Dove eravamo rimasti?
Odori!
Alessandro spegne la sveglia prima che cominci a trillare con una di quelle odiose e fastidiose suonerie. Puntare la sveglia è una vecchia abitudine, da quando ragazzino doveva alzarsi in tempo per prendere il treno e non far tardi a scuola, e gli è rimasta come una sorta di garanzia, ma il vero orologio è nella testa di Alessandro che ogni mattina, puntuale, apre gli occhi prima che l’aggeggio infernale si metta all’opera.
Con la mano accarezza piano la schiena della moglie che, beata, è ancora rifugiata nei suoi sogni. Alessandro si alza e va in bagno. La doccia mattutina è per lui una specie di rito di purificazione. Si sente pulito, fresco, liberato dagli odori notturni e dai pensieri pungenti. L’acqua scivola lenta dalla testa ai piedi, chiude gli occhi e si rilassa e il benessere fisico agisce anche sulla sua mente. Dopo il rito benefico, Alessandro ritorna in camera da letto. Sua moglie, intanto, si è alzata e gli starà preparando la sua solita povera colazione: un caffè stretto e amaro.
Con gesti precisi si annoda la cravatta a strisce argento e viola che ben si adattano alle righe colorate dei calzini. Un vezzo. Un piccolo e innocuo vezzo.
Si guarda allo specchio e il luccichio dei suoi occhi scuri rimanda l’immagine di un uomo forte. Vincente. Attraente. I capelli folti e neri, il filo di barba apparentemente trascurata, il fisico asciutto. Sorride. Sì, è un uomo che piace. Decisamente.
Accende il cellulare e digita veloce un sms: Alle 12 ho udienza, ma nulla mi impedisce di portare la colazione alla mia piccola donna.
Sorride.
Ha un debole per le donne, sono il suo tallone d’Achille, ma ha anche un debole per la famiglia. Solo che non riesce a resistere al desiderio di conquista, non riesce a non stuzzicare una donna interessante, non riesce a respingere il desiderio di scoprire nuovi odori e profumi. Non ci riesce, o meglio dire che non vuole. Non si è mai sforzato di rimanere fedele ad Anna, sua moglie. Non è mai stato fedele neanche con le sue precedenti fidanzate. Né tantomeno riesce ad essere fedele alle sue amanti. E quando non ci riesce con il corpo, la sua mente tradisce con sogni e fantasie proibiti. Inesorabilmente. Ma lui, alle sue donne, non fa mancare nulla. Non è solo il sesso ad appagarlo, è quel gusto di vittoria. A lui piace anche solo tenere una donna tra le braccia e ascoltarla parlare e ridere o sentirne il respiro mentre dorme.
Tutta colpa di quel guizzo malizioso che ha negli occhi.
Prende il cellulare e la cartella coi documenti e prima di scendere in cucina, passa a fare una carezza a Lorenzo che dorme tranquillo nella culla.
L’aroma del caffè si è sparso impertinente. “Buongiorno” – dice, salutando sua moglie con un bacio esigente sulla bocca.
“Buongiorno amore… Giornata faticosa oggi?”
“Mmm, sì. Devo correre in studio e prepararmi per l’udienza di oggi. Giornata impegnativa come al solito.”
Altre due chiacchiere, un altro bacio appassionato e Alessandro esce di casa. E’ certo che Lia lo stia aspettando, lei è così giovane e dolce. Nessuna domanda. Nessuna recriminazione. Nessun rimprovero. Nessun muso lungo per i suoi silenzi e per le sue assenze. Lia è dolce e remissiva.
L’elegante SUV di Alessandro spadroneggia tra le strade già trafficate facendosi spazio prepotentemente, un po’ come lui prende prepotente lo spazio nella vita delle donne.
* * *
Trafelata, Lia apre di fretta il suo negozio. Giusto il tempo di passarsi un velo di rossetto e una mano tra i capelli che sente la porta aprirsi e vede entrare Alessandro. Affascinante nel suo elegante completo scuro, il sorriso malizioso e lo sguardo misterioso. Non ce la fa a resistere e gli si tuffa tra le braccia, strofinando la guancia delicata contro l’ispida barba. Sente le mani di Alessandro accarezzarle le braccia e poi stringerla, massaggiandole la schiena con gesti lenti e studiati. I baci voraci si consumano insieme alle carezze impazienti.
“Ti amo, Alessandro!” – sussurra Lia tra un bacio e un altro.
“Sei bellissima mia piccola donna.” – le risponde lui, prendendo quel giovane viso tra le mani.
A fatica Lia si stacca: “Devi andare via subito? Potremmo fare colazione insieme…”
“Purtroppo sì, devo scappare, ma non potevo cominciare la mia giornata senza il sapore di te… e scusarmi per ieri sera. Mi dispiace tanto, ma c’erano i miei suoceri a casa e io non potevo…”
“Lo so, non fa nulla.” – sussurra Lia.
“Qui c’è la brioche con l’uvetta di cui vai matta… mangiala pensando a me e assapora ogni boccone come se fossero le nostre labbra ad incontrarsi.”
Un ultimo bacio e corre via. E Lia resta lì, nel suo negozio, sola con l’odore di Alessandro misto a quello dell’uvetta.
Sospira. Pensa ai suoi baci, al suo fascino e sorride. Una novella Alice.
Sospira di nuovo. Pensando a quanto sia poco il tempo, a quanto sia fugace ogni loro incontro. Ma non può dire nulla, lei. Non può chiedere nulla, lei.
Lei è solo l’amante di un uomo sposato.
Parola:
- Ricordo (38%)
- Racconto (34%)
- Favola (28%)

26/04/2017 at 10:38
Ehi, pink? Dove sei? Spero tanto che tu stia bene e che ti sia solo presa una pausa dalla scrittura. Scusami se scrivo qui, ma non saprei in che altro modo contattarti.
