Amore a prima vista?

Dove eravamo rimasti?

Camilla si alza spaventata dal letto e, avvolta nel lenzuolo cade rumorosamente a terra, qualcuno entrerà nella camera. Chi? Thomas, l'amico del fratellastro (48%)

Vieni con me?

Camilla provò a scappare ma era avvolta nel lenzuolo e cadde rumorosamente a terra. Diego si alzò per soccorrerla e quando si avvicinò, lei arretrò terrorizzata.

«Camilla, sono io» sussurrò, sembrava che stesse cercando di avvicinare un gatto randagio.

La porta della camera si aprì di scatto, Camilla si volto e s’irrigidì alla vista dei capelli a spazzola neri, quegli occhi azzurri e quei piercing sparsi sul viso.

«Tuo fratello ha detto che sei caduta e vuole che ti controlli, che stai facendo?» Thomas si bloccò quando vide Diego.

Thomas si era appoggiato al montate della porta e, vedendo Camilla piangere, sorrideva soddisfatto. Diego si sentì di troppo, fece per andare via ma Camilla lo afferrò per la caviglia e lo guardò con i suoi occhioni verdi, arrossati e pieni di lacrime.

«Non andartene» bisbigliò in supplica.

«Perché hai fatto il suo nome? Perché stai ancora piangendo?» chiese infine, voleva delle spiegazioni.

«Perché è venuta a letto con me e non sa come dirtelo» rispose Thomas.

«No, no, no» sbottò Camilla. «Mi ha costretto» disse provando a trattenere i singhiozzi, ma questi non le davano tregua.

Il sorriso di Thomas sparì quando Diego lo inchiodò con lo sguardo. «È vero?» chiese freddo, ma dubitava che, anche se lo fosse, lui l’avrebbe ammesso.

«È stata più selvaggia del solito ma…»

Prima che potesse finire, Diego gli fu addosso, caddero con un tonfo sordo sul parquet del pianerottolo e, senza dargli tempo per reagire, si mise a cavalcioni su Thomas e iniziò a dargli pugni sul volto, o in qualsiasi altra parte lo colpisse. Thomas scalciava per cercare inutilmente di liberarsi, provò a tirare pugni a sua volta ma prima che riuscisse a colpirlo, Diego gli mise una mano al collo, strinse e continuò a dargli pugni. Era accecato dalla rabbia, voleva solo fargli il più male possibile e non sarebbe stato niente in confronto a quello che aveva fatto a Camilla.

Qualcuno lo afferrò per il colletto della maglietta e lo spinse via da Thomas. Si guardò intorno. Si erano svegliati tutti: Mara; un uomo alto e magro con indosso solo dei boxer, il marito di Mara, e un altro ragazzo, identico all’uomo ma più giovane e muscoloso, Daniele.

Camilla si avvicinò a Diego, mise la testa sulla sua spalla e lui la abbracciò. Nessuno parlava e Mara passava lo sguardo da Camilla, che non smetteva di piangere, a Diego, ansimante, a Thomas, pieno di sangue sul viso.

«Che succede?» chiese Mara.

«Ha costretto Camilla ad andare a letto con lui» disse Diego pieno di rabbia.

«Che cosa?!» Mara sgranò gli occhi e si puntò contro Thomas.

«Mara, sono ragazzi, si arrangiano da soli. Torniamo a letto» disse il marito, le mise una mano sulla spalla e tornò in camera. Chiaramente non gli importava niente di Camilla ma Mara era sua madre, qualcosa avrebbe fatto. Invece si limitò a guardare Camilla e seguì suo marito. Daniele e Thomas tornarono nella loro camera.

Diego rimase in piedi con Camilla al suo fianco che non riusciva a smettere di piangere. Non credeva a ciò che aveva visto, ma che razza di madre era? Le dicono che qualcuno ha violentato sua figlia e lei torna a letto come se niente fosse.

Tornò in camera con Camilla e la fece sedere sul letto.

«Tesoro.» disse Diego, stupendosi di ciò aveva detto. Era la prima volta che pronunciava quella parola, era stata così spontanea che a malapena riusciva a credere che fosse uscita dalle sue labbra. Camilla lo guardò dritto negli occhi e riuscì a smettere di piangere. «Hai una borsa?» le chiese piano.

Lei annuì con la testa. «Quella per il campeggio, è nell’armadio.»

Diego aprì l’armadio, trovò la borsa e ci mise dentro un po’ dei vestiti di Camilla, non sapeva se erano quelli giusti ma per ora bastava che ne avesse di ricambio. Dopo aver chiuso la borsa, prese un’ultima maglietta, una tuta e si avvicinò da lei.

Le fece togliere il lenzuolo di dosso, le tolse la canottiera che usava per dormire e le mise la maglietta, fece lo stesso con gli shorts e le infilò la tuta.

«Le scarpe?» chiese Diego.

«Perché?» chiese Camilla, confusa.

«Torniamo a casa. Le scarpe.»

Camilla prese le scarpe da sotto il letto e, senza chiedere altro, le infilò e lo seguì fuori casa. Jason dormiva in giardino, gli misero le pettorine e si diressero a casa di Diego.

Quando arrivarono, la casa era buia, i suoi dovevano essere già a letto. Si sedettero un attimo sul divano per riposarsi ma si risvegliarono con la luce e con i genitori di Diego che li fissavano, probabilmente nell’attesa di una spiegazione.

Si diedero una sistemata e si sedettero a fare colazione tutti insieme, come il giorno prima. Diego spiegò ai suoi cosa Thomas aveva fatto a Camilla, cosa aveva fatto lui a Thomas e come la madre aveva liquidato la faccenda.

