Amore a prima vista?

Dove eravamo rimasti?

Cosa farà Diego? Non accetta l'invito (67%)

Amico

Diego recuperò il suo asciugamano e tornò distrattamente a casa. Si fermò in giardino a fissare sua madre e suo padre che preparavano il pranzo insieme, come facevano sino a qualche mese fa nella loro casa. Una carezza innocente, una frecciatina divertente e qualche bacio; sembravano felici.

«Diego!» sua madre lo vide e gli sorrise «È quasi pronto.»

«Non ho fame.» borbottò Diego attraversando la cucina alla svelta.

Prese i vestiti puliti dalla valigia e si chiuse in bagno.

Si mise sotto il getto della doccia, sperando che l’aiutasse a schiarirsi le idee. Nell’ultima settimana, da quando aveva saputo della vacanza, era diventato inquieto. Non gli piaceva quella finta e sperava che sarebbe finita presto.

Chiuse gli occhi e fece stare zitti i pensieri ma uno, più prepotente degli altri, continuava a parlare. Anzi, continuava a mostrarsi: Camilla. I suoi occhi enormi, il suo sorriso…

Diego non era il tipo da feste, alcool, droga e musica spacca-timpani. Non ci sarebbe andato. Amava il silenzio e la pace, due motivi per cui non aveva molti amici. Il terzo motivo era che non era un tipo sociale, aveva sempre preferito la compagnia animale a quella umana.

Perché neanche l’acqua fredda riusciva a scacciare Camilla dalla sua testa? Era simpatica e gli piaceva, ma la cosa finiva lì. L’avrebbe voluta rivedere, magari parlarci. Da soli. Ma perché lei dovrebbe volere uscire con lui? Insomma, è bella, molto bella, e avrà chissà quanti altri ragazzi che le girano intorno. E perché dovrebbe voler stare con lui? E volerlo baciare, toccare… Ma cosa stava pensando!?

Uscì dal bagno e prima di attraversare la cucina si assicurò che fosse libera. Non voleva dare spiegazioni.

Camminò senza un meta sino a quando trovò un fast food. Entrò e si godette un pranzo a base di hamburger, patatine fritte e Cola-Cola fredda. Sua madre avrebbe avuto da ridire su quel cibo, forse per quello sembrava più buono del solito. O forse era solo perché non aveva mangiato nulla dalla sera prima. Improvvisamente gli venne in mente cosa poteva e doveva fare.

Finì di mangiare e riprese a camminare, stavolta a passo spedito, sostando qualche minuto in un negozio.

Dopo almeno un’ora che camminava, fiero di sé per aver indossato le scarpe e non le infradito, trovò quello che cercava.

Dentro ad un recinto di staccionata in legno, circondata dall’erbetta curata, c’era una casa a due piani. Le pareti esterne della casa erano bianche, il tetto rosso e fiori nel giardino. Molto fiabesco. Era una zona periferica circondata da boscaglia ma, in lontananza, si scorgeva ancora il mare.

Il cancelletto era socchiuso quindi Diego entrò, percorrendo il sentiero in ciottoli bianchi che spezzava in due il giardino. Nella porta c’era appesa una campana che fece tintinnare alcune volte.

Quasi subito, arrivò una donna, alta e bionda, che aprì la porta della veranda e gli sorrise. Indossava una salopette in jeans, All Star nere e l’abbronzatura le metteva in risalto gli occhi scuri, grandi e lucenti. Sicuramente l’aria del mare faceva bene alle donne e alle ragazze, pensò Diego, in quel posto erano tutte… Belle da far paura.

«Ciao.» disse gentile e sorridente. «Cerchi Daniele?» chiese poi, e rientrò in casa senza aspettare la risposta.

«Veramente volevo adottare un cane!» Gridò sperando che lo sentisse.

Riapparve davanti a Diego e lo guardava come a voler capire se fosse serio o stesse scherzando.

«Oh. Dici sul serio?» mormorò circospetta.

«Sì, certo. Guardi.» Dalla tasca posteriore dei pantaloni tolse un guinzaglio e una pettorina e li fece penzolare davanti agli occhi increduli della donna. Gli aveva detto come si chiamava? «Mi chiamo Diego.» Sorrise, sperando che lei dicesse qualcosa, iniziava a sentirsi a disagio.

«Ah, già… Io sono Mara, piacere.» Sorrise. «Vieni a scegliere il cane.»

L’espressione dei suoi genitori quando, tornato a casa, videro il cane non la scorderà mai.

Era un bel meticcio dal pelo bianco e lungo. Aveva un nasone nero e degli occhi irresistibilmente teneri. Forse doveva ancora prendere confidenza con la casa nuova ma al canile era quello che scodinzolava e abbaiava più degli altri. Il tempo della passeggiata per tornare a casa e Diego già amava il suo nuovo amico. Dormirono insieme nel letto.

La mattina uscirono per la prima vera passeggiata insieme. Non conosceva bene il posto e optò per passeggiare sul bagno asciuga. Camminarono tranquilli sino a quando improvvisamente, senza un motivo apparente, il cane iniziò a tirare per poter camminare più veloce. Era forte. Diego provò a stare al passo con lui, iniziò a correre sino a quando una ciabatta s’incastrò nella sabbia bagnata e cadde lungo disteso, il guinzaglio gli scivolò dalla mano e vide il cane scappare. Si rimise in piedi di scatto, si tolse le infradito e gli corse dietro. Come poteva essersi scordato di dargli un nome?

