suo risveglio?
- Niente, è bendato (15%)
- Debbie, con una pistola puntata alla tempia (50%)
- Roy, legato a un'altra sedia di fronte a lui (35%)

13/08/2015 at 19:02
Complimenti ancora per questa storia
08/01/2015 at 12:55
The Elephant in the room.
Stavo leggendo Ferdinandode Blasio, quando in un suo commento ha nominato un “certo” Emme. Ti ho cercato e ho scoperto che hai pubblicato una sola storia e anche datata. Una copertina interessante, rossa come il sangue, una sedia con un uomo legato, una cintura per frusta. Mi sono detta, mi metto comoda e lo leggo.
Hai giocato, – leggo nella tua bio – da buon plot- victim, su strati essenziali senza mai perdere di vista l’elemento drammatico. Lo definisco uno di quei racconti Elephant in the room, in cui tutto sembra ovvio ma nulla è scontato fino alla fine, quando torna ad essere ovvio. Ciò che appare ai nostri occhi è talmente evidente da poter essere rinnegato fino a doverlo – allo stremo delle forze – ammettere in modo definitivo. Hai fatto una cosa che cerchiamo – noi sceneggiatori – di realizzare e spesso non ci riusciamo: dare un plot in una sola location reggendo la tensione fino in fondo. Hai dato azione, i giusti dialoghi, caratterizzazione e drammatizzazione dei personaggi equilibrata e sincera, insomma – non per farti la scheda – ma devo dire che ( se ne avessi facoltà) ti assumerei anche subito. Perché immagino che – due anni dopo questo racconto – tu sia ancora più avanti.
Io mi auguro di leggere ancora qualcosa di tuo in futuro, poiché pochi riescono … ecco… a tenere legati a una sedia … come hai fatto tu con me.
Inchino.
08/01/2015 at 12:58
Dimenticavo….
JE SUIS CHARLIE!
27/02/2015 at 18:25
Alessandra, ti ringrazio per queste bellissime parole.
Mi fa davvero piacere sapere che il mio racconto ti abbia colpito così… da legarti alla sedia 🙂
È un bel po’ che non scrivo. Anzi, in verità questo racconto è stata l’ultima cosa che ho scritto. Ma conto di rimettermi presto.
Buona serata!
28/02/2015 at 19:51
Carissimo Emme,
mi auguro di leggere presto una tua nuova storia. Intanto, se hai tempo, mi farebbe davvero piacere che leggessi uno dei racconti che qui ho pubblicato, s’intitola SHIMPU. Vorrei davvero un parere da te. Sarebbe possibile, che dici?
Grazie mille, un parere… dài! 🙂
A presto, spero.
02/08/2014 at 12:10
Questa è stata davvero una bellissima storia.
02/08/2014 at 12:14
grazie 🙂 !
03/10/2013 at 17:15
Gran bel thriller aristotelico.
(Nel senso di unità di tempo, luogo e azione).
04/10/2013 at 11:01
grazie mille! 🙂
18/04/2013 at 18:34
Non amo i gialli, ma questa storia è molto interessante! ti seguirò 🙂
03/04/2013 at 18:15
Intrigante!
05/04/2013 at 20:06
grazie !!
02/04/2013 at 17:45
Da leggere tutto di un fiato … Diretto ed incisivo. Bravo … A quando il seguito?
03/04/2013 at 10:03
grazie giovanni!
non so se farò il seguito… in realtà stavo pensando a un piccolo prequel, ma shhhh non diciamolo in giro 😀 😀
15/03/2013 at 01:10
BELLISSIMOOO!
15/03/2013 at 01:27
grazie camenzio!
24/02/2013 at 12:43
bel racconto, davvero 🙂 l’ho letto tutto in una volta, su una SEDIA, ma da solo per fortuna : – )
24/02/2013 at 19:54
hehehe 😀 grazie 😉 (non eri legato, sicuro?)
25/02/2013 at 14:10
credo di no : – )
21/02/2013 at 00:54
Bello. Basta. E letto tutto insieme non cede di una virgola. Davvero bravo, anche nel finale 🙂
21/02/2013 at 10:11
grazie Gianmarco! sono davvero contento che regga anche riletto tutto insieme, dall’inizio alla fine. è uno dei miei primi racconti, spero di scriverne altri presto 🙂
18/02/2013 at 17:19
Non ho mai amato dover aspettare il “prossimo episodio”.
Sono il primo critico del To be continued… quindi mi ha detto proprio bene.
Ho cominciato a leggere qualche minuto fa il primo episodio ed ecco la fine.
Ringrazio il mio ritardato ingresso su incipit per avermi permesso di godere della tua storia in una sola, piacevo tranche.
Una sola domanda:
Hai provato a legarti alla sedia prima mentre scrivevi? 😉
20/02/2013 at 18:23
grazie a te per averlo letto, e tutto d’un fiato 🙂
guarda, non ho pensato di legarmi a una sedia ma in effetti avrei potuto studiare ancora meglio le sensazioni del protagonista haha 😀
08/02/2013 at 15:13
Proprio un bel giallo. Grazie.
20/02/2013 at 18:25
grazie Giovanna!
07/02/2013 at 16:54
Allora proprio nessuna continuazione per questa storia?
