L’ingrediente segreto

Dove eravamo rimasti?

Le cose si complicano. Chi le complicherà ulteriormente? Sandro, che, ragazzi, me la devo far venire proprio, ora, una alzata di ingegno. Vera, però, eh, mica quella fuffa inutile che ho propinato a Elegantone finora. (50%)

Cocktail di gamberiLa prima cosa che noto, entrando in cucina, è che la Stefi ha fatto in tempo a tirare fuori dal congelatore i gamberi per il nostro cocktail speciale.
Ne hanno dette tante, di quel cocktail, persino quei critici musoni sempre pronti a stroncare, quelli che, o ti accusano di copiare i classici, o ti accusano di sperimentare troppo. Hanno parlato di contaminazioni caraibiche, hanno parlato di destrutturazione mitteleuropea. E, ovviamente, hanno parlato anche del famoso ingrediente segreto. Ricordo anche una specie di valchiria alta e magra, che ha fatto irruzione al ristorante mulinando un iPad e chiedendomi una intervista in esclusiva, lasciandomi intendere che aveva in serbo per me un manicaretto davvero speciale per ricompensarmi. Mentre io stavo ancora finendo di capire l’allusione, la Stefi si è frapposta fra me e lei con una padella in mano e ha detto, nell’ordine, che lo chef non parlava volentieri del suo ingrediente segreto e che comunque le donne gli piacevano con un po’ di roba dentro il reggiseno.
“Stefi, era una giornalista, e che cavolo” avevo obiettato io.
“Giornalista dei miei stivali. Era una poco di buono” aveva ribattuto lei, non usando nè la parola “stivali” nè l’espressione “poco di buono”.
Ma a quel punto la canna della pistola di ExFighetto mi preme fra le scapole, facendomi tornare alla realtà. “Muoviti. Tiralo fuori. Sarà qui da qualche parte, per forza”.
“Beh. In effetti si” sospiro io.
“Diamoci una mossa, allora.”
A quel punto un orribile trambusto proveniente dalla dispensa, seguito da grugniti e insulti assortiti, ci fa voltare tutti e due.
“Ma che caspita” ringhia il mio angelo custode. Beh. Non proprio “caspita”.
“Capo, tranquillo, tutto sotto controllo, ora, solo un attimo di – e stai ferma” è la voce un po’ provata di Caricatura, che sovrasta anche se non di molto quella della Stefi, che continua a maledirlo in sottofondo. Vuol dire che lei stia bene. “Senti, piuttosto, Borghetti mi ha mandato un messaggio, mi ha chiesto a che punto siamo”.
“Borghetti?” riecheggio io. Oh. Ora è tutto più chiaro. Si, è chiaro che Caricatura è un demente, come sottolinea anche la complessa imprecazione che scaturisce dalle labbra contratte di CravattaOrmaiAllentata, ma su questo non ci pioveva. Borghetti. Il re della busta pronta. Il principe del trash culinario, che si è messo in testa di liofilizzare le grandi ricette di tutti i tempi. E che mi ha mandato, non stangone senza curve, lui, ma avvocati dal canino scintillante, con carriole di denaro con cui coprirmi in cambio del mio ingrediente. Tutti tornati al mittente, avvocati e carriole. E adesso ha pensato bene di mandarmi questo peculiare duo, per ridurre le formalità.
“Borghetti” sibila fra i denti PistolaNervosa, scuotendomela, la pistola, intendo, fra le scapole, come se suonasse lo xilofono. “Ora che lo sai, devi sbrigarti anche di più”.
Lo sento sudare. Un niente che gli scivola il dito sul grilletto e addio. Prendo un lungo respiro e mi avvicino al pensile sopra il lavandino.
“D’accordo. Stai calmo, va bene? Ne tengo un po’ qui sopra. Posso dartelo. Poi il tuo amico Borghetti può darlo ai suoi scienziati pazzi e loro capiscono che cosa è. Posso…?” e muovo un passo avanti, cauto, per allungarmi verso il pensile. Sento la pistola staccarsi dalla mia schiena. A occhio e croce, ha indietreggiato di un paio di passi, anche se, lo vedo con la coda dell’occhio, mi tiene sotto tiro.
Sto improvvisando. Sto maledettamente improvvisando. La verità è che non ho idea di cosa fare. Tasto alla cieca gli oggetti dentro il pensile, ma la cosa più letale che sento sotto le dita è la grattugina della noce moscata.
Ma a quel punto si fa vivo il karma del mio nuovo migliore amico, sotto forma di qualcuno che bussa violentemente sulla saracinesca con due colpi secchi. Lo sento trasalire e voltarsi di scatto. E io d’istinto afferro il sacchetto dei gamberi surgelati nel lavandino, mi volto e lo proietto come un lanciatore di martello, direzione, la nuca di BadKarma.

Il karma, questo capriccioso regista. Cosa ha in serbo per i nostri eroi?

  • Sandro, a Fantozzi, gli sbriga le pratiche. Il colpo non gli riesce. Qualcun altro dovrà preoccuparsi di toglierlo dai guai, ora un po' più grossi di prima. (47%)
    47
  • Sandro, a Johnny Depp, gli raccomanda la sua estetista. Stefania è riuscita a liberarsi e lo affianca in una azione rocambolesca alla Pirati dei Caraibi. (37%)
    37
  • Sandro, a Chuck Norris, gli spiccia casa. Tramortisce il tizio con la pistola facendolo cadere lungo disteso per terra. (16%)
    16
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226 Commenti

  • Che finale, che finale, e che storia, che storia!!! Brava Paola, ma una curiosità, Caricatura tu lo sapevi dall’inizio che era un poliziotto, o lo hai deciso alla fine? e le battute sono davvero “ganze”!!

    Complimenti ancora, sono felice di averti letto (grazie a Laura, ancora una volta)

  • Eccomi qui. Ho metabolizzato. E anche digerito.
    Che dire, Paola… ?!
    Leggere questo tuo racconto è stato uno spasso, dalla prima all’ultima riga, e credo che – per quel poco che possa venir fuori da qui – si sia capito abbastanza bene che adoro ridere. E quindi, partendo dal presupposto che tanto mi dà sempre tanto, il tuo racconto mi è piaciuto un sacco!!!!
    E mi trovo anche a doverti ringraziare, perché l’hai scritto qui dove ho potuto leggerlo e perché l’hai scritto come l’hai scritto.

    Brava, grazie e a presto, insomma. 😉

    D.

  • La giornata lavorativa di oggi mi ha reso difficile pure leggere il tuo capitolo… ma finalmente, alle 00:45, ce l’ho fatta! 😀

    Paola, che dire? E’ stato un piacere leggere questo racconto e non vedo l’ora di cominciare quello nuovo. Bravissima! 😉

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