Pulp-corn

Dove eravamo rimasti?

Cosa c'è nella valigia di zia Marta? Un nano. Hai capito bene, proprio un cazzo di nano. (89%)

Mai dire nano.La porta è ancora aperta, sull’uscio c’è un grosso borsone a fiori dall’aria pesante, niente rotelle.
Lo afferro per le maniglie di cuoio e cazzo, è pesante davvero, sembra che la vecchia vada in giro con una collezione di sassi. La domanda è ovvia: come ha fatto a portarlo fino al quarto piano?
Sbuffando lo trascino per il corridoio tirandolo con entrambe le mani e, al momento di entrare nella stanza, lo faccio inavvertitamente urtare contro lo stipite della porta.
Lo stress di questa faccenda deve avermi fottuto il cervello, giurerei di aver sentito la valigia bestemmiare.
Dopo averlo sollevato per l’ultimo tratto lo lascio cadere con un tonfo e l’impressione si trasforma in certezza, questo bagaglio è il più blasfemo che abbia mai visto.
La vecchia zia Marta intanto ha ribaltato il cadavere che prima giaceva con la faccia a terra, galleggiando nel suo stesso sangue.
– Bel casino – commenta guardando il morto cui erroneamente abbiamo aperto tre prese d’aria – un lavoro da invasati. Dove credete di essere, nel vecchio West? Roba che neanche Tarantino nelle giornate migliori, ci vorrà un sacco di lavoro.
Poi alza la testa cotonata e mi punta con quel suo naso adunco.
– E non stare lì impalato, aprila!
Ricaccio in fondo allo stomaco la caterva di insulti che mi sale sotto forma di bile lungo l’esofago e tiro la zip da parte a parte.
Un uomo in miniatura, alto circa un metro, salta fuori dalla borsa come il coniglio di un prestigiatore.
Per essere un nano è muscoloso da fare paura. Il vestito lucido di pelle, in stile fetish come ne ho visti solo su internet, sembra esplodere nel tentativo di contenerlo e scricchiola ad ogni movimento.
E con questo il tasso di stranezza della giornata ha raggiunto livelli stellari.
– Che cazzo vuoi, una foto ricordo? – sbotta, dopo circa un minuto che lo sto fissando.
– Franklin, tesoro – lo interrompe zia Marta – ho bisogno del tuo aiuto.
– Certo cocca – cinguetta e a mezza bocca, rivolto ancora al sottoscritto: – ti tengo d’occhio, coglione.
Poi si avvicina alla vecchia ancora china sul cadavere, le molla una pacca rumorosa sul culo e le infila in bocca la lingua.
Vorrei vomitare.
– Cosa sarebbe quello – domando a Sumo, indicando il nano fetish che sta intrattenendo sua zia.
– È Franklin Meraviglia, il nuovo fidanzato di zia. Faceva Hard-Wrestling.
Posso immaginare di cosa si tratti, ma la mia mente si rifiuta di indagare oltre. Ci sono limiti che è meglio non valicare.
– E perché cazzo viaggia in una valigia?
– Soffre di agorafobia. Sai, la paura degli spazi aperti.
Cristallino.
Un nano feticista ex atleta di una dubbia disciplina sportiva che vive in una valigia perché soffre di agorafobia e che a momenti si scopa una vecchia incartapecorita su una salma è la cosa più normale del mondo.
La coppia intanto sembra seriamente intenzionata a passare alle vie di fatto.
– Fanculo Sumo, pensi di fermarli prima che inizino a fare sesso sul cadavere, almeno?
La faccenda si è già scaldata abbastanza, a giudicare da i muggiti di piacere che non so a chi attribuire dei due. Sumo fa spallucce.
– Ehi, nano – grido, cercando di ristabilire l’ordine – trovati un motel se vuoi fare certe cose, qui ho da fare.
Lui si blocca di colpo.
Sumo impallidisce, i tratti della sua faccia lardo-nipponica sembrano disporsi a formare le parole “oh, cazzo”.
– Come mi hai chiamato?

Quando riapro gli occhi, Sumo è chino su di me, col suo viso a pochi centimetri dal mio.
– Grazie a dio, stavo per farti la respirazione bocca a bocca.
– Cosa mi è successo?
– Hai preso una testata nei coglioni. Franklin è piuttosto suscettibile sulla sua taglia.
Tento di alzarmi ma una fitta mortale mi si irradia dal pube per tutto il corpo e ricado a terra.
– Stai bene?
– Mi sento come se avessi partorito dal cazzo.
Rinuncio a rimettermi in piedi, almeno per ora, e mi accontento di girare la testa.
Ma quello che vedo mi fa rimpiangere di non essere ancora privo di sensi.

Cos'è che mi fa rimpiangere l'incoscienza?

  • I due tentano di far entrare il cadavere nella borsa. (8%)
    8
  • La strana coppia ha cominciato a fare sul serio. (17%)
    17
  • Il salone sembra una macelleria, il nano e la nonna hanno iniziato a fare a pezzi il cadavere. (75%)
    75
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159 Commenti

  1. ammetto che mi è dispiaciuto per Sumo. Almeno è morto dimostrando le sue qualità di ciccione. Onore al tavolo. È stata la morte più cruenta e anche quella che mi ha fatto rimanere peggio. Schicchera la spunta, non certo pensando ad una vendetta ma semplicemente nella speranza divina di salvarsi le sue magre natiche.
    Ferdinando mio caro questo ultimo episodio me voglio gustare!

