Dove eravamo rimasti?
Intuizione
Dopo qualche minuto, apri’ la porta il segretario del PM Adamo. Un vecchio carabiniere, dall’aria di chi ne aveva vissute di tutti i colori. Dalle parole che gli disse, Jacopo capi’ che aveva un affetto quasi filiale per il magistrato. E che lo rispettava profondamente per le sue capacità investigative.
Gli disse di essere il maresciallo Badante. E lo fece attendere di fronte a lui, seduto, mente Adamo rientrava da “una riunione”, gli disse.
Dopo una decina di minuti arrivarono Adamo e Ginestra, il capo della omicidi.
Buongiorno dott. Di Giacomo – disse Adamo
Ciao Jacopo – disse Ginestra.
Dalle facce tese capi’ che la loro caccia, gli strumenti che avevano messo in atto, non erano stati fino a quel momento proficui.
Infatti Adamo gli disse: – Pendiamo dalle sue labbra, dott. Di Giacomo. Noi non abbiamo raccolto granché sino ad ora.
Di Giacomo si mise a riferire quello che aveva trovato: nulla neanche lui. Solo tracce di rapporti con una banca siciliana, e una sola telefonata con oltre oceano. Ma con il Canada, non con gli Stati Uniti.
La luce del sole, nel frattempo, aveva cominciato ad entrare nella stanza. Il dott. Adamo aveva la sua stessa reazione alla luce: non la nascondeva, apriva le finestre e la lasciava entrare. Quell’uomo gli faceva sempre più simpatia.
– Ho capito, dott. Di Giacomo. Ora il dott. Ginestra le illustrerà i nostri magri risultati. Poi dovremo confrontarli, anche se allo stato mi pare che brancoliamo nel buio.
-Allora, Jacopo – disse Ginestra- abbiamo sentito Giovanni Vacirca. Ci è sembrato uno sbruffone spaventato. Ha ribadito che era molto adirato con Giovannini per via di alcuni immobili che avrebbe dovuto restituir gli, e che stava parlando con lui al telefono quando è accaduto il fattaccio. Abbiamo cercato di stimolarlo su Di Dio e rapporti con suo padre, ma ha mantenuto apparentemente una serenità assoluta. Abbiamo poi sentito le mogli di Giovannini, l’attuale e la precedente. A parte le cose irripetibili che hanno detto l’una sull’altra, ben poco e’ rimasto. Ah, non sapevo che la seconda moglie di Giovannini era già stata, nonostante la giovane età, nei servizi. Questa proprio mi mancava. E mi spiega la sua carriera fulminante…. Niente dai tabulati, se non frenetici contatti della seconda moglie con numeri della Presidenza del Consiglio, dunque, dei servizi, subito dopo il fatto. Ma mi pare una evenienza più che normale, dati i precedenti della moglie.
Adamo cerco’ di finire l’elencazione delle prove raccolte: – niente neanche dal vecchio fascicolo di Di Dio. Anche se emergevano anche in quel caso un sacco di rapporti con le banche, italiane e non.
Il silenzio cadde nella stanza assolata. Si sentiva il vociò provenire dal vicino mercato del Capo.
Di Giacomo senti’ la stanchezza del lavoro fatto. E cerco’ di capire cosa poteva unire quei dati del presente a quelli del passato.
-Forse dovremmo sbrigarci a trovare un qualche motivo per trattenere Giovanni Vacirca. So che gli è stato dato il visto per l’espatrio. Tra qualche ora potrebbe lasciare l’Italia- disse Ginestra, senza sapere che il fascicolo era stato istruito proprio da lui.
Un’idea gli baleno’ in testa. Era poco più di una intuizione. Nulla. Ma in quel mare di nulla….
-Sono stato io a trattare il fascicolo con la richiesta di passaporto. E ho consultato anche il fascicolo che c’era in commissariato su Vacirca. Conteneva delle foto del suo matrimonio. Forse dovremmo consultarle….
-Mah – disse Ginestra- in assenza di altro. Ce lo facciamo mandare via internet?
In pochi secondi il fascicolo fotografico, chiesto alla Zuliani, mi materializzo’ nel computer di Adamo. Adamo e Ginestra cominciarono a consultarlo, commentando le foto con i nomi dei giovani rampolli della giovane aristocrazia palermitana. Il figlio del dott. Tale, la nipote dell’Assessore, etc…. Si arrivo’, poi al potere vero e proprio: incredibilmente, c’erano un assessore regionale, e il Vice Sindaco….. Mentre sfogliavano le foto sul computer, Jacopo vide passare quella foto che lo aveva tanto colpito: il viso forse di un collega, ripreso di spalle ma in un momento in cui si stava voltando….
