Il colore degli incubi

Dove eravamo rimasti?

Povera Sabine, e povero Zero. Ora, come procediamo? Sabine fa i test prenotati da Rachel e fa una scoperta. (44%)

Rosa. Rosa come la disperazione.

Non si sentiva per niente a suo agio con indosso quegli indumenti che non erano affatto da lei, completamente fuori dal suo solito stile. Indossava un top particolarmente stretto che segnava ogni minima curva del suo busto, persino la più piccola, e dava una visione dettagliata della forma proprio seno, una minigonna decisamente troppo corta per i suoi gusti che continuava a tirare dal basso sperando di allungarla e delle scarpe  lucide con un vertiginoso tacco. Il tutto rigorosamente rosa. Rosa come un confetto.
Si trovava in una casa che non aveva mai visto prima, la mobilia laccata la faceva apparire come fosse di plastica; o forse era quel rosa pastello a farla sembrare tale. Le mura erano dello stesso colore ma di qualche tonalità più tenue. Il pavimento non era da meno: piastrelle lucide rosa pallido tempestate di macchioline di un rosa più acceso.

Sabine si guardò attorno: tutto quel rosa la rendeva inquieta. Rosa come la vita finta e perfetta di una Barbie. Notò una finestra posta sulla parete davanti a lei alla quale si avvicinò subito, guardò fuori e vide un salotto ben arredato con oggetti enormi rispetto alla sua attuale misura, candelabri enormi che sembravano pezzi di antiquariato di valore, quadri grandi come la casa in cui si trovava, con orrore si rese conto, dopo aver riflettuto, che non era altro che rinchiusa in una casa per bambole.
«Ma che diavolo?!» Si domandò cosa stesse accadendo ma sopratutto come uscire da quella casetta da incubo rosa. Rosa, come la disperazione che provò quando girando su sè stessa si accorse che non vi era nemmeno l’ombra di una porta per poter uscire.

Un improvviso rumore la fece sobbalzare, era il suono di un campanello ma non riuscì a capire da dove provenisse. Fuori, nel salotto per giganti rivide l’uomo che l’aveva violentata. Non riuscì a riconoscerlo in quel rapido istante in cui lo scorse perché subito dopo sbatté le palpebre e quando le riaprì si ritrovò nel letto di Rachel, nella sua confortevole camera da letto.

Rachel e il medico si trovavano nella stanza accanto che faceva da sala da pranzo. La ragazza era un’artista e la sua casa lo dimostrava pienamente. Non si preoccupava granché di arredarla aveva giusto lo stretto necessario. Cose indispensabili per la sopravvivenza. Aveva richiesto al dottore una visita a domicilio dicendo che l’amica non se la sentiva di uscire di casa ed il medico aveva acconsentito di buon grado. Qualche minuto più tardi anche Sabine li raggiunse in sala da pranzo. Erano seduti uno di fianco all’altro e la fissavano in silenzio, cosa che la scosse molto.
«E’ il medico?» Domandò Sabine rivolgendosi all’amica che rispose con un cenno del capo.
«Siediti Sabi, deve dirti delle cose.» Fu la risposta che ricevette poco dopo. Si sedette e guardò il medico in attesa che parlasse.

« Ti ho visitata mentre dormivi. Abbiamo provato a svegliarti ma eri in un sonno davvero profondo, infatti nemmeno la visita ginecologica ti ha svegliata. » Il medico fece una pausa, mentre la ragazza arrossì di colpo, stranita. Possibile che non si fosse svegliata?
«Sabine, non ho riscontrato alcun segno di violenza.» Concluse il medico con preoccupazione.

Sabine ci mise qualche minuto per elaborare ciò che il medico le aveva appena detto. Non rispose, doveva mettere insieme le idee o sarebbe impazzita. «Bene, la ringrazio, dottore.» Si alzò e gli porse la mano in segno di rispetto, lasciando di stucco Rachel che si aspettava come minimo qualcosa vicino ad una spiegazione.

