Dove eravamo rimasti?
Cinque anni dopo...
Erano tutti seduti a tavola per il pranzo, impegnati in una conversazione animata quando Camilla, con un filo di voce attirò l’attenzione e tutti si zittirono, stupiti.
«Non puoi farlo, non adesso Camilla» sbottò Tiziano.
«Papà ho ventidue anni, non ti ho chiesto il permesso» disse esasperata. «Vieni con me?» chiese a Diego.
Lui esitò a lungo, non sapeva se assecondare la pazzia di Camilla o… Niente. L’amava e l’avrebbe assecondata.
«Certo» rispose piano, e Camilla sorrise.
Dopo un lungo viaggio finalmente erano arrivati, attraversarono il giardino ed entrarono in casa. Il pavimento, tra pupazzi, costruzioni e matite colorate sembrava un campo da battaglia. Jason era sdraiato in terra accanto al bambino, attento a qualsiasi movimento facesse. Diego si mise al livello del bambino e vide che, per quanto fosse ancora piccolo, avevano una somiglianza pazzesca. Era la sua fotocopia in miniatura.
«Ciao Chris, dove sono mamma e papà?» chiese Diego scompigliandogli i capelli. Christian, il suo fratellino, aveva solo quattro anni ma era già un ribelle dalle idee chiare, tutto il suo contrario. Il nome intero non gli piaceva e da quando aveva imparato a parlare diceva di chiamarlo solo Chris. Se lo chiamavano per nome intero lui non rispondeva.
Trascorsero le vacanza con Carlo e Laura, da quando Chris era nato non parlarono più di divorzio. Camilla insisteva per aiutare Laura in cucina che rifiutava in quanto, a detta sua, lei doveva solo rilassarsi. Ma Camilla non riusciva a stare ferma quindi prendeva Diego, Chris e Jason, ormai inseparabili, e passarono delle bellissime le giornate al mare.
Era venerdì e sarebbero partiti la domenica mattina. Si alzarono, fecero colazione e si vestirono. Erano sdraiati sull’erba, in casa non c’era nessuno, e Camilla chiese ancora una pazzia.
«No, tesoro questo non posso farlo» disse Diego.
«Ci vado da sola» rispose Camilla irritata.
Si alzò di scatto e uscì lanciata dal giardino, anche se non ci sarebbe mai riuscito, Diego la seguì provando a farle cambiare idea. Lei lo ignorava e continuava a camminare. Si fermò solo quando la vide, esattamente come la ricordava. Osservò la casa: erbetta curata, pareti bianche e tetto rosso. Tutto fiabesco come allora.
Diego le prese una mano, Camilla si voltò e fecero per andarsene. Era stata una stupida, perché non ascoltava mai quello che diceva Diego?
«Camilla» disse una voce. La sua voce.
Lei si voltò di nuovo e, per quanto fosse lacerante il dolore che sentì quando ‘tornate a letto’ le rimbombò nella testa, non riuscì a trattenersi. Corse da sua madre e si abbracciarono. Dentro casa parlarono a lungo, aveva divorziato, aveva mandato via padre e figlio e gestiva il canile da sola. E andava molto meglio. Chiese a Camilla di restare, dovevano sistemare molte cose ancora, ma lei non accettò.
«Non sarebbe giusto nei confronti papà, Sophie e Diego. Loro mi hanno aiutato, fosse stato per te sarei impazzita qui e non dovrei nemmeno essere qui. Potremo sentirci per telefono ma non pretendere di più» disse Camilla.
Riprese la mano di diego e se ne andarono in silenzio. Camilla volle andare in spiaggia, il sole ormai stava tramontando e rendeva la spiaggia un posto romantico al punto da far tornare in mente i ricordi e, allo stesso tempo, faceva riflettere sui peggiori. Videro i campi da beach volley in lontananza ed entrambi sorrisero, in quelle settimane Diego aveva imparato a giocare e si divertiva tanto.
«Ricordi come ci siamo conosciuti?» chiese Camilla.
«Certo, mi sei caduta addosso quando stavo per addormentarmi» rispose Diego.
Lei sorrise. «Scusa» sorrise ancora e lui le baciò la guancia. «Perché hai fatto tutto quello che hai fatto per me?»
«Cosa?» e Diego fu stupito.
«Ci conoscevamo da pochissimo tempo e, per quello che ne sapevi, potevo anche essere una pazza che si inventa le cose» Camilla s staccò. A momenti aveva scatti d’ira irrazionali e la sua autostima finiva sotto i suoi piedi.
