Dove eravamo rimasti?
Ricordi di un sogno breve!
La notte insonne e la fretta del mattino piombano su Lia come un macigno, avrebbe solo voglia di chiudere gli occhi e riposare. Forse, sognare. Forse, ricordare. Chissà. O semplicemente dormire. Un delizioso torpore le avvolge il corpo e la mente, trasportandola in una sorta di limbo, sospesa tra la veglia e il sonno, a pochi passi dall’uno e dall’altro, anche se sente vicinissimo il richiamo del suo signor Morfeo.
“Per fortuna che ho messo quel campanello al lato della porta…” – pensa – “adesso socchiudo un attimo gli occhi, giusto un minuto…”
Il mare è agitato e quando fa così le mette paura, ha soggezione dinanzi a quella dimostrazione di potenza. I suoi amici si tuffano tra quelle onde che a lei sembrano mostri giganteschi tra esclamazioni di paura e di adrenalina, ogni tanto le danno voce “muoviti, dai”, “fifona Lia” intonano. Ma lei non si muove, lascia solo che le onde muoiano ai suoi piedi, investendola di spruzzi d’acqua misti a sabbia. Poi, all’improvviso le si avvicina un uomo, lo riconosce, è Alessandro. Le sorride, le mette una mano sulla spalla e le dice di non dar retta a quegli stupidini dei suoi amici. Lei si volta e il mare è diventato la vecchia casa infestata dagli spiriti, una dimora del ‘700 abbandonata e in rovina, luogo ideale di possibili avventure. Lia è sempre con i suoi amici spavaldi e coraggiosi, con le torce si fanno strada tra rifiuti e erba alta…I volti si confondono, scorge di nuovo Alessandro che, stavolta, la prende per mano e le fa da guida, arrivando in un giardino che non sembra appartenere alla casa, perché è verde e curato, un tripudio di fiori colorati. “Siamo in un luogo magico, piccola donna” – le sussurra Alessandro – “ci sarò sempre io a proteggerti”.
La scena cambia ancora, è sola, a piedi nudi su un prato, l’erba è fresca, cammina non sapendo dove andare, la distesa di verde sembra infinita, comincia a sentirsi spaventata, volta la testa avanti e indietro, destra e sinistra, ad un ritmo frenetico, i battiti sono accelerati. Ha paura, è sola e non sa dove andare, ha perso la guida, accanto a lei non c’è nessuno ad aiutarla, a tenderle una mano, ad indicarle il percorso…”Nonna” – grida con tutto il fiato che ha in gola. “Nonna”. L’urlo si spezza, mandandolo in frantumi come una bambolina di cristallo, sente le guance bagnarsi. Sta piangendo. No, piove. Il cielo s’è fatto all’improvviso plumbeo, incombe minaccioso su di lei con quei nuvoloni scuri e carichi d’acqua. La paura diventa ancora più forte, in pochi attimi è completamente fradicia. Si volta e si ritrova al funerale di sua nonna Michela. Ormai, è una giovane donna. Ma è sempre tutta bagnata, continua a piovere. Bagnata e completamente sola. Sola e insicura. E bagnata. Trema come una foglia. Anche sua nonna l’ha abbandonata, così come i suoi genitori, la cui presenza è ricordata solo da un conto in banca e da una cartolina. Sola. Le persone le stringono la mano, incuranti del suo tremore e del suo dolore. Le parole si confondono così come i volti. Si sente come sull’orlo di un burrone e Lia soffre di vertigini e non ha nessuno a cui aggrapparsi…Il tempo passa e la voragine sotto i suoi piedi si spalanca per poterla trascinare sotto con sé. E’ finita. Poi, vede un volto, un sorriso gentile, una carezza. Interesse. L’uomo le tende una mano. Aiuto. Sostegno. Non è più sola. E Lia sorride. Sorride finalmente. Felice di potersi aggrappare a qualcuno. Alessandro.