Lo raggiunse quasi subito quando si fermò per abbaiare alle spalle di una ragazza con le trecce.

«Ciao, Jason!» Camilla esultò e abbracciò il cane. Poi sollevò alzo la testa e guardò Diego.

Come reagisce Camilla?

  • Lo ignora (33%)
    33
  • Nasconde la delusione per il rifiuto dell'invito alla festa (67%)
    67
  • Si arrabbia con Diego (0%)
    0
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178 Commenti

  • Finale perfetto per un rosa, le battute finali mi hanno ricordato una bella poesia di Prèvert. Te la dedico per completare la tua bella storia d’amore.

    *I RAGAZZI CHE SI AMANO*
    I ragazzi che si amano si baciano in piedi
    Contro le porte della notte
    E i passanti che passano li segnano a dito
    Ma i ragazzi che si amano
    Non ci sono per nessuno
    Ed è la loro ombra soltanto
    Che trema nella notte
    Stimolando la rabbia dei passanti
    La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
    I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
    Essi sono altrove molto più lontano della notte
    Molto più in alto del giorno
    Nell’abbagliante splendore del loro primo amore

  • La vita e, in particolare, la gioventù possono voler dire speranza: giusto finale, sempre che esista un finale giusto piuttosto che sbagliato
    Corretto e credibile che la protagonista tenga le distanze verso la madre pur riavvicinandosi.
    Pur nei temi cupi affrontati durante il cuore del racconto lo stesso mi ha sempre lasciato un senso di freschezza.
    Bello
    A rileggerti.
    MaxLap
    P.s. Un paio di imprecisioni, benvenuta nel club. 🙂

    • Ho fatto agire Camilla come avrei fatto agito io stessa. Sinceramente mi sono pentita di aver affrontato quei temi, li ho affrontati male per la mia inesperienza e non mi sono piaciuta io stessa 🙂
      Per le imprecisioni beh… sono qui per imparare e migliorare xD 😀
      Vedremo, sono indecisa se imbattermi in una nuova storia 😉
      Ciao Max!! 😉

  • Rieccomi! Ho perso qualche episodio perchè a breve dovrò partire per un mese di studio a Londra con la scuola e sono veramente incasinata con i preparativi! Ho riletto tutto da dove avevo lasciato e ho votato la seconda opzione 😀 Ho visto la copertina e mi piace tantissimo, brava!! *-* Spero di riuscire a finire di leggere la tua storia prima di partire :c In ogni caso, a rileggerti! 😀

  • Con un nickname cosi non potevi che scrivere un racconto rosa 🙂 e ci riesci con molta abilità devo dire, si vede come la storia si evolva bene, e il tuo stile con essa… crescono i tuoi personaggi e tu con loro. Ammiro la scelta di un tema difficile come lo stupro… sono interessata a sapere come evolverà la vicenda… brava.

    • Hai proprio ragione, con il mio nick e quella foto di profilo non potrei scrivere altro se non il rosa <3
      Ti ringrazio per aver letto e sì, posso dire che stando su questo sito, leggendo tanto e cercando di capire dove sbaglio sto migliorando tantissimo.
      Sì, è davvero un tema difficile quindi proverò a trattarlo nel modo più delicato. 😉

  • allora per prima cosa ti dico che leggendo il primo capitolo e poi procedendo in avanti si nota un miglioramento pazzesco nella scrittura, brava!
    però solo un appunto: ma che razza di genitori ha? che razza di madre? un robot senza sentimenti? mi sembra che il tema dello stupro sia preso un po’ alla leggera da tutti, la madre in primis! l’unico ad avere la reazione giusta è stato Diego, anche se poi ha peccato di superficialità spifferando subito ai genitori sia di lei che suoi davanti a Camilla quello che era successo . Un minimo di delicatezza in più non sarebbe guastato, io fossi stata Camilla mi sarei infuriata anche con Diego solo per averlo detto!
    va be’ scusa il poema Rossana, il tema di questo capitolo mi ha colpito particolarmente.

    • Ciaoo! Sono felice che si nota il miglioramento (per fortuna! :D) grazie per averlo fatto presente.
      Il mio intento non era prendere alla leggera il fatto dello stupro alla leggera, non ci penserei mai e sono sinceramente dispiaciuta di non essere riuscita a farlo intendere come volevo. La mia idea era di una madre succube, diciamo, di un marito che non ha alcun interessa per la figlia della moglie e che con il suo atteggiamento la influenza a comportarsi di conseguenza, in modo che Diego reagisse come ha fatto. E come si dovrebbe reagire in queste situazioni.
      Per il fatto dei genitori credevo che fosse una cosa buona perché, essendo ancora ragazzi e trovandosi in una situazione del genere, in quale altro posto cercare aiuto?
      Nessun problema per il poema, sono più contenta quando mi si fa notare l’errore in modo che possa migliorare piuttosto che mi si dica ‘Brava’ a caso lasciandomi nell’ignoranza 😉

  • Rossana,
    continua a scrivere, sono sicura che racconterai una bella storia. Ti seguo. Voto per loro che vanno alla festa insieme.
    Sul tuo scritto ci sono molte cose da dire, non posso spiegartele tutte, qui. C’è freschezza in te, questo sopperisce ai verbi sbagliati, le locuzioni fuori posto, la sintassi da rivedere, le frasi ridondanti… insomma non posso dirti tutto. Però guarda un po’, ho deciso di tenerti d’occhio. Brava.

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