Dove eravamo rimasti?
Un arcobaleno in bianco e nero!
MATTINA.
Lia quel mattino stava cercando di dare un aspetto nuovo alla vetrina del suo negozio di oggettistica, una piccola bottega di “Cose Belle”, così l’aveva chiamata. Con tanta fatica e grazie all’aiuto dei genitori era riuscita a rilevare il negozietto dandogli un aspetto completamente differente. Lì le persone potevano trovare oggetti sofisticati ed eleganti dal prezzo non proprio modesto ma dal valore assicurato! Aveva riposto in un cassetto la sua laurea in Architettura e sfruttava l’estro per ricercare e vendere suppellettili per accontentare i gusti di persone di un certo tipo.
Stava in bilico sullo scaletto, tutta assorta sulla posizione da dare ad una ballerina leggiadra ed elegante di cristallo di Boemia, quando aveva scorto la presenza di Giorgia che dalla strada le faceva gesti di ogni genere.
Lia aveva riso, invitando ad entrare la sua pazza amica con un cenno. “Giorgia mi dici che stavi a fare lì fuori come un pagliaccio?”
“Cercavo di attirare la tua attenzione, mia Bella Addormentata!”
“Oh, ma come siamo spiritose stamattina…”
“Una delle mie innumerevoli virtù, modestamente!”
Le due amiche scoppiarono in una risata complice che mostrava l’affiatamento di anni di amicizia.
“Bellezza, sono passata per invitarti all’inaugurazione del locale di un amico…una cosa carina, semplice.”
“Giorgia non lo so…”
“Oh, dai…Prometto che non faremo tardi, domani è per tutti giorno di lavoro…E’ tanto che non usciamo un po’ sole io e te…”
Lia soppesò le parole dell’amica, consapevole che nell’ultimo periodo l’aveva un tantino trascurata, però Giorgia era così cara da non averglielo mai fatto pesare.
“D’accordo, ci sto. Il tempo di un drink e due chiacchiere…”
“Fantastico! Ti prometto che ci divertiremo…”
“Ma quante promesse oggi…” rispose Lia con una linguaccia un po’ infantile.
Il suono del cellulare ruppe l’allegria delle due donne. Quando Lia scorse il nome sul display, il cuore accelerò, come sempre. Come ogni volta che Alessandro la chiamava.
Fece un cenno all’amica e si rifugiò nel retro-deposito del negozio. “Pronto?” -sussurrò.
“Amore buongiorno! Ti ho forse disturbata?” – le rispose una voce calda e squillante.
“Se tutti mi disturbassero come te, le mie giornate sarebbero sempre piacevoli.” – miagolò lei, ben sapendo quanto ad Alessandro piacessero queste risposte.
Lui rise.
Lei anche.
Lia si sentiva il riflesso dell’uomo che amava.
“Stasera ho bisogno del tuo calore, Lia…Ho bisogno delle tue coccole, del tuo profumo… Alle 20.30 a casa tua, mia piccola donna?”
Lia non ci pensò un attimo. Il suo sì fu come un boato, esplose alla stregua di un temporale estivo, violento forte e incontrollabile.
Salutò il suo Alessandro col sorriso stampato sul volto. Si preannunciava una splendida serata.
Lui era libero.
Si era liberato per lei.
Ed era tutto per lei.
Con lo sguardo languido rientrò in negozio.
Il sorriso di Giorgia si spense nell’attimo esatto in cui incontrò gli occhi dell’amica.
“Mi ha chiamata Ale…e…e insomma, stasera è libero…e…”
“Lia, perché? Perché continui a scattare come una molla non appena lui fa una chiamata? Scatti come quegli orribili pupazzi a molla che saltano fuori da quelle stupide scatole!”
“Perché lo amo, Giorgia. Ecco perché.”
“Lia, questo non è amore…”
Lia chinò il capo. “Ne abbiamo già parlato, per favore… Scusami per stasera…”
Giorgia sospirò. “Non fa nulla…ti chiamo domani.” Le lasciò una carezza sulla guancia e uscì dal negozio, portandosi dietro una scia di libertà.
La delusione per l’amica scomparve non appena il pensiero di Lia andò alla serata che s’avvicinava per far posto alla dolce ansia dell’attesa.
Il preludio di una serata d’amore.
Preludio a cui Lia non sapeva e non voleva rinunciare.
In fondo, le andava bene così.
* * *
SERA.
Alessandro posò la forchetta, allontanando il piatto con malcelata noia. La cena quella sera andava a rilento, quasi come se il tempo si volesse fermare ed incenerire ognuno seduto al proprio posto attorno al tavolo.
Svogliatamente, lanciò un occhio all’orologio.
Le 22.30.
Sobbalzò.
Con sguardo furtivo, tirò fuori il cellulare dalla tasca.
Scarico.
Si passò una mano tra i folti capelli scuri e sospirando riportò la sua attenzione ai commensali.
Del resto si sa, domani è pur sempre un altro giorno.
Nel prossimo capitolo
- Andremo ancora più indietro: come si sono conosciuti. (13%)
- Conosceremo il nostro lui, Alessandro. (65%)
- Arriverà la "giusta spiegazione". (22%)

26/04/2017 at 10:38
Ehi, pink? Dove sei? Spero tanto che tu stia bene e che ti sia solo presa una pausa dalla scrittura. Scusami se scrivo qui, ma non saprei in che altro modo contattarti.
Ti mando un abbraccio e mi auguro che ci sentiremo presto!
