Dove eravamo rimasti?
In viaggio verso...?
Una sinfonia di passi svelti, un continuo movimento di valigie, un mormorio di voci l’una diversa dall’altra, sguardi veloci attenti tristi… Serena ama l’atmosfera dell’aeroporto, ognuno nella propria valigia porta un contenuto di sentimenti, emozioni, vicende uniche e personali; puoi giocare ad immaginare dove sono dirette le persone, magari con chi devono incontrarsi…
Serena è calma e tranquilla, comodamente seduta sull’aereo, aspetta il momento per lei più emozionante: quando l’aereo decolla, si dà forza e la “bestia” comincia a salire, lì, più in alto delle nuvole…
La città straniera la accoglie con una leggera pioggerellina. Ma a lei non interessa, quando vede le braccia di Ernesto spalancarsi. Un volo e sono di nuovo insieme… Chissà cosa li attenderà!
“Sono davvero contento che tu ti sia decisa. Qui non dovrai preoccuparti di nulla, ti devi rilassare e goderti la città.”
Eccola, quella subdola sensazione di diffidenza. La prova sempre quando sta con Ernesto. Come se non riuscisse a fidarsi completamente. Come se ci fosse qualcosa che le sfuggisse…
I primi giorni trascorrono lenti. Serena si aspettava altro da quel viaggio…felicità, complicità…progetti… Invece, tutto le appare distante, poco familiare, freddo… Del resto, quando si era vista con Ernesto non avevano passato che 3-4 ore insieme…
Non è felice.
E’ quasi sempre sola. Passa le giornate sola. Sola, non ha voglia di godere della città. Si sente triste a girovagare senza un compagno e passa la maggior parte del tempo in casa.
“No…Non è proprio quello che mi aspettavo…”, pensa Serena.
I giorni, però, sembrano volerla aiutare e passano in fretta…
Un pomeriggio, seduta in un parco, approfittando della mitezza della giornata, leggeva nell’attesa che Ernesto finisse di lavorare…
Un’ora. Due ore. Tre ore.
“Sei qui per lavoro?”- la voce di un distinto ed elegante signore la distoglie dalla sua lettura.
Serena si volta e con un sorriso, risponde: “No, no…Sono in vacanza!”
“Da sola? Scommetto, invece, che sei qui per amore. Hai un amore in questa città, ma ti fa aspettare da ore…”
Serena si volta, stupita da quelle parole, ma il signore si sta già allontanando.
E’ amore quello che l’ha condotta lì? Ma non è felice della scelta, è quasi pentita di essere lì…
Non lo sa se è amore. Forse è stata mossa anche lei da una frase che espresse Francesco quando la lasciò “Non voglio avere nessun rimpianto”.
“Anch’io ho agito così? Spinta da questa stupidaggine del rimpianto?”
Non riesce ancora a darsi una risposta precisa, però sente che la nebbiolina in cui era avvolta comincia a diradarsi.
Finalmente, dopo 5 ore, Ernesto si accinge a chiamarla. Intanto, il tiepido sole ha lasciato il posto ad un vento impertinente che la sta gelando.
“Mezz’ora e sono da te!”
“Ancora? Ma cosa volevo? Cosa desideravo?”
Ernesto arriva col suo passo tranquillo, si distingue tra la folla, l’espressione di chi non se ne frega nulla dell’altro…
Si avvicina, le dà un bacio distratto.
A Serena all’improvviso vengono in mente le parole di Ernesto prima della sua partenza: “facciamo che questa cosa che tu vieni da me resti tra di noi…non mi sembra il caso di farlo sapere a chi ci conosce. Anche ai tuoi amici dì qualche altra cosa…”
Le si squarcia il famoso “velo di Maya” , comincia a dare un significato alle sue sensazioni…
Ma non è finita.
“Piccola, devo dirti una cosa… Questo weekend sono stato invitato dal mio capo ad una tavola rotonda. Non posso mancare. Io ti farei rimanere qui, ma saresti sola per 3-4 giorni…”
“Certo. Capisco. Adesso andiamo a casa e prenoto il volo per domani.”
Vorrebbe piangere?
No.
Non prova nulla.
“Mi sta gentilmente cacciando”- è l’unica cosa che Serena riesce a pensare.
“Stupida, Serena. Sei stata cieca e stupida.”
“Pensavo all’amore? Aaaah, come no… Un grandissimo amore! Un grandissimo amore mai iniziato!!!”
Passa l’ultima sera in quella città come se fosse da un’altra parte. Non ha manco voglia di ascoltare Ernesto. “Cavolo parla solo di sé!”
Si prepara la valigia. Raccoglie le sue cose. Si stende sul letto e chiude gli occhi.
In lontananza, il monologo di Ernesto.
Serena ora ha capito tutto. Ha capito cosa c’è in lei. Prima non riusciva a leggere chiaro, era completamente annebbiata, insoddisfatta, credeva in qualcuno che altro non era che cenere al vento… Se fosse stata serena, non di nome, ma di fatto, non lo avrebbe mai fatto quel viaggio…
Le bugie, i silenzi, la sua strana sensazione… Tutto chiaro.
Ora.
Però, un merito a quel viaggio voleva darglielo: la luce che ora vedeva in se stessa.
Le ombre erano state cacciate in un angolo remoto. Pian piano, una volta a casa, avrebbe dovuto solo riannodare i fili della sua giovane vita e colorarli di rosa.
Apre gli occhi. Ernesto è chino su un libro e parla, parla, parla. Non la vede neppure.
Quell’eloquenza forbita che l’aveva stordita e affascinata, forse, anche soggiogata, sì, ora le appare per quello che è…un’acuta forma di egocentrismo.
Chiude gli occhi di nuovo. E finalmente si addormenta.
Cosa farà Serena una volta ritornata a casa?
- Chiamerà subito Francesco. (43%)
- Si concederà una lunga pausa di riflessione. (43%)
- Cadrà in una profonda depressione. (14%)

05/11/2014 at 10:59
Finale in salsa rosa, romantica Pink. Brava e a presto.
05/11/2014 at 16:09
Eh sì! Grazie! Ho pubblicato un nuovo incipit di un altro genere, se vuoi leggilo, mi piacciono i tuoi pareri! 🙂
04/11/2014 at 17:57
Chissà come proseguirà!! 😀 Bella storia complimenti!!! 🙂
04/11/2014 at 19:23
Come hai visto, mi prendo una piccola pausa dal “Rosa”… ma questi due giovincelli torneranno, torneranno… 🙂 Grazie, un bacio
02/11/2014 at 21:06
Ah, meno male che hai scritto fine prima parte…Che sollievo…Ora sei obbligata a farmi visita perché da adesso ti seguo anche come autore. Brava. Storia fresca, leggera come mi serve a me dopo aver messo sulla carta cose che non sono leggere per me, ma per voi lettori si…Ho un bel capitolo sulla cattiveria che ti aspetta è un un omaggio che ho fatto a una persona e vorrei che tu lo leggessi. Un bacio e un abbraccio avvolgente come un cappotto questa sera fa freddino non trovi?
03/11/2014 at 11:29
Grazie mille, Lucia!
Adesso corro da te… 😀
P.S. ho già in mente qualcosa, ma di altro genere… Ovviamente, poi torneranno i nostri amici innamorati. 🙂
Fa freddo, una bella tazza di tè e le storie di The Incipit. Un abbraccio
01/11/2014 at 16:12
La rinascita è un tema a me molto caro e credo che tu lo abbia svolto egregiamente! Brava davvero.
02/11/2014 at 11:51
Ti ringrazio, Emanuele… Sono contenta di essere riuscita a trasmettervi sensazioni reali e non solo fantasia… Grazie mille. 🙂
01/11/2014 at 15:42
un viaggio è una porta aperta sul futuro, per questo ho optato per una soluzione del genere
02/11/2014 at 11:50
Grazie mille! 🙂
31/10/2014 at 16:48
Un continuo!
01/11/2014 at 10:27
Va bene. Grazie 🙂
30/10/2014 at 20:07
Continuo della storia. 🙂
30/10/2014 at 20:47
Grazie Mari! 🙂 eh, beh, vedo che è l’opzione di maggioranza. 😀
29/10/2014 at 21:39
…. e vissero felici e contenti…. non c’è finale migliore 😉
30/10/2014 at 10:52
Grazie Aomame!!! 😀
29/10/2014 at 16:04
… e con il mio voto hai superato la boa dei 100 incipitpoints anche se ne avresti meritati di più per la sensibilità che metti in ciò che scrivi. Per il finale lascerei la porta aperta, non si sa mai… A rileggerti.
29/10/2014 at 16:08
Grazie mille, Gattopardo… Grazie soprattutto per le belle parole che mi hai lasciato!!!
A presto, un caro saluto
28/10/2014 at 22:26
Brava! Mi è piaciuta l ‘idea dei gattini! 🙂 bel capitolo!
29/10/2014 at 14:40
Ti ringrazio! Mi fa piacere 😀