Il commerciante di emozioni

Dove eravamo rimasti?

Cosa decide di fare Gerardo? Dice al ragazzino di condurlo subito dalla sorella. (58%)

Il sonno dei giusti

Gerardo aveva letto nel ragazzo una certa preoccupazione e iniziò a scandagliare mentalmente l’ultima settimana alla ricerca di qualche indizio. Che fosse la ragazza dello smalto a stelline, quella che aveva insistito molto sul suo bisogno di evasione? O forse la vedova incinta di due gemelline, che sperava di ritrovare un riposo sereno con quel cuscino decorato a intaglio? O magari la manager stressata della consolle rivestita con tecnica decoupage, che desiderava qualche spunto di relax? Oppure… ? Niente. Non gli pareva ci fosse nulla di pericoloso e soprattutto eran casi di routine.

“Portami da lei.” Affermò con pacatezza per non inquietare oltre il fanciullo.

Il ragazzino sembrò rasserenarsi e cominciò a fargli strada per i marciapiedi sempre più deserti.

Le insegne dei locali attiravano sempre più l’attenzione contrastando col buio e le vetrine invitavano lo sguardo dei passanti a gustarne le ricercate scenografie: le cioccolaterie luminosissime esibivano un delicato stile parigino, le sale da the trionfavano in un rugoso e rilassante country chic, l’arredo western delle birrerie s’intuiva appena nella scarsa illuminazione delle lanterne, i poster vintage dei piano bar anticipavano deliziosi tip-tap di fanciulle dal cilindro in testa, le sale giochi intontivano i passanti con il volgare accendersi e spegnersi continuo di luci d’ogni colore, i cinema confondevano le idee degli avventori con un ingresso tappezzato di locandine e le finestre dei ristoranti parevano invitarti a sbirciare per seguire la conversazione di qualcuno.

Gerardo lasciò che il suo sguardo accarezzasse tutto questo e si riempì le orecchie del tintinnio delle stoviglie proveniente dalle cucine, delle musiche di fondo provenienti dai locali quando qualcuno apriva la porta per entrare o uscire e dello scalpiccio affrettato intorno a sé… voleva evitare di farsi opinioni prima del tempo e cercava di distrarsi.

Poco più di cinque minuti e il ragazzo si fermò ai piedi di una porta ferrata, l’aprì rapidamente con un “clock” che rimbombò per la ripida scala e la imboccarono. Gerardo saliva con passo incerto: la scala era illuminata da alcuni faretti laterali con fasci radenti i muri in pietra e a mala pena s’intuivano i gradini. Cercò di non far caso al carico delle sue borse e di misurare il passo senza pensare ad altro, ma non poté ignorare il silenzio innaturale tutto intorno a sé.  S’impose però nuovamente di concentrarsi su altro.

Finalmente il fanciullo aprì un portoncino e Gerardo provò un senso di calore quando trovò ad accoglierlo un ambiente domestico dalla tappezzeria a fiorellini con una moquette bordeaux. 

Le luci erano soffuse e sulle morbide pareti rimbalzava con delicatezza una suonata a pianoforte, di fondo si avvertiva come un lieve brusio che riconobbe proveniente da un giradischi e nell’aria aleggiava un gradevole profumo d’incenso.

“Ecco, mia sorella si è chiusa qui.” Disse il ragazzino fermandosi davanti ad una porta cui si accedeva dal soggiorno.

“E’ la sua camera?”

“No, è il suo studio.”

Gerardo appoggiò l’orecchio alla porta e bussò delicatamente, restando poi in attesa di un riscontro.

Nulla, dall’altra parte nessuna risposta.

Si chinò per sbirciare dalla serratura, ma era presente una chiave, così decise di utilizzare i cari vecchi metodi: fu un attimo trovare una forcina tra gli accessori nell’armadietto del bagno e, dopo aver armeggiato un po’, finalmente riuscì ad aprire.

Combattuto tra lo stato ansioso e la curiosità, Gerardo abbassò piano la maniglia e socchiuse la porta, da cui provenivano luce, musica e incenso.

“Claire” Sussurrò piano il ragazzino.

Nessuna risposta.

I due si guardarono e annuirono insieme.

Gerardo spalancò dunque la porta e si trovò davanti una scena che pareva uscita da un film: una grande scrivania di legno massiccio imperava vicino alla finestra esaltata da un trionfo di tendaggi con decorazioni in pizzo che cascavano sul pavimento, due pareti  ospitavano un’ampia libreria che arrivava su fino al soffitto carica di libri dai dorsi antichi e poi accanto all’angolo salotto su un mobile pieno zeppo di dischi un vecchio grammofono suonava.  

Lei era lì distesa su un tricline, un braccio penzolava inerte e con le dita sfiorava un calice di vino rosso appoggiato sulla moquette…

“Beve?” Chiese Gerardo al ragazzo.

“No maestro. Lei degusta e si concede giusto un bicchiere ogni tanto.”

Gerardo si guardò intorno e solo allora notò la collezione di bottigliette mignon nella vetrinetta lì vicino.

La chiamarono più volte, ma nulla. La donna respirava normalmente e pareva dormire un sonno tranquillo, la sua pelle era rosea e le palpebre vibravano rapidamente come in fase rem.

“Claire” Chiamò ancora il ragazzo.

La donna scosse lievemente il capo e contrasse i muscoli del viso per un istante, poi tornò come prima.

Vista la situazione, cosa decide di fare Gerardo?

  • Tenta di svegliarla provando vari metodi. (25%)
    25
  • Inizia a perlustrare la casa in cerca di indizi utili a risolvere l'enigma. (67%)
    67
  • Pensa bene di telefonare subito ad un suo medico di fiducia per far visitare la donna. (8%)
    8
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127 Commenti

  • Quanta bravura e originalità in questa storia.
    La musica accompagna le persone nei ricordi per poi cancellare la strada del ritorno.Solo il maestro potrà trovarli e riportarli ai loro cari ormai preoccupati.
    Brava e ancora brava.
    Felice di seguirti.

  • Scoprirei la ragione del caos negli oggetti musicali.
    Brava davvero. Bella fantasia, buona penna – con qualche lacuna sull’uso delle virgole – ma la scelta del tema mi interessa molto. Non sono riuscita a seguirti prima, causa troppe storie da leggere e ricordare, ora molte sono terminate e ti ho recuperata subito. Mi sei piaciuta molto. Ti seguo.

    • Mi fa piacere che tu abbia gradito questo capitolo ed in particolare le descrizioni: cerco sempre di non dilungarmici troppo, ma giusto quanto basta per trasmettere l’atmosfera.
      Purtroppo la tua opzione non ha avuto la meglio, ma presto scoprirai comunque la ragione di tutto questo caos in ambito musicale. 🙂

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