Amore a prima vista?

Dove eravamo rimasti?

Come reagisce Camilla? Nasconde la delusione per il rifiuto dell'invito alla festa (67%)

Non pensare troppo

«Ciao.» disse Camilla con un sorriso che non si avvicinava nemmeno un po’ a uno di quelli che gli aveva fatto il giorno prima.

«Ciao.» rispose Diego. Il cervello gli stava giocando un altro brutto scherzo, questa volta il messaggio era solo “parole brevi”.

Si fissarono per qualche istante e lei sembrava… imbarazzata? Era diventata timida, strisciava un piede sulla sabbia, si contorceva le mani e il sguardo era rivolto a terra. Intravide un leggero rossore sulle sue guance. No, non poteva crederci: lui le piaceva davvero! Allora, aveva visto giusto.

«L’hai chiamato Jason?» chiese Diego per tastare terreno, sperando che non fosse arrabbiata. Oh, era riuscito a parlare.

«Sì, ma puoi chiamarlo come vuoi» era agitata. Fece un sospiro e strinse ancora più forte le mani. «Il canile è di mia madre.» spiegò. «Siamo molto affezionati a lui, è un tipetto simpatico. Starà bene. Scusami, devo tornare a giocare… ci si vede». Se ne andò di corsa.

Non sapeva cosa fare e Jason decise per lui. Iniziò nuovamente a tirare per stare dietro a Camilla, che non si accorse di niente. Stava scappando. Jason tirava sempre più forte e stava emettendo dei strani versi, come se stesse soffocando, cosa impossibile dal momento che aveva le pettorine.

«Camilla!» gridò Diego e lei si voltò di scatto. «Potresti aiutarmi?» era una supplica. E una scusa. Avrebbe passato un po’ di tempo con lei e avrebbe scacciato il senso di colpa per averle dato buca.

L’ora di pranzo arrivò molto prima di quanto credessero. Pranzarono con panini e cola, fecero mangiare e bere il cane e ripresero a camminare. Jason passeggiava sereno e scodinzolante. Ieri non era così allegro, sicuramente riconosceva in lei la sua padrona. Non poteva tenerlo se soffriva la lontananza da Camilla, non era giusto e non avrebbe fatto bene a Jason. E non voleva un cane depresso.

«Stai tranquillo, si abituerà a te.» Camilla aveva di nuovo il suo bel sorriso e Diego ne resto ammaliato. Ancora.

Entrarono in un parco recintato, c’era poca gente e quasi tutti in costume da bagno. Si sedettero sull’erba, guardarono Jason libero dal guinzaglio correre e giocare. Chiacchierano per tutto il pomeriggio.

Diego non la capiva: era arrabbiata perché non era andato alla festa, non gliene fregava niente o stava facendo l’indifferente? Stava fissando il suo profilo, lei se ne accorse e sorrise timidamente. Quanto gli sarebbe piaciuto infilarle la lingua in bocca, baciarle il collo, sentire il suo profumo, riempirla di baci iniziando dal seno, lungo la pancia, arrivare al… Oh, merda! Si stava eccitando.

«Cosa c’è?» chiese preoccupata.

«’Fanculo» mormorò Diego.

Si avvicinò e le accarezzò la guancia, fece scivolare la mano sul suo collo e l’attirò piano a sé per arrivare alle sue labbra. La vide chiudere gli occhi e gli chiuse anche lui. Aveva la testa leggera ed era concentrato solo sulle labbra che stava per baciare.

Successe tutto in fretta. Sentì un abbaio, un ringhio e un dolore acuto alla gamba. Tolse la mano dal collo di Camilla e lanciò un urlo che alleviò per un attimo il dolore.

«Jason! No!» La voce di Camilla era severa. «Bisogna medicarlo» disse con ansia guardando i profondi buchi sanguinanti che Diego aveva alla gamba.

L’aveva morsicato! E per bene anche. «Credo di riuscire ad arrivare a casa.» disse tra gli spasmi di dolore.

«Si abituerà, eh…» disse Diego. Erano vicini a casa. Saltellava con la gamba sana, un braccio sulla spalla di Camilla che teneva Jason al guinzaglio e lo aiutava con un braccio dietro la schiena.

«Credo di sì, insomma… deve aver pensato che mi stessi facendo male…» parlava piano.

‘Fanculo di nuovo. Si era deciso a baciarla senza pensarci troppo e quello stupido di un cane aveva rovinato tutto. Per fortuna non aveva preso l’incrocio di pastore tedesco che era nella gabbia insieme a quel… A Jason. Avrebbe potuto staccargli la gamba.

«La prossima volta farò attenzione al cane» le sorrise e lei ricambiò arrossendo. Era la prima volta che voleva davvero baciare una ragazza. Con le altre era sempre stato qualcosa di deciso a tavolino: appuntamento, pizza, battute stupide e bacio della buonanotte. Alcune volte più del bacio della buonanotte ma nessuna significava qualcosa. Invece Camilla…

«Vieni. Dovrebbe esserci qualcosa di fresco da bere» trascinò la gamba ferita fino alla porta e la tenne aperta sino a quando Camilla e Jason non furono entrati.

Non c’era nessuno in casa e trovò un biglietto e dei soldi sul tavolo. Era di sua madre: “Se vuoi unirti a noi siamo al ristorante Giapponese. Se non vuoi, come suppongo, mangia e divertiti con il cane. PS: i bisogni fuori”

OK: i suoi erano fuori. I soldi per la cena e l’occorrente per medicare la gamba li aveva. Camilla era lì e a brave sarebbe scesa la notte.

