Dove eravamo rimasti?
Amico
Diego recuperò il suo asciugamano e tornò distrattamente a casa. Si fermò in giardino a fissare sua madre e suo padre che preparavano il pranzo insieme, come facevano sino a qualche mese fa nella loro casa. Una carezza innocente, una frecciatina divertente e qualche bacio; sembravano felici.
«Diego!» sua madre lo vide e gli sorrise «È quasi pronto.»
«Non ho fame.» borbottò Diego attraversando la cucina alla svelta.
Prese i vestiti puliti dalla valigia e si chiuse in bagno.
Si mise sotto il getto della doccia, sperando che l’aiutasse a schiarirsi le idee. Nell’ultima settimana, da quando aveva saputo della vacanza, era diventato inquieto. Non gli piaceva quella finta e sperava che sarebbe finita presto.
Chiuse gli occhi e fece stare zitti i pensieri ma uno, più prepotente degli altri, continuava a parlare. Anzi, continuava a mostrarsi: Camilla. I suoi occhi enormi, il suo sorriso…
Diego non era il tipo da feste, alcool, droga e musica spacca-timpani. Non ci sarebbe andato. Amava il silenzio e la pace, due motivi per cui non aveva molti amici. Il terzo motivo era che non era un tipo sociale, aveva sempre preferito la compagnia animale a quella umana.
Perché neanche l’acqua fredda riusciva a scacciare Camilla dalla sua testa? Era simpatica e gli piaceva, ma la cosa finiva lì. L’avrebbe voluta rivedere, magari parlarci. Da soli. Ma perché lei dovrebbe volere uscire con lui? Insomma, è bella, molto bella, e avrà chissà quanti altri ragazzi che le girano intorno. E perché dovrebbe voler stare con lui? E volerlo baciare, toccare… Ma cosa stava pensando!?
Uscì dal bagno e prima di attraversare la cucina si assicurò che fosse libera. Non voleva dare spiegazioni.
Camminò senza un meta sino a quando trovò un fast food. Entrò e si godette un pranzo a base di hamburger, patatine fritte e Cola-Cola fredda. Sua madre avrebbe avuto da ridire su quel cibo, forse per quello sembrava più buono del solito. O forse era solo perché non aveva mangiato nulla dalla sera prima. Improvvisamente gli venne in mente cosa poteva e doveva fare.
Finì di mangiare e riprese a camminare, stavolta a passo spedito, sostando qualche minuto in un negozio.
Dopo almeno un’ora che camminava, fiero di sé per aver indossato le scarpe e non le infradito, trovò quello che cercava.
Dentro ad un recinto di staccionata in legno, circondata dall’erbetta curata, c’era una casa a due piani. Le pareti esterne della casa erano bianche, il tetto rosso e fiori nel giardino. Molto fiabesco. Era una zona periferica circondata da boscaglia ma, in lontananza, si scorgeva ancora il mare.
Il cancelletto era socchiuso quindi Diego entrò, percorrendo il sentiero in ciottoli bianchi che spezzava in due il giardino. Nella porta c’era appesa una campana che fece tintinnare alcune volte.
Quasi subito, arrivò una donna, alta e bionda, che aprì la porta della veranda e gli sorrise. Indossava una salopette in jeans, All Star nere e l’abbronzatura le metteva in risalto gli occhi scuri, grandi e lucenti. Sicuramente l’aria del mare faceva bene alle donne e alle ragazze, pensò Diego, in quel posto erano tutte… Belle da far paura.
«Ciao.» disse gentile e sorridente. «Cerchi Daniele?» chiese poi, e rientrò in casa senza aspettare la risposta.
«Veramente volevo adottare un cane!» Gridò sperando che lo sentisse.
Riapparve davanti a Diego e lo guardava come a voler capire se fosse serio o stesse scherzando.
«Oh. Dici sul serio?» mormorò circospetta.
«Sì, certo. Guardi.» Dalla tasca posteriore dei pantaloni tolse un guinzaglio e una pettorina e li fece penzolare davanti agli occhi increduli della donna. Gli aveva detto come si chiamava? «Mi chiamo Diego.» Sorrise, sperando che lei dicesse qualcosa, iniziava a sentirsi a disagio.
«Ah, già… Io sono Mara, piacere.» Sorrise. «Vieni a scegliere il cane.»
L’espressione dei suoi genitori quando, tornato a casa, videro il cane non la scorderà mai.
Era un bel meticcio dal pelo bianco e lungo. Aveva un nasone nero e degli occhi irresistibilmente teneri. Forse doveva ancora prendere confidenza con la casa nuova ma al canile era quello che scodinzolava e abbaiava più degli altri. Il tempo della passeggiata per tornare a casa e Diego già amava il suo nuovo amico. Dormirono insieme nel letto.
