La forca

Dove eravamo rimasti?

Che succede ora a Quarta e Lina? Quarta presta soccorso al cane ferito, mentre Lina si rifugia dal suo nail-artist per un'emergenza unghie (83%)

Forevverr

La discussione, tra Etto e i due carabinieri, si protrasse abbastanza da avviare alla digestione i panini di Lauretta.
Quando la porta dell’ufficio del sindaco si aprì, quest’ultima finì quasi nelle braccia di Carabiniere Due, lusingato di tanta attenzione. Era evidente che Lauretta fosse rimasta ad origliare dopo aver effettuato la sua proteica consegna, ma Etto ora non aveva tempo per la congenita fame di pettegolezzo dei suoi concittadini. No, lui doveva elaborare.

Numero uno.
Gianfranca è e sarà forevverr il mio unico, piccolo, grande amore, si disse, mentre un luccicone faceva capolino dal suo occhio destro.

Numero due.
Durante il confortevole appuntamento privato con Ariosto, il parrucchiere, massaggiatore, nonché nail-artist unisex di Piandellelucciole, di qualche settimana prima, l’amicone di Lina si era lasciato sfuggire un accenno a una – inaudito! – liaison di Gianfranca con un uomo misterioso, la cui identità non era nota nemmeno al parrucchiere (Lo giuro, mio caro sindaco, una tomba, la Lina!).

Numero tre.
Sì, dopo la Rivelazione si era messo a pedinare – senza troppo successo – Lina. Embè?
La sera prima, un martedì, era riuscito a liberarsi dagli impegni di primo cittadino (cena di pesce della Pro loco da “Il lemure distratto”) solo intorno alle ventitré e trenta. Troppo tardi per sperare di coglierla mentre usciva di casa, troppo presto per sperare di vederla rincasare. Nonostante il freddo, riscaldato solo dal fuoco che dal basso ventre gli attanagliava lo stomaco, aveva deciso di attendere il rientro dell’amata non riamante.
Alle quattro e ventiquattro di mercoledì, ormai in balia di un principio di assideramento, aveva udito un suono lugubre, seguito da un grido altrettanto lugubre, poi un familiare ticchettio di passi nella notte. Qualcuno si stava avvicinando. Aveva riconosciuto subito la voce di Lina. E aveva avvertito nelle ossa l’ansimare della belva. Era rimasto impietrito sul posto, nascosto nell’ombra. Colpa del congelamento, ovvio.
Era uscito dal vicolo buio solo quando Lina stava entrando in casa; e aveva visto l’animale a poca distanza da lei, immobile. Che sia il cagnaccio oggetto del lagnume di Mimì?, si era chiesto, prima di essere costretto a strofinarsi a fondo gli occhi con le mani guantate, in preda a stupefazione.
Il cane, o di qualsiasi cosa si trattasse, era svanito nel nulla, puff, evaporato senza preavviso.
Accompagnato da un dolce aroma di fragole, se ne era tornato a casa, con aria mogia, senza passare per la piazza.

Numero quattro.
La mattina di quello stesso giorno, Lina, con gesto acrobatico, si precipita dentro l’ambulanza, dal contadino stecchito, mentre il riapparso cane spettrale tenta di nuovo di sbranarla. E poi sì, c’era anche quella faccenda della forca…

Ci deve essere un nesso in tutto ciò, meditava Etto, allorché si accorse di avere di nuovo fame. Chissà se Lauretta è ancora dietro la porta?

Airomen/Giacinto non oppose resistenza quando Quarta gli si fece più vicina per esaminare la ferita. Non ne capiva granché, abbastanza però da accorgersi della stranezza della lesione. E del cane.
Più che un animale, sembrava un approssimativo ritratto tridimensionale di un canide, eseguito sulla tela della realtà da un principiante, o da un bambino.
E questo le rievocò d’improvviso un altro episodio del suo passato di mamma, un evento sino ad allora rimasto etichettato tra le Cose Sopra Naturali che Talvolta Accadono.

Nello stesso momento, una Lina trafelata fece la sua apparizione nel salone di Ariosto, ancora deserto a causa dell’evento forcaiolo. L’ometto dal capo venato d’azzurro era intento a rimirarsi allo specchio, quando l’immagine riflessa del volto della donna lo colse di sorpresa.
“Ma che diavolo, Lina, mi hai lasciato a casa tua come un coglione!”
“Mi devi sistemare l’unghia!”, lo ignorò Lina alzando il mignolo, e poi aggiunse: “Credo che mi verranno a cercare.”
“A cercare? Epperchemmai?”, mitragliò il parrucchiere con occhi scintillanti.
“Ma prima,” proseguì Lina continuando ad ignoralo, “mi devi dire qualcosa di… questo”. La mano destra di Gianfranca reggeva ora il braccialetto che aveva sottratto poco prima al polso del fu Bubu. “Fessbuk ti fa un baffo a te, quando si tratta di farsi i cazzi altrui, Ary, quindi inutile girarci intorno: poche storie e dimmi tutto quel che sai!”
Quell’aria spietata alla Stephanie Forrester, alla Gianfranca, lui non l’aveva proprio mai vista. Nemmeno dopo la sua prima volta con Etto.
Ariosto osservò meglio il braccialetto. Che mai avrebbe dovuto dirgli, quell’ornamento? Piuttosto, Lina avrebbe fatto meglio a preoccuparsi dell’unghia del suo mignolo!
Unghia-mano-grossamano-grossamanopelosa-ampiaschienapelosa-lettino-massaggioextra-confidenza-nuovaamante-salvatoregalletta-ilmorto!
“Ma ceeertooo!”, esclamò infine Ariosto sfiorando con le dita il braccialetto penzolante (non senza prima aver biasimato Lina per lo stato del suo mignolo). “E’ il regalo della nuova – e ultima, a quanto pare! – amante dell’impiccato.”

Visto come stanno andando le cose, alla fine del prossimo capitolo è più probabile che

  • (Almeno) un altro morto penzoli dalla forca al centro della piazza (60%)
    60
  • Quarta capisca che caspita di nesso ci sia tra l'aroma di fragole e il cane (40%)
    40
  • Etto capisca finalmente che Lina se la faceva con Bubu (0%)
    0
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

70 Commenti

  • Capitolo 8. Scorre simpaticissimo, mi sono dovuta fermare a ridere diverse volte. Il fraseggio è bellissimo, ci sono dei termini che mi hanno incantata.
    Il personaggio di Quarta fa veramente ridere e la scena della macchina è carinissima.
    Il capitolo si collega benissimo ai due iniziali. Tutta la storia di un quotidiano fatto di manicure, sindaco e parrucchiere si mescolano con il sogno.
    Su Arionman non sono molto convinta. I tanti personaggi rendono la storia complicata e forse è questo uno dei motivi per i quali non hai avuto tanti lettori.
    Anche a me è stato detto che ho messo troppi personaggi.
    Per quanto mi riguarda a me piacciono le cose fuori schema, non mi perdo con i personaggi e so che a volte sono marginali o protagonisti o antagonisti.
    Del resto il tuo racconto è ottimo per una sceneggiatura, ti immagini un film con questi personaggi ?
    Lo stile è la cosa che più mi ha colpito in tutto il racconto. A parte il personaggio di Lina che è proprio una forza. Bravissimo.

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi