Carne di Tartaruga

Dove eravamo rimasti?

Le indagini proseguono, concitate. Un breve briefing con Rage e via, dove si dirigono Cranbory e Hove? Island's Sunset Motel, luogo di alcuni appuntamenti segnati sul libretto di Kramer (44%)

Incontri Notturni

“Erano sempre in quattro, venivano spesso. Davo loro il bungalow C, quello più tranquillo, si fermavano per tre o quattro ore di solito. Pagava lui, arrivava sempre prima dei ragazzi. Loro arrivavano poco dopo in taxi, qualche volta con una macchina bordeaux se non sbaglio”. Il proprietario del Island’s Sunset Motel era un ometto basso di origini messicane, baffetti ben curati e vestiti stirati. Aveva fatto accomodare i due detective nella saletta d’attesa addossata alla reception. Il motel consisteva in una struttura centrale con sedici stanze matrimoniali disposte su un unico piano, affacciato sul parcheggio privato. Il lato opposto della spianata in cemento vedeva innalzarsi quattro bungalow di piccole dimensioni, casette in miniatura con bagno privato e cucinino. In quel momento erano parcheggiate quattro automobili e occupate sei stanze.

Cranbory rilesse gli appunti che aveva preso durante il colloquio, ticchettò impaziente con le dita sul blocknotes, poi alzò lo sguardo all’uomo “Hanno mai fatto richieste particolari?”.

“Come può notare, dalla mia postazione vedo benissimo il bungalow C e li vedevo uscire di rado. Solo in un paio di occasioni uno dei ragazzi è uscito per raggiungere il distributore di bibite. Per il resto se ne stavano chiusi lì, se non ricordo male è capitato che ordinassero delle pizze. Non hanno mai dato problemi”.

Cranbory lo osservò “Non ha idea di cosa facessero?”.

Il proprietario sembrò imbarazzato dalla domanda, si spostò sulla poltroncina e sospirò “Non fraintendetemi, non sono certo uno che si interessa delle faccende private degli ospiti. Non ho mai installato videocamere o microfoni nelle stanze” deglutì “Però, in effetti, è capitato che andassi a controllare che i bungalow fossero ben chiusi e passando davanti al C ho sentito qualcosa”.

Hove lo invitò a continuare con un cenno.

L’uomo annuì “Si sentiva la voce del regista, non ricordo le parole precise. Diceva qualcosa a proposito di un provino e di qualcosa da confessare, aveva un tono tranquillo. Questo lo ricordo. Io ho sentito solo la risposta di uno dei maschi, qualcosa riguardo una pubblicità” alzò le spalle “Non sono rimasto ad ascoltare”.

“Ha mai notato se avevano valigie o altro?” chiese Hove. Si era seduto sul bordo della poltrona in pelle color testa di moro, la grande mano posata sul ginocchio malandato. Si passò un dito sotto alle narici, come per scacciare una piuma invisibile.

L’uomo sembrò pensarci qualche istante “Il regista aveva sempre con sé una cartellina, anzi no un raccoglitore. Dentro c’era un copione credo”.

“Cosa glielo fa pensare?” chiese Hove.

“Una sera gli chiesi come andavano gli affari, avevo letto sul giornale del suo nuovo film. Lui sorrise e alzò il raccoglitore, disse Con questo progetto alla grande! Era un uomo molto socievole” l’uomo sorrise.

Cranbory annotò qualcosa, “I ragazzi portavano altro?”.

L’uomo scosse il capo “No, direi di no”.

Hove annuì appena, il suo cervello stava già mettendo insieme i nuovi indizi, alla ricerca di una rivelazione. Si alzò e tirò fuori dalla tasca interna della giaccia del completo una busta marrone, dentro due foto. Le posò sul tavolino basso davanti al proprietario del motel “Li riconosce? Sono loro i ragazzi che incontravano Kramer?”.

L’uomo le prese in mano, ma non ebbe bisogno di osservarle per molto “Ma ne manca uno, il ragazzo nero. Comunque sì, sono loro due” alzò lo sguardo ai detective.

Cranbory lanciò un’occhiata ad Hove e si alzò anche lei, non prima di aver ripreso le foto a mezzo busto di Indie Pharson e Gordon Valenti.

–

“Dimmi che ci sono novità” Hove scese le scale e raggiunse il garage sotterraneo.

La squadra della Scientifica era già all’opera da diverse ore, il nastro giallo proteggeva l’area intorno ai posti auto numero 4 e 5. Diversi uomini in tutta antisettica lavoravano attorno ad attrezzi e all’interno di una Camaro, Hove raggiunse quest’ultima con passi spediti.

“Qualcosa” l’agente Fabian si alzò in piedi e gli andò incontro. Indicò con il dito guantato i sedili posteriori dell’auto a cinque porte “Sul tappetino dietro al sedile anteriore del passeggero abbiamo trovato dei capelli, medio lunghi, biondi”.

“Come quelli di Kramer” commentò subito Hove.

L’agente alzò le spalle “I risultati arriveranno stasera, al più tardi domani in tarda mattinata. Dipende quando finiamo qua, c’è ancora parecchio da controllare. Ad ogni modo la stoffa del sedile è impregnata di un liquido particolare, ad occhio ti direi essere acqua salata. Ma anche per questo mi riservo di aggiornarti dopo che avrò eseguito i test in laboratorio” annuì.

“Mmh, altro?” Hove lanciò un’occhiata al garage con gli attrezzi da lavoro.

L’agente ne seguì lo sguardo e scosse il capo “Niente di che da quella parte, semplice attrezzatura per la manutenzione dell’auto, per l’hobbystica. Ci sono dappertutto le impronte di Goren Valenti e del figlio”.

“Anche sull’auto ci sono le impronte del figlio?”.

“Ti farò sapere” il tecnico annuì, poi tornò al suo lavoro, infilandosi sul sedile posteriore.

Le indagini proseguono, ma succede qualcosa di inaspettato....

  • A Stingray City, la riserva naturale delle razze, un turista viene gravemente ferito. (19%)
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  • Viene ritrovato il cadavere di un sedicenne di colore, nel cortile di un centro ricreativo. (69%)
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  • La figlia di Kramer, da Las Vegas, contatta il Distretto. Ha trovato qualcosa nella villa del padre. (13%)
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376 Commenti

  • Eccomi finalmente a commentare la tua storia. L’avevo già letta da tempo in metro ma dal tablet non scrivo quasi mai. Non ne sono capace. Che dirti, gran bella storia, inizio subito di gran classe, in stile CSI Grand Cayman, poi la storia non ha mai calato il ritmo e è come se tu l’avessi conclusa al nono capitolo, il decimo è solo per la delizia del nostro palato di lettori, con la grande chiusura di un’isola che non so se hai mai visto dal vero, ma che di sicuro ti ha colpito e hai fatto tua. Bravissima!

    • Grazie Diego. È bello sapere che la storia è piaciuta e ha colpito, quel tanto che basta perché le persone tornino dopo un mese per lasciare un complimento. Per questo ti ringrazio doppiamente. In realtà non ho mai avuto il piacere di nuotare tra le tartarughe, ma ogni mio racconto (anche il più piccolo) ha alle spalle un intenso lavoro di ricerca. Non saprei impostare una storia diversamente

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