Tokyo Story

Dove eravamo rimasti?

Hiromi è confuso, ma non ha più tempo. Deve scegliere... Sta per dire qualcosa, ma qualcuno agisce per lui, mostrandogli la giusta strada.... (62%)

I Guardiani

La mano di Masako si avvicinava a lui, stava per toccarlo.
Hiromi aprì la bocca per risponderle, ma non fece in tempo a far uscire alcun suono che un forte boato li investì. Proveniva da sinistra, in lontananza il Mihara restava muto ad osservarli. Un’onda di polvere grigia li travolse e dovettero entrambi coprirsi gli occhi, indietreggiando.
Dopo qualche secondo la nube si diradò, Hiromi si guardò intorno incuriosito ma sembrava non esserci nulla.. quando, d’un tratto, si girò verso lo zaino. Era ancora per terra, vicino alla pietra, alle spalle di Masako. Hiromi lo vide distintamente tremare, Genbu!
Non fece in tempo a muoversi che la terra iniziò a tremare intorno a loro, stava succedendo qualcosa e fu solo dopo un minuto che Hiromi notò che nella zona desertica, a pochi metri da loro, la sabbia si stava smuovendo.
Qualcosa, sottoterra, si muoveva. O per la precisione usciva dal suolo, come se si scrollasse di dosso la sabbia dopo un lungo sonno. Hiromi vide una zampa striata di bianco e nero, poi un’altra e infine riconobbe la testa, enorme. Anche se non l’aveva mai vista, percepì la sua presenza nel cuore e seppe che era Byakko, la Tigre Bianca, Guardiana dell’Ovest e madre del vento. I Guardiani erano completi, Hiromi sentì un’emozione così forte nel petto che per qualche momento sentì il bisogno di piangere, di sollievo.
Byakko si elevò in tutta la sua grandezza, gli occhi luccicavano, lei si muoveva verso Hiromi senza fretta, la polvere che lentamente gocciolava come nebbia dal suo manto lucente. Al collo le penzolava un cordoncino nero, da esso pendeva una tavoletta di legno intagliata con la sua stessa figura.
Hiromi era distratto e per questo non si accorse di Masako.
Quando girò il viso verso di lei si ritrovò a non poterlo fare, una lunga lama sotto al mento glielo impediva. Masako, con la katana completamente allungata, lo teneva a distanza.
«Avrei potuto ucciderti prima» gli sorrise, la croce oscillò sfiorandole la guancia scarna «Ma avevo bisogno di Byakko, solo per te si sarebbe risvegliata» e rise.
Hiromi sentì tutto il corpo irrigidirsi, con la coda dell’occhio vide lo zaino tremare ancora.
Non sapeva come aiutare Genbu, non si era mai trovato con un’arma puntata addosso. Lentamente, sperando che lei non lo vedesse, fece scivolare la mano dentro la tasca per stringere le tavolette.
Byakko sembrava non avere fretta, Masako le lanciava occhiate continue, agitate.
«Muoviti! Dammi le tavolette, dammele subito!» urlò.
Hiromi deglutì, la lama gli lacerò superficialmente la pelle tesa sotto la mascella. Strinse forte il legno, chiudendo gli occhi e iniziando a pregare.
Un lampo di luce li investì senza preavviso, Hiromi chiuse gli occhi e sentì la lama vacillare. Alla luce seguì uno spostamento d’aria che li fece cadere a terra entrambi, Hiromi si accorse di avere qualcosa tra le mani, la tavoletta di Byakko. La infilò insieme alle altre.
Non ci pensò su due volte e si mosse a gattoni, con gli occhi semichiusi per la polvere che li circondava. Pochi passi e cadde sullo zaino, lo protesse dal turbine che si stava alzando da terra, infilò la mano dentro e prese Genbu, tenendola contro il petto. Gli sembrava di sentirne il respiro, era stanca, aveva usato tutta la sua energia.
Dopo qualche secondo Hiromi riuscì ad aprire gli occhi e si trovò dinnanzi ad una scena surreale, immaginifica.
Masako era a terra, la katana ormai lontana, il suo viso distorto dalla disperazione, dall’odio.
In un cerchio di luce e polvere stavano Byakko, in posizione d’attacco, Seiryu con la coda piumata e squamata che ondeggiava e Suzaku, le cui ali rosse come il fuoco muovevano l’aria a qualche metro dal suolo.
Hiromi si passò una mano sugli occhi e si alzò, indietreggiando, sentiva ancora la paura attraversargli le vene.
«Vi ordino di cedere le armi, Guardiani! Sono io la Prescelta, voi siete miei! Solo io posso comandarvi!» la voce era stridula e fastidiosa
Bastò un attimo, lei cercò di buttarsi in terra con le braccia tese per afferrare la katana, ma fu inutile. Le furono addosso, forse prima ancora che quell’azione nascesse nel suo pensiero, loro già sapevano. Una colonna di luce bianca, ma nera al centro, si sprigionò da lei verso il cielo.
Hiromi guardò Genbu, la vide fare un lieve cenno con la piccola testa nera e fu il nulla.
Molto lontano da lì, in una stanza divisa dal mondo esterno solo da una tendina sottile, una vecchia donna spalancò gli occhi.

Il futon sgualcito e grigio era addossato alla parete, Hiromi aprì gli occhi e si trovò a fissare un soffitto cinereo. Presto la sua attenzione venne rubata dalla lampadina rossa, ondeggiava lentamente come scossa da un alito di vento.
Si portò una mano alla testa e si stropicciò gli occhi. Fece per tirarsi su i gomiti ma poi si accorse che Genbu dormiva beata sul suo petto e si mosse piano, per non svegliare la sua piccola salvatrice.
«Ecco…ti sei svegliato».
Kuiiro-san era in piedi sulla soglia, con una grande scodella fumante tra le mani nodose, sorridente.

Cosa accadrà adesso?

  • Hiromi scopre qualcosa d'insolito dentro una scatola, nella stanza di Kuiiro-san (40%)
    40
  • Genbu svela un segreto ad Hiromi sulla sua missione (10%)
    10
  • Kuiiro-san lo aiuta a trovare l'uomo della sua visione, per salvargli la vita (50%)
    50
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