Corso Belgio 43

Dove eravamo rimasti?

Ovviamente siete chiamati a decidere qual è l'idea che è venuta in mente alla nostra protagonista Vuole organizzare una vacanza. (42%)

Aria di Natale e di casa

Giovanni stava camminando in via Roma, non era la via preferita per uno che non ama lo shopping come lui, ma quell’anno avevano fatto proprio un bel lavoro con le luci natalizie, seguendo un progetto chiamato Luci d’artista, ed era molto piacevole attraversarla. La via scintillava di colori e come sempre, sotto il periodo delle feste, era animata da centinaia di persone con pacchi e borse che camminavano con serenità impedendo a chi avesse fretta di proseguire.

Giovanni, quella sera, ne aveva molta di fretta; era arrivato da appena due ore dall’aeroporto, i suoi genitori avevano deciso di regalargli per Natale il biglietto aereo per tornare a casa una settimana. Che bel regalo! Aveva subito pensato ironicamente…

“Se te ne fossi rimasto qua, ora probabilmente non dovrei sborsare centinaia e centinaia di euro ogni mese per mantenerti lassù, ma avresti un lavoro e contribuiresti in casa.”

Suo padre era stato collerico per tutta la settimana, lo guardava storto e solo prima di tornare, mentre lo aiutava a scaricare i bagagli, gli aveva chiesto se avesse bisogno un extra per degli abiti pesanti per l’inverno.

La madre, invece, era una donna molto sensibile, fin da quando era bambino e decideva di dormire a casa dei suoi amichetti lei piangeva, era chiaro quindi che non avesse preso molto bene la decisione di andare a studiare fuori dalla Sicilia.

“Sei sicuro che non vuoi tornare qui con noi, ci sono ottime università anche a Palermo e così potresti tornare ogni fine settimana o addirittura fare il pendolare”.

Giovanni non sapeva cosa rispondere, a nessuno dei due, l’unica consolazione era passare del tempo insieme a Chiara.

Quella settimana “a casa” era stata pesante, ma anche molto educativa. Giovanni aveva finalmente capito che il suo posto non era più lì, aveva bisogno della sua indipendenza e dei suoi ritmi e soprattutto del distacco dai genitori e dalla terra d’origine.

Il ponte dell’8 dicembre era quindi passato e ora Giovanni si stava affrettando a superare decine e decine di persone in via Roma per raggiungere Linda a casa sua.

Tra loro sembrava filare tutto liscio, nessun litigio se non qualche lieve battibecco, nessuno dei due si era rivelato esageratamente geloso e nemmeno assillante. Arrivato davanti a casa della ragazza suonò il campanello e quando lei comparve sulla soglia subito si abbracciarono; era passata solo una settimana dall’ultima volta che si erano visti, ma il desiderio di rivedersi era forte lo stesso.

“Hai il naso gelato.” Puntualizzò lei sorridendo “Entra e mangia qualcosa insieme a noi, la nonna ha preparato le lasagne.”

Le lasagne della nonna erano squisite, con tanto pomodoro e la sfoglia gustosa, Giovanni si rese conto solo in quel momento, scusandosi, di non aver mai portato nulla le volte che Linda lo aveva invitato a cena.

“Non preoccuparti caro” rispose la nonna.

“Si appunto” si intromise Linda “non preoccuparti che qui intanto c’è sempre un sacco da mangiare. E a proposito, anzi in realtà non c’entra nulla, ci terrei a darti il mio regalo di Natale.”

Giovanni si fermò e spalancò gli occhi per la sorpresa.

“Ma, ma come? Per Natale adesso? Io non ti ho ancora preso nulla, mi dispiace molto.”

“Stai tranquillo Gio, te lo do con anticipo perchè bisogna avere il tempo di organizzarsi”

“Di organizzarsi?” La curiosità di Giovanni, ma allo stesso tempo la sua preoccupazione fecero ridere sotto i baffi la nonna.

“Sisi. Tra poco, a meno di qualche ritardo, arriverà il tuo regalo.” Detto fatto suonò il campanello.

Linda si allontanò verso l’ingresso e Giovanni si girò verso la nonna che gli fece l’occhiolino.

“E’ così graziosa la mia nipotina, non è vero?” Giovanni non fece in tempo a rispondere che nella sala da pranzo entrò Davide con in mano una busta tutta colorata.

“Davide, ma che bello vederti! Mia sorella dice di salutarti” poi rivolgendosi verso la fidanzata “Anche te ovviamente” poi tornò all’amico “cosa ci fai qua?”

“Sono venuto a portarti il regalo di Natale mio e di Linda” E gli porse la busta.

“Che emozione ragazzi” se la rigirò qualche secondo tra le mani iniziando ad intuirne il contenuto poi la aprì e la lesse velocemente.

“Ragazzi, ma è fantastico, che bella idea, grazie mille! Quando si parte?”

“Martedì” Risposero in coro Linda e Davide.

Il Natale scaldava i cuori dei due ragazzi che erano sempre accolti con amore da Linda e la nonna, si sedettero tutti e quattro in soggiorno e Giovanni iniziò a raccontare il ritorno in Sicilia, il senso di non appartenenza che aveva provato e la gioia di essere di nuovo con loro.

Sembrava un quadretto felice, se non fosse che fuori dalla finestra una persona spiava nell’ombra; un ragazzo alto con l’aria truce imbacuccato nel suo giaccone pesante se ne stava ad osservare la scena sentendo dentro di sé crescere il risentimento. Matteo aveva capito, dai colori della busta regalo, che si trattava dell’agenzia viaggi situata proprio sotto casa sua, ora doveva solo più capire dove sarebbero andati in vacanza e ovviamente rovinargliela.  

Qual è la meta della vacanza (e se avete suggerimenti sulle intenzioni di Matteo non esitate a scriverle nei commenti)?

  • La inimitabile "Napoli" (9%)
    9
  • La magica "Praha" (73%)
    73
  • L'elegante "Paris" (18%)
    18
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141 Commenti

  • Prima dalla polizia e poi da Matteo.
    “il giorno dopo infatti sarebbe stato l’ultimo pieno della vacanza”. Non è messa giù benissimo questa frase, credo che tu scriva un po’ troppo come parli. Tu sai che, nei miei intenti, le critiche che muovo sono sempre costruttive. Se io scrivessi come parlo, lo farei in dialetto veneto. Quindi ti esorto a cambiare registro quando scrivi.
    Per esempio avresti potuto scrivere: “l’indomani sarebbe stato l’ultimo giorno pieno della vacanza”.
    Ora che ho fatto la parte del cattivo, proseguo facendoti i complimenti per la trama che si sta evolvendo in maniera lineare e apprezzabile.
    Brava.

    • Grazie Tom, era una frase abbastanza inutile, però ci tenevo ad inserirla per far vedere che Matteo arriva l’ultimo giorno della loro vacanza e non proprio il primo (così la vacanza è “rovinata solo a metà”) però ho avuto difficoltà a scriverla in modo comprensibile 😉

  • Ciao! 😀
    Andrò controcorrente, ma voto che sia Matteo a farsi vivo. Uno che compra un (costoso) biglietto aereo per andare fino a Praga a rubare un portafoglio, mentre manda suo fratello a devastare la casa della sua “vittima”, non resisterà alla tentazione di confrontarla di persona.
    A presto!

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