Dove eravamo rimasti?
Sfogo
Camilla rimase seduta nel divano e Jason al suo fianco. Teneva lo sguardo perso nel vuoto, non pianse ma nemmeno parlò più.
Per pranzo, Diego insistette perché mangiasse qualcosa ma lei rifiutò con un semplice movimento della testa. Stava per parlare quando disse che se non mangiava lei non l’avrebbe fatto nemmeno lui, ma rimase zitta e nessuno dei due mangiò. Passarono l’intero pomeriggio seduti sul divano, Diego nell’attesa che Camilla facesse qualcosa e Camilla non fece niente.
La cena era quasi pronta quando Carlo guardò fuori dalla portafinestra e vide una donna risalire il giardino. Capì subito che era la madre di Camilla, primo perché non avevano amici in quella zona e secondo perché la somiglianza era impressionante.
Arrivò in veranda ed entrò in casa, si salutarono e si presentarono. Carlo e Laura parlarono tranquillamente con Mara ma lei non voleva saperne. Sua figlia doveva tornare a casa.
Diego guardava Camilla, sentì e vide il suo respiro accelerare improvvisamente e pensò che stesse male. Invece fece spostare Jason, si alzò e rimase in piedi con le mani lungo ai fianchi.
«Perché non hai fatto niente?» mormorò Camilla interrompendo la conversazione.
Tutti la fissarono ma lei li ignorò. «Da quando ti sei risposata non te ne importa nulla di me. Io… Io voglio andare da papà» disse guardando sua madre.
Calò il silenzio. A momenti Diego si dimenticava di conoscere Camilla solo da qualche giorno, sapeva che l’uomo che viveva a casa sua era solo il marito di Mara ma non il padre di Camilla. Non pensava che fossero separati.
«Non puoi andare da tuo padre» disse Mara con calma.
«Sì che posso, ha tradito te e visto che non ti importa nulla di me, io torno da papà» sbottò Camilla.
«Camilla…» Mara sospirò chiudendo gli occhi.
«Camilla niente!» urlò. «Da quando ti sei risposata non ti è più importato niente di me. Non siamo più uscite insieme perché tuo marito non vuole, non mi impedisci più di uscire e rientrare quando voglio perché a lui non importa. Hai saputo cosa mi ha fatto Thomas e hai detto solo ‘tornate a letto’ perché lui ha detto che non era niente. Io non voglio tornare in quella casa, non voglio tonare dove ci sei tu e il marito che ami più di tua figlia. Io voglio tornare da papà!»
«Fai come ti pare, sappi solo che se torni da tuo padre non dovrai più cercarmi» minacciò Mara.
«Ci puoi giurare che non ti cercherò più» urlò ancora Camilla.
Mara la guardò un’istante, forse voleva dire qualcosa ma ci rinunciò. Senza nemmeno salutare uscì dalla portafinestra come era entrata e se ne andò senza voltarsi.
Camilla resistette sino a quando non vide più sua madre, poi si butto a terra sulle ginocchia e iniziò a piangere. Tutte le lacrime trattenute la mattina vennero fuori.
Diego stava per andare da lei ma la madre lo precedette, si inginocchiò affianco a Camilla e l’attirò a sé in un abbraccio. Le accarezzava i capelli mentre lei lasciava uscire la tensione dello scontro, si stupì della sensazione di protezione che trovò tra le braccia di una donna che era poco più di una sconosciuta. Ricordò di essersi sentita così solo quando aveva abbracciato Diego.
«Dovrebbe abbracciarmi lei, perché non lo fa?» chiese Camilla. Avrebbe davvero preferito che fosse sua madre ad abbracciarla così e a consolarla, ma era proprio lei a farla stare più male di come già stava.
«Stai tranquilla» le disse dolcemente Laura. «Prima o poi si sistemerà tutto.»
Non era convinta che le cose si sarebbero davvero aggiustate ma quelle parole la confortarono. La solo illusione che sua madre si sarebbe accorta che il marito la manipolava a suo piacere la fece stare un po’ meglio.
Dopo ciò che era accaduto, la cena non fu proprio piacevole. Camilla continuava a non mangiare e così Diego. Laura la insistette abbastanza per farle bere almeno della camomilla e, dopo un po’ di sforzi, lei accettò. Quindi tutti andarono a dormire.
Diego decise di dormire sul divano, dopotutto quel che le era accaduto, voleva solo che lei stesse tranquilla. Pensò che l’aveva conosciuta in poco tempo e si era trovato coinvolto in qualcosa di grande e orribile, poteva solo immaginare come si sentiva Camilla. La conosceva da poco ma l’avrebbe aiutata in qualsiasi modo poteva.
