Corso Belgio 43

Dove eravamo rimasti?

Primo capitolo di presentazione.Ora un nuovo personaggio, non ho idea di dove ci porterà questa storia,basta andarci insieme diceva qualcuno La nonna di Linda che si prenderà cura di tutti. (50%)

Pensieri

-Vediamo alle 18 quando stacchi dal lavoro, mi faccio trovare in piazza Vittorio.

D.

-A dopo.

G.

Alle 18 come promesso Davide si trovava su di una panchina della piazza. Chissà come doveva essere abitare in una città nuova e per di più da soli. Lui non si era mai posto il problema, natio di Torino, non c’erano stati dubbi che i suoi studi avrebbero continuato nella città che lo aveva visto nascere e crescere. Mentre era intento a rifletterci vide camminare verso di lui Giovanni, era un bel tipo, si accorse, slanciato e magro, con un accenno di barba castana scura dello stesso colore dei capelli che erano tagliati abbastanza corti, ma certo non corti come i suoi. Davide si ritrovò a pensarsi nella situazione del compagno, solo in una città come Torino, da una parte lo invidiava, ma certo non poteva non stimarlo. Per un attimo ci fu un leggero imbarazzo da parte di entrambi, poi Davide ruppe il silenzio.

“Hey come è andato il lavoro? Sei pronto ad andare da Linda? Hai notato quanto è bella quella ragazza?”

Come avrebbe potuto non notarlo? I lineamenti delicati del suo viso la facevano sembrare come un angelo e aveva i capelli color del grano con riflessi più scuri. Per un momento, quella stessa mattina alla fine delle lezioni, l’aveva osservata allontanarsi di spalle e il pallido sole che era spuntato in mezzo alle nuvole l’aveva illuminata facendo giocare i suoi raggi con i capelli di lei. E certo non si dimenticava il profumo che gli era arrivato quasi impercettibile alle narici, sembrava vaniglia, ma solo dopo aveva realizzato che era più il profumo di biscotti alla vaniglia. La ragazza somigliava molto a sua sorella Chiara, per i lineamenti delicati, ma anche per i modi di fare, per quel poco che l’aveva potuta osservare.

Giovanni e Davide aspettarono il 16 che li avrebbe portati a casa di Linda. Il tram li stava conducendo fuori dalla piazza, il viaggio sarebbe durato non più di venti minuti, poi costeggiò il grande parco del Valentino e Giovanni informò l’amico del fatto che ancora non ci era mai stato.

“Ci andremo. Insieme. Se ti va ovviamente.” Fu la risposta.

Giovanni non replicò, nella sua mente si immaginò sdraiato sul prato a prendere il sole oppure a fare un pic-nic; probabilmente sarebbe stato divertente, anche perchè Davide gli sembrava una brava persona, una compagnia divertente. Per quello che lo aveva conosciuto fino ad ora gli sembrava il classico “buffone” della classe che scherza sempre e sembra prendere poco sul serio il resto; ma dietro a questa prima immagine, generalmente, le persone così sono quelle più sensibili, che sanno ascoltare ed essere leali e che si nascondono solo dentro un guscio. A quel punto si decise, avrebbe fatto quel pic-nic, avrebbe conosciuto davvero Davide, lo voleva come amico. Possibile che fosse così semplice?

“La persona che ti si siede vicino il primo giorno di lezione è quella con cui rimarrai amico?”La domanda, forse ingenua, che gli aveva rivolto la sorella qualche mese prima gli era ritornata in mente e tutto sommato Giovanni sperava che la risposta fosse sì, accettava Davide come amico, finalmente la sua diffidenza e talvolta ostilità nei confronti delle altre persone, tratti che lo caratterizzavano per natura, iniziavano a cedere.

“Eccoci siamo arrivati, eppure…aspetta che ricontrollo l’indirizzo. Corso Re Umberto, e ci siamo, anche il numero è giusto, è proprio qua.” Disse Davide.

Di fronte a loro c’era una graziosa villetta su due piani con un giardino abbastanza grande per essere situata in centro.

“Come fa una ragazza all’università a vivere in una casa così?” Davide diede voce al pensiero di entrambi.

“Per altro oggi ha detto di non vivere neanche con i genitori.” Confermò Giovanni.

Ad aprire la porta fu una signora dall’aria distinta, i capelli bianchi erano leggermente disordinati e le incorniciavano il viso che presentava solo poche rughe principalmente intorno agli occhi e alla bocca, Giovanni stimò che dovesse avere circa 75 anni, indossava una gonna morbida e un maglioncino troppo pesante per il periodo dell’anno in cui si era. Il suo viso era dolce, così come lo sguardo.

“Questa è mia nonna, si chiama Susi, ma potete chiamarla solo nonna, tutti i miei amici lo fanno. Mi ha aiutato a preparare la cena e per dolce ha fatto i miei biscotti preferiti, quelli alla vaniglia.”

“Accomodatevi, mia nipote è tutto il giorno che mi parla di voi” Disse la nonna con un grande sorriso gentile.

La porta si richiuse alle loro spalle, lasciando fuori l’aria che nelle sere di fine settembre iniziava a farsi più pungente; chiudendo invece all’interno il calore che due cuori smarriti necessitavano per ristorarsi.

Abbiamo scoperto qualcosa in più sulla personalità di Giovanni e Davide. Ora tocca a Linda.

  • Non è realmente interessata a diventare amica dei due ragazzi (19%)
    19
  • Passa il suo tempo principalmente con la nonna (31%)
    31
  • E' una ribelle (50%)
    50
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141 Commenti

  • Prima dalla polizia e poi da Matteo.
    “il giorno dopo infatti sarebbe stato l’ultimo pieno della vacanza”. Non è messa giù benissimo questa frase, credo che tu scriva un po’ troppo come parli. Tu sai che, nei miei intenti, le critiche che muovo sono sempre costruttive. Se io scrivessi come parlo, lo farei in dialetto veneto. Quindi ti esorto a cambiare registro quando scrivi.
    Per esempio avresti potuto scrivere: “l’indomani sarebbe stato l’ultimo giorno pieno della vacanza”.
    Ora che ho fatto la parte del cattivo, proseguo facendoti i complimenti per la trama che si sta evolvendo in maniera lineare e apprezzabile.
    Brava.

    • Grazie Tom, era una frase abbastanza inutile, però ci tenevo ad inserirla per far vedere che Matteo arriva l’ultimo giorno della loro vacanza e non proprio il primo (così la vacanza è “rovinata solo a metà”) però ho avuto difficoltà a scriverla in modo comprensibile 😉

  • Ciao! 😀
    Andrò controcorrente, ma voto che sia Matteo a farsi vivo. Uno che compra un (costoso) biglietto aereo per andare fino a Praga a rubare un portafoglio, mentre manda suo fratello a devastare la casa della sua “vittima”, non resisterà alla tentazione di confrontarla di persona.
    A presto!

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