«Posso restare a farti compagnia» disse Camilla. Aveva la testa sulla sua spalla, aveva letto il biglietto e aspettava una risposta.

«Certo» mormorò Diego. Lei aveva ancora un odore buono e voleva baciarla. Ricordò che Jason era lì, esitò e la baciò sulla guancia.

Soli in casa... e adesso?

  • Pizza e buonanotte (33%)
    33
  • Pizza, baci e coccole (58%)
    58
  • Pizza,tv e chiacchiere (8%)
    8
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178 Commenti

  • Finale perfetto per un rosa, le battute finali mi hanno ricordato una bella poesia di Prèvert. Te la dedico per completare la tua bella storia d’amore.

    *I RAGAZZI CHE SI AMANO*
    I ragazzi che si amano si baciano in piedi
    Contro le porte della notte
    E i passanti che passano li segnano a dito
    Ma i ragazzi che si amano
    Non ci sono per nessuno
    Ed è la loro ombra soltanto
    Che trema nella notte
    Stimolando la rabbia dei passanti
    La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
    I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
    Essi sono altrove molto più lontano della notte
    Molto più in alto del giorno
    Nell’abbagliante splendore del loro primo amore

  • La vita e, in particolare, la gioventù possono voler dire speranza: giusto finale, sempre che esista un finale giusto piuttosto che sbagliato
    Corretto e credibile che la protagonista tenga le distanze verso la madre pur riavvicinandosi.
    Pur nei temi cupi affrontati durante il cuore del racconto lo stesso mi ha sempre lasciato un senso di freschezza.
    Bello
    A rileggerti.
    MaxLap
    P.s. Un paio di imprecisioni, benvenuta nel club. 🙂

    • Ho fatto agire Camilla come avrei fatto agito io stessa. Sinceramente mi sono pentita di aver affrontato quei temi, li ho affrontati male per la mia inesperienza e non mi sono piaciuta io stessa 🙂
      Per le imprecisioni beh… sono qui per imparare e migliorare xD 😀
      Vedremo, sono indecisa se imbattermi in una nuova storia 😉
      Ciao Max!! 😉

  • Rieccomi! Ho perso qualche episodio perchè a breve dovrò partire per un mese di studio a Londra con la scuola e sono veramente incasinata con i preparativi! Ho riletto tutto da dove avevo lasciato e ho votato la seconda opzione 😀 Ho visto la copertina e mi piace tantissimo, brava!! *-* Spero di riuscire a finire di leggere la tua storia prima di partire :c In ogni caso, a rileggerti! 😀

  • Con un nickname cosi non potevi che scrivere un racconto rosa 🙂 e ci riesci con molta abilità devo dire, si vede come la storia si evolva bene, e il tuo stile con essa… crescono i tuoi personaggi e tu con loro. Ammiro la scelta di un tema difficile come lo stupro… sono interessata a sapere come evolverà la vicenda… brava.

    • Hai proprio ragione, con il mio nick e quella foto di profilo non potrei scrivere altro se non il rosa <3
      Ti ringrazio per aver letto e sì, posso dire che stando su questo sito, leggendo tanto e cercando di capire dove sbaglio sto migliorando tantissimo.
      Sì, è davvero un tema difficile quindi proverò a trattarlo nel modo più delicato. 😉

  • allora per prima cosa ti dico che leggendo il primo capitolo e poi procedendo in avanti si nota un miglioramento pazzesco nella scrittura, brava!
    però solo un appunto: ma che razza di genitori ha? che razza di madre? un robot senza sentimenti? mi sembra che il tema dello stupro sia preso un po’ alla leggera da tutti, la madre in primis! l’unico ad avere la reazione giusta è stato Diego, anche se poi ha peccato di superficialità spifferando subito ai genitori sia di lei che suoi davanti a Camilla quello che era successo . Un minimo di delicatezza in più non sarebbe guastato, io fossi stata Camilla mi sarei infuriata anche con Diego solo per averlo detto!
    va be’ scusa il poema Rossana, il tema di questo capitolo mi ha colpito particolarmente.

    • Ciaoo! Sono felice che si nota il miglioramento (per fortuna! :D) grazie per averlo fatto presente.
      Il mio intento non era prendere alla leggera il fatto dello stupro alla leggera, non ci penserei mai e sono sinceramente dispiaciuta di non essere riuscita a farlo intendere come volevo. La mia idea era di una madre succube, diciamo, di un marito che non ha alcun interessa per la figlia della moglie e che con il suo atteggiamento la influenza a comportarsi di conseguenza, in modo che Diego reagisse come ha fatto. E come si dovrebbe reagire in queste situazioni.
      Per il fatto dei genitori credevo che fosse una cosa buona perché, essendo ancora ragazzi e trovandosi in una situazione del genere, in quale altro posto cercare aiuto?
      Nessun problema per il poema, sono più contenta quando mi si fa notare l’errore in modo che possa migliorare piuttosto che mi si dica ‘Brava’ a caso lasciandomi nell’ignoranza 😉

  • Rossana,
    continua a scrivere, sono sicura che racconterai una bella storia. Ti seguo. Voto per loro che vanno alla festa insieme.
    Sul tuo scritto ci sono molte cose da dire, non posso spiegartele tutte, qui. C’è freschezza in te, questo sopperisce ai verbi sbagliati, le locuzioni fuori posto, la sintassi da rivedere, le frasi ridondanti… insomma non posso dirti tutto. Però guarda un po’, ho deciso di tenerti d’occhio. Brava.

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