Dove eravamo rimasti?
Riflettere
Cinque minuti di corsa e finalmente scorse Diego seduto sulla sabbia. Jason era al suo fianco e aveva la testa sulle sue gambe, stava capendo chi era il suo padrone, ed era un bene sia per lui che per Diego. Camilla lo osservava mentre accarezzava delicatamente la testa al cane, e ripensò alle tenere carezze che aveva fatto a lei la notte. Sospirò e gli andò vicino.
«Non è stato carino quello che hai fatto» disse Camilla dopo essersi seduta al suo fianco e aver messo le pettorine a Jason.
«Non hanno bisogno di un bambino!» Diego sentiva la rabbia crescere, avrebbe voluto gridarle contro di tutto ma si trattenne, prendersela con lei non serviva, non ne aveva colpa.
«Diego!» esclamò Camilla. «Avrai un fratellino, o sorellina, dovresti saltare di gioia, non scappare così.»
«Ho bisogno di tempo.» Il suo nome tra le labbra di Camilla suonava meravigliosamente bene ma lei non aveva capito. Non ce l’aveva contro il bambino, anche se avrebbe preferito avere un fratellino quando era più piccolo, ce l’aveva con i suoi genitori che il mese prima si uccidevano con le parole e il mese dopo aspettavano un altro figlio. Lo avevano cercato o era stato uno ‘sbaglio’?
« Dai, andiamo» disse Camilla mentre si alzava.
«Dove?»
«Oggi dormi da me.»
«Cosa?» Diego la guardò spaventato, non gli piaceva quella proposta. Conosceva appena sua madre e chissà come avrebbe reagito al fatto che dormissero insieme. «Non credo sia una buona idea, cosa dirà tua madre?»
Camilla sbuffò. «Non dirà niente.» Prese il guinzaglio e riprese la direzione da cui era arrivata. Diego non era convinto che andare a casa di Camilla fosse la cosa giusta, si conoscevano appena, ma non voleva nemmeno tornare a casa sua.
«Muoviti» gli gridò Camilla.
Dietro al cancelletto del giardino, Jason era libero dal guinzaglio e iniziò una corsa impazzita dentro il giardino. Lo lasciarono lì ed entrarono in casa, Diego cercava di non fare rumore ma Camilla si mise a chiamare sua madre a gran voce.
Il salotto era arredato con dei divani in pelle vecchio stile davanti ad un cammino in pietra e un tavolino di vetro. Le finestre avevano tende rosa che non c’entravano niente con l’arredamento antico dell’interno ma s’intonavano benissimo ai colori fiabeschi dell’esterno.
Una parete era occupata solo da cornici di ogni dimensione e, nella maggior parte di esse, nella foto c’era una bambina dai capelli ramati che rideva di gusto. In una foto scartava regali vicino a un albero di natale, nell’altra aveva un chiwawa spaventato tra le mani e in un’altra ancora aveva uno strano vestito, forse di Hallowen. In una, dove indossava un vestitino elegante e dei tacchi paurosamente alti, sorrideva solo con le labbra, gli occhi erano tristi.
«Perché in quella non ridi?» chiese Diego indicando la foto.
«È il matrimonio di mia madre, quello con l’attuale marito, e sto ridendo» rispose freddamente.
«Quando lo fai gli occhi ti si illuminano e le guance si colorano appena di rosa… Lì non stai ridendo.»
«Camilla!» Mara era sulla soglia della cucina, in completa tenuta sportiva. «Sai che devi chiamare quan… Vuoi riportare Jason?» chiese nel panico quando vide Diego.
«No, mamma, restano solo a dormire.» spiegò Camilla, salì le scale per il piano superiore e riscese poco dopo. Aveva indossato degli short e, al posto della maglietta di Diego, una semplice canottiera.
Aiutarono Mara a pulire le gabbie dei cani, a darli da mangiare, da bere e fare il bagno ad alcuni di loro. Quando arrivò l’ora, pranzarono e passarono il pomeriggio a guardare delle noiose soap in TV. Verso sera, a gruppi, fecero giocare tutti i cani, riempirono di nuovo le ciotole di crocchette e acqua e tornarono in casa. Prima Diego e poi Camilla si lavarono e dopo cena aiutarono Mara a pulire.
Alle undici erano coricati nel letto di Camilla.
«Grazie» disse Diego con le labbra sulle sue e stringendola più forte, come per impedirle di scappare.
«Perché?» chiese rannicchiandosi contro di lui.
«Perché sei con me e perché mi hai aiutato a riflettere» spiegò Diego. «Sono ancora arrabbiato con i miei ma domani ci parlerò.»
Camilla sorrise e gli diede piccoli baci sulle labbra, lui la strinse ancora di più e scivolarono insieme nel sonno. In pochissimo tempo Camilla era diventata importante al punto che Diego non voleva immaginarsi senza di lei.
Erano appena le quattro del mattino quando Diego si svegliò, disturbato da qualcosa.
«Thomas… Smettila, basta… Thomas… NO!» Camilla stava parlando nel sonno e si contorceva con le lenzuola.
Sembrava più un incubo che un sogno. Thomas era il ragazzo che gli aveva presentato sulla spiaggia, quello con i capelli a spazzola e i piercing. Diego la fissava e si sentiva perso. Forse era con lui solo per fare un dispetto a Thomas. Era stato solo un reimpiego?
«Camilla» Diego cercò di svegliarla quando vide le lacrime scenderle sul viso. «Camilla!» disse più forte.
Lei si svegliò, tremante e con il viso bagnato dalle lacrime. Gli occhi vagavano nella stanza e si fermarono quando incrociarono quelli angosciati di Diego.
Camilla si alza spaventata dal letto e, avvolta nel lenzuolo cade rumorosamente a terra, qualcuno entrerà nella camera. Chi?
- Mara, la madre di Camilla (24%)
- Thomas, l'amico del fratellastro (48%)
- Daniele, il fratellastro (29%)

27/09/2014 at 14:19
brava, bravaaaaa rossana, scusa il super ritardo super, ma ho avuto due settimane di fuego!
Ora aspetto una nuova storia eh!!!!
😉
14/09/2014 at 14:06
Brava! Un giusto finale per una bella storia! 🙂
11/09/2014 at 10:42
Finale perfetto per un rosa, le battute finali mi hanno ricordato una bella poesia di Prèvert. Te la dedico per completare la tua bella storia d’amore.
*I RAGAZZI CHE SI AMANO*
I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell’abbagliante splendore del loro primo amore
11/09/2014 at 13:58
Io e te siamo telepatiche xD anche io ho pensato proprio a quella poesia, non la ricordavo tutta a memoria ma ricordavo la parte sui passanti *____* e mi son fatta ispirare, diciamo.. 🙂
Grazie Angela per avermi seguito 😉
10/09/2014 at 19:12
La vita e, in particolare, la gioventù possono voler dire speranza: giusto finale, sempre che esista un finale giusto piuttosto che sbagliato
Corretto e credibile che la protagonista tenga le distanze verso la madre pur riavvicinandosi.
Pur nei temi cupi affrontati durante il cuore del racconto lo stesso mi ha sempre lasciato un senso di freschezza.
Bello
A rileggerti.
MaxLap
P.s. Un paio di imprecisioni, benvenuta nel club. 🙂
11/09/2014 at 14:06
Ho fatto agire Camilla come avrei fatto agito io stessa. Sinceramente mi sono pentita di aver affrontato quei temi, li ho affrontati male per la mia inesperienza e non mi sono piaciuta io stessa 🙂
Per le imprecisioni beh… sono qui per imparare e migliorare xD 😀
Vedremo, sono indecisa se imbattermi in una nuova storia 😉
Ciao Max!! 😉
10/09/2014 at 17:17
bel finale complimenti:-):-)
11/09/2014 at 14:06
Ciaoo Chiara!! 😉 Grazie ^_^
10/09/2014 at 17:15
E vissero felici e contenti, direi che in questa storia ci sta bene dopo tanta sofferenza 🙂 brava Rossana, spero di rileggerti presto.
10/09/2014 at 18:25
Concordo, ci sta!! Grazie Giorgia ^_^
08/09/2014 at 12:24
Vent’anni passa dalla mia storia se ti va:-) 🙂
06/09/2014 at 11:27
L’ho trovato veramente bello. Aspetto con sndia il finale. Ho votato fra cinque anni…
06/09/2014 at 15:02
Scusa, volevo scrivere “ansia”, ma col cell digitare è sempre un’impresa!…
06/09/2014 at 15:30
Ciao Massimo!! 🙂 Grazie per aver letto, mi ha fatto piacere ^_^ arriva presto il finale 🙂
Tranquillo, avevo capito. 😉
04/09/2014 at 23:53
Come la Muscas: 5 anni.
Storia tenera come la giovinezza che descrive.
E’ difficile stare bene dopo che si è stati tanto male
06/09/2014 at 15:28
Concordo in pieno! 🙂
04/09/2014 at 18:39
Non andrei oltre i 5 anni, perché sarebbe interessante scoprire le variazioni a breve termine…
Brava Rossana 🙂
06/09/2014 at 15:25
Grazie Giorgia! 😉
04/09/2014 at 13:52
finalmente ce l’ho fatta a leggerti, settimana infernale! ho votato per un finale tra 10 anni in cui lei fosse ormai pienamente adulta, ma sono in minoranza.
Un abbraccio Rossana!
04/09/2014 at 14:05
Ciaooo Francy!!! Immagino, tranquilla 😉 anche a me piacerebbe raccontare di loro tra dieci anni ma vabbè… magari ci sarà una svolta 😉
Un abbraccio <3