Nel cuore della notte, Camilla ebbe degli incubi che stavolta, oltre a farla piangere, la fecero gridare e svegliare di soprassalto, impaurita e disorientata. Lui corse in camera con dell’acqua, accese la luce e, ricordando la notte scorsa, le si avvicinò lentamente. Con tanta delicatezza l’aiutò a calmarsi. Anche se l’incubo l’aveva stravolta, voleva tornare a dormire e quando vide che Diego stava per andarsene lo afferrò per un braccio.
«Resta con me» bisbigliò.
Diego mise il bicchiere per terra e si inginocchiò accanto al letto. «Sei sicura?» chiese dolcemente.
Annuì e gli fece spazio. Appena Diego si sdraiò, Camilla mise la testa accanto alla sua e gli prese la mano. Continuò a dormire tranquillamente.
L’indomani si svegliò in tarda mattinata e iniziò a pensare cosa fare. Doveva tornare da papà.
Camilla tornerà da suo padre. Diego che cosa farà?
- Resterà a chiarire con i suoi e poi andrà da Camilla (27%)
- Resterà con i suoi a chiarire alcune cose (6%)
- Andrà con Camilla (67%)

27/09/2014 at 14:19
brava, bravaaaaa rossana, scusa il super ritardo super, ma ho avuto due settimane di fuego!
Ora aspetto una nuova storia eh!!!!
😉
14/09/2014 at 14:06
Brava! Un giusto finale per una bella storia! 🙂
11/09/2014 at 10:42
Finale perfetto per un rosa, le battute finali mi hanno ricordato una bella poesia di Prèvert. Te la dedico per completare la tua bella storia d’amore.
*I RAGAZZI CHE SI AMANO*
I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell’abbagliante splendore del loro primo amore
11/09/2014 at 13:58
Io e te siamo telepatiche xD anche io ho pensato proprio a quella poesia, non la ricordavo tutta a memoria ma ricordavo la parte sui passanti *____* e mi son fatta ispirare, diciamo.. 🙂
Grazie Angela per avermi seguito 😉
10/09/2014 at 19:12
La vita e, in particolare, la gioventù possono voler dire speranza: giusto finale, sempre che esista un finale giusto piuttosto che sbagliato
Corretto e credibile che la protagonista tenga le distanze verso la madre pur riavvicinandosi.
Pur nei temi cupi affrontati durante il cuore del racconto lo stesso mi ha sempre lasciato un senso di freschezza.
Bello
A rileggerti.
MaxLap
P.s. Un paio di imprecisioni, benvenuta nel club. 🙂
11/09/2014 at 14:06
Ho fatto agire Camilla come avrei fatto agito io stessa. Sinceramente mi sono pentita di aver affrontato quei temi, li ho affrontati male per la mia inesperienza e non mi sono piaciuta io stessa 🙂
Per le imprecisioni beh… sono qui per imparare e migliorare xD 😀
Vedremo, sono indecisa se imbattermi in una nuova storia 😉
Ciao Max!! 😉
10/09/2014 at 17:17
bel finale complimenti:-):-)
11/09/2014 at 14:06
Ciaoo Chiara!! 😉 Grazie ^_^
10/09/2014 at 17:15
E vissero felici e contenti, direi che in questa storia ci sta bene dopo tanta sofferenza 🙂 brava Rossana, spero di rileggerti presto.
10/09/2014 at 18:25
Concordo, ci sta!! Grazie Giorgia ^_^
08/09/2014 at 12:24
Vent’anni passa dalla mia storia se ti va:-) 🙂
06/09/2014 at 11:27
L’ho trovato veramente bello. Aspetto con sndia il finale. Ho votato fra cinque anni…
06/09/2014 at 15:02
Scusa, volevo scrivere “ansia”, ma col cell digitare è sempre un’impresa!…
06/09/2014 at 15:30
Ciao Massimo!! 🙂 Grazie per aver letto, mi ha fatto piacere ^_^ arriva presto il finale 🙂
Tranquillo, avevo capito. 😉
04/09/2014 at 23:53
Come la Muscas: 5 anni.
Storia tenera come la giovinezza che descrive.
E’ difficile stare bene dopo che si è stati tanto male
06/09/2014 at 15:28
Concordo in pieno! 🙂
04/09/2014 at 18:39
Non andrei oltre i 5 anni, perché sarebbe interessante scoprire le variazioni a breve termine…
Brava Rossana 🙂
06/09/2014 at 15:25
Grazie Giorgia! 😉
04/09/2014 at 13:52
finalmente ce l’ho fatta a leggerti, settimana infernale! ho votato per un finale tra 10 anni in cui lei fosse ormai pienamente adulta, ma sono in minoranza.
Un abbraccio Rossana!
04/09/2014 at 14:05
Ciaooo Francy!!! Immagino, tranquilla 😉 anche a me piacerebbe raccontare di loro tra dieci anni ma vabbè… magari ci sarà una svolta 😉
Un abbraccio <3