Dove eravamo rimasti?
Vieni con me?
Camilla provò a scappare ma era avvolta nel lenzuolo e cadde rumorosamente a terra. Diego si alzò per soccorrerla e quando si avvicinò, lei arretrò terrorizzata.
«Camilla, sono io» sussurrò, sembrava che stesse cercando di avvicinare un gatto randagio.
La porta della camera si aprì di scatto, Camilla si volto e s’irrigidì alla vista dei capelli a spazzola neri, quegli occhi azzurri e quei piercing sparsi sul viso.
«Tuo fratello ha detto che sei caduta e vuole che ti controlli, che stai facendo?» Thomas si bloccò quando vide Diego.
Thomas si era appoggiato al montate della porta e, vedendo Camilla piangere, sorrideva soddisfatto. Diego si sentì di troppo, fece per andare via ma Camilla lo afferrò per la caviglia e lo guardò con i suoi occhioni verdi, arrossati e pieni di lacrime.
«Non andartene» bisbigliò in supplica.
«Perché hai fatto il suo nome? Perché stai ancora piangendo?» chiese infine, voleva delle spiegazioni.
«Perché è venuta a letto con me e non sa come dirtelo» rispose Thomas.
«No, no, no» sbottò Camilla. «Mi ha costretto» disse provando a trattenere i singhiozzi, ma questi non le davano tregua.
Il sorriso di Thomas sparì quando Diego lo inchiodò con lo sguardo. «È vero?» chiese freddo, ma dubitava che, anche se lo fosse, lui l’avrebbe ammesso.
«È stata più selvaggia del solito ma…»
Prima che potesse finire, Diego gli fu addosso, caddero con un tonfo sordo sul parquet del pianerottolo e, senza dargli tempo per reagire, si mise a cavalcioni su Thomas e iniziò a dargli pugni sul volto, o in qualsiasi altra parte lo colpisse. Thomas scalciava per cercare inutilmente di liberarsi, provò a tirare pugni a sua volta ma prima che riuscisse a colpirlo, Diego gli mise una mano al collo, strinse e continuò a dargli pugni. Era accecato dalla rabbia, voleva solo fargli il più male possibile e non sarebbe stato niente in confronto a quello che aveva fatto a Camilla.
Qualcuno lo afferrò per il colletto della maglietta e lo spinse via da Thomas. Si guardò intorno. Si erano svegliati tutti: Mara; un uomo alto e magro con indosso solo dei boxer, il marito di Mara, e un altro ragazzo, identico all’uomo ma più giovane e muscoloso, Daniele.
Camilla si avvicinò a Diego, mise la testa sulla sua spalla e lui la abbracciò. Nessuno parlava e Mara passava lo sguardo da Camilla, che non smetteva di piangere, a Diego, ansimante, a Thomas, pieno di sangue sul viso.
«Che succede?» chiese Mara.
«Ha costretto Camilla ad andare a letto con lui» disse Diego pieno di rabbia.
«Che cosa?!» Mara sgranò gli occhi e si puntò contro Thomas.
«Mara, sono ragazzi, si arrangiano da soli. Torniamo a letto» disse il marito, le mise una mano sulla spalla e tornò in camera. Chiaramente non gli importava niente di Camilla ma Mara era sua madre, qualcosa avrebbe fatto. Invece si limitò a guardare Camilla e seguì suo marito. Daniele e Thomas tornarono nella loro camera.
Diego rimase in piedi con Camilla al suo fianco che non riusciva a smettere di piangere. Non credeva a ciò che aveva visto, ma che razza di madre era? Le dicono che qualcuno ha violentato sua figlia e lei torna a letto come se niente fosse.
Tornò in camera con Camilla e la fece sedere sul letto.
«Tesoro.» disse Diego, stupendosi di ciò aveva detto. Era la prima volta che pronunciava quella parola, era stata così spontanea che a malapena riusciva a credere che fosse uscita dalle sue labbra. Camilla lo guardò dritto negli occhi e riuscì a smettere di piangere. «Hai una borsa?» le chiese piano.
Lei annuì con la testa. «Quella per il campeggio, è nell’armadio.»
Diego aprì l’armadio, trovò la borsa e ci mise dentro un po’ dei vestiti di Camilla, non sapeva se erano quelli giusti ma per ora bastava che ne avesse di ricambio. Dopo aver chiuso la borsa, prese un’ultima maglietta, una tuta e si avvicinò da lei.
Le fece togliere il lenzuolo di dosso, le tolse la canottiera che usava per dormire e le mise la maglietta, fece lo stesso con gli shorts e le infilò la tuta.
«Le scarpe?» chiese Diego.
«Perché?» chiese Camilla, confusa.
«Torniamo a casa. Le scarpe.»
Camilla prese le scarpe da sotto il letto e, senza chiedere altro, le infilò e lo seguì fuori casa. Jason dormiva in giardino, gli misero le pettorine e si diressero a casa di Diego.