«Diego» iniziò Carlo, il padre. «Possiamo aiutarla ma non qui, in città conosco i migliori specialisti anche per queste situazioni, e Camilla deve essere d’accordo.»

Diego guardò Camilla che stava di nuovo per piangere. «Vieni con me?» le chiese dolcemente.

Camilla lo fissò e alla fine rispose: «Sì».

Prima di procedere in qualsiasi modo Mara dovrà dare il suo consenso. Cosa deciderà?

  • Non vorrà dare il consenso ma alla fine cederà. (48%)
    48
  • Non acconsentirà. (24%)
    24
  • Dirà 'Sì' e basta. (29%)
    29
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178 Commenti

  • Finale perfetto per un rosa, le battute finali mi hanno ricordato una bella poesia di Prèvert. Te la dedico per completare la tua bella storia d’amore.

    *I RAGAZZI CHE SI AMANO*
    I ragazzi che si amano si baciano in piedi
    Contro le porte della notte
    E i passanti che passano li segnano a dito
    Ma i ragazzi che si amano
    Non ci sono per nessuno
    Ed è la loro ombra soltanto
    Che trema nella notte
    Stimolando la rabbia dei passanti
    La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
    I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
    Essi sono altrove molto più lontano della notte
    Molto più in alto del giorno
    Nell’abbagliante splendore del loro primo amore

  • La vita e, in particolare, la gioventù possono voler dire speranza: giusto finale, sempre che esista un finale giusto piuttosto che sbagliato
    Corretto e credibile che la protagonista tenga le distanze verso la madre pur riavvicinandosi.
    Pur nei temi cupi affrontati durante il cuore del racconto lo stesso mi ha sempre lasciato un senso di freschezza.
    Bello
    A rileggerti.
    MaxLap
    P.s. Un paio di imprecisioni, benvenuta nel club. 🙂

    • Ho fatto agire Camilla come avrei fatto agito io stessa. Sinceramente mi sono pentita di aver affrontato quei temi, li ho affrontati male per la mia inesperienza e non mi sono piaciuta io stessa 🙂
      Per le imprecisioni beh… sono qui per imparare e migliorare xD 😀
      Vedremo, sono indecisa se imbattermi in una nuova storia 😉
      Ciao Max!! 😉

  • Rieccomi! Ho perso qualche episodio perchè a breve dovrò partire per un mese di studio a Londra con la scuola e sono veramente incasinata con i preparativi! Ho riletto tutto da dove avevo lasciato e ho votato la seconda opzione 😀 Ho visto la copertina e mi piace tantissimo, brava!! *-* Spero di riuscire a finire di leggere la tua storia prima di partire :c In ogni caso, a rileggerti! 😀

  • Con un nickname cosi non potevi che scrivere un racconto rosa 🙂 e ci riesci con molta abilità devo dire, si vede come la storia si evolva bene, e il tuo stile con essa… crescono i tuoi personaggi e tu con loro. Ammiro la scelta di un tema difficile come lo stupro… sono interessata a sapere come evolverà la vicenda… brava.

    • Hai proprio ragione, con il mio nick e quella foto di profilo non potrei scrivere altro se non il rosa <3
      Ti ringrazio per aver letto e sì, posso dire che stando su questo sito, leggendo tanto e cercando di capire dove sbaglio sto migliorando tantissimo.
      Sì, è davvero un tema difficile quindi proverò a trattarlo nel modo più delicato. 😉

  • allora per prima cosa ti dico che leggendo il primo capitolo e poi procedendo in avanti si nota un miglioramento pazzesco nella scrittura, brava!
    però solo un appunto: ma che razza di genitori ha? che razza di madre? un robot senza sentimenti? mi sembra che il tema dello stupro sia preso un po’ alla leggera da tutti, la madre in primis! l’unico ad avere la reazione giusta è stato Diego, anche se poi ha peccato di superficialità spifferando subito ai genitori sia di lei che suoi davanti a Camilla quello che era successo . Un minimo di delicatezza in più non sarebbe guastato, io fossi stata Camilla mi sarei infuriata anche con Diego solo per averlo detto!
    va be’ scusa il poema Rossana, il tema di questo capitolo mi ha colpito particolarmente.

    • Ciaoo! Sono felice che si nota il miglioramento (per fortuna! :D) grazie per averlo fatto presente.
      Il mio intento non era prendere alla leggera il fatto dello stupro alla leggera, non ci penserei mai e sono sinceramente dispiaciuta di non essere riuscita a farlo intendere come volevo. La mia idea era di una madre succube, diciamo, di un marito che non ha alcun interessa per la figlia della moglie e che con il suo atteggiamento la influenza a comportarsi di conseguenza, in modo che Diego reagisse come ha fatto. E come si dovrebbe reagire in queste situazioni.
      Per il fatto dei genitori credevo che fosse una cosa buona perché, essendo ancora ragazzi e trovandosi in una situazione del genere, in quale altro posto cercare aiuto?
      Nessun problema per il poema, sono più contenta quando mi si fa notare l’errore in modo che possa migliorare piuttosto che mi si dica ‘Brava’ a caso lasciandomi nell’ignoranza 😉

  • Rossana,
    continua a scrivere, sono sicura che racconterai una bella storia. Ti seguo. Voto per loro che vanno alla festa insieme.
    Sul tuo scritto ci sono molte cose da dire, non posso spiegartele tutte, qui. C’è freschezza in te, questo sopperisce ai verbi sbagliati, le locuzioni fuori posto, la sintassi da rivedere, le frasi ridondanti… insomma non posso dirti tutto. Però guarda un po’, ho deciso di tenerti d’occhio. Brava.

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