Dove eravamo rimasti?
Non pensare troppo
«Ciao.» disse Camilla con un sorriso che non si avvicinava nemmeno un po’ a uno di quelli che gli aveva fatto il giorno prima.
«Ciao.» rispose Diego. Il cervello gli stava giocando un altro brutto scherzo, questa volta il messaggio era solo “parole brevi”.
Si fissarono per qualche istante e lei sembrava… imbarazzata? Era diventata timida, strisciava un piede sulla sabbia, si contorceva le mani e il sguardo era rivolto a terra. Intravide un leggero rossore sulle sue guance. No, non poteva crederci: lui le piaceva davvero! Allora, aveva visto giusto.
«L’hai chiamato Jason?» chiese Diego per tastare terreno, sperando che non fosse arrabbiata. Oh, era riuscito a parlare.
«Sì, ma puoi chiamarlo come vuoi» era agitata. Fece un sospiro e strinse ancora più forte le mani. «Il canile è di mia madre.» spiegò. «Siamo molto affezionati a lui, è un tipetto simpatico. Starà bene. Scusami, devo tornare a giocare… ci si vede». Se ne andò di corsa.
Non sapeva cosa fare e Jason decise per lui. Iniziò nuovamente a tirare per stare dietro a Camilla, che non si accorse di niente. Stava scappando. Jason tirava sempre più forte e stava emettendo dei strani versi, come se stesse soffocando, cosa impossibile dal momento che aveva le pettorine.
«Camilla!» gridò Diego e lei si voltò di scatto. «Potresti aiutarmi?» era una supplica. E una scusa. Avrebbe passato un po’ di tempo con lei e avrebbe scacciato il senso di colpa per averle dato buca.
L’ora di pranzo arrivò molto prima di quanto credessero. Pranzarono con panini e cola, fecero mangiare e bere il cane e ripresero a camminare. Jason passeggiava sereno e scodinzolante. Ieri non era così allegro, sicuramente riconosceva in lei la sua padrona. Non poteva tenerlo se soffriva la lontananza da Camilla, non era giusto e non avrebbe fatto bene a Jason. E non voleva un cane depresso.
«Stai tranquillo, si abituerà a te.» Camilla aveva di nuovo il suo bel sorriso e Diego ne resto ammaliato. Ancora.
Entrarono in un parco recintato, c’era poca gente e quasi tutti in costume da bagno. Si sedettero sull’erba, guardarono Jason libero dal guinzaglio correre e giocare. Chiacchierano per tutto il pomeriggio.
Diego non la capiva: era arrabbiata perché non era andato alla festa, non gliene fregava niente o stava facendo l’indifferente? Stava fissando il suo profilo, lei se ne accorse e sorrise timidamente. Quanto gli sarebbe piaciuto infilarle la lingua in bocca, baciarle il collo, sentire il suo profumo, riempirla di baci iniziando dal seno, lungo la pancia, arrivare al… Oh, merda! Si stava eccitando.
«Cosa c’è?» chiese preoccupata.
«’Fanculo» mormorò Diego.
Si avvicinò e le accarezzò la guancia, fece scivolare la mano sul suo collo e l’attirò piano a sé per arrivare alle sue labbra. La vide chiudere gli occhi e gli chiuse anche lui. Aveva la testa leggera ed era concentrato solo sulle labbra che stava per baciare.
Successe tutto in fretta. Sentì un abbaio, un ringhio e un dolore acuto alla gamba. Tolse la mano dal collo di Camilla e lanciò un urlo che alleviò per un attimo il dolore.
«Jason! No!» La voce di Camilla era severa. «Bisogna medicarlo» disse con ansia guardando i profondi buchi sanguinanti che Diego aveva alla gamba.
L’aveva morsicato! E per bene anche. «Credo di riuscire ad arrivare a casa.» disse tra gli spasmi di dolore.
«Si abituerà, eh…» disse Diego. Erano vicini a casa. Saltellava con la gamba sana, un braccio sulla spalla di Camilla che teneva Jason al guinzaglio e lo aiutava con un braccio dietro la schiena.
«Credo di sì, insomma… deve aver pensato che mi stessi facendo male…» parlava piano.
‘Fanculo di nuovo. Si era deciso a baciarla senza pensarci troppo e quello stupido di un cane aveva rovinato tutto. Per fortuna non aveva preso l’incrocio di pastore tedesco che era nella gabbia insieme a quel… A Jason. Avrebbe potuto staccargli la gamba.
«La prossima volta farò attenzione al cane» le sorrise e lei ricambiò arrossendo. Era la prima volta che voleva davvero baciare una ragazza. Con le altre era sempre stato qualcosa di deciso a tavolino: appuntamento, pizza, battute stupide e bacio della buonanotte. Alcune volte più del bacio della buonanotte ma nessuna significava qualcosa. Invece Camilla…
«Vieni. Dovrebbe esserci qualcosa di fresco da bere» trascinò la gamba ferita fino alla porta e la tenne aperta sino a quando Camilla e Jason non furono entrati.
Non c’era nessuno in casa e trovò un biglietto e dei soldi sul tavolo. Era di sua madre: “Se vuoi unirti a noi siamo al ristorante Giapponese. Se non vuoi, come suppongo, mangia e divertiti con il cane. PS: i bisogni fuori”
OK: i suoi erano fuori. I soldi per la cena e l’occorrente per medicare la gamba li aveva. Camilla era lì e a brave sarebbe scesa la notte.
«Posso restare a farti compagnia» disse Camilla. Aveva la testa sulla sua spalla, aveva letto il biglietto e aspettava una risposta.
«Certo» mormorò Diego. Lei aveva ancora un odore buono e voleva baciarla. Ricordò che Jason era lì, esitò e la baciò sulla guancia.
Soli in casa... e adesso?
- Pizza e buonanotte (33%)
- Pizza, baci e coccole (58%)
- Pizza,tv e chiacchiere (8%)

27/09/2014 at 14:19
brava, bravaaaaa rossana, scusa il super ritardo super, ma ho avuto due settimane di fuego!
Ora aspetto una nuova storia eh!!!!
😉
14/09/2014 at 14:06
Brava! Un giusto finale per una bella storia! 🙂
11/09/2014 at 10:42
Finale perfetto per un rosa, le battute finali mi hanno ricordato una bella poesia di Prèvert. Te la dedico per completare la tua bella storia d’amore.
*I RAGAZZI CHE SI AMANO*
I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell’abbagliante splendore del loro primo amore
11/09/2014 at 13:58
Io e te siamo telepatiche xD anche io ho pensato proprio a quella poesia, non la ricordavo tutta a memoria ma ricordavo la parte sui passanti *____* e mi son fatta ispirare, diciamo.. 🙂
Grazie Angela per avermi seguito 😉
10/09/2014 at 19:12
La vita e, in particolare, la gioventù possono voler dire speranza: giusto finale, sempre che esista un finale giusto piuttosto che sbagliato
Corretto e credibile che la protagonista tenga le distanze verso la madre pur riavvicinandosi.
Pur nei temi cupi affrontati durante il cuore del racconto lo stesso mi ha sempre lasciato un senso di freschezza.
Bello
A rileggerti.
MaxLap
P.s. Un paio di imprecisioni, benvenuta nel club. 🙂
11/09/2014 at 14:06
Ho fatto agire Camilla come avrei fatto agito io stessa. Sinceramente mi sono pentita di aver affrontato quei temi, li ho affrontati male per la mia inesperienza e non mi sono piaciuta io stessa 🙂
Per le imprecisioni beh… sono qui per imparare e migliorare xD 😀
Vedremo, sono indecisa se imbattermi in una nuova storia 😉
Ciao Max!! 😉
10/09/2014 at 17:17
bel finale complimenti:-):-)
11/09/2014 at 14:06
Ciaoo Chiara!! 😉 Grazie ^_^
10/09/2014 at 17:15
E vissero felici e contenti, direi che in questa storia ci sta bene dopo tanta sofferenza 🙂 brava Rossana, spero di rileggerti presto.
10/09/2014 at 18:25
Concordo, ci sta!! Grazie Giorgia ^_^
08/09/2014 at 12:24
Vent’anni passa dalla mia storia se ti va:-) 🙂
06/09/2014 at 11:27
L’ho trovato veramente bello. Aspetto con sndia il finale. Ho votato fra cinque anni…
06/09/2014 at 15:02
Scusa, volevo scrivere “ansia”, ma col cell digitare è sempre un’impresa!…
06/09/2014 at 15:30
Ciao Massimo!! 🙂 Grazie per aver letto, mi ha fatto piacere ^_^ arriva presto il finale 🙂
Tranquillo, avevo capito. 😉
04/09/2014 at 23:53
Come la Muscas: 5 anni.
Storia tenera come la giovinezza che descrive.
E’ difficile stare bene dopo che si è stati tanto male
06/09/2014 at 15:28
Concordo in pieno! 🙂
04/09/2014 at 18:39
Non andrei oltre i 5 anni, perché sarebbe interessante scoprire le variazioni a breve termine…
Brava Rossana 🙂
06/09/2014 at 15:25
Grazie Giorgia! 😉
04/09/2014 at 13:52
finalmente ce l’ho fatta a leggerti, settimana infernale! ho votato per un finale tra 10 anni in cui lei fosse ormai pienamente adulta, ma sono in minoranza.
Un abbraccio Rossana!
04/09/2014 at 14:05
Ciaooo Francy!!! Immagino, tranquilla 😉 anche a me piacerebbe raccontare di loro tra dieci anni ma vabbè… magari ci sarà una svolta 😉
Un abbraccio <3