Spaghetti Western

Dove eravamo rimasti?

A questo punto... Il vice canta come un usignolo. (50%)

Mad Paulie– Porci, sporchi bastardi – rantolava, tentando con entrambe le mani di tenere insieme quello che rimaneva del suo ginocchio. Le parole gli uscivano di bocca come da un vecchio grammofono, tutto un alternarsi di pause e singhiozzi
– Ah ma la pagherete, maledetti, bastardi senza dio!
Il Reverendo allora poggiò la punta dello stivale sulla gamba del vicesceriffo e premette senza veemenza, ma con decisione. Il fiato gli sfuggì dai polmoni, arrestando così la serie di insulti e bestemmie. Quando il Reverendo si scansò, il vicesceriffo pareva essere diventato più ragionevole.
– È stata un’idea del cacciatore di taglie – ansimava – dice di aver individuato il nascondiglio di Paulie Brannaman in una delle grotte tra le colline. Ora sta cercando di entrarci a colpi di tritolo.
– Paulie “il Pazzo” Brannaman? – s’informò il Reverendo, che a sentire quel nome s’era acceso come un cero a pasqua.
Il vicesceriffo annuì.
– Sembra che si sia sepolto vivo nel suo covo con tutto il bottino, facendo franare l’entrata. Dev’essere per questo che non si vedeva più in giro da un pezzo.
– Da tre anni – precisò il Reverendo digrignando i denti.
– Già. Hanno promesso a me cinquanta dollari per chiudere la bocca, al sindaco cento per chiudere un occhio e altri duecento per chiudere le orecchie, ché la dinamite fa un baccano del diavolo. I bisonti invece ci sentono benissimo, non li ho mai visti così incazzati.
Dicendo questo volse lo sguardo a cercare il punto in cui fino alla sera prima sorgeva il Masticatoio di Sam il Lungo.
– Dov’è questo nascondiglio?
– Fottiti.
– Come desideri.

La pianura appena fuori Edmond s’apriva a ventaglio e correva in tutte le direzioni, un mare erboso che il vento squassava a intervalli regolari, sagomando onde verdi sulle creste degli steli più alti. Nell’ufficio ormai deserto dello sceriffo il reverendo aveva recuperato il fucile, il crocefisso invece, che era d’argento, era sicuro fosse nelle mani di Nick Tre Vite.
– Dove l’hai imparata, quella roba lì? – domandò lo Sciacallo, che rabbrividendo ripensava a come alla fine il Reverendo aveva fatto cantare il vicesceriffo.
– Al catechismo.
Per un’ora cavalcarono verso ovest fino a scorgere un gruppo di colline isolate, tonde e morbide, biglie cadute dalla tasca di Dio. Una colonna di fumo nero e l’odore forte di polvere da sparo gli confermarono di essere giunti nel posto giusto. Smontarono in uno spiazzo al centro delle colline, nei pressi di un carro attorno al quale era stato improvvisato un bivacco. Là, con la faccia al suolo, giacevano i cadaveri di tre uomini, colpiti alla schiena.
– Mi sa che siamo arrivati tardi per salvare i minatori – commentò lo Sciacallo, toccandone uno con la punta del piede.
Il Reverendo sputò, seguendo con gli occhi la scia di fumo che conduceva all’ingresso del covo di Paulie il Pazzo.
L’entrata, che portava i segni di alcune esplosioni, giaceva tra detriti di ogni tipo nel fianco della collina più grossa. Questa a differenza delle altre, belle e coperte d’erba, era quasi un agglomerato di massi e zolle di terra.
Due voci riecheggiavano nel suo ventre di pietra, da dentro verso fuori, amplificandosi.

Per concludere, ovviamente:

  • Vogliamo un'esplosione. (21%)
    21
  • Vogliamo un triello. (64%)
    64
  • Vogliamo un duello. (14%)
    14
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129 Commenti

  • Nella la puntata 3, non ho capito se il fatto che i bisonti fossero di appena 300Kg fosse voluto.
    Da wikipedia, sul bisonte americano (dato da prendere con le molle ma piuttosto verosimile): i maschi, più grossi delle femmine, possono raggiungere anche i 190 cm di altezza al garrese e pesano in media 750–900 kg

    P.S.
    per il resto il racconto continua a piacermi (peccato non poter votare per deciderne l’andamento, in quanto tutto è già stato scritto e terminato da qualche mese).

  • Anche il mio giudizio è molto positivo. Sono d’accordo sulla faccenda degli incipoints, ma era una storia troppo particolare (a cominciare dal genere) per coinvolgere un pubblico più vasto. Io stesso non l’avrei letto, se non fosse stato per Django al cinema. Ma sto cavillando.

    Alla fine è stata una bella storia, una bella lettura. Una delle più belle, qui, è vero. E non importa se non ha raggiunto alti livelli. Conta, appunto, la storia. Complimenti sinceri!

    ciao
    Marco

  • Concordo con tutti quelli che dicono essere stata una grande storia. Anzi è una grande storia, di quelle da rileggere.
    Complimenti per il finale, è stato tanto bello quanto tutta la storia.
    Se vorrai scrivere altro io sarò qui a leggerti!

  • BUAAAAA. lo sapevo che questo momento sarebbe arrivato. lo sapevo. e sapevo anche che sarebbe stata durissima. ora che è arrivato confermo tutto: sono disperato! perchè il finale fa onore a una grandissima storia, sei stato fantastico, mi hai avuto in pugno fin dal fino episodio ferdinando 🙂
    e poi, diciamocelo, è una storia positiva a lieto fine (non c’avrei mai scommesso). fa pure ben sperare per il futuro, tiè.

    ps: lo sai, io ti aspetto al varco. sì, è tipo una minaccia. fanne un altra, quello che vuoi, ma non smettere di scrivere qui su the incipit.

  • Beh, che dire, spero di avervi fatto trascorrere qualche minuto piacevole.
    Chissà che non possa avere il piacere di farvi leggere qualcos’altro, prima o poi.
    Intanto grazie a tutti per aver tenuto duro fino alla fine!

    PS: Per amor di cronaca, esiste, in realtà, un fiume nei pressi di Edmond City, Oklahoma, che si chiama Deep Fork.

  • Ci sono cose che non dovrebbero finire tanto facilmente. Tipo questa storia!
    E se proprio deve finire allora che finisca con un triello. Spara, spara muori, muori spara, spara spara, muori muori.

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