Vide Adamo e Ginestra accusare il colpo, e fermarsi a guardare la foto increduli:
-Il dott. Rebulla? – chiesero all’unisono.
-Che ci faceva Franco li’ – disse Ginestra.
-Proprio non lo capisco – rispose Adamo.
Si voltarono contemporaneamente verso di me: – E’ per questa foto che ci hai fatto vedere l’album, vero? Disse Ginestra.
Sorrisi.
-si, anche se non so chi sia. Ma aveva l’aria di essere un “cugino”, qualcuno di qualche forza dell’ordine. Mi sono sbagliato?
-No – disse il PM – si tratta del vice capocentro dell’Aisi, i nostri cari angeli dei servizi civili. Non sapevo che fosse in così buoni rapporti con Giovanni Vacirca….. Questa città non cessa mai di stupirmi!
-Ma quest’altro non è Giovannini? – chiese con voce stridula Ginestra.
Ed ecco davanti ai loro occhi una bellissima foto, in primo piano, del morto. Che sembrava divertirsi molto alla festa del figlio del mafioso.
Riusciranno gli investigatori a collegare i vari elementi in loro possesso?
- No, anche perché qualcuno si intrometterà nelle indagini..... (71%)
- Si, la pista porterà frutti solo dopo la raccolta di nuove prove (29%)
- Si, e la pista porterà a nuovi agganci con le prove raccolte. (0%)

26/08/2014 at 21:20
Ciao nico, sono arrivata tardi ma sto recuperando tutte le storie complete. Hai inizato qualcosa di nuovo nel frattempo?
28/07/2014 at 00:39
Bellissima storia, mi dispiace molto essere arrivata alla fine!
22/07/2014 at 15:26
Bella storia! Un giallo davvero interessante 🙂
17/07/2014 at 16:07
I miei complimenti per questa storia che non potrebbe essere più attuale!
Da una palermitana 😉
19/05/2014 at 20:43
Questo breve scritto racconta una storia, e poi ne racconta un’altra. Quella di chi ogni giorno lotta per la verita’ e spesso, ma per fortuna non sempre, ne viene sopraffatto. La storia e’ intrigante, ma come dici tu bisogna che si racconti con piu’ dovizia di parole e particolari. Io allora mi prendo l’altra di storia, dove il protagonista si serve della narrazione per informare a noi, persone comuni ma fortemente motivate, che anche il piu’ giusto degli obbiettivi deve prima o poi infrangersi contro un sistema omertoso. Grazie Nico per il tuo tempo e la tua passione in quello che fai. Questa, come la tua amicizia, ci e’ molto cara.
18/05/2014 at 22:39
Grazie a tutti per questi commenti….. Ci penserò se fare Rscatto2!
18/05/2014 at 22:39
Grazie a tutti per questi commenti….. Ci penserò se fare Rscatto2!
18/05/2014 at 15:11
Ad ogni modo direi che ha trovato un secondo lavoro … 🙂
18/05/2014 at 15:09
No, no, no e no! E ancora no!
Non può finire qui!
Mi oppongo!
La prego, continui.
Con una richiesta però: che escamotage e depistaggi siano di fantasia (ammesso ci sia ancora spazio per la fantasia …)
Quella chiamata fuori dalla stanza del magistrato mi ha messo una gran tristezza …
18/05/2014 at 11:18
Grazie Nico. Bellissima storia
18/05/2014 at 09:11
In effetti il parametro delle puntate e battiture ,pone un limite fastidioso! Però la storia rapisce! Che vuoi fare? Sei costretto a continuare a scrivere!
18/05/2014 at 08:55
Ah, ha ragione Luisa su quella scritta che appare….. 3 minuti, 2 minuti…. E’ un po’ angosciante!
18/05/2014 at 08:54
Ho chiuso il racconto. Ma molte cose sono rimaste fuori… la formula delle dieci puntate, e delle cinquemila battiture per puntata, è un po’ “un cappio”….
Leggete, e ditemi che ne pensate.
Rebulla potrei lasciarlo alla prossima puntata!
14/05/2014 at 23:20
Arrivo solo ora con un ritardo imperdonabile.
Una storia che mi ha tenuto incollato al video finchè non sono arrivato qui.
Voglio sentire che dice Rebulla e…voglio stupirmi con l’ultimo capitolo.
Stima.
14/05/2014 at 22:43
La storia e avvincente la leggo con gusto.
Disturba e mette fretta mentre leggo la Scritta che compare ” meno di un minuto di lettura” ….
12/05/2014 at 21:43
La temporanea audizione informale con il Rebulla porterà successivamente a dei risvolti molto importanti.