Dove eravamo rimasti?
Fritto misto all’italianaPerchè non ho mai visto tanti pezzi diversi nella stessa padella a sfrigolare tutti assieme.
C’è Elegantone – ormai in condizioni pietose: oltre alla cravatta slacciata e alla camicia ciancicata, sospingendomi in cantina a forza di colpetti con la canna della pistola fra le scapole ha battuto la testa contro l’arcata bassa e ha strusciato la manica del suo ex completo da un migliaio di euro contro una chiazza di umido e intonaco scrostato. E il suo umore e il suo self control stanno precipitando in caduta libera.
C’è Caricatura, che mi chiedo se Elegantone se lo sia portato dietro perchè anche i sicari di professione devono rispettare una quota, nel senso, di reinserimento di persone che hanno dei problemi, e insomma, perchè non solo non sembra particolarmente furbo, ma sembra proprio che… non so, che abbia picchiato la testa. E bello forte.
C’è mia madre, che, pensandoci bene, forse, se fosse arrivata prima e l’avessi lasciata fare, starebbe ballando sul petto di Elegantone steso a terra lanciando urla e sparando in aria come un cowboy ubriaco.
C’è la Stefi che, se potesse leggermi questo pensiero, sbufferebbe qualcosa sul fatto che devo andarmene via di casa prima di subito. Ma poi, che diavolo si è fatta venire in mente con questa storia del…
…no, perchè, dai, non è possibile che…
…da qui a Capodanno quanto tempo…
…poi non sono neanche sicuro che, voglio dire…
…avevo bevuto, aveva bevuto anche lei, da un certo punto in poi non…
“La tipetta con il caratterino è la tua donna, Bucci?”
Chi ha parlato?
Ah, lui.
Del resto siamo io e lui, qui.
La Stefi, la mia donna? Ha. Se fosse qui a sentire una cosa del genere, scoppierebbe a ridere.
Forse.
Non lo so, in effetti.
Non mi sono mai preso il disturbo di…
…come dire.
Chiederglielo, ecco.
Sono sempre partito dal presupposto che…
…si, d’accordo, tranne a Capodanno, solo che lì…
…è una storia complicata, in realtà nessuno di noi due…
“…si.”
Si?
Massì.
Devo, tipo, no, reggerle il gioco, giusto?
“Complimenti” sogghigna l’altro. “Mi sembra una che quando è di buon umore ti prende a calci nelle palle, non parliamo di quando le girano”.
Elegantone ha una specie di fissazione per le gonadi maschili: non posso fare a meno di notarlo.
“Eh.” commento io, con profondità.
“Ok, che ci facciamo qui sotto? Basta raccontarci palle, adesso”.
Appunto.
“E’ che… cresce qui sotto. Non deve prendere luce. E’ una specie… di fungo. Non proprio. Più una muffa. In pratica lo vanno a prendere in queste grotte sotto il fiume e…”
“Si, si, tutto quello che vuoi. Dammi un po’ di quella roba e facciamola finita, che non ne posso più”.
E in effetti il nostro feticista preferito sembra parecchio provato, oltre che stropicciato. Gli lancio un’occhiata empatica. Si, lo so, sono un coglione. Ma non ci posso fare niente: mi fanno un po’ pena anche quando mi puntano una pistola contro. Poi magari mi danno del figlio di buona donna e allora li piglio per il bavero e li lancio per dieci metri. E’ sempre una questione di forma, prima ancora che di sostanza.
Bene, dunque. Mi chino sullo scaffale in fondo alla cantina, aprendo a caso una scatola sull’ultimo ripiano. E’ piena di audiocassette che ero convinto di aver gettato via. Ah, no, vero. C’è quella che mi aveva fatto la mia prima fidanzatina del liceo, e poi c’è quella che avevo comprato in gita a Firenze, e poi-
“Bucci, te lo giuro su quel poco che ho di sacro al mondo. Se mi stai prendendo ancora per il culo, ti sparo in testa.”
Mi rialzo, mi volto, alzo le mani per sicurezza.
“No, è che non trovo la chiave. Tutte le volte è così.”
La chiave di cosa, idiota?
La chiave, la chiave, c’è sempre una chiave di mezzo.
Oh, cavolo. Sto cominciando a litigare con me stesso. Non è mai un buon segno.
La verità è che sto cercando disperatamente di ricordarmi perchè diavolo Stefania mi ha mandato in cantina, come se qui ci fosse la soluzione ad ogni cosa.
Già. Perchè diavolo Stefania lo ha mandato in cantina?
- Da qualche parte c'è una muffa, o un fungo, insomma, si mira a farlo fregare. (53%)
- Da qualche parte c'è un coltello, o una pistola, insomma, si mira a farlo crepare. (12%)
- Da qualche parte c'è una botola, o un'asse ballerina, insomma, si mira a farlo inciampare. (35%)

16/05/2013 at 19:35
Che finale, che finale, e che storia, che storia!!! Brava Paola, ma una curiosità, Caricatura tu lo sapevi dall’inizio che era un poliziotto, o lo hai deciso alla fine? e le battute sono davvero “ganze”!!
Complimenti ancora, sono felice di averti letto (grazie a Laura, ancora una volta)
10/05/2013 at 09:56
Eccomi qui. Ho metabolizzato. E anche digerito.
Che dire, Paola… ?!
Leggere questo tuo racconto è stato uno spasso, dalla prima all’ultima riga, e credo che – per quel poco che possa venir fuori da qui – si sia capito abbastanza bene che adoro ridere. E quindi, partendo dal presupposto che tanto mi dà sempre tanto, il tuo racconto mi è piaciuto un sacco!!!!
E mi trovo anche a doverti ringraziare, perché l’hai scritto qui dove ho potuto leggerlo e perché l’hai scritto come l’hai scritto.
Brava, grazie e a presto, insomma. 😉
D.
07/05/2013 at 10:18
Ahahah
Mi è piaciuta la scena in cui vedeva doppio..
I tuoi capitoli sono sempre scorrevoli e divertenti e anche il finale non è stato da meno.
Aspetto la tua prossima storia che, mi pare di capire, sarà il seguito.. 😀
06/05/2013 at 23:46
La giornata lavorativa di oggi mi ha reso difficile pure leggere il tuo capitolo… ma finalmente, alle 00:45, ce l’ho fatta! 😀
Paola, che dire? E’ stato un piacere leggere questo racconto e non vedo l’ora di cominciare quello nuovo. Bravissima! 😉
06/05/2013 at 13:25
*_* finalmente.
Bello bello bellissimo ! Mi sono divertita tanto leggendo l’intero racconto e quest ultimo capitolo 🙂
Prima o poi ci sarà un seguito, vero? 🙂 Comunque attendo ansiosa il nuovo racconto
06/05/2013 at 18:11
Grazie! Beh, il nuovo racconto sarà il seguito, più o meno. Tempo che a Sandro passi il mal di testa.. 😉
06/05/2013 at 18:36
Io non amo i sequel ma stavolta dico BENE, che ormai ci siamo affezionati al Sandro…