Carne di Tartaruga

Dove eravamo rimasti?

Le indagini proseguono, ma succede qualcosa di inaspettato.... Viene ritrovato il cadavere di un sedicenne di colore, nel cortile di un centro ricreativo. (69%)

Alle strette

“Drowley Adamson, sedici anni, nato a Oklahoma City, trasferitosi sull’isola con la madre sei anni fa. Lei è un’assistente sociale, vivono a East Bay. I proprietari del Centro Ricreativo dicono che veniva quasi tutti i pomeriggi per insegnare basket ai bambini. La madre ha chiamato quando non l’ha visto tornare a casa dopo cena. Non ci sono testimoni. Il corpo era riverso dietro il cassonetto, ha una ferita alla testa, l’hanno colpito con uno dei mattoni là in fondo” l’agente accorso per primo sul posto terminò il suo rapporto e i detective lo lasciarono andare.

Cranbory si avvicinò al cadavere coperto dal lenzuolo bianco, lo scostò appena e osservò il viso delicato e bellissimo di un ragazzo afroamericano. Sospirò e lo coprì di nuovo. Hove si scostò da lei e osservò la facciata del grande Centro Ricreativo, mattoni a vista e calce. Il sole si era appena alzato e tutto l’isolato era circondato da una foschia rosata, timida e silenziosa. Un gruppo di curiosi mattinieri si drizzava al di là del nastro giallo, allungavano i colli come brontosauri per sbirciare la morte. Hove s’incamminò verso l’ auto.

Era ancora notte quando la voce di Rage l’aveva svegliato dicendogli di andare subito al Centro, avevano trovato un cadavere. Mona si era rigirata nel letto andandogli addosso e lui era scivolato via dal lenzuolo come un ladro. Ancora in mutande aveva svegliato Cranbory, le aveva detto che sarebbe passato a prenderla dopo un quarto d’ora e lei aveva biascicato un sì. Poi, naturalmente, l’aveva trovata impettita fuori dal cancello. Capelli spettinati, occhiali da sole per nascondere poche ore di sonno, era sgusciata in auto. Su strade umide avevano raggiunto la scena del crimine, un’ora dopo si preparavano a raggiungere l’ufficio.

“Ho mandato Brian al motel per l’identificazione. Giurerei che è il nostro Drowley, il ragazzo mancante” disse Cranbory, sull’auto in movimento.

“Sono d’accordo” Hove annuì “Credo sia il momento di ricapitolare le cose. Les Kramer, noto regista, si incontrava la sera con tre minorenni in un motel. Con un copione misterioso. I suoi collaboratori sembrano non saperne niente e il suo agente ha fatto scena muta quando l’ho interrogato”.

“Cosa c’entra tutto questo con il suo assassinio?” ragionò ad alta voce Cranbory.

Hove azionò la freccia direzionale sinistra “Ottima domanda, forse niente. Forse la pista è completamente sbagliata”.

“Dobbiamo interrogare di nuovo i ragazzi. Non può essere soltanto un caso che Drowley sia morto”.

“Perchè quei ragazzi avrebbe dovuto volere Kramer morto? Non ha senso” chiese Hove.

Cranbory lo guardò intensamente “Ci rimane il copione. Dov’è finito?”.

–

“Non so di cosa sta parlando” Indie sputò le parole in faccia a Hove.

Una porta più giù nel corridoio Gordon era seduto ad un tavolo per gli interrogatori, in una stanza identica a quella dov’era tenuta Indie. Cranbory lo guardava, posò i palmi aperti sul tavolo “Ricominciamo. Cosa facevate tu, Indie e Drowley con Kramer al Island’s Sunset Motel?”.

“Forse non mi ha sentito detective” la sua voce melliflua calcò l’ultima parola, si sporse sul tavolo fissando Hove con i suoi occhi diamantini “Io non conosco nessun Drowley, nessun Gordon e non conoscevo quel regista. Si sta sbagliando”.

“Quindi, non dici niente? Hai deciso di fare scena muta?” Cranbory annuì “E’ un tuo diritto, ma fossi in te inizierei a raccontare qualcosa che mi tenga sveglia. Indie lo sta già facendo, è con il mio collega nella stanza accanto” alzò il braccio per indicare lo specchio alle spalle del ragazzo.

Gordon Valenti si girò a guardare la parete a specchio, sapeva che era uno di quei vetri da cui la gente può spiarti, e ascoltarti. Era appassionato di telefilm gialli. Per un istante si chiese come fosse arrivato fin lì, pensò a Indie e deglutì, prima di girarsi verso la detective. Si inumidì le labbra “Lei sta solo cercando di intimidirmi, non le credo”.

“Il proprietario del motel vi ha riconosciuti tutti e tre, Indie. E se non bastasse questo, Gordon è di là e sta firmando la deposizione” Hove prese posto sull’unica altra sedia e incrociò le possenti braccia trattenute dal completo grigio “Ci ha già detto tutto. Io sono qui solo per darti la possibilità di darci la tua versione” la fissò, noncurante.

“Invece è vero, la tua amica è di là e ha confessato tutto” Cranbory alzò le spalle, mentre Gordon la fissava, leggermente irrigidito.

“Io non ho nessuna versione” disse Indie, non muoveva un muscolo.

“E’ impossibile” confermò Gordon.

“Peggio per te, comunque. Al procuratore ne basta una soltanto per incastrarvi tutti e due, quella di Gordon l’abbiamo” Hove si alzò, diretto alla porta.

“Non è molto furbo da parte tua lasciare che sia lei a darci la sua versione, non credi?” gli chiese Cranbory.

Gordon sentì una goccia di sudore formarsi tra la peluria invisibile che lui amava considerare l’inizio di una barba. Indie inarcò un sopracciglio perfettamente delineato e fece schioccare la lingua. Entrambi si chiesero, nello stesso istante, di chi potessero fidarsi.

L'interrogatorio continua......

  • I ragazzi tacciono entrambi, nonostante le pressioni. (10%)
    10
  • Gordon vuota il sacco, ma tiene per sé qualcosa di importante. (48%)
    48
  • Indie svela cosa sia e dove si trovi il copione di Kramer. (43%)
    43
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376 Commenti

  • Eccomi finalmente a commentare la tua storia. L’avevo già letta da tempo in metro ma dal tablet non scrivo quasi mai. Non ne sono capace. Che dirti, gran bella storia, inizio subito di gran classe, in stile CSI Grand Cayman, poi la storia non ha mai calato il ritmo e è come se tu l’avessi conclusa al nono capitolo, il decimo è solo per la delizia del nostro palato di lettori, con la grande chiusura di un’isola che non so se hai mai visto dal vero, ma che di sicuro ti ha colpito e hai fatto tua. Bravissima!

    • Grazie Diego. È bello sapere che la storia è piaciuta e ha colpito, quel tanto che basta perché le persone tornino dopo un mese per lasciare un complimento. Per questo ti ringrazio doppiamente. In realtà non ho mai avuto il piacere di nuotare tra le tartarughe, ma ogni mio racconto (anche il più piccolo) ha alle spalle un intenso lavoro di ricerca. Non saprei impostare una storia diversamente

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