Le due amiche aspettarono che il medico uscì e si sedettero nuovamente al tavolo.
«Ho bisogno che tu mi creda Rachel, anche se tutto va contro ciò che dico facendolo sembrare una bugia.»  Rachel annuì, la sua intenzione era cercare di dare una spiegazione plausibile e realistica alla situazione. Mostrò il proprio computer portatile a Sabine spiegandole di aver fatto alcune ricerche sul campo dei sogni, ricerche che però non si erano rivelate per nulla utili. «Per la psicologia un incubo è un disturbo del sonno, niente di più.» La tranquillizzò Rachel, sperando che smettesse di credere che la realtà e i suoi incubi erano collegati in qualche modo.
Sabine ci pensò a lungo, infine decise di navigare in siti esoterici, cercando un collegamento tra sogni, dipinti e stregoneria. Non trovò nulla di interessante se non un sacco di testimonianze – tutte da verificare – di eventi simili al suo, alcuni le sembrarono sinceri, altri le sembrarono quasi scritti da autori di fama mondiale, altri delle pazzesche frottole, ma non si permise di giudicare; in fin dei conti chi sarebbe disposto a credere alla sua di storia?
Rachel rimase in silenzio a leggere con lei tutto ciò che la ricerca fruttò loro, sempre meno convinta che ci potesse mai essere un collegamento tra le cose. «Che facciamo ora?» Domandò infine, leggermente seccata dalla fissazione di Sabine. Le voleva bene, certo, ma stava esagerando con questa storia.

«Non ne ho idea.» Rispose Sabine, intenta a leggere i vari post su un forum esoterico finché…

Mi scuso se il capitolo non è il massimo, ma con due opzioni in parità è stata dura farle andare d'accordo. Ora, che facciamo?

  • Fuori dalla casa qualcuno le spia. (50%)
    50
  • Sabine litiga con Rachel perché non le crede. (4%)
    4
  • Sabine trova un post interessante sul forum esoterico. (46%)
    46
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208 Commenti

  • Eccomi qui come promesso.
    Allora, non ci conosciamo, premetto sempre che io tendo a scrivere, pure troppo, i miei pareri, perché credo molto nel confronto.
    Ti dirò cosa mi ha convinto del tuo racconto: l’idea di fondo, checché ne pensi qualcuno, 🙂 mi intriga molto. Un’artista che associa un colore a un oggetto o persona o sensazione e in base a questa descrive la realtà. Be’, mi pare quasi un sunto dello spirito artistico. Riprendi spesso questo concetto, a me sarebbe piaciuto che lo sviluppassi anche di più. Ho apprezzato molto i primi capitoli e la corrispondenza tra realtà onirica e quadri, questo aspetto si è un po’ perso nel prosieguo.
    Non mi dispiace neppure la piega che ha preso la storia, ha svoltato rimanendo originale.
    Veniamo alle cose che mi hanno convinto un po’ meno: il racconto manca un po’ di organicità. Inutile dire che questo è uno dei problemi di questa piattaforma per il resto molto valida: i lettori ti fanno prendere strade impreviste e devi contorcerti per incastrare i pezzi. Inoltre, a mio parere, lo stile in alcuni punti risente, penso, di una certa ‘ansia di pubblicare’: interpreto così molte parole ripetute (ho appuntato solo il cap. 6 ma ce n’è molti esempi: aria, giardino, porta. Anche deserto, ma lì il discorso è un po’ diverso) e periodi un po’ contorti.
    In conclusione: la tua storia ha qualcosa che molte storie celebrate qui sopra non hanno. È molto originale, è scorrevole e… racconta qualcosa! Le manca solo una conclusione!
    Ciao a prestissimo

