Dove eravamo rimasti?
Trenette al pesto“E’ per via delle trenette al pesto”.
E’ la frase stentorea che mi sento pronunciare dopo alcuni lunghi e tesi secondi di silenzio, rotto solo dallo stridere del polpastrello di Bellimbusto lungo la canna della pistola, come se volesse…
…ecco, è che dovevo dire qualcosa prima che togliesse la sicura. Qualsiasi cosa.
“Le trenette al pesto” ripete lui, risucchiando l’aria fra i denti serrati. “Signor Bucci, temo di non essermi spiegato. Non sono qui per prendere lezioni di cucina”.
“E’ divertente” faccio io, con un sorriso di plastica “perchè invece è successo proprio durante una lezione di cucina”.
Ma di che diavolo vado cianciando? Che mai ci può essere di divertente in quello che sta succedendo?
No, non sono affatto convincente.
Lo capisco da alcuni piccoli segnali.
Tipo, Giaccaecravatta che si alza di scatto e mi pianta la canna della pistola sotto il mento, spingendomi contro il muro.
“Lei ha tempo da perdere, signor Bucci, e io no”.
Giuro, non ho mai visto nessuno puntarmi una pistola e parlare con quel tono da seminarista leggermente scocciato.
D’accordo, diciamo che non ho mai visto nessuno puntarmi una pistola, quindi non ho un campione statistico rilevante. Però mi sarei aspettato un po’ più di trasporto.
In realtà mi sto riempiendo la testa di tutte queste sciocchezze, perchè me la sto facendo sotto, e non so come uscirne.
“Poho hahere-”
Il mio killer preferito è un gentiluomo, e mi sgancia la canna della pistola dal pomo d’Adamo, appena si accorge del mio tentativo di comunicare. Anche se non la allontana di molto.
Tossicchio, mi sfrego la gola con una smorfia e riprendo. “Posso sapere chi ti manda?”
Oh, ma che bella domanda intelligente da film di spionaggio. Ora, come il vero cattivo da film, mi spiegherà ogni cosa prima di uccidermi, solo che l’eroe arriverà in tempo a salvarmi.
“No, non può saperlo. Ed è inutile che continui a guardare verso la porta. Non arriverà nessuno”.
Ecco, appunto.
Ma un attimo dopo, come a volerlo fastidiosamente contraddire, la saracinesca si solleva rumorosamente e qualcosa da fuori viene spinto dentro.
Stefania. Che rotola sul pavimento, con una fascetta di plastica a stringerle i polsi e l’espressione più furente che le abbia mai visto in volto. E gliene ho viste, di espressioni furenti in volto.
Dietro a lei, un tizio, che sembra la caricatura di Elegantone. Bassetto, tarchiato, male infilato in un completo di almeno due taglie troppo piccolo, tanto che persino la camicia ha sparato via un bottone là dove un importante stomaco da birra ha fatto sentire la sua presenza. Ha una pistola, che porta con la disinvoltura di qualcuno a cui l’hanno ficcata in mano a sua insaputa e non se ne è ancora accorto.
“Mi sono rotto, capo. Questa stronza mi ha preso a calci, mi ha morso, e ha cercato di suonare il clacson con il naso. Stava attirando troppa attenzione. Non potevo spararle”.
“No?” è il commento angosciato del mio killer personale, che sembra aver perso improvvisamente buona parte del suo aplomb dopo l’ingresso dell’ineffabile duo.
“Ciao, chef” è invece l’apporto della Stefi alla conversazione, mentre cerca di rialzarsi. “Giuro che non l’ho visto, ‘sto nano. Mi ha preso alle spalle. Altrimenti col cavolo che ce la poteva fare”.
“Stefi. Ehi. Mi spiace per tutto questo casino, bella”. Accidenti. Ha un occhio nero. Stringo i denti. Improvvisamente ho voglia di strappare di mano la pistola a quello alto e infilarla in gola a quello basso, fosse l’ultima cosa che faccio al mondo.
“Silenzio. Tutti”. Fighetto si preme le tempie con le dita della mano libera, con aria affranta. Poi fa cenno a Caricatura. “Sbattila in una dispensa, in un ripostiglio, in un armadio, nel cesso, chissenefrega. E diamoci un taglio. Tu. Cammina. In cucina”. Oh. Non sembra più uno speaker della radio degli anni Cinquanta. Sembra più un tamarro qualunque, adesso. La pistola si sposta dal mio petto al fianco, e poi alla schiena, facendomi allontanare dal muro, mentre Nonpiùcosìtantofighetto si sposta dietro di me.
Le cose si complicano. Chi le complicherà ulteriormente?
- Sandro, che, ragazzi, me la devo far venire proprio, ora, una alzata di ingegno. Vera, però, eh, mica quella fuffa inutile che ho propinato a Elegantone finora. (50%)
- Caricatura, che, capo, insomma, è che dopo l'incidente, quei venti chili di troppo proprio non riesco a buttarli giù. (17%)
- Stefania, che, col cavolo, chef, che mi faccio fregare un'altra volta da 'sto nano. (33%)

16/05/2013 at 19:35
Che finale, che finale, e che storia, che storia!!! Brava Paola, ma una curiosità, Caricatura tu lo sapevi dall’inizio che era un poliziotto, o lo hai deciso alla fine? e le battute sono davvero “ganze”!!
Complimenti ancora, sono felice di averti letto (grazie a Laura, ancora una volta)
10/05/2013 at 09:56
Eccomi qui. Ho metabolizzato. E anche digerito.
Che dire, Paola… ?!
Leggere questo tuo racconto è stato uno spasso, dalla prima all’ultima riga, e credo che – per quel poco che possa venir fuori da qui – si sia capito abbastanza bene che adoro ridere. E quindi, partendo dal presupposto che tanto mi dà sempre tanto, il tuo racconto mi è piaciuto un sacco!!!!
E mi trovo anche a doverti ringraziare, perché l’hai scritto qui dove ho potuto leggerlo e perché l’hai scritto come l’hai scritto.
Brava, grazie e a presto, insomma. 😉
D.
07/05/2013 at 10:18
Ahahah
Mi è piaciuta la scena in cui vedeva doppio..
I tuoi capitoli sono sempre scorrevoli e divertenti e anche il finale non è stato da meno.
Aspetto la tua prossima storia che, mi pare di capire, sarà il seguito.. 😀
06/05/2013 at 23:46
La giornata lavorativa di oggi mi ha reso difficile pure leggere il tuo capitolo… ma finalmente, alle 00:45, ce l’ho fatta! 😀
Paola, che dire? E’ stato un piacere leggere questo racconto e non vedo l’ora di cominciare quello nuovo. Bravissima! 😉
06/05/2013 at 13:25
*_* finalmente.
Bello bello bellissimo ! Mi sono divertita tanto leggendo l’intero racconto e quest ultimo capitolo 🙂
Prima o poi ci sarà un seguito, vero? 🙂 Comunque attendo ansiosa il nuovo racconto
06/05/2013 at 18:11
Grazie! Beh, il nuovo racconto sarà il seguito, più o meno. Tempo che a Sandro passi il mal di testa.. 😉
06/05/2013 at 18:36
Io non amo i sequel ma stavolta dico BENE, che ormai ci siamo affezionati al Sandro…