Lui la guardò un lungo istante, doveva solo trovare le parole giuste, sospirò e sorrise. «Tesoro, da appena ho visto i tuoi occhioni verdi e il tuo bellissimo sorriso non ho capito più niente. Era un brutto periodo, la stanchezza degli esami, i miei che quasi divorziavano e tu sei arrivata all’improvviso, hai spiazzato tutte le mie difese. L’ho capito solo quando ho lasciato l’università ma… mi sono innamorato di te dalla prima volta che ti ho vista e…»
Non finì la frase, Camilla gli saltò addosso legando le gambe attorno alla sua vita; Diego la strinse, le loro labbra s’incontrarono, prima in piccoli baci per poi trasportarsi in un lungo bacio appassionato ed esigente. Persi l’uno tra le labbra dell’altra, scordarono il mare e le palme che li circondavano, non sentivano il vento scagliarsi contro la loro pelle e non dettero importanza alle poche persone che, passando, li notarono.
Camilla si rimise in piedi e, prima di allontanarsi troppo, Diego la tirò nuovamente a sé e continuò a riempirla di baci.

27/09/2014 at 14:19
brava, bravaaaaa rossana, scusa il super ritardo super, ma ho avuto due settimane di fuego!
Ora aspetto una nuova storia eh!!!!
😉
14/09/2014 at 14:06
Brava! Un giusto finale per una bella storia! 🙂
11/09/2014 at 10:42
Finale perfetto per un rosa, le battute finali mi hanno ricordato una bella poesia di Prèvert. Te la dedico per completare la tua bella storia d’amore.
*I RAGAZZI CHE SI AMANO*
I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell’abbagliante splendore del loro primo amore
11/09/2014 at 13:58
Io e te siamo telepatiche xD anche io ho pensato proprio a quella poesia, non la ricordavo tutta a memoria ma ricordavo la parte sui passanti *____* e mi son fatta ispirare, diciamo.. 🙂
Grazie Angela per avermi seguito 😉
10/09/2014 at 19:12
La vita e, in particolare, la gioventù possono voler dire speranza: giusto finale, sempre che esista un finale giusto piuttosto che sbagliato
Corretto e credibile che la protagonista tenga le distanze verso la madre pur riavvicinandosi.
Pur nei temi cupi affrontati durante il cuore del racconto lo stesso mi ha sempre lasciato un senso di freschezza.
Bello
A rileggerti.
MaxLap
P.s. Un paio di imprecisioni, benvenuta nel club. 🙂
11/09/2014 at 14:06
Ho fatto agire Camilla come avrei fatto agito io stessa. Sinceramente mi sono pentita di aver affrontato quei temi, li ho affrontati male per la mia inesperienza e non mi sono piaciuta io stessa 🙂
Per le imprecisioni beh… sono qui per imparare e migliorare xD 😀
Vedremo, sono indecisa se imbattermi in una nuova storia 😉
Ciao Max!! 😉
10/09/2014 at 17:17
bel finale complimenti:-):-)
11/09/2014 at 14:06
Ciaoo Chiara!! 😉 Grazie ^_^
10/09/2014 at 17:15
E vissero felici e contenti, direi che in questa storia ci sta bene dopo tanta sofferenza 🙂 brava Rossana, spero di rileggerti presto.
10/09/2014 at 18:25
Concordo, ci sta!! Grazie Giorgia ^_^
08/09/2014 at 12:24
Vent’anni passa dalla mia storia se ti va:-) 🙂
06/09/2014 at 11:27
L’ho trovato veramente bello. Aspetto con sndia il finale. Ho votato fra cinque anni…
06/09/2014 at 15:02
Scusa, volevo scrivere “ansia”, ma col cell digitare è sempre un’impresa!…
06/09/2014 at 15:30
Ciao Massimo!! 🙂 Grazie per aver letto, mi ha fatto piacere ^_^ arriva presto il finale 🙂
Tranquillo, avevo capito. 😉
04/09/2014 at 23:53
Come la Muscas: 5 anni.
Storia tenera come la giovinezza che descrive.
E’ difficile stare bene dopo che si è stati tanto male
06/09/2014 at 15:28
Concordo in pieno! 🙂
04/09/2014 at 18:39
Non andrei oltre i 5 anni, perché sarebbe interessante scoprire le variazioni a breve termine…
Brava Rossana 🙂
06/09/2014 at 15:25
Grazie Giorgia! 😉
04/09/2014 at 13:52
finalmente ce l’ho fatta a leggerti, settimana infernale! ho votato per un finale tra 10 anni in cui lei fosse ormai pienamente adulta, ma sono in minoranza.
Un abbraccio Rossana!
04/09/2014 at 14:05
Ciaooo Francy!!! Immagino, tranquilla 😉 anche a me piacerebbe raccontare di loro tra dieci anni ma vabbè… magari ci sarà una svolta 😉
Un abbraccio <3