Quando arrivarono, la casa era buia, i suoi dovevano essere già a letto. Si sedettero un attimo sul divano per riposarsi ma si risvegliarono con la luce e con i genitori di Diego che li fissavano, probabilmente nell’attesa di una spiegazione.
Si diedero una sistemata e si sedettero a fare colazione tutti insieme, come il giorno prima. Diego spiegò ai suoi cosa Thomas aveva fatto a Camilla, cosa aveva fatto lui a Thomas e come la madre aveva liquidato la faccenda.
«Diego» iniziò Carlo, il padre. «Possiamo aiutarla ma non qui, in città conosco i migliori specialisti anche per queste situazioni, e Camilla deve essere d’accordo.»
Diego guardò Camilla che stava di nuovo per piangere. «Vieni con me?» le chiese dolcemente.
Camilla lo fissò e alla fine rispose: «Sì».
Prima di procedere in qualsiasi modo Mara dovrà dare il suo consenso. Cosa deciderà?
- Non vorrà dare il consenso ma alla fine cederà. (48%)
- Non acconsentirà. (24%)
- Dirà 'Sì' e basta. (29%)

27/09/2014 at 14:19
brava, bravaaaaa rossana, scusa il super ritardo super, ma ho avuto due settimane di fuego!
Ora aspetto una nuova storia eh!!!!
😉
14/09/2014 at 14:06
Brava! Un giusto finale per una bella storia! 🙂
11/09/2014 at 10:42
Finale perfetto per un rosa, le battute finali mi hanno ricordato una bella poesia di Prèvert. Te la dedico per completare la tua bella storia d’amore.
*I RAGAZZI CHE SI AMANO*
I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell’abbagliante splendore del loro primo amore
11/09/2014 at 13:58
Io e te siamo telepatiche xD anche io ho pensato proprio a quella poesia, non la ricordavo tutta a memoria ma ricordavo la parte sui passanti *____* e mi son fatta ispirare, diciamo.. 🙂
Grazie Angela per avermi seguito 😉
10/09/2014 at 19:12
La vita e, in particolare, la gioventù possono voler dire speranza: giusto finale, sempre che esista un finale giusto piuttosto che sbagliato
Corretto e credibile che la protagonista tenga le distanze verso la madre pur riavvicinandosi.
Pur nei temi cupi affrontati durante il cuore del racconto lo stesso mi ha sempre lasciato un senso di freschezza.
Bello
A rileggerti.
MaxLap
P.s. Un paio di imprecisioni, benvenuta nel club. 🙂
11/09/2014 at 14:06
Ho fatto agire Camilla come avrei fatto agito io stessa. Sinceramente mi sono pentita di aver affrontato quei temi, li ho affrontati male per la mia inesperienza e non mi sono piaciuta io stessa 🙂
Per le imprecisioni beh… sono qui per imparare e migliorare xD 😀
Vedremo, sono indecisa se imbattermi in una nuova storia 😉
Ciao Max!! 😉
10/09/2014 at 17:17
bel finale complimenti:-):-)
11/09/2014 at 14:06
Ciaoo Chiara!! 😉 Grazie ^_^
10/09/2014 at 17:15
E vissero felici e contenti, direi che in questa storia ci sta bene dopo tanta sofferenza 🙂 brava Rossana, spero di rileggerti presto.
10/09/2014 at 18:25
Concordo, ci sta!! Grazie Giorgia ^_^
08/09/2014 at 12:24
Vent’anni passa dalla mia storia se ti va:-) 🙂
06/09/2014 at 11:27
L’ho trovato veramente bello. Aspetto con sndia il finale. Ho votato fra cinque anni…
06/09/2014 at 15:02
Scusa, volevo scrivere “ansia”, ma col cell digitare è sempre un’impresa!…
06/09/2014 at 15:30
Ciao Massimo!! 🙂 Grazie per aver letto, mi ha fatto piacere ^_^ arriva presto il finale 🙂
Tranquillo, avevo capito. 😉
04/09/2014 at 23:53
Come la Muscas: 5 anni.
Storia tenera come la giovinezza che descrive.
E’ difficile stare bene dopo che si è stati tanto male
06/09/2014 at 15:28
Concordo in pieno! 🙂
04/09/2014 at 18:39
Non andrei oltre i 5 anni, perché sarebbe interessante scoprire le variazioni a breve termine…
Brava Rossana 🙂
06/09/2014 at 15:25
Grazie Giorgia! 😉
04/09/2014 at 13:52
finalmente ce l’ho fatta a leggerti, settimana infernale! ho votato per un finale tra 10 anni in cui lei fosse ormai pienamente adulta, ma sono in minoranza.
Un abbraccio Rossana!
04/09/2014 at 14:05
Ciaooo Francy!!! Immagino, tranquilla 😉 anche a me piacerebbe raccontare di loro tra dieci anni ma vabbè… magari ci sarà una svolta 😉
Un abbraccio <3