    • Ti dirò che ci hai preso perfettamente in tutto, tranne forse per l’ansia da pubblicare se è inteso come una sorta di fretta. Come ti ho detto nel commento precedente questo racconto lo tengo in ballo da due anni. Per il resto ti do ragione, purtroppo mi sono trovata a sviare un po’ la trama iniziale perché in tutta onestà non avevo idea di come proseguire, ho cercato di adattarlo ai voti ricevuti ( mea culpa che ogni volta sparo opzioni a caso senza considerare le conseguenze), ormai è diventata una sfida poterlo concludere! Ti ringrazio molto <3

  • Ciao aria,
    Non so ancora nulla di te e mi appresto a leggere la tua storia che commenterò.
    Volevo però farti un’ anticipazione: scorrendo i commenti per un attimo mi è sembrato che il mitico VaiTra fosse tornato. Puoi credermi se ti dico che ero quasi contento? I suoi commenti raggiungono vette ineguagliabili. Soprattutto se raffrontate a ciò che scrive e a come lo scrive.
    😀 😀
    Non avrei potuto rispondergli meglio.
    A tra poco.

    • No, fortunatamente è un battibecco che risale ad un anno fa, penso che questo racconto abbia battuto ogni record sul sito visto che sono due anni che è in ballo e ancora non l’ho concluso.
      Purtroppo ho avuto una crisi e una sorta di blocco durante lo svolgimento, per la seconda volta, non riuscendo a trovare un modo per proseguire. 🙁

  • Voto per Rachel/Celia spiega tutto a Sabine, la poveretta merita una spiegazione dopo tutto quello che ha passato o penserà veramente di aver perso il nume della ragione.
    Ho appena finito di leggere i tuoi capitoli adesso, la tua storia mi era sfuggita. Sono contenta di averla recuperata in tempo e, dal momento che mi piace, la seguirò fino alla fine.
    Ciao.

  • “Il colore degli incubi” mi piace, “Nero… morte.” solite banalità, “non capiva se i suoi occhi erano aperti o chiusi” mi sembra strano che non non lo capisce anche se sta nel buoi totale, “quindi tutto ciò che poteva vedere – o non vedere – era il nulla più totale -” pleonastico, “Sussurrò a sè stessa… intensità” a me sembra che una frase del genere possa servire ad autoconvincersi del contrario, e comunque la frase è astrusa, “blu come l’oceano tempestoso” banalità, “Sabine portò la mano… da fare.” al massimo appena apre la porta blu vede quella rossa; se Sabine tocca la porta blu, non la apre, non la attraversa, si limita a toccarla, allora per vedere qualcosa la porta che ha solo toccato deve scomparire; ma non scompare, perché poi Sabine le vede tutte e due; quindi è impossibile; e se anche lo fosse, non è descritto; “l’idea di solare” brutto, “verde-serpe e rosa-neonato”: se dici viola melanzana o seppia ci può stare, perché tutte le melanzane e tutte le seppie hanno più o meno lo stesso colore e comunque è più o meno chiaro al lettore a quale colore l’autore si riferisce; ma penso che esistano serpenti di qualsiasi tonalità di verde, così come neonati di diverse tonalità di rosa; sono delle espressioni deboli; “Giallo come sabbia di una clessidra” perché, nelle clessidre mettono una sabbia di un colore particolare? Che differenza c’è tra la sabbia e la sabbia delle clessidre? etc, etc… questo era solo il primo capitolo.