  2. Sei un figo, Ferdinando… c’è poco altro da dire
    “Mai ammazzare la vecchia zia di un ragazzone di duecento chili, a meno che tu non possa correre più veloce di un tavolo” è un titolo troppo accattivante per non essere scelto…

  3. “Sono 90kg di boss, morto fresco fresco che faccio lascio?”
    E ora vediamo come ne usciamo da questo cimitero. Anche perché quello che doveva essere il morto mi pare piuttosto arzillo e pure piuttosto incazzato. E non oso pensare a cosa risponderà Sumo alla telefonata di Walter…

  4. Grande, il tuo stile è uno di quelli che apprezzo di più su the incipit…prima o poi riuscirò a recuperare anche la tua vecchia storia.
    Comunque, per me resta un poliziotto…ormai sto diventando un rompipalle come bricoleur nei miei voti.

  5. superbo come sempre. Dover ammazzare un poliziotto non è esattamente la cosa migliore.
    Mandare la vecchia non se ne parla, sarebbe capace di saltargli addosso dicendo di essere lei quella in pericolo. Lasciare Sumo con lei? Sarebbe capace di slegarla in cambio di una merendina. beh, hai capito quale opzione ho votato 😀

    • Sapevo che ti avrei causato prurito alle mani con un’opzione del genere… non mi deludi mai.
      A proposito, ieri ho votato il tuo nuovo racconto (voglio sapere qualche cosa in più sul personaggio e “l’azienda”): per stile e descrizioni mi piace forse anche più dell’incipit di “e all’improvviso…niente”.
      Ora vado a premere il bottone “segui”, così posso fare stalking comodamente via mail.

      • In effetti mi sto accorgendo che sui voti che esprimo mantengo sempre una certa prevedibilità… Non riesco ad uscire dal personaggio!

        Per “Ferocia illuminata”… beh, grazie e, come sai, sei il benvenuto. Ora sta tutto nel vedere quanto riesco a limitare i danni di un’idea che mira già a sfuggirmi di mano, con un paio di pagaiate ben date.

  6. altro ottimo episodio! e la scelta finale è davvero difficile, sono stato indeciso a lungo, sono tutte e tre ottime proposte… alla fine sono andato sulla persona originariamente da uccidere: voglio vedere che vittima ti inventi 😉

  7. Dimenticavo, splendido capitolo, davvero! Ne è valsa l’attesa.
    E visto che ha cominciato a piovere direi che un poliziotto in impermeabile è quello che ci vuole. Certo, forse non si sarebbe aspettato che il suo dovesse essere un impermeabile da sangue e non da acqua.

  8. Giù il cappello!
    Ho finalmente trovato il tempo di leggere un po’ e mi sono sparato 4 capitoli in fila di questo tuo “Pulp-corn”. Concordo con Michel nel dire che sei, senz’ombra di dubbio, uno dei migliori in circolazione sul sito.
    Fortuna che non ho ancora letto “Spaghetti western”, così se non pubblichi in fretta il quinto capitolo so con cosa andare a sollazzarmi nel frattempo! 🙂

  9. ei, il pizzaman si chiama emme! 😀 uahauha
    ho immaginato il suo cuore chiedere sangue, sottraendolo al resto del corpo 🙂
    guarda, non lo invidio per niente.

    ho votato per la fuga, che prendere in mano la situazione mi sembra molto più complicato.

  10. Ahahaha… cioè il nano agorafobico può essere frutto solo di una mente malata 😉
    Poi è fidanzato della nonna. Sono senza parole guarda…

    Per me lo fanno a pezzi il cadavere e, anche qui, il nano dirà “Cazzo vuoi, una foto ricordo?”

    Ahahaha

  11. allora, ti dico subito che ho fatto finta di concedermi il beneficio del dubbio, dicendo che dovevo prima leggere l’incipit e dopo, solo dopo, cliccare sul “Segui la storia”. ma è stato inutile. inutile nel senso che è un altro grande incipit di un’altra (già la pregusto) grande storia di un grande scrittore.
    ho messo 3 “grande” in una riga sola. fanne buon uso, mio caro 🙂

    ps: ah già! picchia sumo (che non ci hai lasciato scelta, e già ghignavo) ma fuggono, perché non credo abbiano la freddezza di intraprendere una soluzione più lucida e efficace (oppure lo faranno, tragicamente).

  12. Superbo inizio. Non c’è niente da fare scrivi davvero bene, i personaggi sono fenomenali e le domande sono la chicca finale. Picchia Sumo, e per forza che lo picchia. Picchiare quel grassone credo lo aiuti a pensare. E qui da pensare c’è parecchio. Diamine sono pure senza auto, toccherà rubarne una. e in fretta anche

  13. Siiii !
    Lo sentivo nell’aria un altro racconto 🙂 e questo me lo seguo dall’inizio!
    Bellissimo Incipit, me li sono istituto i due da pulp fiction dei poveri.
    Il ritmo è micidiale e i dialoghi molto divertenti..diciamo sul noir ironico!
    🙂
    Bravo come sempre 🙂

  14. Cazzo, grandissimo che ti sei già rimesso all’opera.
    Lo stile è micidiale, come sempre. E i personaggi mi fanno già spanciare… tanto che vorrei quasi fossero amici del mio La Solfa (ma forse il mondo, anche solo quello letterario, potrebbe non essere ancora pronto per un’eventualità del genere).
    Io voto per il chiamare qualcuno esperto nella sistemazione della merda, anche solo per far entrare subito in scena un altro dei tuoi personaggi.
    Bentornato Ferdinando. Non ho fatto in tempo a sentire la tua mancanza e me ne rallegro.
    D.

    • Dev’esserci qualcosa nell’acqua del Po, che ci fa scrivere e sognare tutti quanti.
      E sognamo ciò che scriviamo, e scriviamo ciò che sognamo.
      E poi mi stupisco se sono dipendente dalla caffeina.
      Tant’è.

      (grazie per la fiducia accordata alla mia storiella a partire dalle prime righe, io stesso non saprei se concederla!)

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