Dove eravamo rimasti?
Pasticcio di cavoloO dovrei dire, un cavolo di pasticcio. Che è quello in cui mi sono appena infilato.
Ci credo davvero, e fino in fondo, mentre scaglio il sacchetto con tutte le mie forze verso il mio pistolero.
L’intento sarebbe quello di usarlo come una mazza ferrata e schiantarglielo in pieno volto, a rimescolargli le ossa della faccia da dover chiamare un critico d’arte moderna per ricomporgliela.
L’esito è molto, molto diverso. E che cavolo. Appunto. Nei film la fanno sempre così semplice. In un film sarei già scattato via, calpestando il corpo inanimato di Ex-Elegantone, per abbattere con un pugno Caricatura, prendere Stefania fra le braccia e-
-vabbeh, la parte con Stefania fra le braccia me la giro già in testa ogni tanto di mio, su quello sono già preparato. Ehm. Però, appunto, non accadrà nè ora nè mai.
Non soprattutto ora, che mi ritrovo a stringere in mano un sacchetto umido e sfondato, e a guardare il muro di fronte ornato di gamberetti semiscongelati che stanno colando giù lentamente, precipitando al suolo come la mia speranza di uscire da quella situazione… si, del cavolo, esattamente.
“Sei un povero coglione, Bucci. Lo sai, vero? Solo un povero coglione” ringhia Ormainonpiuelegantoneneppureaparole, afferrando la pistola per la canna, caricandola come si farebbe con una mazza da baseball e, lui si, centrandomi lo zigomo destro con il calcio della stessa. Vorrei convenire, ma sono troppo occupato a cercare di non svenire, ora.
Ancora due colpi sulla saracinesca.
“Sandro! Lo so che sei lì dentro. Certo che non ti si può chiedere un favore che sia uno”.
“Mmm?” mmr, cioè, mormoro, tenendomi la mano premuta sul volto, una spalla appoggiata al muro per evitare di piombare a terra.
“Chi diavolo è ora, Bucci?” geme Il Joe Di Maggio delle pistole. “Questo non è un ristorante. E’ una stazione della metropolitana”.
“Mmm” ribadisco. Chiaro, no?
“E’ sua madre” grida Stefania. “Buongiorno, signora Bucci!”
“Perchè questa non l’hai zittita?” latra sommesso – non è possibile latrare sommessamente? beh, lui ci riesce – Elegantone-per-convenzione, evidentemente rivolto al poco sveglio Caricatura. “Io sono circondato da coglioni. E’ come una maledizione”.
“Mmm” ripeto io, per dare il mio apporto alla conversazione.
“Ciao, Stefania. Sandro è lì? O è a smaltire la sbronza di ieri sera da qualche parte?” interviene mia madre, da fuori. “Doveva passare a ritirare la pensione della nonna alla posta. Ma già, al signorino non si può mai chiedere niente. Chi c’è con te?”
Se non avessi l’impressione che la mia faccia si stia gonfiando come un palloncino mentre si riempie di spilli allo stesso tempo, forse apprezzerei la piega surreale che sta prendendo la situazione.
“Dille qualcosa, idiota” sibila Sonocircondatodacoglioni, punzecchiandomi le costole con la canna della pistola. “E smetti di contorcerti come se ti avessi cavato gli occhi.” Ci pensa un attimo, e ghigna, malevolo. “Anche perchè potrei finire per farlo davvero”.
Ok, mi ha convinto. Mi tasto ancora una volta la faccia e mi raddrizzo, con un sospiro e i denti stretti. Lo guardo, e una sferzata di adrenalina mi irrigidisce i muscoli. Ringrazia che hai tu la pistola, psicopatico, perchè se ce l’avessi io avrei in mente un altro paio di cose da cavarti con un paio di colpi ben piazzati sotto la cintura.
“Mamma, sono qui” grido, con la voce meno impastata che mi riesca, anche se l’impressione di aver messo in bocca cinquanta marshmallow tutti assieme è difficile da gestire.
“La pensione!” ribadisce lei.
“Scusa, mamma. Passo domani”.
“L’hai detto anche ieri! Sei inaffidabile!”
“Mandala via e taglia corto con le stronzate, o te ne faccio pentire” sibila Noncelafacciopiu, le tempie imperlate di sudore nervoso, e la pistola scende lentamente dalle mie costole al mio ombelico alla fibbia dei pantaloni a-
-maledizione. Mi ha fregato l’idea.
Serro gli occhi e mi irrigidisco, boccheggiando non solo per la pressione improvvisa. Il sudore nervoso di Dirittoalbersaglio deve essere contagioso.
Se prima eravamo in quattro a ballare l'alligalli, ora siamo in cinque... quale sarà il prossimo passo di danza?
- Caricatura in realtà sta solo facendo le finte, come gli opossum, e improvvisamente dimostra che è solo molto bravo a fare il finto tonto. Tanto bravo che ha fatto un giro di 180 gradi ed è diventato (11%)
- Stefania ha reso inoffensivo Caricatura e ha perfettamente in pugno la situazione. Deve solo trovare un modo per farlo capire a Sandro. Ah, e anche un modo per allontanare la pistola dai suoi gioielli (6%)
- La mamma di Sandro è il vero eroe di questa storia. Nel senso che piace a voi, scellerati. Solleva la saracinesca e fa precipitare definitivamente la situazione. (83%)

16/05/2013 at 19:35
Che finale, che finale, e che storia, che storia!!! Brava Paola, ma una curiosità, Caricatura tu lo sapevi dall’inizio che era un poliziotto, o lo hai deciso alla fine? e le battute sono davvero “ganze”!!
Complimenti ancora, sono felice di averti letto (grazie a Laura, ancora una volta)
10/05/2013 at 09:56
Eccomi qui. Ho metabolizzato. E anche digerito.
Che dire, Paola… ?!
Leggere questo tuo racconto è stato uno spasso, dalla prima all’ultima riga, e credo che – per quel poco che possa venir fuori da qui – si sia capito abbastanza bene che adoro ridere. E quindi, partendo dal presupposto che tanto mi dà sempre tanto, il tuo racconto mi è piaciuto un sacco!!!!
E mi trovo anche a doverti ringraziare, perché l’hai scritto qui dove ho potuto leggerlo e perché l’hai scritto come l’hai scritto.
Brava, grazie e a presto, insomma. 😉
D.
07/05/2013 at 10:18
Ahahah
Mi è piaciuta la scena in cui vedeva doppio..
I tuoi capitoli sono sempre scorrevoli e divertenti e anche il finale non è stato da meno.
Aspetto la tua prossima storia che, mi pare di capire, sarà il seguito.. 😀
06/05/2013 at 23:46
La giornata lavorativa di oggi mi ha reso difficile pure leggere il tuo capitolo… ma finalmente, alle 00:45, ce l’ho fatta! 😀
Paola, che dire? E’ stato un piacere leggere questo racconto e non vedo l’ora di cominciare quello nuovo. Bravissima! 😉
06/05/2013 at 13:25
*_* finalmente.
Bello bello bellissimo ! Mi sono divertita tanto leggendo l’intero racconto e quest ultimo capitolo 🙂
Prima o poi ci sarà un seguito, vero? 🙂 Comunque attendo ansiosa il nuovo racconto
06/05/2013 at 18:11
Grazie! Beh, il nuovo racconto sarà il seguito, più o meno. Tempo che a Sandro passi il mal di testa.. 😉
06/05/2013 at 18:36
Io non amo i sequel ma stavolta dico BENE, che ormai ci siamo affezionati al Sandro…