Carne di Tartaruga

Dove eravamo rimasti?

Cranbory riceve una telefonata durante il tragitto verso il Museo. Chi è? L'agente Brian. Ha trovato qualcosa nelle registrazioni video della Turtle. (47%)

Predatori e Prede

“Dimmi tutto Brian” Cranbory si grattò un braccio.

Hove guidava a velocità sostenuta, diretto a sud verso il museo.

“Ho visionato di nuovo le telecamere esterne dell’azienda. S’intravede qualcosa oltre il cancello della proprietà. Non ce ne siamo accorti la prima volta perché sembra solo un’ombra e le immagini sono parecchio sfocate, ma si tratta di una macchina che passa alle 4.20. Ho mandato il nastro alla Scientifica per migliorare la qualità ed è venuta fuori una targa” dal tono di voce si intuiva che l’agente non stava nella pelle.

“Fantastico!” sbottò lei “Dimmi che sai già di chi è” sorrise ad Hove.

“Naturalmente, detective. Una chevrolet Camaro bordeaux del 2012, immatricolata sull’isola, targa F2464, intestata ad un certo Goren Valenti. Quarantacinque anni, veterinario, ha uno studio giù a Georgetown”.

Cranbory aveva messo il viva voce e i due non poterono fare a meno di sorridere. Bastarono poche parole di Hove “Convocalo in centrale e avverti Rage. Stiamo arrivando”.

—-

“Perché mi avete convocato?” l’uomo in jeans e camicia si alzò dalla sedia di metallo, era chiuso in una stanza grigia da venti minuti. Finalmente erano entrati due detective, un enorme nero in giacca e cravatta e un’attraente mulatta. Lei portava tra le mani due bicchieri di plastica colmi di caffè. L’uomo riconobbe subito l’aroma.

“Caffè?” gli chiese, posando un bicchiere sul tavolo d’acciaio sgombro.

Goren Valenti la osservò, annuendo e prendendo il bicchiere “Allora?”.

“Solo qualche domanda, faremo presto” disse Hove, sbrigativo, sedendosi e aprendo la cartellina.

Valenti si agitò sulla sedia, sospirò e bevve, noncurante della temperatura ustionante. Cranbory rimase in piedi, appoggiata al davanzale della finestra ermeticamente chiusa da inferriate nere.

“E’ sua una Camaro bordeaux targata F2464?” Hove alzò gli occhi.

L’uomo li osservò entrambi, poi si soffermò su colui che gli aveva rivolto la domanda. Annuì “Sì, perché?”.

“Dov’era la notte tra il 9 e il 10 giugno scorso verso le quattro?” Hove lo fissava.

Valenti sorrise, come se un bambino gli avesse rivolto una domanda stupida “Secondo lei, detective? Stavo dormendo, ovvio. A quell’ora cos’altro si dovrebbe fare?”.

“E’ sicuro? Qualcuno era con lei?”.

“La mia compagna e sì, sono sicuro” lo fissò.

Cranbory staccò le spalle dal muro e si avvicinò “Allora perché la sua auto è stata ripresa alle 4.23 fuori dall’azienda Cayman Turtle Farm?”.

Valenti alzò un sopracciglio “Quel mattatoio?” sbuffò “E’ fuori discussione, vi ripeto: io ero a letto a dormire e l’auto nel garage di casa mia” ripeté, con enfasi.

“Ha mai svolto consulti presso la Turtle Farm?” chiese Hove.

“Sta scherzando vero?? Quello è un macello, non mi compreranno mai con le loro lusinghe o sbandierando buoni propositi. Per me è e rimarrà sempre un postaccio, non lavorerei mai per loro. Da quel che ne so si avvalgono di veterinari in esclusiva” bevve.

Cranbory annuì , bevve un sorso e lanciò un’occhiata alla cartellina “Casa sua è un appartamento di due piani in una vecchia casa padronale, nel centro storico, giusto?”.

Valenti annuì.

“Il garage dove si trova?”.

“E’ di recente costruzione, l’ex padrone di casa fece ristrutturare il piano interrato togliendo le cantine e creando dei posti auto, due per appartamento. E’ stato circa sei anni fa, io ho comprato la casa tre anni dopo” li guardò, accavallando le gambe.

“Lei possiede due garage?” Hove abbassò lo sguardo ai fogli.

“Sì, uno lo uso come officina per il momento. Ci tengo anche vecchi mobili. Nell’altro la chevrolet”.

“Possiede una sola macchina?”.

“Sì, detective” li guardò entrambi.

“Chi ha accesso alla casa e ai garage?” Cranbory si abbassò sul tavolo.

“La mia compagna ha le chiavi di casa, ma non conviviamo. Oltre a me, la domestica e mio figlio”.

I detective si guardarono e fu Hove a dar voce ai loro pensieri “Quanti anni ha suo figlio, signor Valenti?” lo fissò.

“Diciassette”.

“Come si chiama?” proseguì Cranbory.

“Gordon” alzò gli occhi su di lei.

“Ha accesso alla chiave del garage?”.

“Non lo so, forse ne ha una copia nel suo mazzo. Perché?” Goren Valenti iniziò a muoversi nervoso sulla scomoda sedia di metallo. Un’ora dopo l’uomo lasciò il Distretto, un mandato di comparizione venne spiccato per Gordon e il procuratore firmò il via libera per indagini meticolose sulla famiglia Valenti.

—–

La procura aveva già concesso i mandati per un’indagine approfondita sulla vita dei Pharson, conti bancari, spostamenti, proprietà, tabulati telefonici, curriculum scolastico di Indie e una perizia psicologica svoltasi presso la scuola.

“La ragazza non presenta nessuno dei comportamenti tipici delle vittime sessuali” disse lo psicologo ai detective.

Erano seduti nella sala riunioni del Distretto. Cranbory e Hove si guardarono per qualche istante. “Ne sei sicuro?” gli chiese lei.

Lo psicologo annuì deciso, si passò una mano sul cranio pelato e roseo. Collaborava con il Distretto da ormai quindici anni e con Hove si conoscevano sin dall’università. “Credimi Cranbory” la fissò “Quella ragazza è una predatrice”.

Le indagini proseguono, concitate. Un breve briefing con Rage e via, dove si dirigono Cranbory e Hove?

  • Bedford Hotel, ritrovo dell'entourage e del cast (28%)
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  • Casa Valenti (28%)
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  • Island's Sunset Motel, luogo di alcuni appuntamenti segnati sul libretto di Kramer (44%)
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376 Commenti

  • Eccomi finalmente a commentare la tua storia. L’avevo già letta da tempo in metro ma dal tablet non scrivo quasi mai. Non ne sono capace. Che dirti, gran bella storia, inizio subito di gran classe, in stile CSI Grand Cayman, poi la storia non ha mai calato il ritmo e è come se tu l’avessi conclusa al nono capitolo, il decimo è solo per la delizia del nostro palato di lettori, con la grande chiusura di un’isola che non so se hai mai visto dal vero, ma che di sicuro ti ha colpito e hai fatto tua. Bravissima!

    • Grazie Diego. È bello sapere che la storia è piaciuta e ha colpito, quel tanto che basta perché le persone tornino dopo un mese per lasciare un complimento. Per questo ti ringrazio doppiamente. In realtà non ho mai avuto il piacere di nuotare tra le tartarughe, ma ogni mio racconto (anche il più piccolo) ha alle spalle un intenso lavoro di ricerca. Non saprei impostare una storia diversamente

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