La mattina uscirono per la prima vera passeggiata insieme. Non conosceva bene il posto e optò per passeggiare sul bagno asciuga. Camminarono tranquilli sino a quando improvvisamente, senza un motivo apparente, il cane iniziò a tirare per poter camminare più veloce. Era forte. Diego provò a stare al passo con lui, iniziò a correre sino a quando una ciabatta s’incastrò nella sabbia bagnata e cadde lungo disteso, il guinzaglio gli scivolò dalla mano e vide il cane scappare. Si rimise in piedi di scatto, si tolse le infradito e gli corse dietro. Come poteva essersi scordato di dargli un nome?
Lo raggiunse quasi subito quando si fermò per abbaiare alle spalle di una ragazza con le trecce.
«Ciao, Jason!» Camilla esultò e abbracciò il cane. Poi sollevò alzo la testa e guardò Diego.
Come reagisce Camilla?
- Lo ignora (33%)
- Nasconde la delusione per il rifiuto dell'invito alla festa (67%)
- Si arrabbia con Diego (0%)

27/09/2014 at 14:19
brava, bravaaaaa rossana, scusa il super ritardo super, ma ho avuto due settimane di fuego!
Ora aspetto una nuova storia eh!!!!
😉
14/09/2014 at 14:06
Brava! Un giusto finale per una bella storia! 🙂
11/09/2014 at 10:42
Finale perfetto per un rosa, le battute finali mi hanno ricordato una bella poesia di Prèvert. Te la dedico per completare la tua bella storia d’amore.
*I RAGAZZI CHE SI AMANO*
I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell’abbagliante splendore del loro primo amore
11/09/2014 at 13:58
Io e te siamo telepatiche xD anche io ho pensato proprio a quella poesia, non la ricordavo tutta a memoria ma ricordavo la parte sui passanti *____* e mi son fatta ispirare, diciamo.. 🙂
Grazie Angela per avermi seguito 😉
10/09/2014 at 19:12
La vita e, in particolare, la gioventù possono voler dire speranza: giusto finale, sempre che esista un finale giusto piuttosto che sbagliato
Corretto e credibile che la protagonista tenga le distanze verso la madre pur riavvicinandosi.
Pur nei temi cupi affrontati durante il cuore del racconto lo stesso mi ha sempre lasciato un senso di freschezza.
Bello
A rileggerti.
MaxLap
P.s. Un paio di imprecisioni, benvenuta nel club. 🙂
11/09/2014 at 14:06
Ho fatto agire Camilla come avrei fatto agito io stessa. Sinceramente mi sono pentita di aver affrontato quei temi, li ho affrontati male per la mia inesperienza e non mi sono piaciuta io stessa 🙂
Per le imprecisioni beh… sono qui per imparare e migliorare xD 😀
Vedremo, sono indecisa se imbattermi in una nuova storia 😉
Ciao Max!! 😉
10/09/2014 at 17:17
bel finale complimenti:-):-)
11/09/2014 at 14:06
Ciaoo Chiara!! 😉 Grazie ^_^
10/09/2014 at 17:15
E vissero felici e contenti, direi che in questa storia ci sta bene dopo tanta sofferenza 🙂 brava Rossana, spero di rileggerti presto.
10/09/2014 at 18:25
Concordo, ci sta!! Grazie Giorgia ^_^
08/09/2014 at 12:24
Vent’anni passa dalla mia storia se ti va:-) 🙂
06/09/2014 at 11:27
L’ho trovato veramente bello. Aspetto con sndia il finale. Ho votato fra cinque anni…
06/09/2014 at 15:02
Scusa, volevo scrivere “ansia”, ma col cell digitare è sempre un’impresa!…
06/09/2014 at 15:30
Ciao Massimo!! 🙂 Grazie per aver letto, mi ha fatto piacere ^_^ arriva presto il finale 🙂
Tranquillo, avevo capito. 😉
04/09/2014 at 23:53
Come la Muscas: 5 anni.
Storia tenera come la giovinezza che descrive.
E’ difficile stare bene dopo che si è stati tanto male
06/09/2014 at 15:28
Concordo in pieno! 🙂
04/09/2014 at 18:39
Non andrei oltre i 5 anni, perché sarebbe interessante scoprire le variazioni a breve termine…
Brava Rossana 🙂
06/09/2014 at 15:25
Grazie Giorgia! 😉
04/09/2014 at 13:52
finalmente ce l’ho fatta a leggerti, settimana infernale! ho votato per un finale tra 10 anni in cui lei fosse ormai pienamente adulta, ma sono in minoranza.
Un abbraccio Rossana!
04/09/2014 at 14:05
Ciaooo Francy!!! Immagino, tranquilla 😉 anche a me piacerebbe raccontare di loro tra dieci anni ma vabbè… magari ci sarà una svolta 😉
Un abbraccio <3