Amore a prima vista?

Dove eravamo rimasti?

Prima di procedere in qualsiasi modo Mara dovrà dare il suo consenso. Cosa deciderà? Non vorrà dare il consenso ma alla fine cederà. (48%)

Sfogo

Camilla rimase seduta nel divano e Jason al suo fianco. Teneva lo sguardo perso nel vuoto, non pianse ma nemmeno parlò più.

Per pranzo, Diego insistette perché mangiasse qualcosa ma lei rifiutò con un semplice movimento della testa. Stava per parlare quando disse che se non mangiava lei non l’avrebbe fatto nemmeno lui, ma rimase zitta e nessuno dei due mangiò. Passarono l’intero pomeriggio seduti sul divano, Diego nell’attesa che Camilla facesse qualcosa e Camilla non fece niente.

La cena era quasi pronta quando Carlo guardò fuori dalla portafinestra e vide una donna risalire il giardino. Capì subito che era la madre di Camilla, primo perché non avevano amici in quella zona e secondo perché la somiglianza era impressionante.

Arrivò in veranda ed entrò in casa, si salutarono e si presentarono. Carlo e Laura parlarono tranquillamente con Mara ma lei non voleva saperne. Sua figlia doveva tornare a casa.

Diego guardava Camilla, sentì e vide il suo respiro accelerare improvvisamente e pensò che stesse male. Invece fece spostare Jason, si alzò e rimase in piedi con le mani lungo ai fianchi.

«Perché non hai fatto niente?» mormorò Camilla interrompendo la conversazione.

Tutti la fissarono ma lei li ignorò. «Da quando ti sei risposata non te ne importa nulla di me. Io… Io voglio andare da papà» disse guardando sua madre.

Calò il silenzio. A momenti Diego si dimenticava di conoscere Camilla solo da qualche giorno, sapeva che l’uomo che viveva a casa sua era solo il marito di Mara ma non il padre di Camilla. Non pensava che fossero separati.

«Non puoi andare da tuo padre» disse Mara con calma.

«Sì che posso, ha tradito te e visto che non ti importa nulla di me, io torno da papà» sbottò Camilla.

«Camilla…» Mara sospirò chiudendo gli occhi.

«Camilla niente!» urlò. «Da quando ti sei risposata non ti è più importato niente di me. Non siamo più uscite insieme perché tuo marito non vuole, non mi impedisci più di uscire e rientrare quando voglio perché a lui non importa. Hai saputo cosa mi ha fatto Thomas e hai detto solo ‘tornate a letto’ perché lui ha detto che non era niente. Io non voglio tornare in quella casa, non voglio tonare dove ci sei tu e il marito che ami più di tua figlia. Io voglio tornare da papà!»

«Fai come ti pare, sappi solo che se torni da tuo padre non dovrai più cercarmi» minacciò Mara.

«Ci puoi giurare che non ti cercherò più» urlò ancora Camilla.

Mara la guardò un’istante, forse voleva dire qualcosa ma ci rinunciò. Senza nemmeno salutare uscì dalla portafinestra come era entrata e se ne andò senza voltarsi.

Camilla resistette sino a quando non vide più sua madre, poi si butto a terra sulle ginocchia e iniziò a piangere. Tutte le lacrime trattenute la mattina vennero fuori.

Diego stava per andare da lei ma la madre lo precedette, si inginocchiò affianco a Camilla e l’attirò a sé in un abbraccio. Le accarezzava i capelli mentre lei lasciava uscire la tensione dello scontro, si stupì della sensazione di protezione che trovò tra le braccia di una donna che era poco più di una sconosciuta. Ricordò di essersi sentita così solo quando aveva abbracciato Diego.

«Dovrebbe abbracciarmi lei, perché non lo fa?» chiese Camilla. Avrebbe davvero preferito che fosse sua madre ad abbracciarla così e a consolarla, ma era proprio lei a farla stare più male di come già stava.

«Stai tranquilla» le disse dolcemente Laura. «Prima o poi si sistemerà tutto.»

Non era convinta che le cose si sarebbero davvero aggiustate ma quelle parole la confortarono. La solo illusione che sua madre si sarebbe accorta che il marito la manipolava a suo piacere la fece stare un po’ meglio.

Dopo ciò che era accaduto, la cena non fu proprio piacevole. Camilla continuava a non mangiare e così Diego. Laura la insistette abbastanza per farle bere almeno della camomilla e, dopo un po’ di sforzi, lei accettò. Quindi tutti andarono a dormire.

Diego decise di dormire sul divano, dopotutto quel che le era accaduto, voleva solo che lei stesse tranquilla. Pensò che l’aveva conosciuta in poco tempo e si era trovato coinvolto in qualcosa di grande e orribile, poteva solo immaginare come si sentiva Camilla. La conosceva da poco ma l’avrebbe aiutata in qualsiasi modo poteva.

Nel cuore della notte, Camilla ebbe degli incubi che stavolta, oltre a farla piangere, la fecero gridare e svegliare di soprassalto, impaurita e disorientata. Lui corse in camera con dell’acqua, accese la luce e, ricordando la notte scorsa, le si avvicinò lentamente. Con tanta delicatezza l’aiutò a calmarsi. Anche se l’incubo l’aveva stravolta, voleva tornare a dormire e quando vide che Diego stava per andarsene lo afferrò per un braccio.

«Resta con me» bisbigliò.

Diego mise il bicchiere per terra e si inginocchiò accanto al letto. «Sei sicura?» chiese dolcemente.

