Il commerciante di emozioni

Dove eravamo rimasti?

Vista la situazione, cosa decide di fare Gerardo? Inizia a perlustrare la casa in cerca di indizi utili a risolvere l'enigma. (67%)

Frammenti di un passato

Claire rimaneva lì assopita sul suo tricline, il ventre si alzava e abbassava regolarmente sotto gli occhi di suo fratello e di Gerardo, ogni tanto aveva un lieve scatto come di una che si spaventi nel sonno, ma poi tornava come prima…

“Claire” La chiamò più volte il fratello, stringendole la mano e carezzandole il viso, ma nulla.

“Tua sorella fa uso di sonniferi?” Chiese Gerardo sperando vivamente in una risposta positiva.

“No, Maestro. Claire non ne tiene nemmeno in casa…” Rispose il ragazzo quasi risentito.

Gerardo dovette arrendersi all’evidenza che era proprio un caso per lui, si stancò di temporeggiare e iniziò dunque a perlustrare bene la stanza alla ricerca di qualche indizio dalla forte carica emotiva.

Per prima cosa cercò tra i dischi in vinile, scorrendo rapidamente tutte le buste, gli autori ed i titoli dei brani. Estraeva ogni disco e lo faceva ruotare sul palmo di una mano passando le dita lungo le scanalature. I suoi polpastrelli erano allenati a percepire minime variazioni delle superfici e risultavano particolarmente sensibili già per natura: lui aveva le tipiche mani del pianista, con dita lunghe e sottili, molto curate… Analizzò tutti i supporti con estrema attenzione, ma non riuscì a percepire nulla di particolare e soprattutto non ricordava nessuno di quegli articoli.

Osservò il grammofono, gli eleganti intarsi sul legno del basamento, la forma vagamente floreale della tromba in alluminio, la puntina appena in pressione sul disco in riproduzione. Poi il suo sguardo sfiorò la busta vuota appoggiata sul mobile di fianco all’apparecchio e gli vennero gli occhi lucidi, il cuore si riempì come di una profonda malinconia che non sapeva spiegarsi e fu lì che la vide: dietro una grande tela su cavalletto, una damigella in abiti tipici dei primi novecento reggeva in una mano una tavolozza e nell’altra un pennello. Aveva lunghi capelli che le cascavano sulle spalle in un trionfo di boccoli biondi ed uno sguardo pensieroso.

Gerardo tornò in sé di colpo e capì che quella donna aveva a che vedere con il sonno di Claire.

“Filippo, tu sai da dove proviene questo disco?” Chiese al ragazzo indicando il vinile sul grammofono.

“Non ne ho idea.” Rispose il ragazzo con un’espressione smarrita e dopo averci riflettuto un attimo aggiunse: “Qualche settimana fa è arrivato un pacco dalla Germania con una vecchia radio e alcuni dischi, forse era tra quelli…”

Gerardo s’illuminò di colpo e fece cenno di poter vedere la radio in questione. Detto fatto, Filippo scomparve in un’altra stanza e arrivò di corsa reggendo uno di quei vecchi apparecchi risalenti ai tempi della Seconda Guerra Mondiale. Quando l’accesero, non sembrò vero udirla gracchiare, tanto più che, ruotando la manopola seghettata per cambiare stazione, era possibile leggere le frequenze retroilluminate. Che aveva di speciale quell’apparecchio? Provarono a sintonizzarsi più volte, ma nella testa di Gerardo non compariva alcun indizio. Senza dubbio ascoltare quella radio fuori dal suo tempo faceva un effetto strano: il brusio di fondo metteva in allarme, quasi avesse dovuto esplodere da un momento all’altro! Chissà se avessero potuto fare un viaggio nel tempo ascoltando un programma del periodo che sensazioni avrebbero potuto sperimentare! Invece dovevano subire dei suoni moderni che rendevano il tutto paradossale e questa contraddizione stizziva Gerardo il quale non riusciva proprio a trovare un nesso.

Filippo parve indovinare i suoi pensieri perché si allontanò per ritornare nuovamente con un grosso scatolone.

“Questo è il pacco. Il mittente è un negozio di Berlino.”

Gerardo guardò il ragazzo e annuì piano. Le cose si stavano complicando… Berlino aveva una storia decisamente travagliata alle spalle e racchiudeva in sé altrettante innumerevoli storie di solitudine, violenza e degrado morale. Proprio non ci voleva.

Ritornò ai dischi e trovò qualche risposta alle sue domande: alcuni erano proprio di artisti berlinesi. Il puzzle piano piano si ricomponeva in senso logico davanti ai suoi occhi e chissà, forse il dipinto a tempera sul fronte della custodia vuota era proprio lo stesso presente sulla tela della giovane pittrice nella sua visione.

“C’erano solo queste cose nel pacco? Nessuna lettera?” Chiese Gerardo al giovane.

Filippo scosse la testa, spense la radio e staccò la spina.

La cosa risultava alquanto strana. Possibile che qualcuno avesse spedito degli articoli senza un’accompagnatoria? Anche lui in negozio ogni tanto spediva dei pacchi ed era sempre sua cura inviare insieme qualche riga con descrizione degli articoli o altri dettagli utili.

“La riporto nel ripostiglio.”  Sussurrò Filippo. 

Gerardo nel primo momento non ci fece caso, ma poi rimase perplesso a quell’affermazione e una voce dentro di lui ripeteva: “Le interessavano solo i dischi.”

D”istinto prese la radio e iniziò a ribaltarla e rigirarsela tra le mani in cerca di un’emozione.

Nulla.

A parte che scuotendola si sentiva come un rumore di qualcosa che sbatteva lievemente al suo interno…

Gerardo smonta la vecchia radio per vedere di cosa si tratta e trova:

  • Una scatolina con dentro una pellicola SUPER 8 (67%)
    67
  • Una lettera recente conservata accuratamente in una busta bianca (11%)
    11
  • Una foto in bianco e nero con dedica sul retro (22%)
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127 Commenti

  • Quanta bravura e originalità in questa storia.
    La musica accompagna le persone nei ricordi per poi cancellare la strada del ritorno.Solo il maestro potrà trovarli e riportarli ai loro cari ormai preoccupati.
    Brava e ancora brava.
    Felice di seguirti.

  • Scoprirei la ragione del caos negli oggetti musicali.
    Brava davvero. Bella fantasia, buona penna – con qualche lacuna sull’uso delle virgole – ma la scelta del tema mi interessa molto. Non sono riuscita a seguirti prima, causa troppe storie da leggere e ricordare, ora molte sono terminate e ti ho recuperata subito. Mi sei piaciuta molto. Ti seguo.

    • Mi fa piacere che tu abbia gradito questo capitolo ed in particolare le descrizioni: cerco sempre di non dilungarmici troppo, ma giusto quanto basta per trasmettere l’atmosfera.
      Purtroppo la tua opzione non ha avuto la meglio, ma presto scoprirai comunque la ragione di tutto questo caos in ambito musicale. 🙂

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