La forca

Dove eravamo rimasti?

Inutile girarci attorno: la forca avrà un nuovo ospite nel prossimo e penultimo capitolo? Solo un nuovo ospite?! Esageriamo, alla faccia di Airomen! (67%)

Cocktail rinforzato

Nessuno degli occupanti dell’auto del sindaco, che avanzava zigzagando sulle viuzze di Piandellelucciole, poteva dirsi completamente in sé. Non Etto, che guidava tirandosi con una mano i pochi capelli rimastigli sul cranio; non Don Donato, combattuto tra la contemplazione estatica del loquace cane fantasma e il terrore delle di lui zanne; non, infine, Lina, che non ne poteva più di quella bestia invadente.

Quarta vide spuntare l’auto appena in tempo per evitare che l’acciaccata Mimì fosse travolta. Carabiniere Due, richiamato alla vita dopo il sinistro dalle inaudite infrazioni stradali di Etto, lasciò Lauretta e il panino consolatore che ella gli stava porgendo per arrancare all’inseguimento del sindaco. Uno rimase da solo, cosciente a metà, mentre Quarta, che aveva intravisto Lina, Lauretta, in ambasce per Due, e Mimì, inviperita per il nuovo attentato subito, seguirono a loro volta il veicolo.

La folla intorno alla forca si aprì, brandendo a braccia alzate i suoi telefoni, quando Etto si diresse verso il micidiale strumento. L’auto fracassò le transenne e s’arrestò a pochi passi dalle gambe ciondolanti di Ariosto.
“Il cane spettrale parla!”, gridò Etto, come se lo stessero scuoiando vivo, uscendo dal veicolo con le mani in aria. Scorto il carabiniere che stava sopraggiungendo, gli andò incontro per abbarbicarglisi sulle spalle come un cucciolo di scimmia impazzito.
“Oooh”, fece la folla scattando le sue foto.
“L’apocalisse sta arrivando!”, gridò Don Donato scendendo con una bibbia in mano, preceduto da Airomen.
Ma non era l’inverno che doveva arrivare?, si chiesero, disorientati, i fan della Casa Stark mescolati tra la gente.
“Toglietemi di torno sto cagnaccio”, latrò Lina sbattendo lo sportello, prima che la sua bocca formasse un’enorme O alla vista del suo pendolante amico parrucchiere.
Ancora lei!, cicalarono i presenti.

“Sei stata tu a ucciderli, Gianfranca!”, l’accusò Quarta mollando un ceffone a Etto affinché la finisse di frignare sulla schiena di Due.
“Ti si è forse finito di friggere il cervello, mamma?”.
“È così, ti ho visto, quando hai fatto sparire il lascivo parrucchiere!”, confermò il prete.
“E come avrei fatto?”.
“Chiedilo al cane parlante, piccola Lina, di certo lui sa tutto: se la cava molto bene con le sparizioni!”, intervenne Etto puntando il dito contro l’animale, che intanto aveva raggiunto la forca.
“Apri la tua mente, Gianfranca!”, disse Airomen mutando la sua forma, scatenando nell’aria l’aroma di fragaria. Ora davanti a Lina e a un’attonita Quarta vi era un simulacro di Francesco, padre e marito.
“Oh babbo!”.
“Ascolta tuo padre, che viene dai tuoi sogni”, disse Quarta balbettando. “Non è poi la fine del mondo se il contadino morto ti tradiva, figlia mia! In ogni caso, non era una buona ragione per appenderlo, no?”.
“E così ecco chi era la sgualdrina segreta del Galletta!”, realizzò Mimì. Etto la udì, e finalmente anche lui capì.
“Salamino! È stata lei, dunque!” sussurrò Lauretta dal viso cinereo, attirando lo sguardo doppiamente illuminato della nonna.
“Mmh”, mugugnò Lina stringendo i pugni alle estremità dei suoi tozzi arti superiori. “Che nessuno s’azzardi a nominare il mio Bubu!”.

Fu così che Quarta svanì.
“Stia ferma dov’è! Lei è in arresto!” sentenziò il carabiniere, con l’unica certezza che in qualche modo c’entravano le fragole.
Francesco abbassò sconsolato lo sguardo e sfumò nel ringhio feroce di Airomen. Il cane spiccò il suo balzo verso Lina. Nessuno prestò però molta attenzione alla nuova trasmutazione fantasmatica. Tutti gli occhi e i cellulari erano puntati sulla forca, dal cui capestro penzolava ora una massa orripilante dal cranio bifronte: parte Ariosto, parte mamma Quarta.

Il cane la fece cadere a terra. Lina sentì i denti della belva affondare nella carne del braccio.
“Non c’ho capito molto”, disse Gianfranca con serafica disinvoltura. “Ma se tu vieni davvero dai miei sogni, ti ci ricaccerò subito con una bella supposta alla fragola. Devo solo capire come si fa!”.
“Dici bene, Lina: sono parte di te. Tu stessa mi hai evocato per fermare la tua inconsapevole bramosia forcaiola!”. Il cane le rispose direttamente nella testa, con la voce del padre. “Non potrai mai liberarti di quella parte di te che rappresento” aggiunse prima di dissolversi, lasciandola sanguinante.

“Ora la nostra cavalieressa è libera di adempiere il suo compito!”, annunciò Don Donato mentre i lucciolesi si raccoglievano intorno a Lina, controllando che i loro apparecchi non si fossero persi un fotogramma della lotta.
“Ma che apocalisse e apocalisse!” interloquì Mimì con una strana luce negli occhi. “Qui c’è solo una donnetta obesa e cornuta accidentalmente sovrannaturale”. Il prete non gradì. Lina ancor meno. “Vi avevo avvertiti!”, disse con gli occhi feroci di Airomen.
Oh no, ancora!, inorridì Etto, stringendosi forte a Due.

Mimì La lucciola svanì lentamente, con un lugubre lamento condiviso sui social che gelò le ossa dei suoi compaesani. Le sue ultime, appena udibili, parole furono: “So chi è l’altra”.

Ormai che tutti i lettori sanno chi è l'altra (lo sapete, vero?), come si concluderà la nostra storia?

  • Che ci frega di quelle, pensiamo al povero, bistrattato Etto! (60%)
    60
  • Bene per Lina, male per l'altra (20%)
    20
  • Bene per l'altra, male per Lina (20%)
    20
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70 Commenti

  • Capitolo 8. Scorre simpaticissimo, mi sono dovuta fermare a ridere diverse volte. Il fraseggio è bellissimo, ci sono dei termini che mi hanno incantata.
    Il personaggio di Quarta fa veramente ridere e la scena della macchina è carinissima.
    Il capitolo si collega benissimo ai due iniziali. Tutta la storia di un quotidiano fatto di manicure, sindaco e parrucchiere si mescolano con il sogno.
    Su Arionman non sono molto convinta. I tanti personaggi rendono la storia complicata e forse è questo uno dei motivi per i quali non hai avuto tanti lettori.
    Anche a me è stato detto che ho messo troppi personaggi.
    Per quanto mi riguarda a me piacciono le cose fuori schema, non mi perdo con i personaggi e so che a volte sono marginali o protagonisti o antagonisti.
    Del resto il tuo racconto è ottimo per una sceneggiatura, ti immagini un film con questi personaggi ?
    Lo stile è la cosa che più mi ha colpito in tutto il racconto. A parte il personaggio di Lina che è proprio una forza. Bravissimo.

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