Corso Belgio 43

Dove eravamo rimasti?

Abbiamo scoperto qualcosa in più sulla personalità di Giovanni e Davide. Ora tocca a Linda. E' una ribelle (50%)

Una notte insonne

“Ciao Gio, come va? Ho ancora la pancia piena da ieri sera, quanto era buona quella torta salata?” Iniziò Davide non appena si fu seduto accanto all’amico.

“Sì davvero buona. E anche la nonna è stata simpatica e gentile. Dobbiamo organizzarci di nuovo per una cena o magari un giro al Valentino, proprio ieri ne parlavamo.” Fu la risposta dell’amico.

La professoressa entrò nella stanza e Linda ancora non era arrivata, Giovanni si guardava in giro con la speranza di scorgerla seduta qualche fila dietro di lui che gli sorrideva.

Finita la lezione, camminando tra i vari banchetti che vendevano ogni sorta di oggetto, Giovanni fu colpito da un porta-chiave di piccole dimensioni con attaccata una pallina di vetro contenente la Mole Antonelliana. Il suo pensiero andò subito a sua sorella Chiara, non appena pagò l’oggetto che prima o poi le avrebbe regalato il display del suo cellulare si illuminò e comparve il viso sorridente della sorella.

Giovanni salutò con un gesto cordiale l’uomo della bancarella e rispose al telefono:

“Chiara! ti stavo proprio pensando, come stai?”

“Bene, la scuola inizia già ad essere pesante, figurati che la prossima settimana abbiamo già tre verifiche.”

Giovanni sorrise ricordando il volto sempre felice di Chiara, gli occhi vivaci pieni di spirito e la sua intraprendenza.

“Giovanni, ci sei ancora?”

“Sì Chiarè sono qua, ti ho appena comprato una cosa, dobbiamo vederci presto così te la do”

“Ti prendo in parola fratellone, ci vediamo presto. Ora vado che ho da studiare, un abbraccio”.

A Giovanni scese una lacrima sul viso, nonostante fosse solo un mese che era distante da casa aveva molta nostalgia della sorella, si passò la mano sugli occhi e dopo un profondo respiro andò a lavorare.

I minuti e le ore passavano e il ragazzo non si toglieva dalla testa la bella ragazza dai capelli color del grano, gli sembrava che ogni persona che entrasse nel bar le somigliasse; finalmente, tra un pensiero e un altro, arrivarono le sei e Giovanni uscì dal locale. Decise che per quel giorno sarebbe andato a piedi, alla fine per arrivare in Corso Belgio non ci avrebbe messo più di 20 minuti.

Aveva appena girato in via Sant’Ottavio quando a un centinaio di metri da lui vide quattro figure, una ragazza e tre ragazzi, socchiuse gli occhi cercando di vedere meglio, a prima vista la ragazza gli era sembrata proprio Linda. Giovanni affrettò il passo, era proprio lei. C’era qualcosa che non andava in quel gruppo, e Linda non sembrava in sé. Li seguì anche quando svoltarono a destra in una piccola stradina, i ragazzi urlavano e dicevano parolacce mentre la ragazza non aveva ancora proferito parola e camminava appoggiata a uno dei tre. A un certo punto i tre ragazzi la lasciarono su una panchina, rovesciata su sé stessa e corsero via. Giovanni la raggiunse svelto, la chiamò per nome, i suoi capelli erano appiccicati e puzzavano di vomito, la ragazza aprì debolmente gli occhi.

“Linda, cosa ti è successo, ti hanno fatto del male? Parlami!”

“Io…no…” La ragazza parlava a fatica.

“Devo portarti in ospedale.”

“No ti prego…ora…ora mi riprendo” Lo supplicò lei, spalancando gli occhi per quanto poteva.

“Vieni con me, attaccati alla mia spalla.”

Il viaggio a piedi fino a Corso Belgio 43 era stato ovviamente più lungo del previsto, ogni duecento metri avevano dovuto fermarsi perchè la ragazza aveva i conati. Finalmente erano arrivati sul pianerottolo dell’appartamento, con le mani tremanti Giovanni infilò la chiave nella toppa e aprì la porta, poco dopo fece stendere Linda sul letto e andò a prenderle un asciugamano bagnato per passarglielo sul viso, sua madre quando era piccolo faceva sempre così quando era malato.

“Dimmi qualcosa, devo sapere cosa ti è successo.” Incalzò il ragazzo.

Lei sospirò e dall’alito Giovanni capì che sicuramente era ubriaca, era una situazione eccezionale oppure era un’abitudine? Chi erano quei tre ragazzi? Suoi amici o persone che l’avevano forzata a bere?

La notte passò movimentata, Giovanni aveva tolto la maglietta a Linda dal momento che era tutta macchiata, ma subito in imbarazzo, sebbene lei fosse semi-incosciente, la coprì con il lenzuolo nonostante l’afa del suo appartamento. Con l’asciugamano aveva continuato a tamponarle la fronte ogni mezz’ora e aveva controllato la febbre che piano piano aveva iniziato a calare.

All’alba Giovanni era addormentato sul tappeto di fianco al letto e fu svegliato da un leggero rumore nella cucina, era Linda che era andata a cercare acqua, gli disse che aveva le labbra screpolate e molto mal di testa. Giovanni subito le chiese spiegazioni.

Linda chiuse gli occhi e sospirò: “Non volevo coinvolgerti in tutto ciò, quei tre ragazzi sono miei amici, li conosco da 3 anni, eccetto Matteo che conosco dalle elementari, è stato il mio ragazzo al liceo e mi ha fatto conoscere l’alcool” Linda d’improvviso scoppiò a piangere, come colpita da una crisi, iniziò a gridare che doveva andarsene e così fece, uscì dalla stanza e poi dal palazzo lasciando Giovanni sgomento seduto sul letto.

Ovviamente Giovanni vuole vederci chiaro. Cosa fa?

  • Chiede nuovamente spiegazioni alla ragazza (29%)
    29
  • Va a cercare gli “amici” di Linda e in particolare Matteo (29%)
    29
  • Si rivolge alla nonna (43%)
    43
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141 Commenti

  • Prima dalla polizia e poi da Matteo.
    “il giorno dopo infatti sarebbe stato l’ultimo pieno della vacanza”. Non è messa giù benissimo questa frase, credo che tu scriva un po’ troppo come parli. Tu sai che, nei miei intenti, le critiche che muovo sono sempre costruttive. Se io scrivessi come parlo, lo farei in dialetto veneto. Quindi ti esorto a cambiare registro quando scrivi.
    Per esempio avresti potuto scrivere: “l’indomani sarebbe stato l’ultimo giorno pieno della vacanza”.
    Ora che ho fatto la parte del cattivo, proseguo facendoti i complimenti per la trama che si sta evolvendo in maniera lineare e apprezzabile.
    Brava.

    • Grazie Tom, era una frase abbastanza inutile, però ci tenevo ad inserirla per far vedere che Matteo arriva l’ultimo giorno della loro vacanza e non proprio il primo (così la vacanza è “rovinata solo a metà”) però ho avuto difficoltà a scriverla in modo comprensibile 😉

  • Ciao! 😀
    Andrò controcorrente, ma voto che sia Matteo a farsi vivo. Uno che compra un (costoso) biglietto aereo per andare fino a Praga a rubare un portafoglio, mentre manda suo fratello a devastare la casa della sua “vittima”, non resisterà alla tentazione di confrontarla di persona.
    A presto!

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