15/11/2016 at 17:54
Ciao pinkarella bellissima questa storia io opto per la terza opzione, mi piacciono i tuoi racconti aspetto con ansia il prossimo episodio alla prossima!
14/10/2016 at 10:16
Ciao pink, dove sei? 🙁
23/09/2016 at 16:58
Pink!
Pork mond, che fin hai fatt?
07/09/2016 at 14:46
Pink? Mi manchi!
09/08/2016 at 19:00
Voto Alessandro, un caro saluto!
07/08/2016 at 18:48
Alessandro, mannaggia a me e al pareggio, ti chiedo scusa!
C’è sempre un’introspezione psicologica molto complessa e vera nei tuoi personaggi. Cioè, non so se sia ‘vera’ perché per fortuna (o per mia ignoranza di eventuali corna!) non mi sono trovata nella situazione che descrivi, ma certamente verosimile e approfondita. Complimenti.
Ciao ciao a presto
05/08/2016 at 15:25
Tornerei su Lia (anche se in minoranza 🙁 ) perché penso che questa sia una storia tutta al femminile, sono le donne quelle volte al tormento, alla riflessione, ai se, ai ma senza voler mai affrontare realmente la situazione, in fondo Anna stessa ammette che Alessandro sarebbe il migliore dei mariti se… solo lei non sapesse. Lui non le fa mancare nulla, la ama allo stesso modo, sono il ritratto della famiglia felice. Il vero problema non è il tradimento né il fatto di averlo scoperto: lui è sempre stato così, allora perché l’ha sposato? La risposta è qui: “Sento col mio cuore che non sei mai, nemmeno per un istante, solo mio…” si è illusa di poterlo cambiare, la classica sindrome da crocerossina e adesso ne paga le conseguenze.
04/08/2016 at 21:47
Alessandro…
Mettersi nei panni di Anna è stato straziante, ma è una maschera che purtroppo s’indossa molto spesso, più di quanto si voglia ammettere… a se stesse. Giudicare dall’esterno è facile: ne sei proprio sicura? Anna ne è l’esempio, si tiene stretta il marito anche se “sa”, perché? Per salvare le apparenze? Perché in fondo lo ama ancora? No. Si sente responsabile di quel tradimento. E’ questa la vera maschera.
Brava pinkerella!
04/08/2016 at 21:49
E’ stata tagliata una parte del commento, dopo è facile: “se mio marito mi tradisse, lo lascerei all’istante”.
02/08/2016 at 11:11
bellissima lettera!
02/08/2016 at 11:09
Avrei detto Alessandro, ma solo lui. Ero già partita con la fantasia che lui avesse trovato la lettera. E ero curiosa di vedere la sua reazione. Scusa la fantasia mi fa immaginare quello che non c’è. 🙂
02/08/2016 at 08:38
Ciao, ho votato Lia e Alessandro. Anche se non è esattamente il mio genere, ho letto il tuo racconto e, oltre che ben scritto – nella forma e nel modo in cui approfondisci la psicologia dei personaggi – mi pare affascinante. Leggerò ancora!
01/08/2016 at 19:56
Lia. 🙂 non ho parole per descrivere la bellezza toccante di questo capitolo sotto forma di lettera.
01/08/2016 at 18:37
Alessandro.
Ciao pink,
Non avevo considerato questa terza maschera, la facevo del tutto ignara. Bello e pericoloso addentrarsi nella sua psicologia. Mi chiedo come ricomporrai il quadro.
Ciao a presto.
01/08/2016 at 09:13
Ciao Pink 🙂
Ho iniziato solo ora a seguire la tua storia nonostante il genere rosa non sia uno dei miei favoriti. Eppure è cos’ scritta bene e analizza i personaggi in maniera non troppo dettagliata, ma abbastanza per potersi creare un’idea corretta nella mente.
Bel racconto, bella storia, interessante il personaggio di Alessandro e le donne che pur sanno, sono ammaliate dalla sua magia. Che poi, di che tipo di magia si tratta?
Approfondirei la storia fra Alessandro e Lia, non so perché ma faccio il tifo per loro 🙂
31/07/2016 at 16:42
Voto Alessandro, sperando in un altro capitolo come questo. Una storia fatta tutta di pagine di diario, sarebbe bella (e difficile) da scrivere e leggere!
Molto particolare e bello questo capitolo, con le ormai immancabili sensazioni di malinconia in fondo alla pagina 🙂
31/07/2016 at 11:27
Perché sei così?
Perché resto con te?
Perché lo accetto?
Penso che, solamente un’abile scrittrrice quale sei.. possa riuscire a sviluppare queste domande in modo superlativo.
E poi il gran finale con una commovente dichiarazione d’amore.
Segno di grande maturità.. Miss Pink sei pronta per il grande salto.
Bravissima 🙂
ps.- voto Lia e Alessandro
30/07/2016 at 12:23
Mmmh… davvero un personaggio ambiguo che mi suscita sentimenti contrastanti. Da una parte condanno Alessandro per il tradimento, ma sembra anche una persona amorevole che ha solo bisogno di sfogare la sua passione erotica/emotiva/affettuosa…
Mia cara Pinky, nelle tue mani c’è l’opinione che provo per questo personaggio. Ora potrai scegliere se farmelo odiare, se farmelo amare o se tenerlo sul filo del rasoio fino alla fine. Posso già immaginare cosa farai, ma non lo dirò perché non voglio influenzarti 🙂
Ciao, baci! 😀
30/07/2016 at 11:23
Bellissima ed emozionante. 🙂 Vorrei vederli insieme.