Corso Belgio 43

Dove eravamo rimasti?

Che notizia? Sua sorella ha deciso di prendersi qualche giorno di pausa e di venire a trovarlo. (62%)

Ritrovarsi

“Buonasera, mi scusi dov’è Corso Belgio 43?” Chiese Chiara ad un passante.

“Buonasera signorina, ora siamo in Corso Regina Margherita, deve girare subito a sinistra così entra in Corso Belgio e proseguendo trova il 43.” Rispose l’uomo.

“Allora non sono tutti scontrosi quelli del nord!” Pensò ridendo la ragazza, vista la gentilezza del passante.

Chiara non era mai stata in Piemonte, e in generale in tutto il nord Italia, finalmente ne aveva la possibilità. Il viaggio era stato tranquillo, ma Chiara era stravolta; desiderava una doccia e un buon piatto per ristorarsi, magari Giovanni l’avrebbe portata a mangiare il bonèt, tipico dolce della zona.

La ragazza suonò il citofono, era irrequieta, non vedeva l’ora di abbracciare suo fratello.

“Chi è?” La sua voce uscì dal microfono e arrivò alle orecchie di Chiara come una musica.

“Sono io, Giovanni. Sono Chiara”

Subito la porta si aprì; quando si incontrarono sul pianerottolo Giovanni aveva gli occhi lucidi.

Quanto le voleva bene! Non vedeva l’ora di toccarla e di abbracciarla per essere sicuro che fosse reale.

“La mia Chiara! Entra, cosa ci fai qui?”

La ragazza spiegò che la professoressa di matematica era a casa per almeno una settimana perchè si era presa la varicella a quarant’anni, e dal momento che le ore di matematica erano le più numerose aveva deciso di andare a trovare il fratello a Torino perchè tutto sommato non avrebbe perso troppo a scuola.

Niente bonèt per quella sera, ma Giovanni le promise che il giorno dopo sarebbero andati a fare una colazione da signori in Via Po.

“Chiamerò anche Davide, è un mio compagno di corso, è molto simpatico”

***

“Ehi Gio, tutto bene? Che bella signorina, io sono Davide.”

“Chiara” Rispose sorridente “Ho proprio fame facciamo colazione”.

Ordinarono tre bicerin, a Giovanni piaceva molto, caffè cioccolato e crema di latte, e insieme diversi pasticcini.

“Dimmi qualcosa di te Chiara” Iniziò Davide.

“Ehi giù le mani, ha solo quattordici anni.” Rispose ridendo il fratello.

Tra sorrisi, battute e ricordi passò mezz’ora, l’inizio della lezione di analisi 1 si stava avvicinando; l’idea balenò nella mente di tutti e tre, ma fu Davide il primo a dirlo:

“Ma se oggi bucassimo?”

Detto, fatto.

“Andiamo ai giardini reali, e poi se ci va anche alla Gran Madre” Propose Giovanni.

Appena un’ora e mezza dopo il cellulare del ragazzo vibrò. Un messaggio, era di Linda.

“Dove sei?”

I sentimenti di Giovanni erano contrastanti, da una parte una punta di rabbia ripensando alla “fuga” della ragazza, nonostante lui non fosse un tipo irascibile, d’altra parte il desiderio di farle conoscere la sorella dal momento che appena vista gli aveva subito fatto tornare in mente lei. Anche Chiara, come Linda, aveva i capelli mossi però di un biondo chiaro e grossi occhi espressivi che al contrario di linda erano grigi. Da piccolo aveva passato ore intere a fissarli notando le varie sfumature di colore che si alternavano, quando pioveva si incupivano, quando Chiara piangeva diventavano chiarissimi e via dicendo.

“Sono in giro con Davide e mia sorella, mi farebbe piacere che la conoscessi”

“Andiamo a fare un pic-nic al Valentino?”

“Ok, alle 12.30 davanti al Castello. Al cibo ci pensiamo noi.”

Avevano comprato prosciutto cotto e speck da mangiare insieme ai grissini, una torta salata alle verdure già confezionata che non li invitava molto, ma che costava poco, focaccia al formaggio e dell’insalata di riso anche quella già pronta.

Quando Linda li raggiunse ci fu un momento di imbarazzo, Giovanni non sapeva bene come comportarsi mentre le ragazze si presentarono e sembrarono andare subito d’accordo.

Alla fine del pranzo improvvisato Davide si sdraiò a riposare, Chiara si allontanò per telefonare ai genitori e Linda ne approfittò per chiedere a Giovanni di fare due passi. Appena si furono allontanati iniziò a parlare.

“Ti devo chiedere scusa per l’altra sera, non ero in me. Ti vorrei raccontare l’intera storia però è molto lunga.”

“Devo essere sincero Linda, ero molto preoccupato quindi sono andato a casa tua e tua nonna mi ha spiegato quello che c’era da sapere.”

Linda era sgomenta, l’idea che Giovanni fosse andato a casa sua non l’aveva minimamente sfiorata.

“Come ti sei permesso? Non conosci me e nemmeno la mia famiglia. Non me lo sarei mai aspettato da te.”

“Nemmeno tu conosci me” Giovanni fu subito pronto a rispondere “Quando mi preoccupo per una persona sono disposto a fare qualsiasi cosa per aiutarla…Specie se tengo a lei.” A queste ultime parole Giovanni abbassò gli occhi per non doverla fronteggiare, aveva ammesso di avere un interesse per lei, di tenerci.

Qualche attimo di silenzio, Linda cambiò espressione, non era più arrabbiata, sembrava commossa.

Quando Giovanni si fece coraggio e sollevò lo sguardo fino ai suoi occhi fu sorpreso dal gesto di lei. Linda gli prese il volto tra le mani e lo baciò con dolcezza prima sulla fronte poi sulla bocca, Giovanni socchiuse gli occhi e ricambiò il bacio con più passione, poi l’abbracciò teneramente.

Fino ad ora ci siamo concentrati principalmente su Giovanni, cambiamo punto di vista almeno per un capitolo:

  • Chiara (10%)
    10
  • Linda (60%)
    60
  • Davide (30%)
    30
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141 Commenti

  • Prima dalla polizia e poi da Matteo.
    “il giorno dopo infatti sarebbe stato l’ultimo pieno della vacanza”. Non è messa giù benissimo questa frase, credo che tu scriva un po’ troppo come parli. Tu sai che, nei miei intenti, le critiche che muovo sono sempre costruttive. Se io scrivessi come parlo, lo farei in dialetto veneto. Quindi ti esorto a cambiare registro quando scrivi.
    Per esempio avresti potuto scrivere: “l’indomani sarebbe stato l’ultimo giorno pieno della vacanza”.
    Ora che ho fatto la parte del cattivo, proseguo facendoti i complimenti per la trama che si sta evolvendo in maniera lineare e apprezzabile.
    Brava.

    • Grazie Tom, era una frase abbastanza inutile, però ci tenevo ad inserirla per far vedere che Matteo arriva l’ultimo giorno della loro vacanza e non proprio il primo (così la vacanza è “rovinata solo a metà”) però ho avuto difficoltà a scriverla in modo comprensibile 😉

  • Ciao! 😀
    Andrò controcorrente, ma voto che sia Matteo a farsi vivo. Uno che compra un (costoso) biglietto aereo per andare fino a Praga a rubare un portafoglio, mentre manda suo fratello a devastare la casa della sua “vittima”, non resisterà alla tentazione di confrontarla di persona.
    A presto!

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