Dove eravamo rimasti?
Mai dire nano.La porta è ancora aperta, sull’uscio c’è un grosso borsone a fiori dall’aria pesante, niente rotelle.
Lo afferro per le maniglie di cuoio e cazzo, è pesante davvero, sembra che la vecchia vada in giro con una collezione di sassi. La domanda è ovvia: come ha fatto a portarlo fino al quarto piano?
Sbuffando lo trascino per il corridoio tirandolo con entrambe le mani e, al momento di entrare nella stanza, lo faccio inavvertitamente urtare contro lo stipite della porta.
Lo stress di questa faccenda deve avermi fottuto il cervello, giurerei di aver sentito la valigia bestemmiare.
Dopo averlo sollevato per l’ultimo tratto lo lascio cadere con un tonfo e l’impressione si trasforma in certezza, questo bagaglio è il più blasfemo che abbia mai visto.
La vecchia zia Marta intanto ha ribaltato il cadavere che prima giaceva con la faccia a terra, galleggiando nel suo stesso sangue.
– Bel casino – commenta guardando il morto cui erroneamente abbiamo aperto tre prese d’aria – un lavoro da invasati. Dove credete di essere, nel vecchio West? Roba che neanche Tarantino nelle giornate migliori, ci vorrà un sacco di lavoro.
Poi alza la testa cotonata e mi punta con quel suo naso adunco.
– E non stare lì impalato, aprila!
Ricaccio in fondo allo stomaco la caterva di insulti che mi sale sotto forma di bile lungo l’esofago e tiro la zip da parte a parte.
Un uomo in miniatura, alto circa un metro, salta fuori dalla borsa come il coniglio di un prestigiatore.
Per essere un nano è muscoloso da fare paura. Il vestito lucido di pelle, in stile fetish come ne ho visti solo su internet, sembra esplodere nel tentativo di contenerlo e scricchiola ad ogni movimento.
E con questo il tasso di stranezza della giornata ha raggiunto livelli stellari.
– Che cazzo vuoi, una foto ricordo? – sbotta, dopo circa un minuto che lo sto fissando.
– Franklin, tesoro – lo interrompe zia Marta – ho bisogno del tuo aiuto.
– Certo cocca – cinguetta e a mezza bocca, rivolto ancora al sottoscritto: – ti tengo d’occhio, coglione.
Poi si avvicina alla vecchia ancora china sul cadavere, le molla una pacca rumorosa sul culo e le infila in bocca la lingua.
Vorrei vomitare.
– Cosa sarebbe quello – domando a Sumo, indicando il nano fetish che sta intrattenendo sua zia.
– È Franklin Meraviglia, il nuovo fidanzato di zia. Faceva Hard-Wrestling.
Posso immaginare di cosa si tratti, ma la mia mente si rifiuta di indagare oltre. Ci sono limiti che è meglio non valicare.
– E perché cazzo viaggia in una valigia?
– Soffre di agorafobia. Sai, la paura degli spazi aperti.
Cristallino.
Un nano feticista ex atleta di una dubbia disciplina sportiva che vive in una valigia perché soffre di agorafobia e che a momenti si scopa una vecchia incartapecorita su una salma è la cosa più normale del mondo.
La coppia intanto sembra seriamente intenzionata a passare alle vie di fatto.
– Fanculo Sumo, pensi di fermarli prima che inizino a fare sesso sul cadavere, almeno?
La faccenda si è già scaldata abbastanza, a giudicare da i muggiti di piacere che non so a chi attribuire dei due. Sumo fa spallucce.
– Ehi, nano – grido, cercando di ristabilire l’ordine – trovati un motel se vuoi fare certe cose, qui ho da fare.
Lui si blocca di colpo.
Sumo impallidisce, i tratti della sua faccia lardo-nipponica sembrano disporsi a formare le parole “oh, cazzo”.
– Come mi hai chiamato?
Quando riapro gli occhi, Sumo è chino su di me, col suo viso a pochi centimetri dal mio.
– Grazie a dio, stavo per farti la respirazione bocca a bocca.
– Cosa mi è successo?
– Hai preso una testata nei coglioni. Franklin è piuttosto suscettibile sulla sua taglia.
Tento di alzarmi ma una fitta mortale mi si irradia dal pube per tutto il corpo e ricado a terra.
– Stai bene?
– Mi sento come se avessi partorito dal cazzo.
Rinuncio a rimettermi in piedi, almeno per ora, e mi accontento di girare la testa.
Ma quello che vedo mi fa rimpiangere di non essere ancora privo di sensi.
Cos'è che mi fa rimpiangere l'incoscienza?
- I due tentano di far entrare il cadavere nella borsa. (8%)
- La strana coppia ha cominciato a fare sul serio. (17%)
- Il salone sembra una macelleria, il nano e la nonna hanno iniziato a fare a pezzi il cadavere. (75%)

12/02/2015 at 23:15
Ferdinando sei un genio.
Mi è piaciuto molto.
14/07/2013 at 01:59
Finalmente mi sono sparato quattro capitoli di filato e ho finito anche questo racconto, che secondo me meriterebbe di stare al primo posto in classifica.
Sei un grande Ferdinando!
05/07/2013 at 13:07
Emme il risolutore a sorpresa! niente male 😀
Bravo Ferdinando, bravo bravo
04/07/2013 at 19:16
Ferdinando. Che ti devo dire? Ti giuro che proprio non lo so.
Ti accontenti di un: “Grande, cazzo. Grande!”?
D.
04/07/2013 at 21:38
Assolutamente,
spero ti sia goduto il finale!
Grazie come sempre
F.
03/07/2013 at 13:38
Sempre magistrale! 🙂
03/07/2013 at 12:59
Tra le parole Fotti e Addio scorre un bellissimo finale, impreziosito dall’immagine del carnefice del suo carnefici. Complimenti!
23/06/2013 at 10:03
A me piacciono le sorprese 😉
23/06/2013 at 14:09
Anche quelle brutte?
24/06/2013 at 17:18
Cosa può esserci di più brutto della morte di Sumo.
Infatti, eliminato lui, penso che il decimo capitolo non lo leggerò nemmeno 😛
20/06/2013 at 13:29
Quasi al gran finale. E qui il terzo gode!
22/06/2013 at 19:42
“Il terzo gode così così” diceva Ligabue.
O forse no. No, non lo diceva.
19/06/2013 at 14:25
https://sphotos-a.xx.fbcdn.net/hphotos-ash3/p480x480/578169_378375028888347_1349433797_n.jpg
Ecco Franklin
22/06/2013 at 19:36
è lui!
19/06/2013 at 13:24
Non mi stancherò mai di dirlo ma tu qui sei un autore da podio.
E questo racconto è perfetto per un finale a sorpresa…
22/06/2013 at 19:41
Grazie, si fa quel che si può!
Quanto alle sorprese, io le odio. E credo anche Sumo…
19/06/2013 at 12:57
ammetto che mi è dispiaciuto per Sumo. Almeno è morto dimostrando le sue qualità di ciccione. Onore al tavolo. È stata la morte più cruenta e anche quella che mi ha fatto rimanere peggio. Schicchera la spunta, non certo pensando ad una vendetta ma semplicemente nella speranza divina di salvarsi le sue magre natiche.
Ferdinando mio caro questo ultimo episodio me voglio gustare!
22/06/2013 at 19:39
Ammettiamolo. Sumo era una sfida alla teoria dell’evoluzione di Darwin. C’era da chiedersi piuttosto come avesse fatto a sopravvivere tanto a lungo…