L’ingrediente segreto

Dove eravamo rimasti?

Già. Perchè diavolo Stefania lo ha mandato in cantina? Da qualche parte c'è una muffa, o un fungo, insomma, si mira a farlo fregare. (53%)

Funghi saltatiE poi, improvvisamente, realizzo.
Ma certo. Che idiota.
I funghi. In cantina ci sono i funghi.
Per fortuna mi sono saltati in mente i funghi. Che qui, se non saltano fuori loro, salto per aria io.
Per fortuna il vecchio rumeno che gestiva il ristorante prima che lo rilevassi io, che doveva essere andato a scuola con il Conte Dracula e che al contrario del suo compagno di banco non si era fatto fregare così presto da donne, trecce d’aglio o paletti di frassino, era bravissimo col goulash, i giochetti di prestigio e le battutine triviali bilingue, ma probabilmente era convinto che l’intonaco fosse una versione particolarmente indigesta della crema chantilly.
Tutto questo per dire che il muro in fondo alla cantina era ed è un tripudio di vegetazione barocca. E no, mamma, e no, Stefania, non ho ancora avuto il tempo per rinfrescarlo io, l’intonaco, e comunque, HA! vedrete adesso come mi tolgo dalle peste grazie alla mia solo apparente incuria – in realtà è stato il karma a impedirmi di intervenire.
“Bucci.”
Il solito colpetto di canna brunita fra le scapole, ormai quasi familiare, mi riporta alla realtà. Mi raddrizzo, con aria piccata, voltandomi con cautela contro il suo cannone, e indico l’infiorescenza rossastra proprio sopra una botticella vuota, abbandonata lì chissà da quanto tempo, e probabilmente appartenuta a Diogene in persona.
“Sono quelli lì.”
Ex Elegantone mi guarda come se avessi preso la canna della pistola in mano e me la fossi puntata al petto, implorando di premere il grilletto. E in effetti è lì che sta puntando, tenendo la pistola con due mani come Charles Bronson: probabilmente con una mano tiene il dito sul grilletto, e con l’altra cerca di impedirsi di tirarlo.
“Tu devi pensare che io sia completamente cretino, vero? No, forse no. Forse hai davvero messo incinta la tua tipa e ora vuoi farla finita per la disperazione, e ti scoccia che sembri un suicidio, quindi stai cercando di farti uccidere ad ogni costo.”
Lo sapevo. Non l’ha bevuta.
Vabbeh, chissenefrega. Ho un bluff migliore? Una via di fuga? No e no. Devo tener duro.
“Senti, vai al diavolo.”
Ahia. La sua mano ha un distinguibile scatto nervoso.
“Volevi questo dannato fungo? Prenditelo.”
No, non è convinto per un cavolo di niente. Insisti, Sandro, maledizione.
“Ascolta, ti racconto come è andata. Non lo sa nessuno. In realtà la storia del contadino peruviano che mi ha dato il fungo è una balla. Era un barista. No, dai, non guardarmi così, sono serio. Ero in Guatemala. Attacco discorso con questo tizio, che mi porta a vedere la sua cantina. E lì c’è questo barilotto di rum, coperto da questa specie di muffa rossa, ancora sigillato. Ho riconosciuto la forma. Un rum introvabile, pregiatissimo. Semisepolto dalle cipolle, muffite anche quelle. Gli chiedo come mai non lo serve. E mi fa che non ha molta richiesta. Gli propongo di comprarglielo. Mercanteggio un po’, insomma, me lo porto via. E per suggellare mi offre questo piatto di pollo, pibil lo chiamano loro, annegato nella cipolla. Penso alle cipolle muffite della cantina, e mi viene un colpo. Ma sai com’è. Insomma, mi preparo a una intossicazione alimentare, e invece, non hai idea, una cosa paradisiaca. E considera che erano quattro giorni che giravo per il Guatemala, e non mangiavo altro che pibil. Gli chiedo il suo segreto, lui abbozza, ride e mi manda via. Te la faccio breve. Torno in Italia, faccio un milione di prove per riprodurlo, niente. Metto anche le cipolle in cantina, non fosse mai… poi mi viene in mente la muffa rossa, che era sopravvissuta sulla botticella. Ho pensato ai carciofi, e…”
“…ci hai messo i carciofi?” mi fa, fra il curioso e il disorientato. Apparentemente la storia gli sta risultando avvincente. Ha persino abbassato di un poco la pistola.
“…no, è che… un mio amico dice sempre, pensa a quello che un giorno ha deciso che i carciofi si potevano mangiare… per dire che in cucina bisogna sempre sperimentare, anche se sembra una follia. Ho provato… e eccoci qui.”

Bella storia. Ci si è messo d'impegno, non c'è che dire. Ma è credibile?

  • Non lo è, non lo è. Ma Sandro venderà cara la pelle come se fosse in Prison Break. (16%)
    16
  • Non lo è, non lo è. Elegantone cercherà di sparargli in testa come se fosse in The Walking Dead. (0%)
    0
  • Lo è, lo è. Elegantone se ne starà e gratterà via la muffa come se fosse in CSI. (84%)
    84
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226 Commenti

  • Che finale, che finale, e che storia, che storia!!! Brava Paola, ma una curiosità, Caricatura tu lo sapevi dall’inizio che era un poliziotto, o lo hai deciso alla fine? e le battute sono davvero “ganze”!!

    Complimenti ancora, sono felice di averti letto (grazie a Laura, ancora una volta)

  • Eccomi qui. Ho metabolizzato. E anche digerito.
    Che dire, Paola… ?!
    Leggere questo tuo racconto è stato uno spasso, dalla prima all’ultima riga, e credo che – per quel poco che possa venir fuori da qui – si sia capito abbastanza bene che adoro ridere. E quindi, partendo dal presupposto che tanto mi dà sempre tanto, il tuo racconto mi è piaciuto un sacco!!!!
    E mi trovo anche a doverti ringraziare, perché l’hai scritto qui dove ho potuto leggerlo e perché l’hai scritto come l’hai scritto.

    Brava, grazie e a presto, insomma. 😉

    D.

  • La giornata lavorativa di oggi mi ha reso difficile pure leggere il tuo capitolo… ma finalmente, alle 00:45, ce l’ho fatta! 😀

    Paola, che dire? E’ stato un piacere leggere questo racconto e non vedo l’ora di cominciare quello nuovo. Bravissima! 😉

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