Il commerciante di emozioni

Dove eravamo rimasti?

Questi strani effetti collaterali... coinvolgono sono una categoria di oggetti: cioè quelli che hanno a che fare con la musica. (57%)

Colpo di genio

Gerardo rimase tutto il giorno alla bottega accogliendo clienti in ansia e riprendendosi oggetti che per chissà quali ragioni non influenzavano più i loro padroni nel modo desiderato. Purtroppo l’unica caratteristica che li accomunava tutti era una qualche attinenza con l’ambito musicale, ma l’arco temporale in cui erano stati assegnati era troppo ampio e, nonostante gli sforzi, Gerardo non sapeva darsi una spiegazione.

“Possibile che abbia sbagliato con tutti questi articoli? Forse le mie percezioni mi hanno ingannato.” Così si ripeteva mentre li riprendeva uno ad uno nelle mani.

Toc toc

Filippo socchiuse la porta e poi entrò tutto trafelato iniziando a raccontare nonostante Gerardo fosse visibilmente estraniato.

“Abbiamo telefonato a Berlino! So tutto! Lo scatolone… nostro padre… la vecchia radio… una volta stava a casa nostra e papà non voleva la si toccasse. Lui nascondeva le sue cose là dentro. Ora è morto e i proprietari dell’appartamento hanno liberato i locali, ma il negoziante che è un vecchio amico di papà ha spedito  a Claire alcune cose che lui teneva a farci avere.”

Lo sguardo del giovane brillava di soddisfazione, mentre Gerardo non aveva afferrato una parola. Poi di colpo la sua espressione si oscurò.

“Maestro, come facciamo a svegliarla?”

Bella domanda, pensava Gerardo tra sé e sé terrorizzato dall’idea di dover ammettere che non sapeva dove andare a parare. Tanto più che la concentrazione impiegata durante la giornata gli aveva scatenato un mal di testa e un senso di nausea ormai insopportabili.

“Filippo, vai a casa. Mangia qualcosa, dormi ed io verrò da te domattina. Ogni cosa deve fare il suo corso, stai tranquillo, domani ci penso io.”

Questo è tutto ciò che gli venne da fare: prendere tempo. Riuscì veramente a convincere il giovane? Comunque quello si avviò, trascinando le gambe, ma si avviò.

“Va bene.” Disse  Gerardo a sé stesso alzandosi e avviandosi alla porta. Si affacciò all’uscio della bottega e scrutò il cielo che piano piano stava tingendosi di tinte dalle sfumature calde, i raggi del sole filtravano dalle nubi creando una luce diffusa molto tenue e questo spettacolo per un attimo gli fece trarre un sospiro di sollievo.

Recuperò il suo sangue freddo e, ad un tratto, con un movimento repentino tornò sui suoi passi e iniziò a perlustrare tutti gli scaffali radunando sveglie, orologi a cipolla, a pendolo e a cucù. Ripose tutto in un sacco con estrema delicatezza, poi ricominciò il suo giro radunando qualunque oggetto avesse a che fare con la musica: bambole con disco, vecchi strumenti musicali, giradischi, vinili, piccoli automi e portagioie con meccanismi carillon, radio etc

Svolse il tutto febbrilmente come rapito da qualcosa. Tornò indietro più volte, ricontrollò gli scaffali e prese anche un vecchio calendario da tavolo, delle clessidre di varie dimensioni, meridiane da appendere ed un pendolo di Newton.

Avvertiva come un’attrazione per il tempo e la sua scansione, nonché i suoni ritmici e costanti come il ticchettio di una sveglia. Era come se dentro di sé avesse trovato la certezza che quella cadenza continua potesse rassicurarlo.

A casa iniziò a caricare gli orologi, uno ad uno, con la massima cura che fossero sincroni, poi sistemò tutti gli oggetti nello studio e andò a cena. In piena tranquillità preparò la sua omelette e mangiò nel silenzio della sua cucina, mentre nella stanza accanto infuriava il ticchettio degli orologi. Dimenticò lo stress delle ore precedenti e si rilassò appieno assaporando un calice di vino rosso, perdendosi nei riflessi purpurei di quel nettare e inebriandosi con il suo aroma fruttato… Gustò senza fretta, facendolo fluire lentamente in bocca e concentrandosi su ogni sensazione. Continuò così estraniandosi sempre più e spalancando la finestra incurante del freddo.

La volta celeste era ormai popolata di stelle e Gerardo cercava di contarle e riconoscere le costellazioni, mentre nella sua testa si andava formando uno schema preciso di relazioni spazio-temporali, ma anche una giocosa divagazione nel mito. Andromeda nella sua mente prendeva corpo e si agitava legata agli scogli, terrorizzata dall’avvicinarsi del mostro marino Balena. Poi ecco un flash: Perseo arriva a salvarla da un triste destino. Perseo? Anche lui, Gerardo, aveva una missione: in passato già una volta aveva sconfitto la sua Medusa, ora doveva salvare la giovane Claire da una prigionia illimitata nei ricordi di qualcun altro. E non è tutto. Lui era chiamato a svelare l’enigma degli oggetti musicali sfuggiti al controllo e non aveva altro tempo da perdere!

Si diresse con passo sicuro nello studio e quando aprì la porta fu quasi aggredito da innumerevoli vibrazioni. L’aria era satura. Gerardo spinse una biglia del pendolo di Newton e si accomodò in poltrona. I ticchettii che si accavallavano e insieme diventavano quasi a tratti martellanti lo cullarono con la loro monotonia e le sue ultime percezioni quella sera furono il coro di ingranaggi e il fluire delicato della sabbia nelle clessidre…

Cosa accadrà ora a Gerardo?

  • Addormentatosi cade dalla poltrona e picchia la testa. Al risveglio ha un'intuizione! (13%)
    13
  • Addormentatosi finisce proprio nel sogno di Claire. (63%)
    63
  • Addormentatosi ha una visione in sogno e scopre il motivo della perdita di controllo sugli oggetti musicali. (25%)
    25
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127 Commenti

  • Quanta bravura e originalità in questa storia.
    La musica accompagna le persone nei ricordi per poi cancellare la strada del ritorno.Solo il maestro potrà trovarli e riportarli ai loro cari ormai preoccupati.
    Brava e ancora brava.
    Felice di seguirti.

  • Scoprirei la ragione del caos negli oggetti musicali.
    Brava davvero. Bella fantasia, buona penna – con qualche lacuna sull’uso delle virgole – ma la scelta del tema mi interessa molto. Non sono riuscita a seguirti prima, causa troppe storie da leggere e ricordare, ora molte sono terminate e ti ho recuperata subito. Mi sei piaciuta molto. Ti seguo.

    • Mi fa piacere che tu abbia gradito questo capitolo ed in particolare le descrizioni: cerco sempre di non dilungarmici troppo, ma giusto quanto basta per trasmettere l’atmosfera.
      Purtroppo la tua opzione non ha avuto la meglio, ma presto scoprirai comunque la ragione di tutto questo caos in ambito musicale. 🙂

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