Dove eravamo rimasti?
Di come Lina fu svegliata dallo scampanellar di Ariosto
A mamma Quarta quella mattina di febbraio sembrava di sentire ovunque odore di fragole.
Mentre preparava il caffè in cucina massaggiandosi l’anca, poco dopo il rientro impetuoso della figlia; mentre rifaceva con meticolosa lentezza il letto matrimoniale, sospirando ogni volta che le sue mani secche sfioravano il lato freddo un tempo occupato dal marito; mentre, seduta dietro alla finestra, riposava lanciando occhiate in tralice al mattino.
L’insistente aroma riportò la sua mente assopita dietro la finestra a un altro tempo, a una gita in campagna con il suo Francesco e le bambine, Gianfranca, ovviamente, e Serafina (detta Fina, ovviamente).
Era una domenica mattina di sole, sul prato che il marito aveva scelto per loro, poco fuori Piandellelucciole. Lina era scesa dall’auto, e subito s’era messa a correre sull’erba d’un verde brillante, incurante delle grida della madre. A Quarta non era mai riuscito di capire cosa ci trovasse il marito in quella strana bambina dalle proporzioni discutibili… ma tant’è, stravedeva per lei, amen.
Fina, invece, era scesa dall’auto sobriamente, respirando come una principessa annoiata. Una gioia per gli occhi grigi di Quarta. Costante fonte di segreta frustrazione per la figlia maggiore, che detestava, gaiamente, la sorella sin dal momento in cui, a tradimento, gliela avevano presentata.
Lina non correva da sola, quel giorno, sul prato. Insieme a lei c’era Giacinto, il loro cane.
A pomeriggio inoltrato, erano stati però solo in quattro a risalire in macchina per tornare a casa.
Giacinto non era più con loro.
Cosa gli sarà successo a quel cane… d’un tratto è sparito nel nulla. Francesco era proprio disperato. Fina era triste. Gianfranca, traumatizzata: il giorno dopo non ricordava più nemmeno chi fosse, Giacinto.
E’ stato quel giorno lì, nel prato, mentre cercavamo il cane, che ho sentito un aroma come questo. Sembrava riempire l’aria… E non era nemmeno stagione di fragole.
Il flusso calmo dei pensieri di Quarta venne perturbato dalla delicata silhouette di Ariosto, il suo parrucchiere unisex, che si andava delineando, inconfondibile, dietro la tenda della finestra. Cosa mai poteva aver portato lì, a quell’ora, quell’ometto leggiadro dai capelli striati d’azzurro? Il loro appuntamento, ehm, privato, era solo per venerdì (solita ora, solito posto), Quarta ne era certa.
Lasciò trillare il campanello. Trillare e trillare il campanello. Un brivido freddo l’aveva inchiodata alla sedia.
Ascoltò i mugugnii affilati della figlia fendere l’aria dalla camera da letto, poi il rumore dei suoi passi strascicati nel corridoio.
“Ma chi è quel demente che si permette di disturbare il mio sonno?” gracidò Lina attraversando il corridoio. Aprì la porta mostrando una faccia scarmigliata al parrucchiere unisex, il quale non poté che reagire con un gesto stizzito di manifesta disapprovazione.
“Lina, Lina, oh Lina. Devo parlarti!”, le disse senza concederle tempo. Ariosto entrò in casa, avanzando verso la stanza di Gianfranca, come era solito fare sin da ragazzino, quando era preso dalla sua per lui abituale impellenza desegretatoria. In fondo, era la cosa più vicina a un amico per Lina.
Gianfranca non osò contrastare l’incedere del parrucchiere: affondava in un profondo senso di vergogna per lo stato inselvatichito dei suoi capelli. Come era potuto accadere? Si passò una mano tra i ricci sfatti e seguì mestamente Ariosto nella sua stanza.
Dietro la porta che Lina si richiuse alle spalle, l’ombra scura di Quarta tese l’orecchio, persuasa che qualcosa di grande stesse per rivelarlesi.
Gianfranca Serena uscì di casa sette minuti dopo, dimenticandosi il cappotto. S’incamminò percorrendo in senso contrario il tragitto che l’aveva vista in fuga la notte prima. Ogni tanto si dava un’occhiata alle spalle, indecisa se fosse peggio essere inseguita da Airomen o da sua madre.
Bubu, Bubu, Bubu!
Superò Don Donato che la scrutò con occhio d’uccello; superò l’Alimentari da Lauretta, ancora stranamente chiuso (e quando mai quella ha tenuto chiuso?); arrancò fino a Piazza Mazzini, dove un ovale di gente vociante si era condensato attorno alla forca, debitamente transennata.
Sembra CSI, pensò Lina.
Si fece largo tra i compaesani. La forca era ancora lì, più maestosa e sinistra, alla luce pallida di quel mercoledì mattina. Ora però nessun corpo pendeva più dal suo cappio.
Dandosi una sistematina ai capelli, Lina rivolse la parola al suo vicino di transenna. Non riuscì a reprimere un balzo all’indietro quando s’accorse che si trattava del prete (ma che c’ha, l’ubiquità?).
“Don Donato, Don Donato, ma dove l’hanno portato?”
“Che tragedia, mia cara Gianfranca, che tragedia” rispose Don Donato. Con un cenno del capo le indicò l’ambulanza. “Ma non preoccuparti,” riprese dopo un attimo con giocosa baldanza, spalancando il suo sorriso aviario, “la forca resterà ancora un po’ con noi”.
Perché la forca dovrebbe restare ancora un po’ con i lucciolesi?
- Perché, dice Etto il sindaco, sarebbe un peccato non sfruttare mediaticamente l’evento: “Precedenza alle telecamere!” è il suo motto (25%)
- Perché le indagini delle preposte autorità, dicono i due carabinieri addentando un panino offerto da Lauretta, lo richiedono (50%)
- Perché l’apparizione della forca, dice Mimì La lucciola, è un chiaro segno dell’imminente giudizio universale (25%)

15/03/2015 at 14:18
Bene, l’avventura di Lina è terminata… Grazie a tutti quelli che sono passati di qua!
28/01/2015 at 22:29
Bene per lina male per l’altra. Però….
28/01/2015 at 22:16
mi dispiace essere arrivata alla fine, voto prima opzione.
06/01/2015 at 16:23
Dialoghi davvero appassionanti, mi hanno permesso di cogliere perfettamente gli stati d’animo dei personaggi, bravissimo! Sarei curioso di sapere cosa accade se la forca si ritrova a ospitare più di una persona… ^_^
28/01/2015 at 21:29
Grazie mille!
Credo proprio che la tua curiosità stia per essere soddisfatta….
30/12/2014 at 11:36
Capitolo 8. Scorre simpaticissimo, mi sono dovuta fermare a ridere diverse volte. Il fraseggio è bellissimo, ci sono dei termini che mi hanno incantata.
Il personaggio di Quarta fa veramente ridere e la scena della macchina è carinissima.
Il capitolo si collega benissimo ai due iniziali. Tutta la storia di un quotidiano fatto di manicure, sindaco e parrucchiere si mescolano con il sogno.
Su Arionman non sono molto convinta. I tanti personaggi rendono la storia complicata e forse è questo uno dei motivi per i quali non hai avuto tanti lettori.
Anche a me è stato detto che ho messo troppi personaggi.
Per quanto mi riguarda a me piacciono le cose fuori schema, non mi perdo con i personaggi e so che a volte sono marginali o protagonisti o antagonisti.
Del resto il tuo racconto è ottimo per una sceneggiatura, ti immagini un film con questi personaggi ?
Lo stile è la cosa che più mi ha colpito in tutto il racconto. A parte il personaggio di Lina che è proprio una forza. Bravissimo.
28/01/2015 at 21:26
Cara Lucia,
con un po’ di ritardo, ti ringrazio.
Sul numero dei personaggi, hai proprio ragione… ma nessuno di loro ha voluto rinunciare al suo quarto d’ora di celebrità 😉
Grazie ancora!
22/11/2014 at 17:56
Grandissimo capitolo. TI avevo già pubblicizzato in passato, scene stupende..
28/11/2014 at 17:04
Grazie mille Lucia!
06/12/2014 at 20:02
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10152469539735846&set=oa.382472175263751&type=1&theater
Ho scritto nexman e non nextman ma sei tu uguale, con una t in meno… tu t t t mi capisci e mi perdoni vero?
07/12/2014 at 12:17
Cara Lucia, io ti capisco e ti perdono, ma come sai Lina e’ un po’ suscettibile negli ultimi tempi. Quindi se per caso dovessi avvertire un intenso aroma di fragole spandersi improvvisamente intorno a te…
07/12/2014 at 13:24
L’importante è che non mi graffia potrei risponderle con le miei stesse unghie e le mie sono vere…..
07/12/2014 at 18:19
Lina ha trovato pane per i suoi denti 😉
22/11/2014 at 00:25
No, dico… ma per fortuna che inseguendo le letture di Lucia ti ho scovato!
Mi stavo perdendo questa perla sovrannaturale!
Sbloccata la parità! 😛
22/11/2014 at 17:26
Mi fai morire Azia….. Ti omaggerò da qualche parte…..
28/11/2014 at 17:03
Benvenuta e grazie per lo sblocco 🙂
25/10/2014 at 09:52
Come sempre arrivo io e ti mando in parità….Mi sono piaciuti tanto l’inizio del capitolo e la fine….Mi hai dato una bella suspense…
31/10/2014 at 17:29
Grazie per il tuo voto!
14/10/2014 at 22:55
Voto per pneumatici nell’alimentari della povera Lauretta 🙂
15/10/2014 at 09:08
Grazie per essere passata!
01/10/2014 at 00:34
Ti ho mandato in parità…mannaggia….
01/10/2014 at 14:32
Dovrò inventarmi qualcosa 🙂
10/09/2014 at 14:11
Molto belle le descrizioni… voto per un incidente ai pneumatici! ^_^
11/09/2014 at 10:59
Grazie mille! Si profila una brutta giornata per Lauretta…
10/09/2014 at 13:39
Gazzella contro il negozio di alimentari
Dopo l’incidente un forte profumo di fragole si diffonderà per il paese…:-)
11/09/2014 at 10:58
Sento già l’aroma 🙂 Grazie per essere passato!
09/09/2014 at 23:27
Alla gazzella esplodono gli pneumatici 🙂 sempre divertente!
10/09/2014 at 09:23
Grazie! Chissà che ne pensa Lauretta, però 🙂
17/08/2014 at 08:42
La forca non può attendere ancora (mazza che cattivona che sono!)
01/09/2014 at 16:42
Sì, direi anche io che ha atteso abbastanza
17/08/2014 at 00:11
Un altro morto per rimescolare ancora di più le carte
01/09/2014 at 16:41
Rimescoliamo, rimescoliamo 🙂
13/08/2014 at 19:55
brrrrrrrrrr………………….
che un altro morto penzoli dalla forca!
🙂
01/09/2014 at 16:40
La forca attende il suo prossimo ospite…