    • Non mi sono mai autoproclamata la nuova Stephen King, quindi tutta la tecnicità che cerchi non la troverai mai in qualcosa scritto da me. Scrivo per hobby, perché mi piace. Ma ciò che mi domando è questo: se è tutto così banale e brutto perché leggerlo? 🙂

    • Ah, i colori sono associati a sentimenti ecco perché non c’è nessun verde-serpe e rosa neonato. Inoltre trovo assurde tutte queste critiche da una persona che nel suo racconto non coniuga nemmeno i verbi nel tempo corretto.
      Andiamo bene. 🙂 Grazie mille, spero di riuscire ad essere ancora più banale nel prossimo capitolo così mi risparmio un commento-poema noioso, altezzoso, smorfioso e sgarbato. ^.^

      • “i colori sono associati a sentimenti ecco perché non c’è nessun verde-serpe e rosa neonato” senti, sei poco chiara. Il nesso tra colori ed emozioni è valido sia per ragioni culturali (il nero del fascismo, la cui ideologia violenta può suscitare paura) che biologiche (è accertato che la vista del colore rosso accelera il battito cardiaco quindi può suscitare preoccupazione e che il colore blu crea dipendenza quindi può suscitare fiducia e tranquillità). Quando dici “verde-serpe” e “rosa-neonato” non associ un colore ad una emozione, ma a una immagine. Ne “La solitudine dei numeri primi” di Paolo Giordano, c’è un passaggio in una bambina è bloccata su una funivia, intorno a lei il paesaggio è totalmente bianco perché fuori c’è una tempesta di neve. La bambina pensa: quel bianco totale non è meno inquietante del buio assoluto. Questa mi sembra una buon esempio di come associare “colori” ed “emozioni” (e tra l’altro mi sembra un pensiero intelligente e forse originale). “Verde-serpe” non è un associazione tra un colore e un’emozione, semplicemente perché un serpente non è una emozione. Se intendi dire che la protagonista associa il colore ad una immagine o a un ricordo e a quella immagine e a quel ricordo una emozione, non è questo il modo per farlo. Prima specifica in maniera seria che colore è, e poi mostra le azioni del personaggio che fanno capire al lettore che emozione ha provato la protagonista (non basta raccontare le emozioni del protagonista) o direttamente i suoi pensieri. Tipo: “Vide la porta. Era verde muschio. A Sabine sembrò il serpente che la morse sotto un occhio quando era piccola… etc.” oppure “Vide la porta. Aveva il colore di un’albicocca. Sabine immaginò la pelle di un neonato: sarebbe mai stata in grado di accudire… etc.”.

        Il lettore legge “verde-serpente” e immagina un serpente a caso. Ma non sa precisamente di che colore è. Invece la lettura dovrebbe fornire immagini quanto più precise possibile.

    • Scusate se mi intrometto, sono capitata qua per caso e la discussione mi ha interessato. VaiTra, sarò molto onesta, come sono sempre: sei veramente un rompico******. Se le storie le trovi tutte banali e non originali, fai una cosa, come ti ho già detto: fatti una passeggiata e, se possibile, buttati giù da un ponte, così non dovrai più leggerne, perché sentirsi dire cose del genere da un moccioso qualunque che scrive storie “a metà tra Game of Thrones e The Wicther” è veramente il massimo del ridicolo. Sei puerile, tronfio e commenti per il gusto di dar fastidio, non per consigliare e aiutare gli altri – Aria, in questo caso. Lei, quantomeno, a scrivere qualcosa di davvero suo ci ha provato, che poi, come dice ella stessa, non sia alla pari di un’opera alla Stephen King è un discorso a parte (e, oltretutto, non penso proprio stia a te giudicarlo). Riguardo al suo “essere poco chiara”, concludo, conosco persone brillanti che, essendo tali, hanno talmente tante idee e pensieri da non riuscire a buttarle giù chiaramente, finendo per creare confusione persino per sé stesse. Le cose si possono dire anche in modo più gentile, senza per forza cercare di sminuire gli altri per compensare le proprie mancanze e farsi grossi.

  • Ciao, mentre leggevo questo racconto ho provato delle sensazioni strane, di angoscia. Però è avvincente, mi piace molto!
    Scelgo le spiegazioni di Rachel/Celia (tra le quali, secondo me, dovrebbe necessariamente esserci anche quella sul progetto Ku4… come potrebbe mancare?)

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