L’ingrediente segreto

Dove eravamo rimasti?

Se prima eravamo in quattro a ballare l'alligalli, ora siamo in cinque... quale sarà il prossimo passo di danza? La mamma di Sandro è il vero eroe di questa storia. Nel senso che piace a voi, scellerati. Solleva la saracinesca e fa precipitare definitivamente la situazione. (83%)

Pollo alla diavolaDove il pollo sono io, naturalmente.
E la diavola la soave signora che mi ha messo al mondo.
E per l’appunto, addio, mondo in questione.
Mi sembra di vedere i muscoli della mano di Nervosetto contrarsi sulla pistola ogni secondo che passa.
E il rumore assordante della suddetta che solleva la saracinesca copre quello della pistola che-
-fa CLICK.
La dannata pistola fa CLICK contro i bottoni dei miei jeans.
Il dannato damerino ha fatto fare CLICK alla pistola contro i bottoni dei miei jeans.
Mi avrebbe sparato nelle…
“…mi avresti sparato nelle…” trasalgo. Trasalisco. Tra-oh, al diavolo. Sobbalzo stupendomi.
“…avresti sparato a Sandro nelle…” e questa è Stefania, giunta sulla scena proprio in quel momento, con un pacco di spaghetti in mano (non voglio sapere perchè). E Caricatura? Sarà suo il lungo e rantolante gemito di dolore che proviene dalla dispensa?
“…avresti sparato a mio figlio nelle…” mia madre, che è arrivata a sua volta in cucina e ci fa eco. Ma non manca di argomenti originali, visto che, un a volta ripresasi dallo choc, aggiunge un non secondario “ora io chiamo la polizia” frugando nella borsa alla ricerca del cellulare.
Seh, ciao.
Se conosco mia madre, è scarico da tre giorni, e forse dall’ultima volta che lo ha usato il suo gestore telefonico è fallito.
Forse, con un pò di presenza di spirito, potrebbe lanciarlo in testa a Cilecca.
Che, punto sul vivo, decide di terminare lo sketch.
BANG.
Questa volta il colpo va a conficcarsi nella parete della sala ristorante, togliendomi dieci anni di vita, zittendo mia madre (ehi! questa devo ricordarmela, per il futuro) e facendo sollevare a Stefania gli spaghetti (già, perchè?) davanti al volto in un gesto istintivo di difesa.
Nel silenzio assoluto a seguire, solo il rantolo di Caricatura, finalmente intelligibile.
“Mi ha dato un calcio nelle…”
Guardo Stefania. E lei sorride, sorniona, da dietro il suo pacco di spaghetti (davvero, perchè?)
“Io non vi sopporto più, davvero. NON VI SOPPORTO PIU’!” bercia, esasperato, Pistola Semiautomatica (per gli amici, Pistola), puntando la comesopra verso Stefania, interrompendo così il momento idiliaco. “Adesso tu tieni a bada tutti, oppure faccio saltare le cervella a questa signorina così carina”.
“Provvedo… subito…” è il grugnito di Caricatura, da lontano, subito coperto da una successione di tonfi e rotolii metallici.
“Ha fatto cadere i pelati” sentenzia Stefania, non so se troppo incosciente per curarsi della pistola alla tempia o troppo scioccata per aver voglia di pensarci sul serio.
“NON DICEVO A TE, DEFICIENTE!” sbraita Noncistopiudentro, ormai in condizioni pietose: sudato, spettinato, la giacca storta, la cravatta allentata. “BUCCI! TOGLIMELI DI TORNO!”
“Li faccio usc-no, certo che no” mi correggo subito, quando vedo il viso di Esaurimentonervoso passare dal pallido al paonazzo in cinque minuti, e una vena alla sua tempia pulsare. Dilato gli occhi, e cerco soccorso in Stefania.
Che sospira, platealmente.
“Basta, Sandro, arrenditi. Ha vinto.”
Arrendevole, come non l’ho mai sentita. Quasi soave. Non sembra neppure quella che porta ad affilare le mannaie con amore e preoccupazione materna.
“Nelle mie condizioni non posso continuare così” si carezza la pancia, tirando su con il naso. “E pensa che io volevo farti una sorpresa, questa mattina. Ti ho portato anche l’ecografia”.
Mi trattengo dal chiedere perchè ci tenesse a mostrarmi una scansione delle sue interiora, e dall’informarmi se si trattasse di semplice colite o piuttosto di calcoli, in nome di un istinto più forte della mia insipienza, e che dopo lunghi attimi prevale. BANG. Ma stavolta lo sento solo io.
“Stai dicendo che… sta dicendo che…” balbetto, disorientato.
“Portalo in cantina, Sandro. E’ finita. Fallo per lui. O lei.”.
Mi sembra quasi di vedere arrivare Bruce Willis lungo il delta del Mekong, in lontananza. Con me nella parte di una roccia di granito capitata lì per caso.
“In cantina, Sandro” insiste la Stefi in versione Madonna. Non Ciccone.

Ditemi che almeno voi ci avete capito qualcosa.

  • La mammina, Sandro, la mammina. Che dell'ingrediente segreto forse ne sa anche più di te. (10%)
    10
  • La bambina, Sandro, la bambina. Chiaro che Stefania sta solo facendo finta di... quello, insomma. O no? (10%)
    10
  • In cantina, Sandro, in cantina. Sandro dovrebbe ricordarsi piuttosto bene perchè Stefania insiste con la cantina. (80%)
    80
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226 Commenti

  • Che finale, che finale, e che storia, che storia!!! Brava Paola, ma una curiosità, Caricatura tu lo sapevi dall’inizio che era un poliziotto, o lo hai deciso alla fine? e le battute sono davvero “ganze”!!

    Complimenti ancora, sono felice di averti letto (grazie a Laura, ancora una volta)

  • Eccomi qui. Ho metabolizzato. E anche digerito.
    Che dire, Paola… ?!
    Leggere questo tuo racconto è stato uno spasso, dalla prima all’ultima riga, e credo che – per quel poco che possa venir fuori da qui – si sia capito abbastanza bene che adoro ridere. E quindi, partendo dal presupposto che tanto mi dà sempre tanto, il tuo racconto mi è piaciuto un sacco!!!!
    E mi trovo anche a doverti ringraziare, perché l’hai scritto qui dove ho potuto leggerlo e perché l’hai scritto come l’hai scritto.

    Brava, grazie e a presto, insomma. 😉

    D.

  • La giornata lavorativa di oggi mi ha reso difficile pure leggere il tuo capitolo… ma finalmente, alle 00:45, ce l’ho fatta! 😀

    Paola, che dire? E’ stato un piacere leggere questo racconto e non vedo l’ora di cominciare quello nuovo. Bravissima! 😉

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