Il commerciante di emozioni

Dove eravamo rimasti?

Gerardo smonta la vecchia radio per vedere di cosa si tratta e trova: Una scatolina con dentro una pellicola SUPER 8 (67%)

Le cose si ripetono

Insospettito, Gerardo decide di smontare la radio e, con sua grande sorpresa, tra i batuffoli di polvere trova una vecchia scatoletta ingiallita, senza alcuna grafica intorno, completamente anonima. Tra uno starnuto e l’altro riesce ad aprirla per scoprire così una vecchia pellicola super 8 ancora avvolta sulla sua bobina. Se la rigira tra le mani davanti allo sguardo curioso di Filippo. La gente era proprio strana! Che senso aveva chiudere una pellicola là dentro?

“Forse è un lavoro amatoriale. Vedi Filippo, questa pellicola è stretta e potrebbe trattarsi di un film muto. Certo, se la memoria non m’inganna… io non ho mai utilizzato una cinepresa o un proiettore e non parlo sicuro per esperienza.”

Il ragazzo lo guardò assorto e Gerardo sospirò.

“Avevo un proiettore alla bottega, ma purtroppo l’ho venduto. Dovremo inventarci qualcosa.”

“E se andassimo da Umberto? Una volta gestiva la sala cinematografica del paese, forse sa come indirizzarci!” Replicò Filippo pieno di entusiasmo.

Dopo un breve scambio di vedute su cosa fosse opportuno o meno a quell’ora di sera, il ragazzo si attaccò al telefono e chiamò uno dopo l’altro tutti i residenti nella zona in cui ricordava abitasse il vecchio Umberto. Dovette incassare parecchi insulti e abituarsi al clic di chi abbassava la cornetta senza nemmeno starlo ad ascoltare, ma alla fine la sua caparbietà fu premiata: una vecchina dalla voce fioca gli dette le indicazioni desiderate.

Detto fatto, Gerardo mise in tasca la pellicola e i due si fiondarono fuori di casa. Era ormai sera tarda e il gelo si faceva sempre più pungente. Attraversarono insieme vari isolati a passi svelti senza dire una parola, Filippo con l’ansia di arrivare e Gerardo con la testa piena di dubbi su come risvegliare la giovane donna.

“Accomodatevi dunque” Disse Umberto dopo aver lottato dieci minuti con l’insistenza di Filippo.

Entrarono in uno stanzino angusto con tre pareti di scaffali carichi di pellicole. Per terra in un angolo, vicino ad uno scatolone pieno di bobine vuote c’era un proiettore tutto impolverato e Umberto si fece aiutare dal ragazzo per raccattarlo insieme ad un grande telo bianco.

Ci volle qualche minuto, ma ben presto si ritrovarono tutti e tre in soggiorno a guardare il filmato.

Le riprese erano a colori e le scene venivano spesso interrotte da frame vuoti, inoltre pareva proprio che la pellicola avesse subito parecchie riparazioni e non proprio a regola d’arte. Il vecchio Umberto fumava la sua pipa senza dire nulla e, quando giunsero al termine della proiezione si offrì anche di rivederla da capo.

“No grazie” Rispose Gerardo amareggiato. In realtà non c’era stato proprio nulla di utile in quel filmato e la situazione in sé pareva piuttosto una presa in giro.

“Ok, quella donna è la stessa della copertina del disco. Ora?” Disse Gerardo al fanciullo quando furono tornati per strada. “Maestro” Rispose Filippo con uno sguardo pieno di attese “Tu non sai come risvegliare mia sorella?”

Gerardo si sentì smarrito e riprovò la sensazione della prima volta. Quel giorno stava camminando in un grande parco signorile di un palazzo ormai disabitato e d’un tratto si sentì in un vicolo cieco. Era stato contattato da un’impresa di demolizioni per recuperare tutte le statue dei giardini, le panche e i chioschi disseminati nella grande tenuta. L’intenzione era di farci del denaro piuttosto che ridurre tutto in macerie e per Gerardo era una cosa all’ordine del giorno. Però quella volta qualcosa andò storto e uscire da quel giardino fu come perdersi in un labirinto. Le immagini si affacciavano alla sua mente una dopo l’altra e suoni e odori bombardavano i suoi sensi senza dargli tregua. Essenze raffinate si mescolavano ai profumi dei frutti lungo un viale dagli alberi spogli, i suoi passi percorrevano vialetti ingombri di ramoscelli e foglie secche, ma sotto i piedi avvertiva la neve fredda e soffice. Un attimo gli bruciava la pelle e un attimo dopo avvertiva lievi carezze sul volto. Freddo pungente, sudore sulla fronte, brezza. Odor di catrame, violetta, sangue. Buio pesto, nebbia fitta, luce dell’alba. Perse addirittura la cognizione del tempo là dentro, guadando fiumi, scalando pareti rocciose, correndo e stendendosi a dormire sotto gli alberi. Tornò in sé di colpo davanti ad una panchina sull’orlo di un laghetto e non avrebbe saputo spiegarsi il percorso fatto, sapeva solo che aveva le mani sudate chiuse in un pugno e il volto rigato dalle lacrime.  Gerardo capì col tempo cos’era successo e si rese conto che il giardino era stata la sua porta per entrare nei ricordi di qualcun altro, ma soprattutto che quella panchina era stata la porta attraverso cui uscirne. 

Allora capì che Claire non poteva trovarsi intrappolata tra le percezioni sensoriali di qualcun altro, bensì in un ricordo.

“Filippo” Sussurrò Gerardo guardandolo fisso negli occhi “Tua sorella si trova in un ricordo ed ogni ricordo ha la sua porta per entrare ed uscire. Dobbiamo aiutarla a trovare questa porta.”

Il ragazzo sgranò gli occhi e attese.

Gerardo decide di:

  • Fare un salto alla bottega per cercare qualcosa di potenzialmente utile (46%)
    46
  • Tornare indietro per chiedere in prestito il proiettore al vecchio Umberto (8%)
    8
  • Rintracciare il negoziante che ha spedito il pacco (46%)
    46
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

127 Commenti

  • Quanta bravura e originalità in questa storia.
    La musica accompagna le persone nei ricordi per poi cancellare la strada del ritorno.Solo il maestro potrà trovarli e riportarli ai loro cari ormai preoccupati.
    Brava e ancora brava.
    Felice di seguirti.

  • Scoprirei la ragione del caos negli oggetti musicali.
    Brava davvero. Bella fantasia, buona penna – con qualche lacuna sull’uso delle virgole – ma la scelta del tema mi interessa molto. Non sono riuscita a seguirti prima, causa troppe storie da leggere e ricordare, ora molte sono terminate e ti ho recuperata subito. Mi sei piaciuta molto. Ti seguo.

    • Mi fa piacere che tu abbia gradito questo capitolo ed in particolare le descrizioni: cerco sempre di non dilungarmici troppo, ma giusto quanto basta per trasmettere l’atmosfera.
      Purtroppo la tua opzione non ha avuto la meglio, ma presto scoprirai comunque la ragione di tutto questo caos in ambito musicale. 🙂

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi