Amore a prima vista?

Dove eravamo rimasti?

Diego preferisce non tornare a casa per oggi... cosa dice Camilla? Dormire a casa sua (67%)

Riflettere

Cinque minuti di corsa e finalmente scorse Diego seduto sulla sabbia. Jason era al suo fianco e aveva la testa sulle sue gambe, stava capendo chi era il suo padrone, ed era un bene sia per lui che per Diego. Camilla lo osservava mentre accarezzava delicatamente la testa al cane, e  ripensò alle tenere carezze che aveva fatto a lei la notte. Sospirò e gli andò vicino.

«Non è stato carino quello che hai fatto» disse Camilla dopo essersi seduta al suo fianco e aver messo le pettorine a Jason.

«Non hanno bisogno di un bambino!» Diego sentiva la rabbia crescere, avrebbe voluto gridarle contro di tutto ma si trattenne, prendersela con lei non serviva, non ne aveva colpa.

«Diego!» esclamò Camilla. «Avrai un fratellino, o sorellina, dovresti saltare di gioia, non scappare così.»

«Ho bisogno di tempo.» Il suo nome tra le labbra di Camilla suonava meravigliosamente bene ma lei non aveva capito. Non ce l’aveva contro il bambino, anche se avrebbe preferito avere un fratellino quando era più piccolo, ce l’aveva con i suoi genitori che il mese prima si uccidevano con le parole e il mese dopo aspettavano un altro figlio. Lo avevano cercato o era stato uno ‘sbaglio’?

« Dai, andiamo» disse Camilla mentre si alzava.

«Dove?»

«Oggi dormi da me.»

«Cosa?» Diego la guardò spaventato, non gli piaceva quella proposta. Conosceva appena sua madre e chissà come avrebbe reagito al fatto che dormissero insieme. «Non credo sia una buona idea, cosa dirà tua madre?»

Camilla sbuffò. «Non dirà niente.» Prese il guinzaglio e riprese la direzione da cui era arrivata. Diego non era convinto che andare a casa di Camilla fosse la cosa giusta, si conoscevano appena, ma non voleva nemmeno tornare a casa sua.

«Muoviti» gli gridò Camilla.

Dietro al cancelletto del giardino, Jason era libero dal guinzaglio e iniziò una corsa impazzita dentro il giardino. Lo lasciarono lì ed entrarono in casa, Diego cercava di non fare rumore ma Camilla si mise a chiamare sua madre a gran voce.

Il salotto era arredato con dei divani in pelle vecchio stile davanti ad un cammino in pietra e un tavolino di vetro. Le finestre avevano tende rosa che non c’entravano niente con l’arredamento antico dell’interno ma s’intonavano benissimo ai colori fiabeschi dell’esterno.

Una parete era occupata solo da cornici di ogni dimensione e, nella maggior parte di esse, nella foto c’era una bambina dai capelli ramati che rideva di gusto. In una foto scartava regali vicino a un albero di natale, nell’altra aveva un chiwawa spaventato tra le mani e in un’altra ancora aveva uno strano vestito, forse di Hallowen. In una, dove indossava un vestitino elegante e dei tacchi paurosamente alti, sorrideva solo con le labbra, gli occhi erano tristi.

«Perché in quella non ridi?» chiese Diego indicando la foto.

«È il matrimonio di mia madre, quello con l’attuale marito, e sto ridendo» rispose freddamente.

«Quando lo fai gli occhi ti si illuminano e le guance si colorano appena di rosa… Lì non stai ridendo.»

«Camilla!» Mara era sulla soglia della cucina, in completa tenuta sportiva. «Sai che devi chiamare quan… Vuoi riportare Jason?» chiese nel panico quando vide Diego.

«No, mamma, restano solo a dormire.» spiegò Camilla, salì le scale per il piano superiore e riscese poco dopo. Aveva indossato degli short e, al posto della maglietta di Diego, una semplice canottiera.

Aiutarono Mara a pulire le gabbie dei cani, a darli da mangiare, da bere e fare il bagno ad alcuni di loro. Quando arrivò l’ora, pranzarono e passarono il pomeriggio a guardare delle noiose soap in TV. Verso sera, a gruppi, fecero giocare tutti i cani, riempirono di nuovo le ciotole di crocchette e acqua e tornarono in casa. Prima Diego e poi Camilla si lavarono e dopo cena aiutarono Mara a pulire.

Alle undici erano coricati nel letto di Camilla.

«Grazie» disse Diego con le labbra sulle sue e stringendola più forte, come per impedirle di scappare.

«Perché?» chiese rannicchiandosi contro di lui.

«Perché sei con me e perché mi hai aiutato a riflettere» spiegò Diego. «Sono ancora arrabbiato con i miei ma domani ci parlerò.»

Camilla sorrise e gli diede piccoli baci sulle labbra, lui la strinse ancora di più e scivolarono insieme nel sonno. In pochissimo tempo Camilla era diventata importante al punto che Diego non voleva immaginarsi senza di lei.

Erano appena le quattro del mattino quando Diego si svegliò, disturbato da qualcosa.

«Thomas… Smettila, basta… Thomas… NO!» Camilla stava parlando nel sonno e si contorceva con le lenzuola.

Sembrava più un incubo che un sogno. Thomas era il ragazzo che gli aveva presentato sulla spiaggia, quello con i capelli a spazzola e i piercing. Diego la fissava e si sentiva perso. Forse era con lui solo per fare un dispetto a Thomas. Era stato solo un reimpiego?

«Camilla» Diego cercò di svegliarla quando vide le lacrime scenderle sul viso. «Camilla!» disse più forte.

