L’ingrediente segreto

Dove eravamo rimasti?

Un cliffhanger talmente da manuale che un po' me ne vergogno. Nonostante ciò: Arriva la cavalleria come nei film western politically uncorrect di una volta. (74%)

Sorpresa dello ChefNel senso che stavolta è il turno dello chef, di rimanere sorpreso.

Perchè proprio dopo aver schivato più un paio di pugni di Elegantone – beh, schivato quasi, mi ha preso quasi sempre di striscio, e mi fischiano un po’ le orecchie – e mentre sto per riuscire a torcergli un braccio in una posizione sufficientemente innaturale da avere buone possibilità di spezzarglielo – anche se il rischio è che, spostando troppo il baricentro, lui riesca a sollevare un ginocchio e colpirmi in mezzo alle gambe, facendomi schizzare in gola qualcosa che di solito, per sua posizione naturale, alloggia decisamente più sotto – sento qualcuno che, dalla cima delle scale della cantina, dice qualcosa a proposito del frangiflutti di sua zia.

…eh?

Ma che ne so. So solo che non posso certo distrarmi, in quel momento, per la zia di nessuno, e tantomeno per il suo frangiflutti. Cavolo, se mi gira la testa, però. Diciamolo, tanto di striscio, quel cazzotto, non mi ha preso.

La voce torna a parlare di sua zia. E ora sembra assai più scocciata. Elegantone si libera con un grugnito, io rotolo via e ne approfitto per capire chi sia il nipote che…

…accidenti. E’ Caricatura.
Solo che non parla più come l’orso Yoghi, è persino più diritto con la schiena, e tiene in una mano un discreto cannone, anche più potente di quello di Elegantone, e nell’altra una…

…carta di Magic?
…invito in discoteca?
…pubblicità di agenzia di prestiti?

…diamine, che mal di testa. Cerco di aguzzare la vista, e… aspetta, no, è un-

“Fermi tutti. Polizia”.

Ah. Ora si. Altro che zie e frangiflutti e carte di Magic. Ma-

-ma, niente. Come nei migliori romanzi di appendice del secolo scorso, approfitto dell’arrivo della cavalleria per perdere elegantemente i sensi. E a non pensare alle domande che stavano cominciando ad articolarmisi in testa, almeno per un po’.

Mi risveglio in un letto di ospedale. E quattro persone attorno al mio letto.
No, un attimo, sono solo due. E’ che ci ho visto doppio, per un attimo.
La testa sembra volermi scoppiare, ma la fasciatura che mi hanno fatto è talmente voluminosa che gli impedirà di farlo, ne sono certo.

Ah, ma le conosco. Sono Stefi e mamma.

“Si è svegliato, mi sa”. Stefi.

“Fammi vedere”. Mamma. Che si protende su di me e mi fa schioccare forte le dita davanti agli occhi, tre o quattro volte. Deve averlo visto in qualcuno dei suoi telefilm. Ma a me fa l’effetto di un nastro di petardi che mi esplode in faccia. E glielo faccio intendere.

“Tutto a posto. Mi ha mandato al diavolo, sta bene”. Doctor Mamma si ritira in buon ordine, e lascia il posto alla Stefi.
Che mi spiega, a grandi linee, cosa è successo.

Pare che Caricatura fosse un infiltrato della Polizia, che lavorava in questa specie di agenzia di, chiamiamoli così, specialisti, fra cui Borghetti aveva scelto Elegantone per la famosa conversazione finita a ceffoni in cantina. E che avesse fatto il finto tonto quanto più possibile per beccare in flagranza di reato lui e dare una bella ripassata al buon Borghetti e ai suoi sistemi alternativi per farsi strada nel campo della fuffa culinaria.
Secondo la Stefi, a quell’ora Elegantone era già al gabbio, e Borghetti aveva già ricevuto una visita degli amici di Caricatura.

“Caricatura ed Elegantone”. Ride la Stefi. “Certo che sei forte.”

“Eh. Come si chiamano, invece?”

“Mboh. Tipo l’Ispettore Tortelli e Marino Lasagna.”

“Si, eh. Tortelli e Lasagna”.

“Qualcosa del genere. Che ti frega. Vedi di alzarti presto da lì, che mica possiamo restare chiusi ad aspettare i tuoi comodi. Anzi, ora ti mollo qui da solo e vado a vedere quelli di CSI che ci rivoltano il locale. Andiamo, Caterina?”

Seh, figurati mia madre. Se la conosco, è già pronta con il Luminol in borsa, a chiedergli se per caso vogliono che gliene presti una tazzina.

“Stefi, ma…”

“…cosa?”

“Non… sei davvero incinta, vero?”

Ride. Forte. In modo quasi offensivo.

“Alza le chiappe veloce. Ti aspetto al ristorante”.

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226 Commenti

  • Che finale, che finale, e che storia, che storia!!! Brava Paola, ma una curiosità, Caricatura tu lo sapevi dall’inizio che era un poliziotto, o lo hai deciso alla fine? e le battute sono davvero “ganze”!!

    Complimenti ancora, sono felice di averti letto (grazie a Laura, ancora una volta)

  • Eccomi qui. Ho metabolizzato. E anche digerito.
    Che dire, Paola… ?!
    Leggere questo tuo racconto è stato uno spasso, dalla prima all’ultima riga, e credo che – per quel poco che possa venir fuori da qui – si sia capito abbastanza bene che adoro ridere. E quindi, partendo dal presupposto che tanto mi dà sempre tanto, il tuo racconto mi è piaciuto un sacco!!!!
    E mi trovo anche a doverti ringraziare, perché l’hai scritto qui dove ho potuto leggerlo e perché l’hai scritto come l’hai scritto.

    Brava, grazie e a presto, insomma. 😉

    D.

  • La giornata lavorativa di oggi mi ha reso difficile pure leggere il tuo capitolo… ma finalmente, alle 00:45, ce l’ho fatta! 😀

    Paola, che dire? E’ stato un piacere leggere questo racconto e non vedo l’ora di cominciare quello nuovo. Bravissima! 😉

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