Dove eravamo rimasti?
Ossobuco con piselli“Tu non sei quello dell’ossobuco”.
E’ una affermazione un po’ stupida a prescindere, se rivolta a un elegantone vestito di scuro, con tanto di fazzoletto al taschino, che sta seduto in mezzo alla sala del mio ristorante con un cannone in grembo per cui a occhio e croce ci possono volere almeno un paio di porto d’armi, e con la faccia di chi contesta per principio il solo concetto di porto d’armi.
Apro la bocca. Ma il cervello non trova niente di intelligente o anche solo coerente da trasmettere, quindi la richiudo.
No, non è decisamente il tizio che fa le consegne per il macellaio, e che doveva portarmi l’ossobuco da fare stasera con i piselli. E chi la sente, adesso, la signora Mantovani? Glielo avevo promesso.
L’elegantone alza un sopracciglio, e mi fa realizzare che non è il momento di pensare nè all’ossobuco nè alla signora Mantovani. Non mentre lui sta seduto, pesantemente armato, fra le macerie della sala.
D’accordo, non esageriamo, niente macerie. Solo un tavolo e un paio di sedie ribaltate. Evidentemente la Stefi…
“Dov’è Stefania?” il mio cervello decide finalmente di farmi dire. E anche con un tono fin troppo sostenuto, per la situazione. Realizzo di avere ancora la bottiglia dell’olio stretta in mano, in posizione da clava, e mi sembra lì per lì una buona idea agitarla minacciosamente.
Contro quella specie di bazooka tascabile. Certo, davvero una grande idea. Me ne accorgo soprattutto quando la canna si solleva nella direzione della mia testa. Abbasso la bottiglia, deglutendo nervosamente.
“Non c’è nessun bisogno di innervosirsi, signor Bucci. Nessuno si è fatto male, finora. Mi dispiacerebbe che dovessimo cominciare proprio adesso”.
“Dov’è Stefania?”
Mi devo essere inceppato. Però, accidenti, io voglio proprio saperlo, dove è.
Elegantone ghigna.
“La signorina ha davvero un bel caratterino. Non mi stupisce che lei ci tenga così tanto, se consideriamo il suo, di carattere. Anime gemelle, dico bene?”
Io non sto davvero fissando a occhi sbarrati e con una bottiglia d’olio in mano una specie di killer da telefilm seduto nel mio ristorante che mi dice quanto io e la Stefi siamo fatti l’uno per l’altra, come mia madre. Non può essere. Adesso mi sveglio e…
“Dov’è Stefania?”
Non c’è che dire. Ho un repertorio di tutto rispetto. Ma, in qualche modo, riesco a smuovere Fighetto. Che sospira rassegnato.
“E’ al sicuro, signor Bucci. L’abbiamo, per così dire, prelevata e tenuta nostra ospite, per evitare che rendesse questo nostro incontro meno privato di quanto non volessimo. Increscioso, ma necessario. Non ce lo aspettavamo. Di solito apre lei, e la signorina arriva dopo.”
E’ che ho fatto un po’ tardi, ieri sera. Parecchio e intensamente tardi, a essere precisi. Ma non devo certo spiegarlo a lui. E del resto, chiunque siano questi “noi” che rappresenta, forse non lo pagano abbastanza, o il problema per cui è stato assoldato non lo tocca così da vicino: ha un tono di voce che sembra la pubblicità delle medicine per il mal di gola. Parla con lo stesso calore e entusiasmo con cui potrebbe dire che si tratta di un medicinale, che potrebbe avere effetti collaterali e che in caso di persistenza dei sintomi si consiglia di consultare il medico.
Bene, a questo punto qualcuno deve pur introdurlo, l’argomento.
“E che cosa diavolo volete da me?”
No, non avrei detto “diavolo”, in un’altra situazione. Ma ho appena imparato che una canna di pistola puntata contro ha effetto anche sul vocabolario.
Fazzolettoaltaschino ghigna di nuovo. “Davvero non lo immagina, signor Bucci?
A me, tutto questo “signor Bucci” sta innervosendo parecchio.
“Ti manda il tizio di ieri sera? Digli che se vuole un risotto in cinque minuti deve portarmi una busta del supermercato, la prossima volta”.
Fa una faccia fra il disorientato e lo schifato, come se il secchio della spazzatura si fosse messo improvvisamente a parlare mentre stava per rovesciarci dentro le ossa del pollo.
“L’ingrediente, signor Bucci. Sono qui per l’ingrediente”.
Quale è la reazione di Sandro?
- Acconsente a fornire all'uomo il misterioso ingrediente. Del resto ha degli argomenti convincenti e apparentemente carichi. (7%)
- Cerca di prendere tempo in modo da farsi venire in mente qualcosa, o nella speranza che arrivi qualcuno. (93%)
- Cerca di gettarsi addosso all'uomo con la pistola per disarmarlo. E' un ragazzone, non si sa mai. (0%)

16/05/2013 at 19:35
Che finale, che finale, e che storia, che storia!!! Brava Paola, ma una curiosità, Caricatura tu lo sapevi dall’inizio che era un poliziotto, o lo hai deciso alla fine? e le battute sono davvero “ganze”!!
Complimenti ancora, sono felice di averti letto (grazie a Laura, ancora una volta)
10/05/2013 at 09:56
Eccomi qui. Ho metabolizzato. E anche digerito.
Che dire, Paola… ?!
Leggere questo tuo racconto è stato uno spasso, dalla prima all’ultima riga, e credo che – per quel poco che possa venir fuori da qui – si sia capito abbastanza bene che adoro ridere. E quindi, partendo dal presupposto che tanto mi dà sempre tanto, il tuo racconto mi è piaciuto un sacco!!!!
E mi trovo anche a doverti ringraziare, perché l’hai scritto qui dove ho potuto leggerlo e perché l’hai scritto come l’hai scritto.
Brava, grazie e a presto, insomma. 😉
D.
07/05/2013 at 10:18
Ahahah
Mi è piaciuta la scena in cui vedeva doppio..
I tuoi capitoli sono sempre scorrevoli e divertenti e anche il finale non è stato da meno.
Aspetto la tua prossima storia che, mi pare di capire, sarà il seguito.. 😀
06/05/2013 at 23:46
La giornata lavorativa di oggi mi ha reso difficile pure leggere il tuo capitolo… ma finalmente, alle 00:45, ce l’ho fatta! 😀
Paola, che dire? E’ stato un piacere leggere questo racconto e non vedo l’ora di cominciare quello nuovo. Bravissima! 😉
06/05/2013 at 13:25
*_* finalmente.
Bello bello bellissimo ! Mi sono divertita tanto leggendo l’intero racconto e quest ultimo capitolo 🙂
Prima o poi ci sarà un seguito, vero? 🙂 Comunque attendo ansiosa il nuovo racconto
06/05/2013 at 18:11
Grazie! Beh, il nuovo racconto sarà il seguito, più o meno. Tempo che a Sandro passi il mal di testa.. 😉
06/05/2013 at 18:36
Io non amo i sequel ma stavolta dico BENE, che ormai ci siamo affezionati al Sandro…