Lei si svegliò, tremante e con il viso bagnato dalle lacrime. Gli occhi vagavano nella stanza e si fermarono quando incrociarono quelli angosciati di Diego.

Camilla si alza spaventata dal letto e, avvolta nel lenzuolo cade rumorosamente a terra, qualcuno entrerà nella camera. Chi?

  • Mara, la madre di Camilla (24%)
    24
  • Thomas, l'amico del fratellastro (48%)
    48
  • Daniele, il fratellastro (29%)
    29
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178 Commenti

  • Finale perfetto per un rosa, le battute finali mi hanno ricordato una bella poesia di Prèvert. Te la dedico per completare la tua bella storia d’amore.

    *I RAGAZZI CHE SI AMANO*
    I ragazzi che si amano si baciano in piedi
    Contro le porte della notte
    E i passanti che passano li segnano a dito
    Ma i ragazzi che si amano
    Non ci sono per nessuno
    Ed è la loro ombra soltanto
    Che trema nella notte
    Stimolando la rabbia dei passanti
    La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
    I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
    Essi sono altrove molto più lontano della notte
    Molto più in alto del giorno
    Nell’abbagliante splendore del loro primo amore

  • La vita e, in particolare, la gioventù possono voler dire speranza: giusto finale, sempre che esista un finale giusto piuttosto che sbagliato
    Corretto e credibile che la protagonista tenga le distanze verso la madre pur riavvicinandosi.
    Pur nei temi cupi affrontati durante il cuore del racconto lo stesso mi ha sempre lasciato un senso di freschezza.
    Bello
    A rileggerti.
    MaxLap
    P.s. Un paio di imprecisioni, benvenuta nel club. 🙂

    • Ho fatto agire Camilla come avrei fatto agito io stessa. Sinceramente mi sono pentita di aver affrontato quei temi, li ho affrontati male per la mia inesperienza e non mi sono piaciuta io stessa 🙂
      Per le imprecisioni beh… sono qui per imparare e migliorare xD 😀
      Vedremo, sono indecisa se imbattermi in una nuova storia 😉
      Ciao Max!! 😉

  • Rieccomi! Ho perso qualche episodio perchè a breve dovrò partire per un mese di studio a Londra con la scuola e sono veramente incasinata con i preparativi! Ho riletto tutto da dove avevo lasciato e ho votato la seconda opzione 😀 Ho visto la copertina e mi piace tantissimo, brava!! *-* Spero di riuscire a finire di leggere la tua storia prima di partire :c In ogni caso, a rileggerti! 😀

  • Con un nickname cosi non potevi che scrivere un racconto rosa 🙂 e ci riesci con molta abilità devo dire, si vede come la storia si evolva bene, e il tuo stile con essa… crescono i tuoi personaggi e tu con loro. Ammiro la scelta di un tema difficile come lo stupro… sono interessata a sapere come evolverà la vicenda… brava.

    • Hai proprio ragione, con il mio nick e quella foto di profilo non potrei scrivere altro se non il rosa <3
      Ti ringrazio per aver letto e sì, posso dire che stando su questo sito, leggendo tanto e cercando di capire dove sbaglio sto migliorando tantissimo.
      Sì, è davvero un tema difficile quindi proverò a trattarlo nel modo più delicato. 😉

  • allora per prima cosa ti dico che leggendo il primo capitolo e poi procedendo in avanti si nota un miglioramento pazzesco nella scrittura, brava!
    però solo un appunto: ma che razza di genitori ha? che razza di madre? un robot senza sentimenti? mi sembra che il tema dello stupro sia preso un po’ alla leggera da tutti, la madre in primis! l’unico ad avere la reazione giusta è stato Diego, anche se poi ha peccato di superficialità spifferando subito ai genitori sia di lei che suoi davanti a Camilla quello che era successo . Un minimo di delicatezza in più non sarebbe guastato, io fossi stata Camilla mi sarei infuriata anche con Diego solo per averlo detto!
    va be’ scusa il poema Rossana, il tema di questo capitolo mi ha colpito particolarmente.

    • Ciaoo! Sono felice che si nota il miglioramento (per fortuna! :D) grazie per averlo fatto presente.
      Il mio intento non era prendere alla leggera il fatto dello stupro alla leggera, non ci penserei mai e sono sinceramente dispiaciuta di non essere riuscita a farlo intendere come volevo. La mia idea era di una madre succube, diciamo, di un marito che non ha alcun interessa per la figlia della moglie e che con il suo atteggiamento la influenza a comportarsi di conseguenza, in modo che Diego reagisse come ha fatto. E come si dovrebbe reagire in queste situazioni.
      Per il fatto dei genitori credevo che fosse una cosa buona perché, essendo ancora ragazzi e trovandosi in una situazione del genere, in quale altro posto cercare aiuto?
      Nessun problema per il poema, sono più contenta quando mi si fa notare l’errore in modo che possa migliorare piuttosto che mi si dica ‘Brava’ a caso lasciandomi nell’ignoranza 😉

  • Rossana,
    continua a scrivere, sono sicura che racconterai una bella storia. Ti seguo. Voto per loro che vanno alla festa insieme.
    Sul tuo scritto ci sono molte cose da dire, non posso spiegartele tutte, qui. C’è freschezza in te, questo sopperisce ai verbi sbagliati, le locuzioni fuori posto, la sintassi da rivedere, le frasi ridondanti… insomma non posso dirti tutto. Però guarda un po’, ho deciso di tenerti d’occhio. Brava.

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