Annuì e gli fece spazio. Appena Diego si sdraiò, Camilla mise la testa accanto alla sua e gli prese la mano. Continuò a dormire tranquillamente.

L’indomani si svegliò in tarda mattinata e iniziò a pensare cosa fare. Doveva tornare da papà.

Camilla tornerà da suo padre. Diego che cosa farà?

  • Resterà a chiarire con i suoi e poi andrà da Camilla (27%)
    27
  • Resterà con i suoi a chiarire alcune cose (6%)
    6
  • Andrà con Camilla (67%)
    67
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

178 Commenti

  • Finale perfetto per un rosa, le battute finali mi hanno ricordato una bella poesia di Prèvert. Te la dedico per completare la tua bella storia d’amore.

    *I RAGAZZI CHE SI AMANO*
    I ragazzi che si amano si baciano in piedi
    Contro le porte della notte
    E i passanti che passano li segnano a dito
    Ma i ragazzi che si amano
    Non ci sono per nessuno
    Ed è la loro ombra soltanto
    Che trema nella notte
    Stimolando la rabbia dei passanti
    La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
    I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
    Essi sono altrove molto più lontano della notte
    Molto più in alto del giorno
    Nell’abbagliante splendore del loro primo amore

  • La vita e, in particolare, la gioventù possono voler dire speranza: giusto finale, sempre che esista un finale giusto piuttosto che sbagliato
    Corretto e credibile che la protagonista tenga le distanze verso la madre pur riavvicinandosi.
    Pur nei temi cupi affrontati durante il cuore del racconto lo stesso mi ha sempre lasciato un senso di freschezza.
    Bello
    A rileggerti.
    MaxLap
    P.s. Un paio di imprecisioni, benvenuta nel club. 🙂

    • Ho fatto agire Camilla come avrei fatto agito io stessa. Sinceramente mi sono pentita di aver affrontato quei temi, li ho affrontati male per la mia inesperienza e non mi sono piaciuta io stessa 🙂
      Per le imprecisioni beh… sono qui per imparare e migliorare xD 😀
      Vedremo, sono indecisa se imbattermi in una nuova storia 😉
      Ciao Max!! 😉

  • Rieccomi! Ho perso qualche episodio perchè a breve dovrò partire per un mese di studio a Londra con la scuola e sono veramente incasinata con i preparativi! Ho riletto tutto da dove avevo lasciato e ho votato la seconda opzione 😀 Ho visto la copertina e mi piace tantissimo, brava!! *-* Spero di riuscire a finire di leggere la tua storia prima di partire :c In ogni caso, a rileggerti! 😀

  • Con un nickname cosi non potevi che scrivere un racconto rosa 🙂 e ci riesci con molta abilità devo dire, si vede come la storia si evolva bene, e il tuo stile con essa… crescono i tuoi personaggi e tu con loro. Ammiro la scelta di un tema difficile come lo stupro… sono interessata a sapere come evolverà la vicenda… brava.

    • Hai proprio ragione, con il mio nick e quella foto di profilo non potrei scrivere altro se non il rosa <3
      Ti ringrazio per aver letto e sì, posso dire che stando su questo sito, leggendo tanto e cercando di capire dove sbaglio sto migliorando tantissimo.
      Sì, è davvero un tema difficile quindi proverò a trattarlo nel modo più delicato. 😉

  • allora per prima cosa ti dico che leggendo il primo capitolo e poi procedendo in avanti si nota un miglioramento pazzesco nella scrittura, brava!
    però solo un appunto: ma che razza di genitori ha? che razza di madre? un robot senza sentimenti? mi sembra che il tema dello stupro sia preso un po’ alla leggera da tutti, la madre in primis! l’unico ad avere la reazione giusta è stato Diego, anche se poi ha peccato di superficialità spifferando subito ai genitori sia di lei che suoi davanti a Camilla quello che era successo . Un minimo di delicatezza in più non sarebbe guastato, io fossi stata Camilla mi sarei infuriata anche con Diego solo per averlo detto!
    va be’ scusa il poema Rossana, il tema di questo capitolo mi ha colpito particolarmente.

    • Ciaoo! Sono felice che si nota il miglioramento (per fortuna! :D) grazie per averlo fatto presente.
      Il mio intento non era prendere alla leggera il fatto dello stupro alla leggera, non ci penserei mai e sono sinceramente dispiaciuta di non essere riuscita a farlo intendere come volevo. La mia idea era di una madre succube, diciamo, di un marito che non ha alcun interessa per la figlia della moglie e che con il suo atteggiamento la influenza a comportarsi di conseguenza, in modo che Diego reagisse come ha fatto. E come si dovrebbe reagire in queste situazioni.
      Per il fatto dei genitori credevo che fosse una cosa buona perché, essendo ancora ragazzi e trovandosi in una situazione del genere, in quale altro posto cercare aiuto?
      Nessun problema per il poema, sono più contenta quando mi si fa notare l’errore in modo che possa migliorare piuttosto che mi si dica ‘Brava’ a caso lasciandomi nell’ignoranza 😉

  • Rossana,
    continua a scrivere, sono sicura che racconterai una bella storia. Ti seguo. Voto per loro che vanno alla festa insieme.
    Sul tuo scritto ci sono molte cose da dire, non posso spiegartele tutte, qui. C’è freschezza in te, questo sopperisce ai verbi sbagliati, le locuzioni fuori posto, la sintassi da rivedere, le frasi ridondanti… insomma non posso dirti tutto. Però guarda un po’, ho deciso di tenerti d’occhio. Brava.

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi