Dove eravamo rimasti?
Il sonno dei giusti
Gerardo aveva letto nel ragazzo una certa preoccupazione e iniziò a scandagliare mentalmente l’ultima settimana alla ricerca di qualche indizio. Che fosse la ragazza dello smalto a stelline, quella che aveva insistito molto sul suo bisogno di evasione? O forse la vedova incinta di due gemelline, che sperava di ritrovare un riposo sereno con quel cuscino decorato a intaglio? O magari la manager stressata della consolle rivestita con tecnica decoupage, che desiderava qualche spunto di relax? Oppure… ? Niente. Non gli pareva ci fosse nulla di pericoloso e soprattutto eran casi di routine.
“Portami da lei.” Affermò con pacatezza per non inquietare oltre il fanciullo.
Il ragazzino sembrò rasserenarsi e cominciò a fargli strada per i marciapiedi sempre più deserti.
Le insegne dei locali attiravano sempre più l’attenzione contrastando col buio e le vetrine invitavano lo sguardo dei passanti a gustarne le ricercate scenografie: le cioccolaterie luminosissime esibivano un delicato stile parigino, le sale da the trionfavano in un rugoso e rilassante country chic, l’arredo western delle birrerie s’intuiva appena nella scarsa illuminazione delle lanterne, i poster vintage dei piano bar anticipavano deliziosi tip-tap di fanciulle dal cilindro in testa, le sale giochi intontivano i passanti con il volgare accendersi e spegnersi continuo di luci d’ogni colore, i cinema confondevano le idee degli avventori con un ingresso tappezzato di locandine e le finestre dei ristoranti parevano invitarti a sbirciare per seguire la conversazione di qualcuno.
Gerardo lasciò che il suo sguardo accarezzasse tutto questo e si riempì le orecchie del tintinnio delle stoviglie proveniente dalle cucine, delle musiche di fondo provenienti dai locali quando qualcuno apriva la porta per entrare o uscire e dello scalpiccio affrettato intorno a sé… voleva evitare di farsi opinioni prima del tempo e cercava di distrarsi.
Poco più di cinque minuti e il ragazzo si fermò ai piedi di una porta ferrata, l’aprì rapidamente con un “clock” che rimbombò per la ripida scala e la imboccarono. Gerardo saliva con passo incerto: la scala era illuminata da alcuni faretti laterali con fasci radenti i muri in pietra e a mala pena s’intuivano i gradini. Cercò di non far caso al carico delle sue borse e di misurare il passo senza pensare ad altro, ma non poté ignorare il silenzio innaturale tutto intorno a sé. S’impose però nuovamente di concentrarsi su altro.
Finalmente il fanciullo aprì un portoncino e Gerardo provò un senso di calore quando trovò ad accoglierlo un ambiente domestico dalla tappezzeria a fiorellini con una moquette bordeaux.
Le luci erano soffuse e sulle morbide pareti rimbalzava con delicatezza una suonata a pianoforte, di fondo si avvertiva come un lieve brusio che riconobbe proveniente da un giradischi e nell’aria aleggiava un gradevole profumo d’incenso.
“Ecco, mia sorella si è chiusa qui.” Disse il ragazzino fermandosi davanti ad una porta cui si accedeva dal soggiorno.
“E’ la sua camera?”
“No, è il suo studio.”
Gerardo appoggiò l’orecchio alla porta e bussò delicatamente, restando poi in attesa di un riscontro.
Nulla, dall’altra parte nessuna risposta.
Si chinò per sbirciare dalla serratura, ma era presente una chiave, così decise di utilizzare i cari vecchi metodi: fu un attimo trovare una forcina tra gli accessori nell’armadietto del bagno e, dopo aver armeggiato un po’, finalmente riuscì ad aprire.
Combattuto tra lo stato ansioso e la curiosità, Gerardo abbassò piano la maniglia e socchiuse la porta, da cui provenivano luce, musica e incenso.
“Claire” Sussurrò piano il ragazzino.
Nessuna risposta.
I due si guardarono e annuirono insieme.