Il bip del cellulare riporta Lia alla realtà. Si massaggia le tempie, il sonno è passato lasciandole però un fastidioso mal di testa. I ricordi le si sono confusi in una specie di sogno, mischiando eventi e persone, facendo comparire Alessandro. Scuote la testa, il torpore ha lasciato il posto ad una certa agitazione, ha bisogno di un analgesico per poter affrontare la giornata.
Guarda il cellulare, è un WhatsApp di Alessandro. Si è innamorata di lui all’improvviso, senza chiedersi come o perché. Subito. Si è aggrappata a lui come un naufrago, bisognosa di cure e di attenzioni. Non ha badato alla luccicante fede al dito. Non ha pensato all’altra donna, la moglie. Non ha pensato al bambino. Solo a lei e al suo bisogno. Anzi, i suoi bisogni. Ma l’iniziale egoismo ha presto lasciato il posto all’amore che l’ha sapientemente trasformata in una teatrante. Nel ruolo di terzo incomodo, o forse, meglio dire terzo comodo, perché con lei Alessandro è davvero dolce e felice. Lei lo sa. Lo sente. E per questo lo ama ancora di più. Lei è la dolce innamorata pronta a farsi plasmare dalle abili mani del suo uomo.
Ma lei è Calipso, non Penelope. E Ulisse si muove sicuro nel suo alveo, beandosi dell’amore e della felicità di due donne. Solo che per ora Calipso è felice, tranquilla nel suo mondo dai confini precisi e ben delineati; dorme in acque calme, non costretta ad affrontare la vita con le sue sfide, con le sue trasformazioni, con le sue scosse, coi suoi tormenti. In questo modo, Lia pensa di essersi garantita una fetta sicura di felicità.
Ancora la parola:
- Diario (29%)
- Racconto (24%)
- Lettera (47%)

26/04/2017 at 10:38
Ehi, pink? Dove sei? Spero tanto che tu stia bene e che ti sia solo presa una pausa dalla scrittura. Scusami se scrivo qui, ma non saprei in che altro modo contattarti.
Ti mando un abbraccio e mi auguro che ci sentiremo presto!
15/11/2016 at 17:54
Ciao pinkarella bellissima questa storia io opto per la terza opzione, mi piacciono i tuoi racconti aspetto con ansia il prossimo episodio alla prossima!
14/10/2016 at 10:16
Ciao pink, dove sei? 🙁
23/09/2016 at 16:58
Pink!
Pork mond, che fin hai fatt?
07/09/2016 at 14:46
Pink? Mi manchi!
09/08/2016 at 19:00
Voto Alessandro, un caro saluto!
07/08/2016 at 18:48
Alessandro, mannaggia a me e al pareggio, ti chiedo scusa!
C’è sempre un’introspezione psicologica molto complessa e vera nei tuoi personaggi. Cioè, non so se sia ‘vera’ perché per fortuna (o per mia ignoranza di eventuali corna!) non mi sono trovata nella situazione che descrivi, ma certamente verosimile e approfondita. Complimenti.
Ciao ciao a presto
05/08/2016 at 15:25
Tornerei su Lia (anche se in minoranza 🙁 ) perché penso che questa sia una storia tutta al femminile, sono le donne quelle volte al tormento, alla riflessione, ai se, ai ma senza voler mai affrontare realmente la situazione, in fondo Anna stessa ammette che Alessandro sarebbe il migliore dei mariti se… solo lei non sapesse. Lui non le fa mancare nulla, la ama allo stesso modo, sono il ritratto della famiglia felice. Il vero problema non è il tradimento né il fatto di averlo scoperto: lui è sempre stato così, allora perché l’ha sposato? La risposta è qui: “Sento col mio cuore che non sei mai, nemmeno per un istante, solo mio…” si è illusa di poterlo cambiare, la classica sindrome da crocerossina e adesso ne paga le conseguenze.
04/08/2016 at 21:47
Alessandro…
Mettersi nei panni di Anna è stato straziante, ma è una maschera che purtroppo s’indossa molto spesso, più di quanto si voglia ammettere… a se stesse. Giudicare dall’esterno è facile: ne sei proprio sicura? Anna ne è l’esempio, si tiene stretta il marito anche se “sa”, perché? Per salvare le apparenze? Perché in fondo lo ama ancora? No. Si sente responsabile di quel tradimento. E’ questa la vera maschera.
Brava pinkerella!
04/08/2016 at 21:49
E’ stata tagliata una parte del commento, dopo è facile: “se mio marito mi tradisse, lo lascerei all’istante”.
02/08/2016 at 11:11
bellissima lettera!
02/08/2016 at 11:09
Avrei detto Alessandro, ma solo lui. Ero già partita con la fantasia che lui avesse trovato la lettera. E ero curiosa di vedere la sua reazione. Scusa la fantasia mi fa immaginare quello che non c’è. 🙂
02/08/2016 at 08:38
Ciao, ho votato Lia e Alessandro. Anche se non è esattamente il mio genere, ho letto il tuo racconto e, oltre che ben scritto – nella forma e nel modo in cui approfondisci la psicologia dei personaggi – mi pare affascinante. Leggerò ancora!
01/08/2016 at 19:56
Lia. 🙂 non ho parole per descrivere la bellezza toccante di questo capitolo sotto forma di lettera.
01/08/2016 at 18:37
Alessandro.
Ciao pink,
Non avevo considerato questa terza maschera, la facevo del tutto ignara. Bello e pericoloso addentrarsi nella sua psicologia. Mi chiedo come ricomporrai il quadro.
Ciao a presto.
01/08/2016 at 09:13
Ciao Pink 🙂
Ho iniziato solo ora a seguire la tua storia nonostante il genere rosa non sia uno dei miei favoriti. Eppure è cos’ scritta bene e analizza i personaggi in maniera non troppo dettagliata, ma abbastanza per potersi creare un’idea corretta nella mente.
Bel racconto, bella storia, interessante il personaggio di Alessandro e le donne che pur sanno, sono ammaliate dalla sua magia. Che poi, di che tipo di magia si tratta?
Approfondirei la storia fra Alessandro e Lia, non so perché ma faccio il tifo per loro 🙂
31/07/2016 at 16:42
Voto Alessandro, sperando in un altro capitolo come questo. Una storia fatta tutta di pagine di diario, sarebbe bella (e difficile) da scrivere e leggere!
Molto particolare e bello questo capitolo, con le ormai immancabili sensazioni di malinconia in fondo alla pagina 🙂
31/07/2016 at 11:27
Perché sei così?
Perché resto con te?
Perché lo accetto?
Penso che, solamente un’abile scrittrrice quale sei.. possa riuscire a sviluppare queste domande in modo superlativo.
E poi il gran finale con una commovente dichiarazione d’amore.
Segno di grande maturità.. Miss Pink sei pronta per il grande salto.
Bravissima 🙂
ps.- voto Lia e Alessandro
30/07/2016 at 12:23
Mmmh… davvero un personaggio ambiguo che mi suscita sentimenti contrastanti. Da una parte condanno Alessandro per il tradimento, ma sembra anche una persona amorevole che ha solo bisogno di sfogare la sua passione erotica/emotiva/affettuosa…
Mia cara Pinky, nelle tue mani c’è l’opinione che provo per questo personaggio. Ora potrai scegliere se farmelo odiare, se farmelo amare o se tenerlo sul filo del rasoio fino alla fine. Posso già immaginare cosa farai, ma non lo dirò perché non voglio influenzarti 🙂
Ciao, baci! 😀
30/07/2016 at 11:23
Bellissima ed emozionante. 🙂 Vorrei vederli insieme.