Tokyo Story

Dove eravamo rimasti?

Cosa accadrà adesso? Kuiiro-san lo aiuta a trovare l'uomo della sua visione, per salvargli la vita (50%)

Speranze svanite

Le vetrine del maid cafè erano splendenti, un caldo sole afoso aveva preso il posto dei temporali degli ultimi giorni. Hiromi si fermò solo qualche istante fuori dalla porta, teneva lo zaino stretto in spalla. L’uomo era seduto su una panca addossata alla parete in fondo alla sala, una ragazzina gli stava portando del sakè e salatini su un vassoio laccato. Era proprio come lo ricordava dalla visione del giorno prima, sembrava passato un secolo. Capelli neri schiacciati sulla testa, occhi piccoli, occhialini.
«Sì?» disse, la sua voce era severa, ma tremolante.
«Sono qui per aiutarti» la voce di Hiromi era limpida come quella di un bambino.
L’uomo si guardò intorno, una goccia lenta e timida di sudore si formò sulla stempiatura della fronte ed iniziò il suo percorso accidentato.
«Non so di cosa parli ragazzino. Non credo che..»
«Non devi preoccuparti. Io so quello che vuoi fare, a te stesso. Sono qui per dirti che non devi farlo, la tua vita è più importante di quello che pensi»
Kuiiro-san aveva cercato di istruirlo sulle parole, su come sarebbe stato meglio approcciare un uomo in quelle condizioni. Hiromi si sentiva a disagio, continuava a non piacergli.
No, io sono qua per fermarti. E’ un uomo malvagio..non devi salvarlo le parole di Masako gli frullavano in testa, ancora.
L’uomo strinse le palpebre come per mettere a fuoco Hiromi, prese il bicchierino di sakè e con mano tremante lo riempì dalla piccola caraffa di porcellana, dopodichè lo ingollò d’un fiato, diventando purpureo in viso.
Fu in quel momento che qualcosa nell’atmosfera cambiò. Mimi uscì dal retro, doveva passare davanti al loro tavolo. Vedendo Hiromi gli sorrise, ma non fu questo ad attirare la sua attenzione. Fu piuttosto lo sguardo che le lanciò l’uomo, d’improvviso a Hiromi sembrò che quel sudore sulla sua faccia, sul suo collo, fosse puzzolente e fumante.
E’ un uomo malvagio..non devi salvarlo.
Un mal di testa conosciuto lo invase, Hiromi si portò una mano alla testa. Chiuse gli occhi per riprendersi e rivide tutto. Quel sogno che aveva fatto settimane prima, quello dove la mano di Masako gli dava qualcosa… sì, ora ricordava. Vedeva nitidamente, come quel giorno nel garage, i caratteri kanji sulle nocche di Masako, formavano le parole Oryu Centro della Terra.
Appena la mente di Hiromi comprese le implicazioni di quella rivelazione, il suo zaino iniziò a tremare con forza. Qualcosa di invisibile glielo strappò dalle spalle e cadde a terra, dove continuò a tremare mentre un forte boato investiva la via.
Le ragazze nel locale gridarono, uscendo. L’uomo si alzò in piedi, inciampò, cadde e scappò verso la porta. O almeno, ci provò, ma qualcosa lo colse a metà strada. Si toccò il petto con una smorfia di dolore sul viso e si accasciò a terra, Hiromi non aveva dubbi che fosse morto. Si alzò, lo zaino tremava, la cerniera si aprì e ne uscì la tavoletta dei Si Ling, completa.
Hiromi indietreggiò, mentre la tavoletta s’innalzava al centro dal locale irradiando luce multicolore: azzurra, rossa, nera e bianca.
All’esterno le nuvole si addensavano sulla città mentre lampi di luce squarciavano il manto nero.
Tutto era chiaro, solo ora, solo alla fine Hiromi capì. Tutto era stato un inganno, un assurdo gioco preparato a sue spese per portarlo proprio lì, dove doveva essere.
Aveva sbagliato tutto, sin dall’inzio. Si era fidato delle persone sbagliate, si era prefisso gli scopi di chi lo aveva manipolato come una marionetta. Masako, nel sogno, gli allungava una scatolina d’oro luccicante con dentro il fermaglio di Oryu, il quinto Guardiano, il Serpente Giallo padrone della Terra, fulcro di ogni direzione, di ogni elemento. Il Primo e l’Ultimo, si era incarnato in Masako per aiutarlo, ma lui aveva sbagliato tutto.
Come flash, ora, tutto ciò che era successo negli ultimi tre giorni gli appariva finalmente chiaro. Scena per scena lo rivedeva nella giusta luce, per la prima volta. Masako gli aveva puntato la katana perchè pensava fosse come Kuiiro-san, come gli altri, un malvagio. Aveva voluto salvarlo e poi, perse le speranze, aveva reagito.
Era Kuiiro-san a controllare i Guardiani, non era mai stato lui, lo avevano usato. Tutti quanti.
La vecchia lo aveva manipolato per risvegliarli tutti, Masako aveva ragione, lei non poteva più farlo. Forse il potere gli era stato tolto proprio da Oryu tempo prima, Masako voleva annientarli tutti una volta per tutte. Quietare i loro malsani propositi.
Si sentiva un fantoccio. Chissà quante volte Kuiiro aveva riso alle sue spalle, manovrandolo come fosse un pupazzo, chissà cos’avrà provato quando si era risvegliata anche Byakko, la tigre, l’ultimo tassello. Hiromi si perse in quei cupi pensieri, non vedeva più alcuna speranza, Oryu era stato ucciso e sconfitto dai Guardiani ed ora? Lui era solo, neanche più Genbu l’avrebbe aiutato…. Genbu…. almeno lei…
I pensieri si persero in un forte mal di testa. Un ruggito squarciò l’aria fuori dal locale e una luce dorata, accecante, calò sulla città.
Le lanterne tremavano violentemente.

Ultimo colpo di scena.... e ora, cosa volete?

  • Finale tragico... (27%)
    27
  • L'avventura continua... (33%)
    33
  • Lieto fine... (40%)
    40
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