Dove eravamo rimasti?
Un amico inaspettato
In macchina la conversazione non fu tra le più brillanti. Sciurba si dimostrava quel bovino che era. Pensava che lui gli volesse carpire chissà quale segreto,e, dunque, stava zitto.
Il brutto era che aveva ragione. Moriva dalla voglia di sapere di più su quell’omicidio del banchiere , su Gianni Vacirca, su cosa c’entrasse quest’ultimo con l’omicidio.
Approfittando del traffico palermitano, sempre caotico a qualsiasi ora del giorno e della notte, Di Giacomo – passando davanti alla villa di Vacirca – colse l’occasione al volo e disse:
bella villa, eh! Non riesco a capire come il rampollo del mafioso se la possa permettere? Ma non era stato sequestrato tutto al padre? E lui non è un nullafacente?
Sciurba lotto’ pochi secondi tra il dovere di star zitto, e la voglia irrefrenabile di parlare. Di dimostrare che lui sapeva di più. Dunque, era più potente, anche di quel collega ben più esperto ed anziano di lui. Povero scemo. Cadde nella trappola come un topo con il formaggio.
-Vacirca ha solo affittato la villa. L’ha affittata da un suo amico, che, casualmente, era anche l’Amministratore Giudiziario di una grande confisca.
Una delle tante di Palermo, penso’ Di Giàcomo. Miliardi di beni che spesso rimanevano senza utilizzazione per anni.
-Ma come mai Vacirca ha telefonato? Come sapeva della morte del banchiere?
-perché mentre lo uccidevano era al telefono giusto con lui….. A quanto pare erano nel bel mezzo di una “sciarra” (zuffa, in siciliano), perché il banchiere non voleva dargli neanche alcuni dei beni che il TRIBUNALe aveva dissequestrato a suo padre. Mentre parlavano, Vacirca ha sentito prima un urlo, poi delle frasi concitate, e poi i colpi in rapida successione. Ed ha chiamato subito il nostro commissariato.Aveva il numero perché dice che ha presentato domanda per un passaporto per se ed i suoi familiari. Piuttosto poi devi dirci se lo hai fatto. Fa come un pazzo…. Lo vuole subito. Sembra che l’aria di Palermo per lui sia diventata all’improvviso pesante.
Questo era chiaro, penso’ Di Giacomo. Ma quello che quella capra di collega non aveva pensato era: perché Vacirca aveva presentato nei giorni precedenti quella richiesta? Con quella strana richiesta anche per il figlio appena nato? Cosa lo aveva spinto a farlo?
Nel frattempo la Palermo dei palazzi ordinati e ben puliti stava piano piano lasciando il posto prima al centro storico, poi a via maqueda, per arrivare pian piano negli inferi palermitani.
Piazza Giadagna. Luogo di spaccio e di mafia. Luogo anche in cui aveva avuto i natali il più famoso falso pentito della storia, SCARANTINO.
Quando arrivarono, la situazione sembrava sotto controllo. Tutto era transennato, anche se una folla premeva contro le transenne per vedere meglio. Lo spettacolo del sangue vivo attira un palermitano più di cento Sanremo….
La Zuliani era vicino al medico legale, e parlava con lui concitatamente. Cottarelli e gli altri erano un po’ smarriti nei pressi. Erano arrivate altre volanti, ed anche i Carabinieri si erano fatti vedere. Mancava solo la Finanza, penso’.
Ah, ecco. Noto accanto alla Zuliani anche Paolo Ginestra, capo della squadra omicidi della mobile di Palermo. Lo conosceva da mille anni. Da quanto faceva parte della omicidi anche lui. Ne aveva fatta di strada. Furbo, ma, per quello che gli risultava, galantuomo. Non si erano sentiti in tutti quegli anni, ma prima si stimavano. Prima del Big Bang…..
Penso’ che la Zuliani stava per dire addio al caso, e la cosa gli fece un enorme piacere. A meno che la Squadra Mobile non avesse richiesto a qualcuno del Commissariato di affiancare i propri uomini. Così, come contentino.
-Buongionro dottoressa. Disse.
buongiorno dott. Ginestra. Piacere di rivederla. Disse ancora
I due si girarono quasi all’unisono, dando vita, però, a due espressioni assolutamente contrastanti: il viso della Zuliani si contrasse e si indurì, mentre quello di Ginestra si apri’ in un gran sorriso, e, dopo una esclamazione volgare in siciliano stretto, gli disse:
Jacopo! Quanto tempo. Sapevo che eri tornato a Palermo, ma non mi hai chiamato neanche una volta. Dai abbracciamocin nome dei bei vecchi tempi andati.
E Di Giacomo si trovo’ così stretto tra le braccia palestrate del suo vecchio amico. Che sembrava fregarsene altamente della sua caduta in disgrazia.
Di nuovo buongiorno, dott. Di Giacomo. come mai ha cambiato idea ed è venuto? Disse invece velenosamente la Zuliani. Ma fu sopraffatta da Ginestra.
– Jacopo, e’ una fortuna che sei qui. Non hai idea di chi ci ha portato al cadavere. Ti ricordi di Vacirca e delle nostre vecchie indagini? Le tue conoscenze di quelle vecchie indagini potrebbero essere utili.
Il viso della Zuliani si contrasse, e invece Di Giacomo scoppio’ in una grande risata liberatoria.
Cosa chiederà il capo della omicidi a Di Giacomo?
- Di andare a bere un caffè insieme (12%)
- Di unirsi alla omicidi per proseguire le indagini (65%)
- Di ricordargli li' sul posto l'oggetto della vecchia indagine (24%)

26/08/2014 at 21:20
Ciao nico, sono arrivata tardi ma sto recuperando tutte le storie complete. Hai inizato qualcosa di nuovo nel frattempo?
28/07/2014 at 00:39
Bellissima storia, mi dispiace molto essere arrivata alla fine!
22/07/2014 at 15:26
Bella storia! Un giallo davvero interessante 🙂
17/07/2014 at 16:07
I miei complimenti per questa storia che non potrebbe essere più attuale!
Da una palermitana 😉
19/05/2014 at 20:43
Questo breve scritto racconta una storia, e poi ne racconta un’altra. Quella di chi ogni giorno lotta per la verita’ e spesso, ma per fortuna non sempre, ne viene sopraffatto. La storia e’ intrigante, ma come dici tu bisogna che si racconti con piu’ dovizia di parole e particolari. Io allora mi prendo l’altra di storia, dove il protagonista si serve della narrazione per informare a noi, persone comuni ma fortemente motivate, che anche il piu’ giusto degli obbiettivi deve prima o poi infrangersi contro un sistema omertoso. Grazie Nico per il tuo tempo e la tua passione in quello che fai. Questa, come la tua amicizia, ci e’ molto cara.
18/05/2014 at 22:39
Grazie a tutti per questi commenti….. Ci penserò se fare Rscatto2!
18/05/2014 at 22:39
Grazie a tutti per questi commenti….. Ci penserò se fare Rscatto2!
18/05/2014 at 15:11
Ad ogni modo direi che ha trovato un secondo lavoro … 🙂
18/05/2014 at 15:09
No, no, no e no! E ancora no!
Non può finire qui!
Mi oppongo!
La prego, continui.
Con una richiesta però: che escamotage e depistaggi siano di fantasia (ammesso ci sia ancora spazio per la fantasia …)
Quella chiamata fuori dalla stanza del magistrato mi ha messo una gran tristezza …
18/05/2014 at 11:18
Grazie Nico. Bellissima storia
18/05/2014 at 09:11
In effetti il parametro delle puntate e battiture ,pone un limite fastidioso! Però la storia rapisce! Che vuoi fare? Sei costretto a continuare a scrivere!
18/05/2014 at 08:55
Ah, ha ragione Luisa su quella scritta che appare….. 3 minuti, 2 minuti…. E’ un po’ angosciante!
18/05/2014 at 08:54
Ho chiuso il racconto. Ma molte cose sono rimaste fuori… la formula delle dieci puntate, e delle cinquemila battiture per puntata, è un po’ “un cappio”….
Leggete, e ditemi che ne pensate.
Rebulla potrei lasciarlo alla prossima puntata!
14/05/2014 at 23:20
Arrivo solo ora con un ritardo imperdonabile.
Una storia che mi ha tenuto incollato al video finchè non sono arrivato qui.
Voglio sentire che dice Rebulla e…voglio stupirmi con l’ultimo capitolo.
Stima.
14/05/2014 at 22:43
La storia e avvincente la leggo con gusto.
Disturba e mette fretta mentre leggo la Scritta che compare ” meno di un minuto di lettura” ….
12/05/2014 at 21:43
La temporanea audizione informale con il Rebulla porterà successivamente a dei risvolti molto importanti.