Gerardo spalancò dunque la porta e si trovò davanti una scena che pareva uscita da un film: una grande scrivania di legno massiccio imperava vicino alla finestra esaltata da un trionfo di tendaggi con decorazioni in pizzo che cascavano sul pavimento, due pareti ospitavano un’ampia libreria che arrivava su fino al soffitto carica di libri dai dorsi antichi e poi accanto all’angolo salotto su un mobile pieno zeppo di dischi un vecchio grammofono suonava.
Lei era lì distesa su un tricline, un braccio penzolava inerte e con le dita sfiorava un calice di vino rosso appoggiato sulla moquette…
“Beve?” Chiese Gerardo al ragazzo.
“No maestro. Lei degusta e si concede giusto un bicchiere ogni tanto.”
Gerardo si guardò intorno e solo allora notò la collezione di bottigliette mignon nella vetrinetta lì vicino.
La chiamarono più volte, ma nulla. La donna respirava normalmente e pareva dormire un sonno tranquillo, la sua pelle era rosea e le palpebre vibravano rapidamente come in fase rem.
“Claire” Chiamò ancora il ragazzo.
La donna scosse lievemente il capo e contrasse i muscoli del viso per un istante, poi tornò come prima.
Vista la situazione, cosa decide di fare Gerardo?
- Tenta di svegliarla provando vari metodi. (25%)
- Inizia a perlustrare la casa in cerca di indizi utili a risolvere l'enigma. (67%)
- Pensa bene di telefonare subito ad un suo medico di fiducia per far visitare la donna. (8%)

16/03/2015 at 19:42
Quanta bravura e originalità in questa storia.
La musica accompagna le persone nei ricordi per poi cancellare la strada del ritorno.Solo il maestro potrà trovarli e riportarli ai loro cari ormai preoccupati.
Brava e ancora brava.
Felice di seguirti.
23/03/2015 at 21:35
Ti ringrazio del commento e mi fa piacere tu abbia gradito la storia.
Passerò presto a leggerti. 🙂
24/11/2014 at 09:45
Scopre la causa del disordine degli oggetti musicali 🙂 hai tratteggiato un bel sogno. Claire ha ragione: lì è perfetto.
28/11/2014 at 11:16
Pare proprio tu ci si sia calato nel sogno 🙂 mi fa piacere averti regalato qualche momento di serena evasione. A presto Thommy!
19/11/2014 at 23:28
Scoprirei la ragione del caos negli oggetti musicali.
Brava davvero. Bella fantasia, buona penna – con qualche lacuna sull’uso delle virgole – ma la scelta del tema mi interessa molto. Non sono riuscita a seguirti prima, causa troppe storie da leggere e ricordare, ora molte sono terminate e ti ho recuperata subito. Mi sei piaciuta molto. Ti seguo.
28/11/2014 at 11:14
Ciao Alessandra, grazie mille del tuo tempo e soprattutto di avermi indicato una lacuna.
Se ti va mi indicheresti alcune righe dove avvengono queste mie cadute? Sarebbero consigli preziosi per me. Grazie 🙂
19/11/2014 at 16:34
Bellissimo intreccio fatto di una forte emotività. Rimane nel sogno di Claire. Bravo.
Recuperami, ho voglia di avere un tuo commento sotto il mio racconto. Bacio.
28/11/2014 at 11:12
Settimana prossima dovrei riuscire a recuperarti 🙂
grazie del commento
19/11/2014 at 14:48
Descrizioni evocative e toccanti, un senso delicato della narrazione, brava! Voto per scoprire cosa ha capito Gerardo…
19/11/2014 at 16:12
Mi piace mettere delicatezza in ciò che scrivo e mi fa tanto piacere quando qualcuno la coglie. Grazie del tuo intervento 🙂
19/11/2014 at 13:00
Realtà…sogno…li divide un filo sottile…l’equilibrio tra i due mondi è molto delicato 😉
Bel capitolo :3
19/11/2014 at 13:08
Mi fa piacere tu abbia sottolineato questo confine sottile. Grazie del tuo tempo 🙂
19/11/2014 at 12:45
“rimane nel sogno di Claire e scopre il motivo del caos”
Piccolo colpo di scena, molto bello il paesaggio così come l’episodio!
19/11/2014 at 13:07
Felice ti sia piaciuto. 🙂 Speriamo di poter approfondire…
03/11/2014 at 23:58
Capitolo molto delicato, bello, scritto benissimo, che ho finito di leggere oggi per questioni di tempo. La lettura è fluida e si capisce benissimo. Ciao
04/11/2014 at 11:33
Grazie per il tuo riscontro 🙂
03/11/2014 at 09:35
Addormentandosi, scopre la questione degli oggetti musicali 🙂 che belle descrizioni :O mi è piaciuto un sacco questo capitolo
03/11/2014 at 16:58
Mi fa piacere che tu abbia gradito questo capitolo ed in particolare le descrizioni: cerco sempre di non dilungarmici troppo, ma giusto quanto basta per trasmettere l’atmosfera.
Purtroppo la tua opzione non ha avuto la meglio, ma presto scoprirai comunque la ragione di tutto questo caos in ambito musicale. 🙂
02/11/2014 at 16:10
Finire nel sogno di un altro? Situazione da esplorare!
Letto tutto solo oggi: inizio a seguirti.
03/11/2014 at 16:55
Avrai soddisfazione per l’opzione da te scelta.
Grazie della tua attenzione 😉
31/10/2014 at 09:09
Sogno di Claire anche per me…
Seguo il resto con curiosità!
03/11/2014 at 16:54
Grazie mille, la tua opzione ha avuto la meglio 🙂
conoscerai presto il seguito!
28/10/2014 at 01:01
Nel sogno di claire…
28/10/2014 at 12:25
grazie per il tuo contributo 🙂
27/10/2014 at 23:07
Mi piace l’idea di finire nel sogno di qualcuno! Ho votato per questa opzione!
28/10/2014 at 00:07
Grazie federica78! Anche a me piace molto questa alternativa 🙂 chissà se avrò modo di svilupparla…
27/10/2014 at 22:21
Hai stuzzicato la mia curiosità, a questo punto voglio sapere assolutamente cosa è accaduto agli oggetti musicali! Episodio intrigante, brava!
28/10/2014 at 00:04
Grazie! Mi fa piacere averti regalato qualche minuto di svago. Vediamo come finiranno le votazioni, per ora la situazione è combattuta. 🙂
27/10/2014 at 21:45
Questo racconto mi era sfuggito ed è un peccato perché l’ho trovato originale e interessante. Mandiamolo nel sogno di Claire e vediamo cosa succede. Bravo
28/10/2014 at 00:01
Gattopardo grazie per il tuo tempo 🙂 il titolo del tuo racconto mi ha incuriosita dunque ricambierò presto la visita! 😉
27/10/2014 at 21:16
Ehilà Liocorno, come stai? Mi dispiace, ma adesso non riesco a leggerti. Ritorno presto. Tu non pubblicare un nuovo capitolo intanto, eh!
27/10/2014 at 23:58
Ciao Thommy! Tutto bene e tu?? Anch’ io ho degli arretrati di lettura da recuperare… comunque stavolta il settimo episodio voglio scriverlo presto eh!
24/10/2014 at 22:20
Molto bello il capitolo cinque, la storia prende ….Particolarmente fiabesca nel suo genere. Bello veramente. Penso riguardi solo la musica e gli oggetti musicali.
25/10/2014 at 16:31
Ti ringrazio molto per la tua votazione, per me decisiva per il capitolo sei!! 🙂
Mi fa piacere tu abbia gradito la storia.
27/07/2014 at 00:16
anch’io preferirei che il fenomeno riguardasse solo gli oggetti musicali
27/07/2014 at 15:08
🙂 ne sono felice… per ora parità!!
22/07/2014 at 15:59
Spero x Gerardo che siano connessi solo con gli oggetti musicali…
22/07/2014 at 21:36
Ammetto che questa opzione sarebbe anche la mia preferita… 😉
Stiamo a vedere