Ti mando un abbraccio e mi auguro che ci sentiremo presto!
15/11/2016 at 17:54
Ciao pinkarella bellissima questa storia io opto per la terza opzione, mi piacciono i tuoi racconti aspetto con ansia il prossimo episodio alla prossima!
14/10/2016 at 10:16
Ciao pink, dove sei? 🙁
23/09/2016 at 16:58
Pink!
Pork mond, che fin hai fatt?
07/09/2016 at 14:46
Pink? Mi manchi!
09/08/2016 at 19:00
Voto Alessandro, un caro saluto!
07/08/2016 at 18:48
Alessandro, mannaggia a me e al pareggio, ti chiedo scusa!
C’è sempre un’introspezione psicologica molto complessa e vera nei tuoi personaggi. Cioè, non so se sia ‘vera’ perché per fortuna (o per mia ignoranza di eventuali corna!) non mi sono trovata nella situazione che descrivi, ma certamente verosimile e approfondita. Complimenti.
Ciao ciao a presto
05/08/2016 at 15:25
Tornerei su Lia (anche se in minoranza 🙁 ) perché penso che questa sia una storia tutta al femminile, sono le donne quelle volte al tormento, alla riflessione, ai se, ai ma senza voler mai affrontare realmente la situazione, in fondo Anna stessa ammette che Alessandro sarebbe il migliore dei mariti se… solo lei non sapesse. Lui non le fa mancare nulla, la ama allo stesso modo, sono il ritratto della famiglia felice. Il vero problema non è il tradimento né il fatto di averlo scoperto: lui è sempre stato così, allora perché l’ha sposato? La risposta è qui: “Sento col mio cuore che non sei mai, nemmeno per un istante, solo mio…” si è illusa di poterlo cambiare, la classica sindrome da crocerossina e adesso ne paga le conseguenze.
04/08/2016 at 21:47
Alessandro…
Mettersi nei panni di Anna è stato straziante, ma è una maschera che purtroppo s’indossa molto spesso, più di quanto si voglia ammettere… a se stesse. Giudicare dall’esterno è facile: ne sei proprio sicura? Anna ne è l’esempio, si tiene stretta il marito anche se “sa”, perché? Per salvare le apparenze? Perché in fondo lo ama ancora? No. Si sente responsabile di quel tradimento. E’ questa la vera maschera.
Brava pinkerella!
04/08/2016 at 21:49
E’ stata tagliata una parte del commento, dopo è facile: “se mio marito mi tradisse, lo lascerei all’istante”.
02/08/2016 at 11:11
bellissima lettera!
02/08/2016 at 11:09
Avrei detto Alessandro, ma solo lui. Ero già partita con la fantasia che lui avesse trovato la lettera. E ero curiosa di vedere la sua reazione. Scusa la fantasia mi fa immaginare quello che non c’è. 🙂
02/08/2016 at 08:38
Ciao, ho votato Lia e Alessandro. Anche se non è esattamente il mio genere, ho letto il tuo racconto e, oltre che ben scritto – nella forma e nel modo in cui approfondisci la psicologia dei personaggi – mi pare affascinante. Leggerò ancora!
01/08/2016 at 19:56
Lia. 🙂 non ho parole per descrivere la bellezza toccante di questo capitolo sotto forma di lettera.
01/08/2016 at 18:37
Alessandro.
Ciao pink,
Non avevo considerato questa terza maschera, la facevo del tutto ignara. Bello e pericoloso addentrarsi nella sua psicologia. Mi chiedo come ricomporrai il quadro.
Ciao a presto.
01/08/2016 at 09:13
Ciao Pink 🙂
Ho iniziato solo ora a seguire la tua storia nonostante il genere rosa non sia uno dei miei favoriti. Eppure è cos’ scritta bene e analizza i personaggi in maniera non troppo dettagliata, ma abbastanza per potersi creare un’idea corretta nella mente.
Bel racconto, bella storia, interessante il personaggio di Alessandro e le donne che pur sanno, sono ammaliate dalla sua magia. Che poi, di che tipo di magia si tratta?
Approfondirei la storia fra Alessandro e Lia, non so perché ma faccio il tifo per loro 🙂
31/07/2016 at 16:42
Voto Alessandro, sperando in un altro capitolo come questo. Una storia fatta tutta di pagine di diario, sarebbe bella (e difficile) da scrivere e leggere!
Molto particolare e bello questo capitolo, con le ormai immancabili sensazioni di malinconia in fondo alla pagina 🙂
31/07/2016 at 11:27
Perché sei così?
Perché resto con te?
Perché lo accetto?
Penso che, solamente un’abile scrittrrice quale sei.. possa riuscire a sviluppare queste domande in modo superlativo.
E poi il gran finale con una commovente dichiarazione d’amore.
Segno di grande maturità.. Miss Pink sei pronta per il grande salto.
Bravissima 🙂
ps.- voto Lia e Alessandro
30/07/2016 at 12:23
Mmmh… davvero un personaggio ambiguo che mi suscita sentimenti contrastanti. Da una parte condanno Alessandro per il tradimento, ma sembra anche una persona amorevole che ha solo bisogno di sfogare la sua passione erotica/emotiva/affettuosa…
Mia cara Pinky, nelle tue mani c’è l’opinione che provo per questo personaggio. Ora potrai scegliere se farmelo odiare, se farmelo amare o se tenerlo sul filo del rasoio fino alla fine. Posso già immaginare cosa farai, ma non lo dirò perché non voglio influenzarti 🙂
Ciao, baci! 😀
30/07/2016 at 11:23
Bellissima ed emozionante. 🙂 Vorrei vederli insieme.