Destini che si scontrano

Dove eravamo rimasti?

Possono convivere due anime in una sola persona? Sì (78%)

La notte non porta consiglio.

Inizia uno strano periodo per Serena: non ha voglia di studiare, di uscire, di vedere i suoi amici, anche se dentro sente un bisogno esagerato di distrarsi, di non pensare a tutti i casini che riesce a combinare, di non pensare a quanto sia stato bello il suo rapporto con Francesco, di non pensare a come lei lo abbia distrutto giorno per giorno con la sua instabilità, di non pensare a quanto sia difficile rinunciare a quelle piccole abitudini… Il rito del buongiorno, la chiamata della buonanotte, l’organizzare un’uscita…La sola consapevolezza di avere al fianco una persona stabile su cui poter contare…

Serena è fatta così. E’ instabile. Come se in lei convivessero due anime. Una la porta a navigare nello stagnetto vicino casa con una barca troppo solida e troppo grande per quella pozzanghera e l’altra, l’altra anima la spinge su di una zattera verso acque tempestose, onde giganti che la fanno continuamente traballare…

Si scambia continui messaggi con Ernesto, quell’uomo la fa impazzire, ma ha lo sguardo rivolto verso la foto che la ritrae con Francesco al mare, agli inizi della loro felice storia.

“Son proprio matta”, si ripete spesso.

Il suono del telefono la avvisa che è arrivato un sms. “Ciao, come stai? E’ una domanda stupida, lo so, ma non posso far a meno di pensarti…”

Serena legge una due tre volte le parole di Francesco. Ma perché la vita è così complicata?

Decide di non rispondere. Si mette a letto, guarda il soffitto, lacrime amare le scivolano copiose lungo le guance. E’ triste.

Dorme un sonno senza sogni. Sperava che la notte le portasse consiglio, invece no. Nuovi dubbi, nuove domande, nuove ansie. O sono sempre gli stessi dubbi, le stesse domande, le stesse ansie?

Digita veloce sul cellulare: “Non sto bene, in realtà. E’ come se mi avessero portato via un pezzo vitale… Ma, oramai, è difficile poter tornare indietro!”

Lo invia.

Lo rilegge.

“Ma che diavolo ho scritto?”, si chiede.

Si tormenta le mani. Serena il suo nervosismo lo accumula tutto nelle mani. Non sa cosa farebbe per scaricarle, per liberarle. Invece, le stringe forte a pugno fino a farsi entrare le unghie nella carne.

Passano le ore. Francesco non le risponde.

Apre Facebook e vede postate foto di Francesco con gli amici. Ride, beve, fa smorfie… Sembra divertirsi un mondo.

Intanto, la sua fitta corrispondenza con Ernesto continua. Parlano per ore, si desiderano a distanza…

Così, passano i giorni…

Fino a che…

“Ho voglia di vederti, di stringerti, di coccolarti”, scrive Ernesto.

“Anche a me piacerebbe stare tra le tue braccia! Quando potremo vederci?”

“Non lo so! E’ un periodo in cui non posso muovermi. Potrei stare un solo giorno… Invece, vorrei passare del tempo con te…Tanto. Fare delle cose insieme.”

“E come possiamo fare?”

“Serena, piccola, la soluzione ci sarebbe…”

“Lo so…”

“E, allora? Non ne sei convinta? C’è qualcosa che ti preoccupa?”

“No, no… Non è questo…”

“Allora, non hai che da prenotare il volo… Vieni qui…”

 

 

 

Cosa farà?

  • Non partirà.... (33%)
    33
  • Decide di fare questa pazzia e prenota il volo (67%)
    67
  • Serena continuerà a tentennare (0%)
    0
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92 Commenti

  • Ah, meno male che hai scritto fine prima parte…Che sollievo…Ora sei obbligata a farmi visita perché da adesso ti seguo anche come autore. Brava. Storia fresca, leggera come mi serve a me dopo aver messo sulla carta cose che non sono leggere per me, ma per voi lettori si…Ho un bel capitolo sulla cattiveria che ti aspetta è un un omaggio che ho fatto a una persona e vorrei che tu lo leggessi. Un bacio e un abbraccio avvolgente come un cappotto questa sera fa freddino non trovi?

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