03/02/2013 at 19:03
Complimenti. Ho letto la storia d’un fiato: davvero avvincente.
Peccato sia finita e non abbia potuto votare.
03/02/2013 at 19:13
ti ringrazio Filippo, sono contento che riesca a essere così avvincente 🙂
magari sarà per la prossima 😉 se ne scrivo una seconda ti avviso!
23/01/2013 at 15:47
Mi ero perso il gran finale, poco male, ti lascio il mio feedback.
Per farla breve questo racconto è geniale. Stile asciutto e raffinato, senza troppi fronzoli, e un livello di tensione sempre altissimo. Strutturare una trama interamente su un uomo incatenato ad un sedia, e svilupparla senza mai far scemare il climax non è di certo una cosa da sprovveduti. Considerato che tendo sempre ad estendere la prosa al cinema mi viene in mente, appunto, un genio del genere, Sto parlando ovviamente di Hitchcock e del suo capolavoro “La finestra sul cortile”. Credo di aver detto tutto. Concludo facendoti i miei più sinceri complimenti e ti invito a continuare su questa strada. Vai alla grande.
Abbracci.
28/01/2013 at 00:44
wow jay, che parole! beh, grazie mille, davvero grazie.
sì, tenere alto il ritmo in un racconto dove tutto si svolge all’interno di una stanza, con il protagonista che non può fare alcun movimento, è stata proprio la sfida che mi sono posto quanto ho iniziato a scrivere 🙂
che bello vedere che questa cosa è arrivata!
un abbraccio a te
15/01/2013 at 21:15
Che dire, bravo Emme, bellissimo finale di una bellissima storia. Inaspettato prima di tutto, ma è giusto così, tu sei quello che meglio di tutti ha interpretato lo spirito del gioco, cioè far muovere i fili al pubblico. In molti di noi spesso abbiamo dato il filo ma solo per metà, nel senso che non cambiava l’esito, mentre tu davi in mano la vita dei personaggi (potevamo già far morire carl tempo fa mi ricordo). Complimenti, bella storia. Se posso fare un solo appunto (magari avevi molto da fare, o studio o lavoro), ma è stata una storia che si è fatta attendere, e questo a volte ne rallenta il ritmo (ideale sarebbe minimo uno a settimana, due meglio). Ma alla fine lascia soddisfatti 🙂
16/01/2013 at 01:52
grazie Diego, mi fa molto piacere leggere il tuo feedback
e anche l’appunto, perché hai pienamente ragione! mi è spiaciuto molto perdere un po’ il ritmo (proprio per impegni di lavoro purtroppo). come dici tu, la frequenza ottimale è di 1-2 episodi a settimana. per fortuna che non ha rovinato la sensazione finale 😉
16/01/2013 at 05:54
No, assolutamente non l’ha rovinata 🙂 pensi di far proseguire questa (sinceramente è bella così, non mi piacciono i seguiti e storie senza fine), di fare uno spin off con uno dei personaggi o di iniziare una nuova storia?
16/01/2013 at 11:16
ci sto ancora pensando 🙂
non ti nascondo che ho pensato questo 10° episodio come la chiusa definitiva, senza un reale spiraglio per un seguito. ma ci penserò 😛
18/01/2013 at 08:49
Ed è anche il mio consiglio, la fantasia non ti manca per creare una nuova storia con nuovi personaggi 🙂 i seguiti mi sanno sempre di brodo allungato e di mancanza di fantasia nel creare nuove storie e nuove situazioni… però se viene un’idea per continuarla in modo bello… ben venga 🙂 ma il mio consiglio è di farne una nuova (tipo Laura, che ha cambiato totalmente genere riuscendoci benissimo o Giulia che sta tirando fuori due bellissimi racconti) 😉
Io se tirassi fuori di nuovo Gasparov come detective fisso (ma non credo) non userei gli stessi personaggi del primo (Tamara c’è stata, ma non la riuserei, era legata alla prima storia e basta), creerei una nuova trama, anche se amo costruire nuove storie e nuove trame. Ma mai dire mai…
15/01/2013 at 13:48
Bello.
Davvero intenso.
Aspetto con ansia un altro racconto. Questa volta da seguire fin dall’inizio.. 🙂
16/01/2013 at 01:53
grazie!
può essere che ne scriverò un altro, chi lo sa 😉
per ora lascio riposare un po’ questo povero Carl 😀
15/01/2013 at 09:32
Emozionante fino alla fine . Ho adorato questo giallo!
16/01/2013 at 01:54
grazie Laura! tenevo anche alla tua opinione 🙂
14/01/2013 at 15:52
gran finale!! davvero complimenti, Marco, gran bel finale! e soprattutto aperto: quello che in molti aspettavamo 🙂 e non soltanto perché questa storia merita di avere un seguito, ma anche perché è bello continuare a giocare con le interpretazioni 😉 bravo
16/01/2013 at 01:54
esatto, ho cercato di lasciare ancora un po’ di libertà d’azione a voi lettori… stavolta non nel cambiare la storia, ma nell’interpretarne il finale.
felice che l’abbiate colta 😉
grazie!
14/01/2013 at 14:56
Grande emme! Attendo con trepidazione la prossima storia!
16/01/2013 at 01:55
grazie Mario! io continuo a seguire la tua 😉